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Trattato completo di Chiromanzia - Deduttiva e Sperimentale. Con 34 tavole, figure, schemi ed esempi

Trattato completo di Chiromanzia - Deduttiva e Sperimentale. Con 34 tavole, figure, schemi ed esempi

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Trattato completo di Chiromanzia - Deduttiva e Sperimentale. Con 34 tavole, figure, schemi ed esempi

Lunghezza:
316 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
9 mar 2017
ISBN:
9788892653054
Formato:
Libro

Descrizione

L'approccio approfondito e pratico di questo manuale permette ad ogni studioso ed appassionato della materia di apprendere sia le basi della Chiromanzia, sia gli aspetti più sottili e nascosti. Sicuramente un manuale unico nel suo genere.
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9 mar 2017
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9788892653054
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Libro

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Anteprima del libro

Trattato completo di Chiromanzia - Deduttiva e Sperimentale. Con 34 tavole, figure, schemi ed esempi - G. Muchery

Indice

Libro I - Note preliminari

I - La palma

II - Le dita

Capitolo I - Teoria delle impronte

La mano secondo il tipo planetario

Capitolo II - Particolarità e generalità

Le grandi classificazioni

Libro II - Capitolo I - Il pollice

Capitolo II - L'indice

Capitolo III - Il medio

Capitolo IV - L'anulare

Capitolo V - Il mignolo

Capitolo VI - Il monte di marte

Capitolo VII - La parte superiore della palma

Capitolo VIII - La percussione

Capitolo IX - Il monte della luna

Libro III - Capitolo I - L'interpretazione

Capitolo II - Le passioni

G. Muchery

TRATTATO COMPLETO DI CHIROMANZIA

DEDUTTIVA E SPERIMENTALE

Con 34 tavole, figure, schemi ed esempi

Prima edizione digitale 2015 a cura di David De Angelis

LIBRO I

NOTE PRELIMINARI

Osservando le mani di due persone, chiunque, anche il meno pratico di chiromanzia può accorgersi delle sensibili differenze che queste mani offrono; una persona avrà le mani piccole, l’altra le avrà grandi, una le avrà larghe, corte, spesse, dure, asciutte, rigide, quelle dell’altra saranno strette, lunghe, sottili, molli, umide, flessibili; è appunto da queste differenze che potremo accorgerci delle diversità di carattere. Una mano è piccola o grande non rispetto a quella di un’altra persona, ma in rapporto all’individuo stesso. Così per es. se uno sarà alto m. 1,60 e avrà delle mani lunghe 17 cm. diremo che ha le mani grandi, se sarà alto invece m. 1,70 con delle mani di 18 cm. diremo che ha le mani piccole. Si tratta naturalmente di colpo d’occhio. Lo stesso potremo dire della larghezza e dello spessore, che vengono sempre considerati in rapporto all’individuo.

I - LA PALMA

Nello studiare una mano considereremo: la superficie, le dimensioni, l’umidità, la temperatura, il contatto, la materialità, la plastica, il colore, l’aspetto particolare (peli, macchie).

SUPERFICIE.- Una mano può essere grande o piccola.

Grande. — La mano grande è lenta sia a muoversi che a commuoversi; essa è perseverante e porta a compimento con perfetta precisione quanto intraprende; lo spirito tende all’infinito e a conoscere le cose nei più piccoli dettagli, ossia questa mano rivela una tendenza analitica e minuziosa. Il cervello domina il cuore, le qualità e i difetti sono incatenati; la decisione sarà lenta come l’azione, ma nulla potrà arrestarla una volta intrapresa, nessuna considerazione d’amore, di sentimento, di ragione potranno farla retrocedere; la mano grande non vede che lo scopo prefisso, gli ostacoli non arrestano il suo cammino, se manca poi di equilibrio, ci sembra che porti dei paraocchi che le impediscono di vedere quanto avviene fuori dalla sua strada. Questa mano appartiene in genere agli specialisti, sia intellettuali che artigiani. E’ la mano, però, che sa tacere ed ascoltare; senza alcun preconcetto saprà far tesoro di ciò che sente, ma nessun argomento potrà modificare le sue idee personali. La mano grande sa tenere un segreto molto meglio della mano piccola; essa è finta, senza essere bugiarda; vive sola con se stessa e agisce in un circuito chiuso, raramente si lascia influenzare da correnti esterne buone o cattive che siano. Si piega difficilmente agli eventi e alla gente, non ha spirito d’adattamento, né le mancano orgoglio ed egoismo. Spesso è molto timida.

