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Viaggi Sciamanici: Animali guida, piante, pietre e passi magici

Viaggi Sciamanici: Animali guida, piante, pietre e passi magici

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Viaggi Sciamanici: Animali guida, piante, pietre e passi magici

Lunghezza:
93 pagine
1 ora
Pubblicato:
21 ott 2017
ISBN:
9788869372551
Formato:
Libro

Descrizione

Lo sciamanesimo, antico metodo di conoscenza e guarigione, è presentato in questo libro come qualcosa di pratico da poter utilizzare nella vita quotidiana per risolvere quesiti e per guarire sia spiritualmente che fisicamente.
I viaggi sciamanici descritti ed il sognare, hanno permesso di comprendere spiritualmente l'origine della malattia e di risolverla mediante l'aiuto ed il sostegno di animali guida e maestri spirituali. Strumenti di guarigione sono stati: piante, pietre e passi magici.
Pubblicato:
21 ott 2017
ISBN:
9788869372551
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Viaggi Sciamanici - Stefania Montagna

nebbia

Prefazione

Dalla fine degli anni sessanta del ’900, nel mondo occi­dentale ci siamo confrontati con una continua rinascita dello sciamanesimo. Persone moderne, di tutte le età, praticano i rituali degli antichi sciamani per ricreare le loro radici per­dute. L’uomo nel mondo materialistico di oggi si è separato dalle sue origini come essere della natura e dello spirito. Si sente rifiutato dalla medicina scientifica e non trova risposte alle domande fondamentali sulla propria esistenza dalla religione che persegue una consumata lotta per il denaro ed il potere. Lo sciamanesimo non è una religione, è un uso pratico degli stati alterati di coscienza per la guarigione e per avere saggezza spirituale. È sorto in tutte le tribù native, nel mondo intero, come ci dimostrano le caverne con i graffiti di 20.000 anni fa. Oggi troviamo gli ultimi discendenti di queste pratiche di guarigione, trasmesse verbalmente da generazioni a generazioni, in rare popolazioni della Siberia, America, Africa e Australia. Il rituale di base degli antichi sciamani è il viaggio nella realtà non ordinaria per contatta­re gli spiriti alleati. Con l’aiuto del suono monotono del tam­buro, vanno in uno stato alterato di coscienza, come il sogno, la trance, e viaggiano nei regni invisibili che riman­gono nascosti dietro il nostro mondo quotidiano. In questi regni, fuori dallo spazio e dal tempo, gli alleati spirituali nella forma di animali ed antenati, portano il visitatore in contatto con il potere di guarigione e dell’eterna saggezza. Negli ultimi cinquanta anni si è scritto parecchio sulle prati­che magiche degli sciamani tradizionali e delle loro storie mitologiche che si sono portati indietro dai loro viaggi scia­manici. Ora abbiamo un resoconto originale dei contatti con gli spiriti aiutanti nelle realtà non ordinarie scritti da Stefania Montagna che è una donna del nostro presente e cultura.

Conosco Stefania da molto tempo, la apprezzo come essere umano ben aggrappato alla realtà, buona madre, medico veterinario, insegnante creativa di Yoga in acqua e pratican­te sciamana. Questo libro è un esempio di come l’antica sag­gezza può essere praticata nella vita di oggi. Questo è un grande dono per tutti noi. Nei vari capitoli, possiamo trova­re una raccolta di brevi racconti della personale esperienza sciamanica di una persona istruita e pienamente integrata nella nostra società. Questi racconti di prima mano, ci danno una profonda veduta del mondo spirituale, del suo potenziale di guarigione e della sua saggezza. Ci viene mostrato come trovare potere per crescere, per avere suc­cesso nel lavoro e nella vita privata. Impariamo a compren­dere come la sofferenza della malattia è una sfida per la tra­sformazione e l’iniziazione. Stefania ci restituisce il coraggio di esprimere la nostra spiritualità, aprire la nostra anima ed ottenere la più importante guarigione: essere parte dell’inte­ra creazione.

11 Novembre 2002 Dr. Carlo Zumstein, Membro

dell’International Faculty della Foundation for

Shamanic Studies.

