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Nessuno dopo Te

Nessuno dopo Te

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Nessuno dopo Te

Lunghezza:
96 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
12 feb 2017
ISBN:
9788826021546
Formato:
Libro

Descrizione

Stasy è una ragazza umile, figlia unica, vive a Trapani una città dell’estremo occidente della Sicilia. Vive in simbiosi con la Natura e probabilmente, ha una visione tutta sua del mondo esterno, tipica di molte adolescenti della sua stessa età.

Nell’estate del suo diploma farà un viaggio non solo fisico, ma soprattutto interiore. Conoscerà diversi personaggi ognuno dei quali l’arricchirà interiormente, ma soprattutto Riccardo, con cui inizialmente sarà antipatia reciproca, e poi si trasformerà in una grande storia d’amore. Tutto ciò non sarà cosi semplice, i due dovranno superare diversi ostacoli, nulla sarà semplice, penseranno anche di essersi divisi per sempre.

Ma nulla è come sembra, l’amore, quello vero continua a restare nei cuori. E anche quando tu stessa crederai di averlo dimenticato, di esserti allontanata per sempre da lui, ecco che il destino riunisce quelle anime che erano legate per l’eternità e che dovevano solo ritrovarsi, come se fossero collegate fra loro da un filo rosso invisibile.

Editore:
Pubblicato:
12 feb 2017
ISBN:
9788826021546
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Nessuno dopo Te - Gerbino Caterina

Conclusioni

Capitolo uno

E’ il 21 luglio.

Stasy ha da pochi giorni finito gli esami di maturità. I suoi genitori le hanno detto che, visti gli ottimi risultati ottenuti, può decidere dove fare una vacanza.

Non è una ragazza pretenziosa, anzi.

Il pensiero del viaggio la emozionava. Dopotutto poteva scegliere qualsiasi destinazione: Parigi, Madrid, Berlino, ma lei vive a Trapani una bella città sul mare che d’estate pullula di turisti, vuole starsene tranquilla non immergersi nel caos più totale. Pensando e ripensando le viene in mente la nonna. Vive in un paesino sulla Sila, Moccone, un paesino pieno di baite e boschi, la meta ideale dei turisti d’inverno ma anche di chi vuole riposare d’estate. I turisti ci vanno d’inverno per via della neve, delle piste da sci e delle montagne innevate. Al centro del paese c’è una piccola fontana da dove sgorga l’acqua più buona e fresca del mondo, la quale scende direttamente dai monti.

I genitori di Stasy stentarono a credere che la figlia voleva andare proprio la, ma comunque erano contenti perché almeno non era sola ed era sicuramente in buone mani, quindi acconsentirono a lasciarla partire.

La partenza è programmata per giorno 26 luglio quindi Stasy manda subito un messaggio a Ginevra.

- Il 26 si parteeeeeee…urràààààààà

La risposta non tardò ad arrivare

- Davveroooooooo…dove vai?

- Moccone dalla nonna!!!!!!!!

- -.- (fu la risposta di Ginevra che non credeva come una ragazza potesse voler andare su quelle montagne sperdute)

Stasy comincia a preparare le valigie e a metterci dentro ogni cosa, deve portarsi anche qualcosa di pesante, perché là anche d’estate spesso fa freddo, poi prese a scegliere dei libri, il suo portatile, la chiavetta internet, insomma sembrava che stesse traslocando.

La sera del 25 va a casa di Ginevra a salutarla e la sua amica non perse occasione per rinnovare il suo appello a farla restare li con lei. Si inventò la qualsiasi, andiamo al mare, le sagre, e tanto altro ma Stasy le disse che voleva riposare, ne aveva bisogno. Così l’amica fece un sospiro e si arrese dicendole:

- Fatti sentire, manda una mail ogni tanto.

Stasy scoppia a ridere e dice all’amica: vedi che funziona sia internet che il telefono la, non vado mica nel deserto. Scoppiarono a ridere entrambe salutandosi con la promessa di sentirsi spesso.

Arriva il giorno della partenza, la sveglia è alle 5, Stasy fa’ una doccia veloce e insieme ai suoi genitori prende a caricare i bagagli in macchina.

