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Cristianesimo un'antica religione Egizia

Cristianesimo un'antica religione Egizia

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Cristianesimo un'antica religione Egizia

Lunghezza:
529 pagine
8 ore
Pubblicato:
9 feb 2017
ISBN:
9788898301942
Formato:
Libro

Descrizione

In questo libro l’autore Ahmed Osman sostiene che le radici della prima fede cristiana non provengono dalla Giudea, ma dall’Egitto. Egli paragona la cronologia del Vecchio Testamento e il suo contenuto con antichi documenti Egiziani per dimostrare che le vite dei personaggi principali delle Scritture Ebraiche, tra cui Salomone, Davide, Mosè e Giosuè, si basano su dati storici Egiziani. Egli suggerisce inoltre che questi personaggi e le storie ad essi associati coltivate sulle rive del Nilo, come i principi fondamentali della fede cristiana, l’unico Dio, la Trinità, la gerarchia del cielo, la vita dopo la morte, e la nascita dalla vergine di nascita, sono tutti di origine Egiziana. Egli fornisce anche un argomento convincente sul fatto che Gesù stesso sia venuto dall’Egitto.
Con l’aiuto dei moderni reperti archeologici, Osman dimostra che il cristianesimo è sopravvissuto come un culto misterico Egiziano fino al quarto secolo d.C., quando i Romani intrapresero una missione di repressione e persecuzione. Nel 391 d.C., il Vescovo Romano Teofilo, portò una folla nel quartiere Serapeo di Alessandria che bruciò la biblioteca di Alessandria, distruggendo tutti le testimonianze delle vere radici Egiziane del cristianesimo. In questa opera, Ahmed Osman ripristina l’Egitto al suo giusto posto nella storia del cristianesimo.

Edizione italiana tradotta e curata da Leonardo Paolo Lovari
Pubblicato:
9 feb 2017
ISBN:
9788898301942
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Cristianesimo un'antica religione Egizia - Ahmed Osman

Ahmed Osman

cristianesimo

un’antica

religione egizia

Edizione Italiana tradotta e curata da Leonardo Paolo Lovari

© Tutti i diritti riservati alla Harmakis Edizioni

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Sede Legale in Via Volga, 44 - 52025 Montevarchi (AR)

Sede Operativa, la medesima sopra citata.

www.harmakisedizioni.org

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Direttore Editoriale Paola Agnolucci

I fatti e le opinioni riportate in questo libro impegnano esclusivamente l’Autore.

Possono essere pubblicati nell’Opera varie informazioni, comunque di pubblico dominio, salvo dove diversamente specificato.

ISBN: 978-88-98301-94-2

© Impaginazione ed elaborazione grafica: Sara Barbagli

Per la Chiesa copta di Alessandria

Dall’Egitto ho chiamato mio figlio

Osea 11: 1

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare il Dr. Helmut Koester, docente di Storia dell’Antico Cristianesimo all’Università di Harvard, nel discutere con me il significato della biblioteca di Nag Hammadi per la nostra comprensione della storia Paleocristiana; Il Professor John Strugnell, capo redattore de I Rotoli del Mar Morto fino al dicembre del 1990, per la sua spiegazione della natura della comunità di Qumran; il Dr. Peter Nagel, professore di studi Cristiani e Copti presso l’Università di Bonn, per il suo aiuto nel mio tentativo di stabilire una data dei primi manoscritti Copti; e Andrew Best, il mio agente, per il grande aiuto e i suoi preziosi consigli.

Vorrei inoltre dichiarare la mia gratitudine per lo scomparso J. Enoch Powell, MBE, per il suo aiuto a comprendere i testi Greci del Libro degli Atti.

INTRODUZIONE

Fino al XVIII secolo, l’Epoca dell’Illuminismo, ha cercato di applicare il pensiero critico e razionale per supposizioni date precedentemente per scontate; le principali fonti di conoscenza Occidentale sulla storia del mondo e l’umanità sono state il Vecchio e Nuovo Testamento. Il Libro della Genesi, il primo nel Vecchio Testamento, ha affermato che Dio ha creato l’universo in sei giorni e si riposò il settimo. Al centro di questo universo c’era il pianeta Terra. E’ stato percepito per molti secoli come un’entità piatta attorno alla quale ruotavano il sole, la luna, le stelle e gli altri pianeti. Allo stesso tempo, come ha creato l’universo, è stato detto che Dio ha creato i primi due esseri umani, Adamo ed Eva. Poiché la teologia è stata la fonte principale della nostra comprensione del mondo, gli studiosi erano sicuri circa l’autenticità del Libro della Genesi, racconto che ha anche fornito un tempo preciso e la data della comparsa di Adamo: alle 09:00 del 26 ottobre 4004 a.C.

