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Don Gino Martella. Il sorriso e la mitezza
Don Gino Martella. Il sorriso e la mitezza
Don Gino Martella. Il sorriso e la mitezza
E-book92 pagine1 ora

Don Gino Martella. Il sorriso e la mitezza

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Info su questo ebook

La stesura di questo volumetto nasce dal desiderio di fornire un’immagine diversa, più intima e quotidiana di Don Gino Martella, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.

Nei quindici anni di ministero, monsignor Martella ha svolto il suo servizio pastorale ispirandosi ai principi di guida, obbedienza e amore verso ciò per cui era stato chiamato. Ma come viveva tale missione nell’intimo e nella quotidianità?

La risposta a tale domanda ci viene fornita da coloro che sono i veri autori dell’opera, a cui rivolgo un doveroso ringraziamento per aver accettato di farsi intervistare e condividere la loro esperienza di lui. Ciò che emerge dalle parole che personalmente ho ascoltato, è la vera eredità di Don Gino: la pazienza, il pensiero, l’ascolto, il ponderare e guardare al bene comune. Traspare la figura già a me nota dell’uomo riservato, quasi timido e tenero, a tratti ingenuo e capace di gesti non sbandierati, non pubblicizzati, ma colmi di significato e di umanità agli occhi di chi aveva imparato a vederli. "

(Tratto dall'introduzione di Antonio Ciardo)

Il ricavato della vendita di questa opera sarà interamente devoluto in beneficenza.
LinguaItaliano
Data di uscita3 lug 2017
ISBN9788867352142
Don Gino Martella. Il sorriso e la mitezza
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    Anteprima del libro

    Don Gino Martella. Il sorriso e la mitezza - Antonio Ciardo

    INTERVISTA A ROSANNA LEONE

    (Collaboratrice domestica in episcopio dall’insediamento di Don Gino)

    Mi chiamo Rosanna Leone, sono una casalinga a tempo pieno e il ruolo che mi è stato dato per il Vescovo era, come dire, il dedicarmi a lui. Non mi sono mai sentita come una serva bensì – l’ho sempre detto – per me è stata una missione lo stare accanto al Vescovo. E mi fu fatta la proposta dal Rettore del seminario regionale Don Gianni Fiorentino. Venne a casa e mi disse: «Rosanna ti devo fare una proposta: te la sentiresti di assistere il Vescovo nuovo che verrà?»

    Io dissi: «No è impossibile, non con un Vescovo. Sì con i sacerdoti però un Vescovo è una cosa troppo alta, non mi sentirei all’altezza.»

    E lui disse: «No Rosanna, abbiamo pensato a te perché sei una persona tranquilla, dobbiamo trovare la persona giusta e abbiamo pensato a te.»

    Dico: «Ma almeno fatemene parlare con mio marito.»

    «Va bene» disse lui. Dopo due ore mi arriva di nuovo la telefonata e mi dice: «Rosanna hai deciso?»

    «Ma non è ancora tornato mio marito!»

    «Rosanna tu devi dire sì, perché ho chiamato Don Donato Negro – l’attuale Vescovo di Otranto, che mi conosceva – e mi ha detto non fate passare la notte altrimenti vi dirà di no

    Allora dico: «Va bene Don Gianni, va bene, però per un po’ di mesi, finché non arrivano le suore.»

    «Sì sì Rosanna, l’importante è partire. Martella è un carattere molto tranquillo, non va messa una persona forte caratterialmente vicino a lui.» Queste le parole di Don Gianni Fiorentino e lui lo può attestare.

    Dopo una settimana Don Gianni mi dice: «Rosanna puoi venire in seminario? Ti facciamo vedere l’episcopio.»

    Invece non era vero, perché lui mi mise in macchina e: «Adesso andiamo a conoscere il Vescovo.»

    «Ma come?! Non mi sono nemmeno sistemata!»

    «No, ti deve vedere semplice come sei.»

    Un battito di cuore… arriviamo lì, entriamo, il Vescovo ci fa un bel sorriso: «Come ti chiami? Quanti figli hai? Fai qualche attività?»

    «Sì» dissi «faccio catechismo, faccio parte dell’Istituto Santa Famiglia, siamo coppie consacrate.»

    Lui ci rimase. E io dissi imbarazzata: «Non lo so Eccellenza, voi cosa mangiate?»

