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Keith: I fratelli Mackenzie, #1

Keith: I fratelli Mackenzie, #1

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Keith: I fratelli Mackenzie, #1

Lunghezza:
199 pagine
3 ore
Pubblicato:
21 giu 2017
ISBN:
9788826458434
Formato:
Libro

Descrizione

Keith Mackenzie vende barche a vela di lusso costruite dall'azienda di famiglia. Quando suo nonno lancia una sfida a lui e ai suoi tre fratelli, ossia di iniziare una nuova vita con quasi nulla, Keith si ritrova sulla soglia di una fattoria nel Michigan alla ricerca di un posto dove stare. L'incontro fortuito con la bella proprietaria che gli offre di lavorare per lei, sconvolgerà la sua vita per sempre.

Charlotte Sullivan ha rinunciato ai suoi sogni per occuparsi della fattoria di famiglia. E deve lottare di continuo contro la possibilità di perderla. A prima vista, Keith sembra essere la risposta ai suoi problemi, per non parlare di colmare il suo letto vuoto e le sue notti solitarie.

Ma sei settimane non sono di certo un tempo molto lungo, quando trovi l'amore della tua vita...
La serie è formata da quattro libri distinti che possono essere letti da soli.

Serie I fratelli Mackenzie
Keith - Libro 1
Gordon - Libro 2
Edan - Libro 3
Sinclair - Libro 4

 
Pubblicato:
21 giu 2017
ISBN:
9788826458434
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Sono nata a Milano e sono cresciuta in un mondo di libri. Mia madre era una lettrice vorace e mi ha trasmesso il suo amore per la narrativa. I miei primi ricordi sono: io con un libro in mano o mentre disegno con le matite colorate, per ore intere. Ho scritto il mio primo romanzo quando avevo vent’anni, ma l’amore per la pittura mi ha portato a studiare arte. Ho frequentato l’Accademia di Brera a Milano, ma poi ho proseguito per altre strade. Durante gli anni ho continuato a dipingere e a scrivere, ma non ho mai pensato seriamente a fare pubblicare i miei lavori. Fortunatamente, quando mi sono decisa a farlo, nel 2012, Amazon ha consentito agli scrittori come me di pubblicare i propri romanzi. E lo stesso è successo con gli altri rivenditori come B & N, iBooks, Google e Kobo che hanno aperto le loro porte agli autori. Quando non sto scrivendo, dipingo, leggo o faccio delle lunghe  passeggiate col mio adorato cane.


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Anteprima del libro

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Prologo

––––––––

Keith Mackenzie seppellì il viso nel cuscino e cercò con tutto se stesso di combattere le lacrime.

Non aveva intenzione di piangere. I ragazzi di dieci anni non piangevano. E se lo avesse fatto era come ammettere che i suoi genitori erano morti davvero. Chiuse forte gli occhi e li strinse. Non piangere, mormorò. Non piangere.

Udì un rumore alla porta e si mise a sedere, asciugandosi una lacrima dalla guancia. Suo fratello gemello Gordon, scivolò dentro la stanza e si chiuse la porta alle spalle. Si avvicinò al letto e si sedette sul bordo.

Si è sbagliato, disse Keith ostinatamente.

Come lo sai?

Keith si strinse nelle spalle. Perché non possono essere morti. Sono certo che torneranno, entreranno in casa e tutto sarà come prima. Lo so.

I suoi genitori, Arthur e Lucy, erano partiti cinque mesi fa da Tacoma, si erano imbarcati su uno yacht che l'azienda di famiglia aveva costruito per un cliente ricco in Nuova Zelanda. Dovevano incontrarsi con il proprietario alle isole Campbell quattro settimane più tardi.

Doveva essere un viaggio di famiglia, ma erano dovuti partire molto prima in quanto il proprietario aveva deciso di cambiare la data di consegna. Keith e Gordon, insieme con il loro fratello Edan di dodici anni e il fratello minore di otto, Sinclair, avrebbero vissuto con il nonno durante l'ultimo mese di scuola.

Keith si asciugò il naso che colava con il dorso della mano e incrociò le gambe di fronte a sé. Cosa pensi che sia successo?

Gordon considerò la sua risposta. Penso che siano su un'isola da qualche parte in attesa che qualcuno riesca a trovarli. C'è stata una tempesta e...sono saliti sul loro gommone di salvataggio prima che la barca affondasse.

Gordon diceva sempre la verità quindi Keith poteva ancora sperare.

