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L'arte di vincere scorrettamente: Manipolazione, social hacking ed altre strategie scorrette per sopravvivere in un mondo scorretto

L'arte di vincere scorrettamente: Manipolazione, social hacking ed altre strategie scorrette per sopravvivere in un mondo scorretto

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L'arte di vincere scorrettamente: Manipolazione, social hacking ed altre strategie scorrette per sopravvivere in un mondo scorretto

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
161 pagine
2 ore
Pubblicato:
Sep 8, 2017
ISBN:
9788822807304
Formato:
Libro

Descrizione

Social hacking, strategia competitiva, manipolazione, arte dell’inganno e sfruttamento dei bias mentali. Un vero e proprio “vademecum scorretto”, da usare sempre e solo per curiosità, per amore di studio, ma soprattutto per difendersi, quando necessario, da quei cancerogeni rapporti di forza che vedono sempre vincere chi possiede la “forza bruta” o la maggioranza dei mezzi pratici ed economici. 

Dal lavoro quinquennale di due ingegneri studiosi di psicologia, filosofia e mistica orientale, già apprezzato finanche su quotidiani nazionali come "Il Fatto Quotidiano", in questo libro troverai:
- Le storie di chi ha "fregato" il sistema ed i principi universali che si possono trarre da tali storie.
- L’arte del ragionare in termini di "vulnerabilità e scappatoia".
- I segreti del pensiero laterale e come applicarli all’arte dell’inganno.
- Cosa è l'etica hacker e perché dovresti sempre attenertici.
- Esempi pratici di come "l'arte di vincere scorrettamente" sia stata concretamente applicata nel campo della strategia militare.
- Cosa sono i bias mentali e come si possono usare per manipolare il prossimo.
- Cosa sono gli inganni “singoli e doppi” e come architettarli.
- Come costruirsi una figura credibile ed al di sopra di ogni sospetto
- Come padroneggiare l’arte della competizione ed affermare la propria volontà su qualunque “campo di battaglia”  
.. e tanto, tanto altro!
 
Pubblicato:
Sep 8, 2017
ISBN:
9788822807304
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Migliori citazioni

  • Anche se non te la senti, anche se tutto quello che vorresti esprimere nel momento è tutt’altro, fatti furbo e fai in modo che sia sempre tu a controllare il tuo comportamento e le sue conseguenze nel contesto scelto. Non il contrario!

  • Ricerca, crea ed innova. Non limitarti alle comuni procedure per risolvere un determinato problema ma usa l’immaginazione.

  • Se il sistema non se l’aspetta, quella è molto probabilmente la via da percorrere.

Anteprima del libro

L'arte di vincere scorrettamente - Yamada Takumi

edizione

L’arte di vincere scorrettamente

Se dovessimo sintetizzare in due parole ciò di cui questo libro tratterà potremmo dire che hai di fronte uno dei testi più completi che esistano sul social hacking. Questa parola così affascinante per molti: hacking. Già, perché l’uomo cerca di hackerare, ossia di penetrare, carpire e rivolgere a proprio vantaggio i segreti dei sistemi con cui convive fin dall’alba dei tempi. E se un tempo tutto verteva sull’impossessarsi di una chiave in maniera da riuscire ad entrare nella giusta porta o di riuscire a mettere le mani sul pezzo di pergamena contenente il segreto essenziale con cui ribaltare un rapporto di potere, nell’era dell’informazione i procedimenti di hack vengono quasi interamente effettuati attraverso complessi strumenti hardware e software.

Si, in poche righe abbiamo già parlato di impossessarci e mettere le mani su cose non nostre, senza nemmeno contare quanto il sottotitolo di questo volume parli di scorrettezza. Il che porta ad una prima, fondamentale e non trascurabile premessa attraverso cui dovrai interpretare e leggere l’intero libro:

Questo è un libro scorretto

Le procedure di cui parleremo in questo libro non sono necessariamente corrette, moralmente accettabili o eticamente valide. Si parlerà liberamente di ingannare, di manipolare, di fare leva sui punti deboli di un sistema e di cercare sempre di ottenere un vantaggio pratico indipendentemente dalle implicazioni umane e morali. E se questo in qualche modo contraddice la tua filosofia di pensiero od azione, ti sconsiglio fin d’ora di proseguirne l’acquisto (qualora tu stia leggendo un’anteprima) o la lettura. 