La moderna scienza ha messo in chiaro che i vari elementi di questa storia e le prime ipotesi del genere umano sulla natura dell’universo non sono da prendere sul serio. La Terra è rotonda, non piatta; essa, esiste secondo gli scienziati da miliardi di anni, e l’uomo stesso ha vissuto su di essa per almeno 200.000 anni.

L’approccio critico degli studiosi della Bibbia, in particolare in Germania (la casa dei primi studi biblici), all’epoca dell’Illuminismo è focalizzato in particolare sulla cronologia del Vecchio Testamento. Fino ad allora era stata considerata come la parola ispirata di Dio, tramandata a Mosè sul monte Sinai nel XIV secolo a.C. Tuttavia, lo studio del modo in cui il Vecchio Testamento è giunto fino a noi ha chiarito che esso fu scritto nella sua forma attuale a Babilonia tra il VI e il II secolo a.C. A quel punto almeno 800 anni sono trascorsi dalla morte di Mosè e l’Esodo degli Israeliti dall’Egitto. Nel corso dei secoli successivi, le storie bibliche sono state trasmesse oralmente di generazione in generazione, con l’inevitabile distorsione e incertezza riguardo i fatti che si verificano quando le informazioni passano di bocca in bocca. Sembrava quindi che molti racconti del Vecchio Testamento potessero non essere accurati. Questo sospetto è stato confermato nei successivi due secoli per mezzo delle scoperte archeologiche e una più profonda conoscenza e comprensione della storia. È ormai chiaro, per esempio, che il resoconto nel Libro di Giosuè della conquista della Terra Promessa nel XV secolo a.C., a seguito di una rapida campagna militare, è un’invenzione totale, come mostrerò a tempo debito.

Il punto di partenza convenzionale per cercare l’identità del Gesù storico, sono i quattro vangeli canonici di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Tuttavia, questi vangeli non dovrebbero essere considerati come biografie o storie nel senso moderno del termine, ma come opere teologiche il cui scopo primario è quello di annunciare la fede in Gesù come Figlio di Dio, Signore e Messia, crocifisso e risorto dai morti, che tornerà nella gloria a un certo momento in futuro per giudicare il mondo.

Nel secondo secolo d.C. i padri Romani della primitiva Chiesa, lottarono con ciò che essi consideravano un’eresia, hanno cominciato a mettere questa teologia in un ambiente storico, fornendo sedi e le date della vita di Gesù. Queste dottrine sono state applicate dalle autorità a partire dalla seconda metà del IV secolo, quando Roma ha adottato il Cristianesimo, inducendolo a diffondersi in tutto il mondo. Roma, diventando il centro della civiltà, e abbracciando la fede in Cristo ha fatto bruciare i vecchi libri per distruggere la memoria del passato, e la storia è stata riscritta a confermare nuove interpretazioni degli eventi passati.

La scoperta di due serie di antichi documenti subito dopo la seconda guerra mondiale è servita a rafforzare la convinzione che Gesù ha vissuto, sofferto ed è morto molti secoli prima dell’inizio dell’era Cristiana. I documenti più conosciuti sono i Rotoli del Mar Morto, che sono stati scoperti nelle grotte di Khirbet Qumran attorno al 1947. Questi manoscritti Ebraici ed Aramaici hanno suscitato grande entusiasmo perché sono stati datati al 200 a.C. e 50 d.C., così coprendo gli anni prima e dopo la vita di Gesù in Palestina, secondo il racconto ortodosso. Il nome Qumran, dal luogo in cui gli Esseni dimorarono, può esso stesso indicare un’antica origine Egiziano-Israelita di questa comunità, tale parola è anche conosciuta come Imran, che sarebbe collegata direttamente alla dinastia di Amarna e Imran il padre di Mosè e Miriam. A mio avviso, il nome della località Essena indica che alcuni discendenti di Akhenaton e Mosè sono stati tra i primi capi di questa comunità. Posso solo identificare gli Esseni, come membri del movimento che ha prodotto i profeti, come Isaia e Geremia, fino al momento dell’esilio Babilonese. Dopo il ritorno, i sacerdoti del Tempio di Gerusalemme non hanno mai permesso di nuovo la profezia. Il fatto che la comunità Essena si stabilì a Qumran nel corso del secondo secolo non vuol dire che questa è stata la data in cui sono entrati in essa. (La prova di questo, che sarà senza dubbio rivelatrice a molti lettori, è presentata nei capitoli successivi.)