La mano piccola. — Questa mano si può dire caratteristica delle donne o delle nature femminili, nel senso più esteso della parola. Come abbiamo già detto intendiamo per mano piccola quella che appare tale in rapporto alla superficie totale dell’individuo. Una mano, infatti, può avere una grande superficie pur essendo corta, come può avere una piccola superficie pur essendo lunga. Della mano piccola possiamo dire che essa è più portata a sintetizzare che ad analizzare e riscontriamo più che una ricerca di dettagli una veduta d’insieme. Essa sente profondamente senza alcuna esteriorità; la riflessione non è eccessiva ma il colpo d’occhio è giusto e il cuore sembra guidare il cervello. La mano piccola è attiva, arruffamatasse, qualche volta disordinata; ciò ch’essa ha deciso dev’essere compiuto sull’istante, cosa che può farla apparire capricciosa e impetuosa; del resto essa è ottimista e allegra. La comprensione è rapida e non le mancano lo spirito d’adattamento e una forte intuizione. Non bisogna tuttavia fidarsi troppo di una tale mano che può dimostrarsi ciarlona e irriflessiva; in genere è poco adatta ai lavori materiali se non del tutto inetta. Decrespe, per citare uno dei più autorevoli studiosi, vorrebbe considerare anche le mani di media superficie; m a essendo già la questione molto complessa è meglio classificare sempre le mani come grandi o piccole.

Ecco dunque ciò che dice Decrespe nel suo libro La mano e i suoi misteri: il capitano d’Arpentigny attribuisce le palme medie alle persone di spirito sinottico; questo attributo indica con esattezza lo spirito capace tanto di analisi che di sintesi. Ma non ci s’inganni; poiché uno spirito puramente sintetico vedrà molto meglio l’insieme delle cose di uno spirito sinottico; allo stesso modo uno spirito analitico capirà molto meglio i dettagli. Una graziosa favola racconta che un’anitra si vantava un giorno di saper volare, camminare e nuotare e anche del fatto che nessun animale della creazione poteva esserle paragonato. Ma le si fece notare che l’aquila volava molto meglio di lei, che il cervo correva con una velocità superiore, che il luccio, infine, poteva avere il diritto di darle delle lezioni di nuoto; rintuzzando in tal modo le sue sciocche pretese, le si fece capire la verità di questo proverbio: buono a tutto, buono a nulla.

DIMENSIONI - Mano corta. — È la mano del disordine, dell’attività febbrile, dell’assenza di riflessione. Lo spirito galoppa su mille vie differenti senza esplorarne completamente alcuna. La mano corta potrebbe essere considerata come una faccendona che fa molto rumore per nulla. Ciarlona e incoerente, scarseggia d’intelligenza per mancanza di riflessione. Capricciosa e violenta, molto impulsiva, essa segue nel bene come nel male i moti del suo cuore. Può essere malleabile solo se si sa prendere giacché è facilmente suggestionabile. Ascolta i consigli di chi parla per ultimo, si abbandona alle sue reazioni spontanee, ride e piange per un futile motivo, offre il suo cuore per riprenderselo subito dopo, dà la sua parola e poi vi manca, non per disonestà ma per incoscienza. Se oltre ad essere corta la mano è anche rigida, si può dire che essa è la mano più inetta che ci sia. Non bisogna confonderla poi con la mano piccola perché la differenza è forte, basta a dimostrarlo questo paragone: la mano corta è la farfalla che svolazza storditamente da fiore a fiore, la mano piccola è l’ape che si dedica alla stessa occupazione.