Tuttavia, nonostante ciò, il contenuto di questo testo non deve rappresentare assolutamente un invito a trasformarci in dei machiavellici pezzi di m****, pronti a tutto pur di raggiungere il nostro scopo. Infatti, mai dimenticare che:

Le arti marziali più letali sono anche quelle che insegnano a difendere meglio.

Nei dojo di arti marziali si insegna agli uomini fin dall’alba dei tempi come uccidere, o quantomeno invalidare i propri avversari nel modo più rapido possibile. Eppure, nonostante uccidere sia sbagliato, gli stessi strumenti consentono da sempre a chi li padroneggia di difendersi ed impedire di essere uccisi dagli stessi tipi di assalti. Il che non vuole scadere nella vuota (sebbene spesso valida) retorica del non conta la natura di uno strumento ma come lo si usa, ma semplicemente rifarsi a due principi molto importanti in questo campo, ossia:

Più il lupo affila le sue zanne e meno sente il bisogno di usarle. Più impareremo, ossia, a padroneggiare strumenti potenti e più dalla sicurezza, tranquillità e serenità che ne discenderà sentiremo anche meno il bisogno di abusarne. Nella maggioranza delle situazioni concrete che affronteremo durante la nostra esistenza infatti non avremo concretamente alcun bisogno di affondare le zanne attraverso le tecniche spiegate in questo libro, ma tutto quello che ci basterà sarà la consapevolezza di averle a nostra disposizione. Il che rappresenterà già di per sé, infatti, una risorsa psicologica e strategica dal potere straordinario.

Più si conosce l’arte assassina avversaria e meno essa sarà efficace. Purtroppo l’amara verità è che, che questo libro esista o meno, le persone continueranno a provare ad ingannarti, a manipolarti e ad utilizzare trucchetti e stratagemmi a tuo discapito e per il proprio tornaconto. Ma, differenza fondamentale, se leggerai questo libro, capirai come questi individui agiscono e, pertanto, riuscirai a difendertici ed a rendere nella maggioranza dei casi anche la loro azione completamente inefficace. 

Disobbedire ad un sistema scorretto può richiedere soluzioni scorrette.

Oggi più che mai la necessità di utilizzo di hacks che privilegino l’efficacia oltre l’etica, va in realtà di pari passo con la nostra necessità di disobbedire al sistema che ci circonda. Come disse d’altronde Henry David Thoreau nel suo saggio disobbedienza civile, Le persone non dovrebbero mai permettere ai propri governi di sopraffare od atrofizzare le loro coscienze, e quando ciò accade esse hanno il dovere di non accondiscendere a tutto questo e considerato il modo in cui cerchino tutti i giorni di intrappolarci in un vero e proprio labirinto mentale che ci blocca, atrofizza e massifica, è altrettanto vero che la prima scintilla di rivoluzione nasce proprio nel momento in cui impariamo a non accettare più questo labirinto ed a sforzarci di guardare oltre.

Perché è tutta qui la filosofia ed il significato del social hackers: non accettare mai le limitazioni imposte, per fare invece sempre di più e meglio. Rifiutarsi di essere parte di un piano pre-programmato. Divenire in grado di alterare e riscrivere pian piano ciò che nel sistema genera ingiustizia ed oppressione. Mai e poi mai utilizzare strumenti scorretti per opprimere chi è più debole, ma sempre e solo per combattere le ingiustizie del nostro sistema e, laddove possibile, per riequilibrare quei cancerogeni rapporti di forza che vedono sempre vincere chi possiede la forza bruta o la maggioranza dei mezzi pratici ed economici. 

Il termine etica hacker d’altronde esiste fin dal 1984 ed è attribuito a Steven Levy che nel suo libro, Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica, documentò per primo la filosofia dell’hacker. Secondo Levy i principi generali su cui si basava tale etica erano: condivisione, apertura, decentralizzazione, libero accesso alle tecnologie informatiche, miglioramento del mondo. Tutto quello che nel mondo hacker potrebbe sembrare ad un primo occhio scorretto è in realtà solo uno strumento per dare più potere a chi non ne ha. Ogni intrusione in un sistema le cui dinamiche fossero protette o segrete è un modo per analizzare come funzionano le cose nel mondo ed aumentare la conoscenza collettiva. Ogni strumento non convenzionale un nuovo mezzo con cui creare arte, ricchezza condivisibile, bellezza e, perché no, per rappresentare anche una forma di divertimento, purché esso non prescinda dai principi precedenti. 