Sicuramente è andata così: sono approdati sulla riva nel cuore della notte, disse Keith. La mattina dopo, papà ha preso il kit da pesca nel gommone. Mentre pescava la mamma è andata a raccogliere le banane e le noci di cocco. Poi hanno costruito una piccola capanna con le foglie di palma. E quando una barca passerà di lì vedrà il falò che hanno acceso sulla spiaggia.

Gordon annuì. Si. È andata proprio così. Stanno solo aspettando. Fece un respiro irregolare. Pensi che sentano la nostra mancanza?

Sì, rispose Keith. Certamente. Ma torneranno presto.

Promesso?

Promesso, disse Keith.

La porta della camera si aprì e si voltarono per vedere il loro fratello maggiore Edan in piedi nella luce del corridoio. Sinclair guardava da dietro di lui. Il nonno vuole che andiamo a casa a prendere le nostre cose.

Keith saltò giù dal letto. Non torniamo a vivere a casa nostra?

Edan scosse la testa. Verremo a vivere con lui. Ha detto che si occuperà di trovare qualcuno che porterà i nostri letti qui. E anche tutto il resto.

E la roba di mamma e papà? Chiese Sinclair.

Non lo so, rispose Edan. Non ho osato chiederglielo. Non credo che lui voglia parlarne. Sai com'è. 'Coraggio, ragazzo. Non voglio che ti comporti da poppante'. Edan fece una perfetta imitazione del nonno. Staremo bene, disse.

Keith lentamente attraversò la stanza e si fermò accanto a Edan. Gordon li raggiunse subito dopo. Siamo soli ora, disse Edan, avvolgendo un braccio intorno alle spalle di Sinclair. Dobbiamo essere forti e coraggiosi. Soprattutto dobbiamo sperare che questo sia solo un orribile incubo e che ci sveglieremo tutti molto presto.

Capitolo 1

––––––––

Keith Mackenzie era nel bel mezzo di un sogno molto vivido quando un incessante bussare alla porta lo svegliò. Aprì lentamente gli occhi gemendo alla luce del mattino, che filtrava attraverso le finestre della sua camera nella casa galleggiante. Era una giornata di sole a Tacoma e anche se di solito era restio a sprecare quel bel tempo, Keith si girò sullo stomaco e tirò il cuscino sopra la testa.

Annusò il profumo sottile di una donna e si sollevò aggrottando la fronte. Amber aveva passato la notte con lui. E come facevano sempre, dopo aver cenato al ristorante e aver bevuto un paio di drink, erano tornati a casa sua per trascorrere una notte di sesso.

Keith guardò l'orologio sul comodino. Com'era sua abitudine, lei usciva all'alba per il suo allenamento del mattino, così da evitare qualsiasi accenno imbarazzante circa la sera prima.

Forse aveva deciso di tornare per un altro paio d'ore di divertimento? Keith sorrise e gettò via le coperte. Infilò i suoi jeans che si trovavano in fondo al letto e si diresse verso la porta d'ingresso. Anche se lui e Amber seguivano un insieme di regole ben collaudate, non gli dispiaceva romperle di tanto in tanto.

Avresti potuto lasciarla aperta, disse spalancando la porta.

Ma non c'era Amber dall'altra parte. Invece, fu sorpreso di vedere suo fratello gemello Gordon che lo fissava con impazienza. Accidenti Keith, non rispondi mai al cellulare? Nelle ultime due ore ho continuato a chiamarti.

L'ho spento, disse Keith. Cosa ci fai qui? È sabato mattina. Non dormi mai fino a tardi?

Vestiti, ordinò Gordon. Ho ricevuto una telefonata dal nonno. Vuole vedere tutti noi tra quindici minuti. Nel suo ufficio.

Di sabato?

Gordon annuì. Si lo so. Sta succedendo qualcosa e sono preoccupato.

Cosa pensi che sia?

Diavolo, non lo so. Il nonno è stato rinchiuso nel suo ufficio per tutta la settimana. Penso che potrebbe aver ricevuto un'offerta sull'attività.

Keith e i suoi tre fratelli lavoravano per la Mackenzie Yachts da quando erano bambini. Tutti e quattro avevano iniziato pulendo i pavimenti e spostando i materiali tra il magazzino e il negozio. Il loro nonno, un immigrato scozzese, aveva fondato l'azienda nel 1972. Vedovo e con un figlio di due anni, era arrivato negli Stati Uniti nei primi anni sessanta pronto ad iniziare una nuova vita.

Dopo la scomparsa dei loro genitori si era ipotizzato che l'azienda sarebbe passata a Edan, Gordon, Keith e Sinclair, una volta che il nonno fosse andato in pensione.