Mano lunga. — Se la mano corta dà l’impressione del disordine, la mano lunga, invece, implica una meticolosità spinta spesso all’estremo. Questa mano è saggia, lenta, prudente e riflessiva, le sue reazioni vengono sia per il bene che per il male dal cervello, essa quindi non ha mai diritto a circostanze attenuanti. Fredda e chiusa agisce secondo un metodo personale che nulla modificherà; è tutta analisi, osservazione, calcolo. I suoi pensieri sono misurati e anatomizzati prima di passare all’azione; niente viene lasciato al caso. La decisione è presa lentamente, manca il colpo d’occhio e molte occasioni favorevoli non sono riuscite per mancanza di audacia. Vi è in essa grande destrezza e abilità e se sarà agile, saprà aggirare l’ostacolo; non ha molta fiducia in se stessa, questo le impedisce di affrontare le cose di petto; cammina a serpentina, a zig-zag, perde tempo, ma finisce per arrivare data la sua tenacia, perseveranza e orgoglio. Talvolta può apparire timida, ma questa timidezza deriva da un eccesso di riflessione che la porta a una continua esitazione. Essa è generalmente poco espansiva, teme di dire una parola che possa poi nuocerle, è discreta a meno che abbia le dita lisce e appuntite; se è molle e agile nello stesso tempo, una tale mano sarà la più grande ciarlona che si possa trovare.

La mano larga. — È la mano che indica ampiezza di vedute, spirito disinvolto. Non teme le circostanze, anzi le affronta francamente e le saprà al bisogno scompigliare, rivoltare e calpestare; è insomma la mano dell’uomo d’affari pieno di sé, del nuovo ricco, dell’accaparratore, dell’avventuriero. Questa mano ha molta fiducia nella sua capacità (anche quando questa in effetto non esiste); il colpo d’occhio esiste ma solo per gli affari giornalieri, e questi vengono trattati senza alcuna analisi o esitazione. La mano larga è uno dei contrassegni dell’uomo forte, potente, audace, combattivo, possessore di una grande vitalità; egli sa ciò che vuole e spende considerevolmente. Il più grande difetto di questa mano è la mancanza di tatto; generalmente è franca, (a meno che vi siano altri segni), la sua franchezza è brutale e irriflessiva. Non sa adattarsi alle circostanze; mano, più vanitosa che orgogliosa, fa mostra di sé e ciò si comprende facilmente data la sua larghezza. La mano-larga o è sciocca o è molto intelligente: non esiste via di mezzo. E una mano ottimista, clemente, sia per se stessa che per gli altri ed è utile per suo merito personale.

La mano stretta. — Se la mano larga fa mostra di sé, per analogia, la mano stretta si chiude e si ripiega su se stessa; è la mano dei deboli, degli sterili sia moralmente che fisicamente. Malgrado il suo incredibile orgoglio, questa mano non ha fede in se stessa, è timida, paurosa, debole, diffidente verso gli altri. Esitante, essa cammina a tentoni nella via della vita; e se fisicamente è debole e fiacca altrettanto vacillante è il suo morale. La vitalità di una mano è proporzionata alla larghezza del monte di Venere, così si capisce agevolmente come una mano stretta non possa avere un monte di Venere largo; e allora possiamo anche dire che una donna dalla mano stretta se non è del tutto sterile, avrà delle difficoltà nel parto, giacché alla larghezza del monte di Venere corrisponde la larghezza del bacino. La mano stretta ha paura di tutto, i minimi fatti l’affliggono; molto analizzatrice, essa soffre delle circostanze che non osa affrontare; una tale mano. manca di merito personale e non può avere un’esistenza felice. Malgrado la sua debolezza, e le sue continue sofferenze essa può vivere lungamente, giacché queste infelici caratteristiche derivanti dalla mano stretta possono essere attenuate da altri segni della mano.

UMIDITÀ. — L’umidità della mano è in rapporto diretto al sistema linfatico, che dipende a sua volta dai nervi e dal sangue; la mano umida dunque rivelerà linfatismo, una circolazione del sangue difettosa, una grande lentezza nel compimento delle funzioni organiche: sia digestione che secrezione. Essa mostra pigrizia, desideri lascivi e voluttuosi ed è spesso indice di uno squilibrio morale o fisico. Come la mano stretta essa è paurosa, senza carattere e può diventare fiacca se è molle, quasi sempre è superstiziosa. È la mano passiva, ma spesso ostinata. Troveremo la mano umida in molte malattie: anemie, albumina, clorosi. Spesso la mano è umida solo accidentalmente, e questo accade per una emozione o nell’attesa di una rivelazione; lo spirito è inquieto, esso teme di sapere e la mano diventa madida. Questo non è che un segno di sensibilità, di emozione, di pudore. Questa umidità passeggiera svela un temperamento dotato di una corrente magnetica positiva o negativa che segue il soggetto. La mano asciutta implica un forte nervosismo; il cervello domina il cuore; essa appartiene più ai cerebrali che ai sensibili ed è prova spesso di una cattiva assimilazione. È chiusa, e se non proprio insensibile, al minimo poco espansiva, è calma e non si manifesta esteriormente. La mano asciutta non lascia passare effluvi magnetici.