    Lui disse: «Io mangio tutto, non ti devi preoccupare.»

    Su questo lo aveva educato sua sorella, la Nonna Ndr: l’intervistatore è pronipote di Don Gino.

    «Tu di me non ti devi preoccupare, fai quello che fai a casa, devi stare tranquilla.»

    E la tranquillità che mi ha sempre dato in cucina non è mai venuta meno, lui diceva che io dovevo stare serena. Per esempio gli dava fastidio quando i sacerdoti con la scusa di un bicchiere d’acqua, venivano a sbirciare cosa stessi cucinando per il Vescovo. Non voleva assolutamente che entrassero in cucina.

    Ma neanche lui entrava mai, e quando entrava diceva: «Rosanna scusa se vengo a disturbarti ma devo prendere l’acqua per la pillola.»

    «Eccellenza ma questa è casa vostra!»

    Quindi avevate un bel rapporto.

    Sì, sì, le persone delle volte mi dicevano: «Ma questo Vescovo, lo vediamo un po’ così… tirato

    E io dicevo: «No questo è un Vescovo buono. State attenti che questo Vescovo è molto buono.»

    Poi dicevo sempre tra me e me: «Quando il Vescovo se ne andrà, allora lo apprezzeranno.»

    Era la risposta che davo sempre a me stessa.

    La giornata tipo qual era?

    La mattina lui si alzava alle 7.00, si sistemava e andava in cappella. Subito dopo andava a fare colazione con uno yogurt e un caffè e basta. Non toccava più niente. E non veniva neanche in cucina a prendere un po’ d’acqua. Si possono contare due-tre volte in quindici anni. Una volta ha tirato il dente del giudizio e aveva un dolore forte, gli abbiamo comprato la granita e si è seduto a mangiare la granita, altrimenti non toccava niente finché non era l’ora del pranzo. Questa era la routine. Poi le udienze, se non c’erano udienze si tratteneva nel suo studio. Io poi quando entravo bussavo: «Eccellenza posso sistemare la stanza?»

    Lui diceva: «Sì entra Rosanna, questa è casa tua.»

    «Ma che dite Eccellenza, questa è casa vostra!»

    «No, questa è pure casa tua, ormai tu qua sei la padrona.»

    Faceva le battute così.

    Si arrabbiò quando si laureò mio figlio e glielo dissi il giorno dopo. Si arrabbiò e mi diede uno schiaffettino.

    «Ma perché non me l’hai detto che tuo figlio si laureava?»

    «Eccellenza, non l’ho voluto dire per non darvi pensiero», perché in quei giorni l’avevo visto molto preoccupato per tante situazioni che c’erano.

    Senti un po’ Rosanna, c’è un periodo o una giornata più bella che ricordi?

    La sorpresa quando si è sposata mia figlia.

    Noi lo abbiamo invitato e lui disse: «Rosanna io non posso sposare tua figlia.»

    «Eccellenza, lo abbiamo fatto per educazione ma sappiamo che il Vescovo non fa i matrimoni. Statevi tranquillo.»

    Però lui fece ugualmente un bel regalo a mia figlia, le regalò una borsa da viaggio.

    «Eccellenza, ho bisogno almeno di due giorni prima che mia figlia si sposi.»

    «Va bene» disse. «Io vado a casa, non ti preoccupare.»

    E io tranquillissima che il Vescovo stesse in famiglia e potevo dedicarmi a mia figlia.

    Ebbene mi ricordo che Don Gianni Fiorentino, che la sposò, disse: «Rosanna, mi raccomando puntuale.»

    «Sì sì Don Gianni, mia figlia sarà puntualissima.»

    «Perché poi sai si fa tardi…» Invece lui sapeva che c’era il Vescovo.

    Mia figlia puntuale entrò in Chiesa. Noi non sapevamo niente, mia figlia si posiziona, incomincia la musica e all’improvviso: il Vescovo!

    Una sorpresa meravigliosa! Dissi: «Eccellenza, questa sarà una cosa indelebile che non dimenticherò mai!»

    Disse: «Io non posso celebrare la Messa – perché c’era già il sacerdote – faccio però il rito del matrimonio.»

    Lui fece solo il rito di cui mia figlia conserva la foto: la sua mano, la mano del marito, e la mano del Vescovo. Gli ha benedetto il

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