Ma Doug Mackenzie era riluttante a nominare uno dei ragazzi CEO, e questo fece chiedere ai fratelli quale fosse il suo piano.

Non è che sia malato, vero? Chiese Keith.

Gordon aggrottò la fronte. Cosa te lo fa pensare?

Non lo so. Ha settantasette anni. Le persone si ammalano quando sono anziane.

Non dire così. Gordon scosse la testa. Non pensarlo nemmeno. Lui sta bene. Lo avremmo saputo se c'era qualcosa che non andava. Adesso vedremo. A grandi passi si diresse verso la camera da letto di Keith, poi prese una camicia da terra e la lanciò al fratello. Vestiti. Prima di andare alla riunione dobbiamo passare a prendere Edan e poi parleremo di questo.

E Sinclair?

Si trova già lì.

Di che cosa dobbiamo parlare? Non sappiamo quello che ci dirà.

Possiamo immaginarlo, replicò Gordon. Se ha intenzione di vendere dobbiamo cercare di fare una controfferta.

Vogliamo davvero farla?

Sì! Rispose Gordon. Desideri mantenere il tuo lavoro o no?

In realtà, Keith non ci aveva mai pensato molto. Gli piaceva lavorare per l'azienda. Veniva pagato bene e gli dava la libertà di andare e venire a suo piacimento. In qualità di direttore delle vendite aveva la possibilità di viaggiare e incontrare persone interessanti e molto ricche. Non era quello che aveva sognato da bambino, ma i sogni d'infanzia non pagavano il mutuo. Di cosa si poteva lamentare?

Gordon gestiva la parte finanziaria dell'attività. Era sempre stato quello preciso e poteva mantenere un'attenzione monomaniacale sui conteggi. Edan, il loro fratello maggiore, era a capo del reparto di progettazione, curava i dettagli dell'aspetto che doveva avere uno yacht Mackenzie. Infine, Sinclair supervisionava i settori della produzione di ogni elemento.

Da soli sarebbero stati in grado di fare quasi tutto il lavoro in azienda, e sotto la loro gestione l'attività aveva prosperato. Forse vuole decidere chi di noi sarà il responsabile, Keith suggerì mentre si infilava la maglietta. Non possiamo avere tutti l'ultima parola sulle decisioni.

Forse, disse Gordon. Quindi, chi pensi che dovrebbe essere il prescelto?

Io, rispose Keith, ben sapendo che la risposta avrebbe irritato il fratello.

Naturalmente, Gordon era colui che conosceva meglio di tutti come l'azienda operava nel suo complesso. Ma poi, senza Edan, il vero genio creativo dietro i progetti, la società probabilmente non avrebbe mai avuto un tale successo.

Senza le vendite, la Mackenzie Yachts non sarebbe sopravvissuta, disse Keith. Se non puoi vendere le barche, che cosa ti rimane?

Tu non hai la minima idea di come far funzionare l'azienda, disse Gordon. Ci manderesti in bancarotta nel giro di un anno.

Edan pensa che dovrebbe essere lui il responsabile, disse Keith. Forse è vero. Senza il suo talento nella progettazione saremmo in grossi guai. Invece sembra che a Sinclair non gliene importi granché.

Stai dicendo che sono sostituibile? Chiese Gordon.

Non sostituibile come lo sono io.

Se si tratta di questo siamo d'accordo. Allora sarà Edan.

Keith infilò le scarpe e poi annuì. Andiamo a scoprirlo.

Il viaggio in macchina dalla casa galleggiante di Keith alla casa di suo fratello nel quartiere di Fort Lewis durò dieci minuti. Edan li stava aspettando seduto sui gradini davanti alla sua villetta con giardino. Quando li vide salì nella parte posteriore della Volvo e dopo aver chiuso la portiera, si unì alla conversazione. Cosa pensate che voglia da noi?

Magari non è nulla di importante, disse Keith. Perché stiamo speculando? Forse vuole solo farci firmare alcune carte. O forse ha finalmente deciso di prendersi una vacanza.

Potrebbe essere, aggiunse Gordon. Fece una pausa e poi scosse la testa. Ha passato la sua vita a costruire l'azienda. Ama il suo lavoro. Perché dovrebbe iniziare a viaggiare proprio adesso?

Ha sempre detto che vorrebbe fare il giro del mondo in barca a vela, suggerì Edan.

Passarono il resto del viaggio in silenzio, ognuno dei fratelli era preso nei propri pensieri mentre si dirigevano verso la Mackenzie Yachts. Keith non era sicuro di quale fosse la giusta teoria.