TEMPERATURA. - Calda, la mano esprime un temperamento meridionale, e quando questo calore è continuo ci parla di qualità espansive: bontà, collera, ciarloneria, vivacità ecc....; il cuore domina il cervello. Fredda, non si astiene dalle passioni, ma esse non si mostrano ed è difficile indovinarle. Il cervello comanda al cuore di tacere, ma questi esiste, e la sofferenza e l’amore sono più potenti nelle persone che mostrano un viso freddo e calmo. La mano fredda ha delle passioni qualitative, nella mano calda esse sono quantitative.

CONTATTO. - La mano dura, come dice il Decrespe, è per il temperamento come la mano larga per l’intelletto. Essa indica un corpo vigoroso dotato di desideri violenti, di bisogni intensi che vogliono essere subito soddisfatti. Le persone di vita attiva e rude, coloro che si danno con passione agli sport, i contadini, gli operai hanno generalmente la mano dura. Questo è indice di una potente vitalità, di un incessante bisogno di movimento, di una forte attività spesso disordinata se la mano è anche piccola. La mano dura indica il dominio del cosciente sul subcosciente. Gli scrittori, i sognatori avranno la mano più molle di coloro che fanno un lavoro meccanico. Questa mano non si lascia facilmente influenzare dalle cose esteriori; essa vede la vita da un punto di vista pratico e reale. Non si lascia trascinare dall’immaginazione; la volontà è ferma e si esercita soprattutto per il soddisfacimento dei propri desideri anche a danno di quelli degli altri. È la mano indice del coraggio fisico, che permette di lottare e di combattere, appunto per la vitalità e la resistenza fisica considerevole. Tra gli animali quelli che hanno lo zoccolo molto duro d’un sol pezzo come il cavallo e l’asino sono i più vigorosi, i più resistenti alle fatiche, sono per lo più poco intelligenti, ma dimostrano memoria e ostinatezza. Le mani dure hanno gli stessi caratteri del cavallo o dell’asino, ma bisogna naturalmente che vi siano altri segni concordi. Non bisogna naturalmente fidarsi di un solo segno particolare.

Mollezza. — La mano molle è quella dell’immaginativo, del poeta, del sognatore e di colui che ha orrore dello sforzo fisico.

Priva di vigore, questa mano galleggia nell’esistenza come un sughero nel mare. Essa possiede pochi mezzi di difesa, eppure sebbene priva di volontà fa solo ciò che le piace. È indipendente, sfugge alla vita reale per continuare il suo sogno e oppone alle forze esteriori una inerzia contro la quale tutto si spezza. Malgrado la mancanza di attività fisica, questa mano riesce molto bene materialmente, e ciò è bene giacché il suo bisogno di benessere è forte; ciò fa dire che la fortuna viene dormendo.

MATERIALITÀ. - La mano grassa si avvicina molto come significato alla mano larga. Fisicamente essa dà l’idea di un essere che gode di soddisfazioni materiali più grandi di colui che ha una mano magra. Questa verità naturalmente non è sempre assoluta e bisogna che vi siano degli altri segni che confermino quanto precede. Questa mano indica sia il più abietto e sfrontato libertinaggio, sia la sensualità artistica più elevata. Non è una mano sobria nelle gioie terrestri; usa e abusa dei piaceri materiali: pigrizia, ingordigia, sensualità. Tutto ciò è attenuato da altri segni che noi troveremo, per es. quello dell’attività, giacché chi ha bisogno di godimenti deve agire per procurarseli; se non sarà molle, sarà quella di un essere che arriva da se stesso grazie alle sue facoltà di lavoro e d’intelligenza; la pigrizia, l’ingordigia, la sensualità saranno delle ricreazioni dopo la fatica; poiché i piaceri logorano più del lavoro, questa mano è indice di una vita non molto lunga. Se questa mano è anche ferma svela sempre un merito personale sicuro nell’acquisto delle ricchezze.