Tuttavia, gli autori dei rotoli non fanno alcuna menzione della vita e missione di Gesù in Giudea e Galilea. Invece, identificano il Salvatore come loro Maestro di Giustizia, ucciso da un sacerdote empio, e aspettano il suo ritorno per unirsi nel loro annuale Banchetto Messianico, simile per molti aspetti alla Cristiana Ultima Cena. Anche se è passato mezzo secolo da quando il primo rotolo è venuto alla luce, non è ancora chiaro se tutti i loro contenuti sono stati pubblicati. Ciò ha alimentato il sospetto di una censura ecclesiastica, perché contraddicono i racconti evangelici della vita di Gesù.

I rotoli hanno anche deviato l’attenzione da un’altra importante raccolta di antichi documenti ritrovati a Nag Hammadi, nell’Alto Egitto due anni prima. Questi hanno dimostrato di essere parte di una biblioteca degli Gnostici (una setta condannata come eretica e perseguitata nei primi anni della Chiesa Cristiana) contenente degli scritti e Vangeli Cristiani sul carattere di Gesù. Sorprendentemente, in essi non troviamo alcuna menzione dei luoghi o personaggi familiari dei racconti evangelici di Betlemme, Nazareth, Gerusalemme, il re Erode e di Giovanni il Battista, per esempio.

La sorprendente implicazione dei due reperti è che il Gesù storico non ha vissuto quando i Vangeli ortodossi sostengono, poi, quando è vissuto? Mostrerò che il Vecchio Testamento offre la prova che Gesù visse molti secoli prima. Egli è identificato come la stessa persona di Giosuè, che è succeduto a Mosè come leader degli Israeliti. Questo è stato un tempo, parte dell’insegnamento dei padri della Chiesa Paleocristiana. Un tentativo fu fatto per spiegare questa identificazione dicendo che Giosuè deve essere considerato come un preesistente Cristo. Tuttavia, il racconto di San Paolo degli eventi sulla via di Damasco indica che la persona che è succeduta a Mosè come capo degli Israeliti era il vero Gesù, e di quelli che hanno creduto in seguito di aver avuto incontri spirituali con il Cristo, Paolo dice di loro: di rivelare in me il suo Figliuolo perché io lo annunziassi fra i Gentili, io non mi consigliai con carne e sangue, (Galati 1:16).

Lo scopo di questo libro è quello di provare, con un approccio oggettivo basato su dati verificabili, a stabilire il corso degli eventi storici che si celano dietro le storie che leggiamo nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, e di venire a conclusioni su come si forma la nostra comprensione oggi. Questo non è un lavoro teologico: il suo scopo è quello di fornire ai racconti biblici una maggiore autenticità storica di quella che hanno goduto fino ad ora.

Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sarah. E io la benedirò e anche lei ti darà un figlio… re di popoli nasceranno da lei (17: 15-16). Sulla questione del cambio dei nomi, Sarai in Ebraico significa principe e Sarah è la forma femminile, che può anche essere interpretata come la regina.

Sentendo la notizia che Sarah, come era ora stata chiamata, poteva finalmente dare un bambino ad Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sarah all’età di novanta anni potrà partorire?(17:17). Dio lo rassicurò con le parole: Sarah, tua moglie ti partorirà un figlio davvero; e tu gli porrai nome Isacco… (17,19).

Anche allora il narratore biblico non si sentiva sicuro ad introdurre la nascita di Isacco. Egli ha interpolato altre due storie per dissipare ogni possibile dubbio circa l’identità del padre di Isacco posizionando un lungo lasso di tempo vale a dire, più di nove mesi tra la partenza di Sarah dall’Egitto e la nascita di Isacco. In primo luogo, ha descritto come Abramo cercò di liberare suo nipote Lot, che era stato catturato da alcuni nemici. Poi, durante una visita a Gerar nel sud di Canaan (dove, ci viene detto, Abramo prese di nuovo la precauzione di affermare che Sarah era sua sorella), il re si innamorò di lei, nonostante la sua avanzata età, stava per sposarla quando il Signore gli apparve in sogno e lo avvertì di non sposare una donna che era già moglie di qualcun altro. E’ solo ora, dopo essere passato molto tempo dall’Egitto, che possiamo finalmente sapere della nascita di Isacco, un anno dopo la promessa del Signore ad Abramo.