U inizio di una storia

Appena alzata, quella mattina 11 settembre, ho avvertito un dolore alle prime vertebre lombari, forte, profondo. - Un’ernia al disco! - avevo pensato, - Andrò dalla signora Angela a Verona che usa il metodo del doti. Zilgrei

Ho fatto colazione dolorante e, come sempre sono usci­ta per dare da mangiare a tutti gli animali, una fatica tre­menda per il dolore. Ed eccomi in macchina, partita per una visita ad un paio di cavalli, a Trissino, più di un’ora di strada da fare. Lucio mi aveva mostrato alcuni esercizi che a lui aveva insegnato Angela per l’ernia al disco, così, in macchi­na ho cominciato a praticarne uno sentendo un certo, se pur minimo, beneficio. Arrivata al paese di Trissino ho dovuto fermarmi ad un parcheggio, ho eseguito a lungo l’esercizio sincronizzato con il respiro, perché il dolore era lancinante tale da non poter scendere dalla macchina. Con l’aiuto di Uriele, l’angelo del soccorso, mi sono fatta coraggio e sono andata a visitare i cavalli. Il ritorno è stato non meno trau­matico, non vedevo l’ora di essere a casa ed andarmi a sten­dere a letto. Arrivata a casa un po’ di cibo, affamata come sempre, ma carica di dolore, un paio di aspirine, a letto. Dopo qualche ora, mi sono sentita rinata, pronta per partire la sera ed andare a Bologna da Alessia. Ancora dolorante sono partita, Alessia mi aspettava, il giorno seguente, in cin­que da Bologna saremmo andati a Roma per praticare la Tensegrità con i nuovi passi di San Diego, California. Notte quasi insonne, sentivo alternativamente: brividi di freddo ed ondate di calore, impossibile trovare una posizione comoda ed indolore. Durante il viaggio per Roma, mi sentivo strana, un malessere generale, ma la voglia di andare era più forte. Parcheggiata la macchina, ho faticato a stare dietro agli altri con il passo, la palestra, finalmente. Appena cambiata, dal palco mi chiamano le tre ragazze: - Vieni su a fare i passi con noi! - e così sono salita. Il pomeriggio, nella toilette, mi accorgo che Purina è rosata e sulla carta tracce di sangue; finalmente avevo capito, mi era terribilmente chiaro: - Una colica renale! Tutto quel dolore ecco da dove proveniva! Ho continuato come tutti a fare i passi fino alle cinque del pomeriggio, la voglia di impararli era più forte del malesse­re e del dolore, qualche vampata di calore, qualche tremito, forse avevo la febbre

​L'inizio di una storia

Appena alzata, quella mattina 11 settembre, ho avvertito un dolore alle prime vertebre lombari, forte, profondo. - Un’ernia al disco! - avevo pensato, - Andrò dalla signora Angela a Verona che usa il metodo del doti. Zilgrei

Ho fatto colazione dolorante e, come sempre sono usci­ta per dare da mangiare a tutti gli animali, una fatica tre­menda per il dolore. Ed eccomi in macchina, partita per una visita ad un paio di cavalli, a Trissino, più di un’ora di strada da fare. Lucio mi aveva mostrato alcuni esercizi che a lui aveva insegnato Angela per l’ernia al disco, così, in macchi­na ho cominciato a praticarne uno sentendo un certo, se pur minimo, beneficio. Arrivata al paese di Trissino ho dovuto fermarmi ad un parcheggio, ho eseguito a lungo l’esercizio sincronizzato con il respiro, perché il dolore era lancinante tale da non poter scendere dalla macchina. Con l’aiuto di Uriele, l’angelo del soccorso, mi sono fatta coraggio e sono andata a visitare i cavalli. Il ritorno è stato non meno trau­matico, non vedevo l’ora di essere a casa ed andarmi a sten­dere a letto. Arrivata a casa un po’ di cibo, affamata come sempre, ma carica di dolore, un paio di aspirine, a letto. Dopo qualche ora, mi sono sentita rinata, pronta per partire la sera ed andare a Bologna da Alessia. Ancora dolorante sono partita, Alessia mi aspettava, il giorno seguente, in cin­que da Bologna saremmo andati a Roma per praticare la Tensegrità con i nuovi passi di San Diego, California. Notte quasi insonne, sentivo alternativamente: brividi di freddo ed ondate di calore, impossibile trovare una posizione comoda ed indolore. Durante il viaggio per Roma, mi sentivo strana, un malessere generale, ma la voglia di andare era più forte. Parcheggiata la macchina, ho faticato a stare dietro agli altri con il passo, la palestra, finalmente. Appena cambiata, dal palco mi chiamano le

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