Magrezza. — È segno, invece, di debolezza materiale e fisica; ciò, come si è già detto, sempre in rapporto ad altre indicazioni; essa ha meno attrazioni per le cose puramente materiali della mano grassa, è soddisfatta soprattutto nello spirito, le sue gioie sono piuttosto filosofiche e i desideri vengono più dal cervello che dal corpo; (possiamo trovare in una mano magra dei desideri sensuali, ma allora sarà sadismo e non sensualità). Questa mano è incapace di lottare con la forza; è il cervello che agisce, e tutto, qualità e difetti, vengono dall’intelletto. Così la mano magra male influenzata è cattiva, gelosa, meschina, orgogliosa, autoritaria; essa sa nascondere e dissimulare i suoi sentimenti. Sapendo la sua debolezza, aspetta la sua ora e questa viene generalmente quando la mano non è incavata. Le soddisfazioni della mano magra sono soprattutto d’amor proprio, più onorifiche e morali che materiali e finanziarie.

La mano concava. — Tutti i chiromanti sono d’accordo nel dire che la mano concava è un segno di disgrazia e di povertà, e ricordano infatti le mani dei mendicanti nel chiedere l’elemosina. Altri scrittori affermano anche che le più grandi ricchezze si disperdono nelle mani di coloro che hanno appunto il palmo concavo.

Dopo constatazioni più accurate si è giunti a queste indicazioni:

) Una lotta continua di coloro che sono nati senza mezzi.

) Un impedimento alla lotta per coloro che sono possidenti.

Dunque, se nella mano concava d’una persona ricca noi vediamo dei segni spiacevoli, è sicuro che questa persona non potrà risalire la corrente e d’abbattimento in abbattimento giungerà alla povertà. Se non incontreremo dei segni nefasti, la mano concava indicherà se non perdita di fortuna, una povertà fisica, spesso malattie di bronchi (tubercolosi). La povertà materiale va spesso di pari passo con la povertà morale o fisica e ciò impedirà qualunque sforzo di riuscita. Se troviamo il concavo di Marte in una mano equilibrata allora possiamo dire che si avranno delle soddisfazioni morali e onorifiche che potranno condurre a una tranquillità materiale. E’ bene per l’umanità che la mano concava sia una proprietà della donna, poiché l’uomo che la sposerà potrà aiutarla e modificherà felicemente il destino dandole la difesa di cui manca.

PLASTICA. - Una mano che presenta esteticamente un aspetto poco armonioso, dita mal fatte, colore sgradevole, unghia rosicchiate, denota sempre delle tare fisiche o morali. Così, l’indice deformato, appiattito indica sempre una predisposizione alle crisi epatiche; e questa deformazione del dito di Giove, naturale o accidentale che sia, causerà sempre gli stessi effetti. Anche se ciò può apparire inverosimile, è stato constatato per via dei fatti. Una mano molto tormentata trascina con sé una quantità di passioni o d’avvenimenti; contrariamente a quanto dicono i chiromanti, le mani femminili sono sempre più tormentate di quelle maschili. Decrespe dice che le donne i cui monti (sporgenze di carne nel palmo della mano alla base delle dita) sono poco sviluppati, hanno un carattere più stizzoso degli uomini dalle mani tormentate. Ciò è falso, poiché questi monti non sono in rapporto al carattere.

La mano rigida. — Dal punto di vista fisico questa mano indica calcoli, gotta progressiva o una tendenza all’artritismo. In rapporto al carattere questa mano rivela una persona rigida, poco diplomatica, spesso tagliente e brutale; le dee e i sentimenti sono fissi; capace di devozione come di odio, essa segue un cammino dritto senza evitare gli ostacoli.

La mano morbida. — Per spiegare le proprietà di questa mano, possiamo dire ch’essa si adatta ai diplomatici, ai furbi, ai danzatori, agli esseri abili o semplicemente mariuoli, ai ladri, ai prestigiatori, in un sol detto a coloro che hanno una grande destrezza; naturalmente la mano rigida, sia moralmente che materialmente è molto meno pericolosa per chi la circonda della mano morbida. In un fanciullo, la mano soffice, dimostra un carattere più docile e più calmo, ma avrà meno personalità di un piccolo essere che ha la mano rigida; questi sarà più duro ma potrà dare nell’avvenire sentimentalmente più soddisfazioni. Il fanciullo dalla mano soffice è debole anche fisicamente, con tendenza linfatica.