Quello che insomma ti appresti a leggere è un libro che vive, respira e deve essere inquadrato unicamente nell’ottica di un’ etica hacker. Utilizzalo per abusare degli altri, per commettere violenza, per impoverire l’ambiente che ti circonda per un tuo tornaconto personale e, credimi, ne pagherai le conseguenze. Non solo in tutta probabilità da un punto di vista pratico e legale, ma anche da un punto di vista oggettivo, strategico. Il mondo negli ultimi quaranta-cinquant’anni ha cominciato a muoversi attraverso i cambiamenti più rapidi che abbia mai subito negli ultimi duemila anni di storia. E, sebbene spesso li si tenti di seppellire nel chiacchiericcio e nel rumore, gran parte di questi cambiamenti invocano alla reciproca connessione, al rispetto dei diritti umani, alla condivisione di risorse ed informazioni ed alla condanna oggettiva ed universale di qualunque forma di violenza. Non guardare a quello che c’è scritto sui giornali: guarda ai numeri, ai fatti, ai processi storici, a come certe violenze, certe barbarie, l’ignoranza, la tortura, il sopruso fossero molto più frequenti e normali cento, cinquecento, mille anni fa, e ti renderai conto che è così. 

Certo, quella contro la violenza, gli abusi e l’ignoranza che causa tutte queste cose non è una battaglia facile, non verrà vinta dall’oggi al domani e rappresenta un processo che sarà costellato di difficoltà e di sconfitte anche pesanti, ma ricorda: nel tentare di remare contro questo processo, nel continuare a perpetrare violenza, nel privilegiare i benefici di pochi a sfavore di quelli dei molti, potresti anche vincere le tue battaglie temporanee, ma sarai oggettivamente sconfitto sul lungo termine, condannato dallo spirito umano stesso e dagli inevitabili processi storici che lo guidano. Il che è ulteriormente rafforzato… da un piccolo, straordinario concetto che vedremo a fine libro!

Nel frattempo, non posso far altro che augurarti una… buona ed etica lettura!

Yamada Takumi

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I - Ragiona in termini di vulnerabilità e scappatoia

Secondo la Treccani Un sistema è un insieme di elementi o sottosistemi interconnessi tra di loro o con l’ambiente esterno tramite reciproche relazioni, ma che si comporta come un tutt’uno, secondo proprie regole generali.

Vogliamo semplificarla un attimo? D’accordo, diciamo banalmente che qualunque cosa può essere considerata sistemaQualunque elemento, od insieme di elementi da cui il social hacker voglia trarre vantaggio, sia esso un’architettura informatica, un luogo fisico, una psicologia umana difficile da trattare, una situazione politica, un ordine di classificazione dei candidati più idonei per svolgere un determinato lavoro, può essere considerato l’oggetto principale di studio di questo capitolo. 

Più specificamente, come avrai intuito anche dal titolo del capitolo, ciò di cui parleremo qui è proprio la filosofia della ricerca di una scappatoia all’interno di un sistema, ossia di quella strategia, od insieme di strategie, che consentano di ottenerne massimo vantaggio nel modo più semplice e diretto possibile.

E se ti sembra che questo termine abbia una connotazione esclusivamente negativa, beh… d’accordo, potresti avere ragione nella maggioranza dei casi, ma ciò non toglie che una scappatoia in quanto tale potrebbe sempre e comunque risultare positiva, costruttiva, non solo per chi ne fa uso ma anche per il sistema stesso che ne viene attaccato. Grazie alle scappatoie, ai trucchi, alla ricerca di vulnerabilità è stato possibile salvare persone destinate a morte certa dai campi di concentramento, hackerare sistemi informatici contenenti informazioni su attacchi terroristici e rovesciare dispotismi. Come detto anche nell’introduzione infatti, il trucco scorretto a volte diviene necessario, specialmente laddove i rapporti di forza con chi commette soprusi si fanno insormontabili e la scorrettezza diviene l’unico modo per sovvertirli, fosse anche almeno in parte.

Ma come si dovrebbe dunque fare ad architettare concretamente una scappatoia

Qui ci si può facilmente appellare al Principio di Pareto, o regola dell‘80/20, secondo

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