Arrivati all’autostazione aspettarono il pullman che l’avrebbe portata a Palermo….dopo un viaggio di circa due ore alle 8.30 era già alla stazione. Aspettò l’orario della partenza facendo colazione e leggendo qualche giornale, quando il treno arrivò un ragazzo molto gentile l’aiutò a salire i bagagli sul vagone. Appena salita Stasy prese subito a sedere nel posto che le era stato assegnato. Nemmeno a farlo apposto nel suo stesso scompartimento la raggiunse il ragazzo che l’aveva aiutata prima. Stasy diventò un po’ rossa per la vergogna perché lui la fissava con un sorrisino, abbassò lo sguardo e si mise le cuffiette per evitare che quel ragazzo all’apparenza sfrontato pensasse chissà che. Arrivati a Messina si era fatta l’ora di pranzo cosi prese un panino, proprio in quel momento si accorse che il ragazzo la stava guardando, o meglio, stava guardando il suo panino. Stasy si prese di coraggio e chiese al ragazzo se ne volesse la metà: dopotutto lui era stato gentile prima pensò, lui fece no con un cenno del capo e poi disse almeno mi hai rivolto la parola e sorrise, Stasy arrossi nuovamente e prese a mangiare.

Durante la traghettata il ragazzo scese dal treno, devo ammettere che la presenza di quel ragazzo mi metteva sicurezza. Stavamo per arrivare ed eccolo che tornato al suo posto mi allunga una mano con un bicchiere dicendomi:

- Non sapevo se prendevi il caffè e soprattutto se lo prendevi amaro o dolce.. ho optato per portartelo amaro con la bustina dello zucchero. e fece un grande sorriso

- Lo prendo dolce grazie, ma non dovevi disturbarti.

Finalmente stavamo parlando e non era cosi male come pensavo. Si parlava del più e del meno. Il tempo prese a scorrere più velocemente mentre parlavo con il mio compagno di viaggio. Messaggiavo con Ginevra (che mi chiedeva se fosse carino) e ogni tanto sentivo i miei. Ecco che sento la voce che annuncia che stavamo arrivando a Paola (un paese sulla costa cosentina), inizio a prepararmi e il ragazzo (perché non sapevo il suo nome) si offre ancora di aiutarmi e mentre sposta le mia valigie mi guarda e fa:

- Ah comunque io sono Luca (allungando la mano)

Spontaneamente gli sorrido allungo la mano e dico:

- Io sono Stasy, piacere Luca, sei stato davvero tanto gentile.

Luca mi guarda e mi dice: spero di riverti io vado a Roma per lavoro.

Lo saluto e scendo dal treno. Ad aspettarmi mia nonna tutta sorridente e il signor Pasquale.

Pasquale è il vicino della nonna da una vita, anche lui come nonna è rimasto vedovo e si aiutano a vicenda. Lei rammenda qualcosa per lui e lui la accompagna quando serve, è un uomo all’apparenza burbero ma con un cuore buono in fondo…molto in fondo.

Per arrivare ci abbiamo messo due ore, il signor Pasquale non era quel che si poteva definire veloce a guidare. Ma ormai eravamo a casa.

Si era fatta ormai sera, ho avuto appena il tempo di sistemare le mie cose nell’armadio e fare una doccia, subito cena e dritta dritta filata nel mio morbido letto. Proprio morbido non era ma dalla stanchezza avrei dormito anche su un sasso. Ho acceso la tv ma giusto per farmi compagnia e come sospettavo, dopo poco dormivo profondamente.

Venni svegliata dal rumore di un motore che si stava fermando, mi sono accorta che la tv era ancora accesa e sono andata a spegnerla, poi ho spostato la tendina della mia finestra per guardare giù da dove provenivano dei rumori. Ho visto un grosso macchinone anche se non distinguevo il tipo e alcune persone che stavano scaricando i bagagli dall’auto,

strano…oltre me chi può scegliere Moccone come meta di vacanze estive

Tornata a letto la mia mente cominciava a fantasticare su chi potevano essere quei nuovi vicini. La mattina mi sono alzata soddisfatta della dormita, quando andai

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