Suo nonno raramente li convocava nel suo ufficio tutti insieme. L'ultima volta che era accaduto era stato per annunciare che l'azienda avrebbe ampliato il reparto di finitura. Ma con l'economia in recessione, Keith dubitava che si trattasse di una notizia del genere.

Quando arrivarono i cancelli erano aperti, Gordon li attraversò e parcheggiò l'auto davanti agli uffici principali accanto al SUV di Sinclair. La Mackenzie Yachts si trovava lungo la via d'acqua Harbor Bay, un luogo perfetto per lanciare le lussuose barche a vela che costruivano. Erano diventati uno dei produttori di maggior successo sulla costa ovest, e tra i loro clienti c'erano magnati, campioni dello sport e stelle di Hollywood.

La fedele assistente del nonno, Doris, era seduta alla sua scrivania. Come sempre li salutò, non dando nessun indizio di cosa li attendesse dietro la massiccia porta di quercia.

Sedetevi, disse Doug quando entrarono. Stava sfogliando dei fascicoli sulla sua scrivania. Sinclair si sedette sul divano e vide che il volto del nonno era preoccupato. Immagino che vi stiate chiedendo perché ho organizzato questo incontro, così andrò dritto al sodo. Si appoggiò allo schienale della sua vecchia poltrona di pelle usurata. Il mio avvocato mi ha informato che è giunto il momento di iniziare a pensare al mio successore.

Keith vide una strana espressione sul viso rugoso di suo nonno. Doug Mackenzie non era il tipo d'uomo che amava che gli si ricordasse la sua mortalità, e questa volta non faceva eccezione. Soffocò un gemito. Non hai intenzione di andare in pensione, vero?

Non domani. Ma lui ha ragione, continuò Doug. È ora di mettere le mie cose in ordine.

Va tutto bene? Chiese Edan. Voglio dire, tu stai bene?

Sano come un pesce, rispose Doug. Ma ci sono ragioni pratiche per questa decisione. Quando i vostri genitori sono morti vi ho portato a lavorare con me. Avete passato i vostri pomeriggi e i fine settimana a imparare il mestiere, invece di fare ciò che volevate fare. All'epoca pensavo che fosse il modo migliore per trattare col vostro dolore. In realtà, solo ora mi rendo conto che era il modo migliore per affrontare il mio.

Ci è sempre piaciuto lavorare qui, nonno, disse Gordon.

Ma avevate i vostri sogni. Keith, mi ricordo che volevi diventare un veterinario. E tu Edan, volevi essere un archeologo.

Paleontologo, lo corresse Edan.

Doug annuì. Giusto. E Gordon, tu volevi diventare un...bè, non mi ricordo, ma...

Un cowboy, disse Gordon. O una guardia forestale del parco di Yellowstone.

Il nonno annuì. Anche se, penso che tutto ciò che volevate veramente era avere di nuovo i vostri genitori. Il punto è che non vi ho mai dato la possibilità di seguire quei sogni. E ora che devo decidere se lasciare a voi questa azienda o venderla, e rendere tutti noi estremamente ricchi, capisco che potreste non essere pronti a prendere una decisione circa il vostro futuro. Non voglio che qualcuno di voi si leghi a un'attività che non senta veramente sua.

Gordon scosse la testa. Nonno, noi non vorremmo mai...

Lasciami finire. Lui incrociò le mani sulla scrivania e li guardò singolarmente. Sono venuto in questo paese con un centinaio di dollari in tasca e con l'intenzione di fare qualcosa della mia vita, in modo da essere in grado di sostenere mio figlio. Ho scelto la mia vita, qualcosa che voi ragazzi non avete avuto la possibilità di fare.

Ci piace lavorare per te, disse Edan. È un'attività di famiglia e la famiglia deve stare sempre unita.

Questo è un bel sentimento, rispose Doug. Ma non rende la mia decisione più facile. Così, ho un piano. Ho intenzione di dare a ciascuno di voi ragazzi un centinaio di dollari in contanti, una carta di credito aziendale e un biglietto dell'autobus. Voglio che voi andiate là fuori a trascorrere un po' di tempo nel mondo reale. Trovare lavoro. Incontrare nuove persone. Vedere com'è la vita senza nessuno che vi copra le spalle. Credetemi, senza tutte le comodità di casa, avrete il tempo di capire che cosa volete fare veramente della vostra esistenza.

Keith aprì la bocca per protestare, ma il nonno alzò la mano. Datevi sei settimane. Se dopo questo periodo vorrete ancora lavorare nell'azienda, mi riterrò soddisfatto.

Edan spalancò gli occhi. "Stai scherzando, vero? Ti aspetti che noi

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