ASPETTO PARTICOLARE - Il colore delle mani. — Le mani degli esseri umani, almeno per la razza bianca, possono avere tre tinte caratteristiche: gialle, rosse e bianche. A ciascuna, appartiene un tipo molto ben definito. La mano di colore giallo tende a rendere insensibili, a indurire le qualità che si riscontrano in un individuo. Questa tinta va dal color limone al marrone scuro, passando per tutti i gialli; essa denota delle qualità e dei difetti d’ordine cerebrale o intellettuale: orgoglio, avarizia, abilità, diplomazia, riflessione, ponderazione, ecc. Questo colore appartiene all’individuo che abbiamo definito cerebrale, ciò non significa ch’egli debba essere necessariamente intelligente, ma implica che tutti gli atti della sua vita, buoni o cattivi, siano dettati sempre dal cervello al cuore; il ragionamento frena l’intuizione e l’impulsività, l’essere tende a chiudersi in se stesso, non vuole più ricevere né dare, solo vivere nel suo intimo. Questa tinta dà pazienza, caparbietà e testardaggine nei desideri. Sia nelle opinioni che nello sviluppo fisico è indice di pigrizia o lentezza. È la mano che si chiude in una torre d’avorio o si astrae dal mondo che la circonda; che dubita, che è inquieta, che ha paura d’andare avanti; i suoi pensieri sono audaci, arditi, indipendenti, ma gli atti sono piccoli, meschini, ristretti. Lo spirito analizza e ha tendenza a ridurre tutto a zero, al nulla; dominano la curiosità; il desiderio di sapere, di conoscere qualcosa di nuovo nei suoi particolari, con precisione. Il color giallo è caratteristica dei sapienti, dei rigorosi, dei fanatici. La mano di colore rosso tende ad accrescere le qualità di un individuo; essa indica il calore, la volubilità, l’espansione. Questa tinta va dal rosato al rosso bruno passando per tutti i rossi e i violetti; denota delle qualità e dei difetti d’ordine passionale:, collera, violenza, coraggio, prodigalità, incostanza e incoscienza, rudezza e crudeltà, franchezza. È il colore del sentimento o meglio della passione; in questo caso è il cuore a guidare il cervello, l’essere si abbandona più all’istinto che alla ragione, segue il proprio impulso senza calcolo; la linea di condotta è variabile. La fiducia in se stesso è talvolta fortissima, talvolta fin troppo debole. Questo colore rosso ci dimostra la devozione, lo zelo, l’impazienza, l’audacia, la sfrontatezza e la millanteria, è il colore di colui che ama affermare le sue convinzioni, che sa lottare per farle valere e, al bisogno, sa sacrificarsi per una causa che egli istintivamente crede giusta. Prevalenza dunque della sentimentalità istintiva che trasporta l’individuo nelle sue passioni buone o cattive. La mano bianca, si potrebbe dire anche chiara, dato che questa bianchezza è sempre leggermente tinta di azzurro, di rosa, di giallo. Appartiene all’essere dominato dai desideri materiali: pigrizia, ingordigia, lussuria, in una parola il benessere e le soddisfazioni del corpo sono lo scopo a cui tende la mano bianca. Chi possiede queste mani è spesso volubile, molle, apatico; sente un bisogno di pace, di calma, è incapace di un atto volontario, ammette difficilmente coloro che sono contrari al suo riposo e alla sua quiete.. È la mano fortunata per eccellenza, ma la sua gioia è materiale. La sua, direttiva dominante è: godere. In uno dei capitoli seguenti si vedranno meglio le qualità e i difetti di ogni gradazione. I peli sulle mani, mostrano in chi li possiede un forte positivismo e una concretizzazione delle qualità espresse dal colore. Il pelo implica sempre un desiderio di dominio in qualunque senso, per es. nel color giallo affermerà la ragione, nel color rosso la gelosia, nel bianco una sensualità eccessiva. I peli sopra una mano femminile sono indice di virilità in un senso qualsiasi. I peli in grande quantità sulla percussione indicano un uomo che avrà molti figli giacché egli non saprà dominare l’atto fisico. I peli in un uomo sono anche segno di virilità e di personalità, specialmente quando sono sparsi sul dorso della mano e sulle terze falangi, dimostrano anche desiderio di gioie materiali.

Il dorso della mano. — Quando il dorso d’una mano è raggrinzito, da poter stringere facilmente la pelle tra l’indice e il pollice, voi sarete in presenza d’una persona servizievole, sempre meno egoista di quella che ha il dorso della mano teso. Sul dorso della mano si trovano qualche volta delle fossette, esse appartengono a un

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