La cronologia presentata dallo scriba biblico, indica che Ismaele deve essere stato 14 anni più vecchio di Isacco. Un aspetto della sua inaffidabilità diventa chiaro, con il racconto di come, dopo la nascita di suo figlio, Sarah ha bandito Agar e Ismaele dopo averli visti deridere Isacco. La narrazione che segue ci informa che Ismaele non era abbastanza vecchio per essere in grado di camminare, per non parlare di beffeggiare qualcuno:

E Abramo si alzò di buon mattino, prese del pane, e una bottiglia di acqua, e lo diede ad Agar, caricandolo sulle sue spalle, le consegno il bambino, e la mandò via… lei… ha vagato nel deserto di Bersabea. Tutta l’acqua dell’otre era venuta a mancare, allora essa gettò il bambino sotto uno degli arbusti. E andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d’arco: perché diceva: Non voglio veder morire il fanciullo! Egli... alzò la voce e pianse.

E Dio udì la voce del ragazzo; e l’angelo di Dio chiamò Agar dal cielo, e le disse: Che hai, Agar? non aver paura; perché Dio ha udito la voce del fanciullo ... E Dio aprì gli occhi e vide un pozzo d’acqua; e lei andò a riempire l’otre con l’acqua, e ha dato da bere al ragazzo.

Genesi 21: 14-19

Anche se questa storia non è menzionata nella tradizione Islamica nel Corano,¹ concorda con la Bibbia, che rappresenta Ismaele un semplice bambino, portato da sua madre e incapace di muoversi dal punto in cui lei lo ha lasciato, ma una fonte d’acqua apparve improvvisamente sotto i suoi piedi.

In tutti i resoconti delle apparizioni prima della nascita di Isacco, con l’eccezione del cambio di nome di Sarah e la promessa che i re di popoli nasceranno da lei, Abramo viene presentato come la figura principale. Una volta che appare Isacco sulla scena, c’è un cambiamento di enfasi. Il racconto di un’altra apparizione del Signore ad Abramo dice: Non ti dispiaccia alcuna cosa che Sara continua a dirti circa il ragazzo e circa la tua schiava. Ascolta la sua voce, perché per mezzo di Isacco verrà quello che sarà chiamato tuo seme (21,12). Il senso letterale del testo Ebraico in questo passaggio non significa necessariamente che Isacco era fisicamente il figlio di Abramo, ma che era il padre adottivo. E’ anche significativo che, da questo momento, e anche ai giorni nostri, un bambino non può essere considerato un Ebreo, non importa chi sia il padre, a meno che la madre è Ebrea. Questo aspetto del Signore è seguito da un racconto (Genesi 22: 9-12) nel quale Abramo prese Isacco è lo portò sulla cima di una montagna dove intendeva sacrificarlo come un olocausto, una decisione curiosa se sapeva che Isacco fosse stato suo figlio. Tuttavia, Abramo sacrificò una pecora al posto di Isacco dopo che un angelo del Signore lo ha avvertito: Non metter la mano contro il ragazzo e non fare alcun male a lui ...

L’identificazione di Isacco come principe d’Egitto non dipende esclusivamente da questa analisi del racconto del Libro della Genesi. Le fonti non bibliche sottolineano il fatto che, nel caso di Isacco, Abramo che aveva altri sette figli (Ismaele da Agar e sei da un’altra moglie, Keturah), deve essere considerato come il padre adottivo. Il Talmud² conserva una tradizione sconosciuta dove Abramo credeva che Isacco era suo figlio:

Il giorno in cui Abramo ha svezzato suo figlio Isacco, ha fatto un grande banchetto, e tutti i popoli del mondo lo derisero, dicendo: ‘Hai visto quel vecchio uomo e la donna che ha portato un trovatello dalla strada, e ora lo rivendicano come loro figlio…?’ (The Babylonian Talmud, Isidore Epstein, London 1952.) Un versetto del Corano (I Profeti, Capitolo [Sura] 21:72) dice di Abramo:

Gli demmo Isacco e, come regalo supplementare,

(Il nipote), Giacobbe…

Il versetto indica che Isacco e Giacobbe, il nipote che non era nato quando Abramo morì, non erano da lui originati. Un altro capitolo del Corano, dopo aver citato i tre dei profeti Mosè, Aronne e Ismaele, parla di loro in Maria, capitolo 19:58 come essere:

La discendenza di Abramo e di Israele (Giacobbe)…³

L’unica possibile spiegazione di questo versetto è che alcuni di questi profeti, Mosè, Aronne e Ismaele, erano discendenti di Giacobbe, ma non di Abramo. Per approfondire questo punto, abbiamo due antenati di nome (Abramo e Giacobbe) e tre discendenti di nome (Mosè, Aronne e Ismaele). E’ ovvio che, Giacobbe era un discendente di Abramo, ed è stato nominato nella lista dei discendenti, piuttosto che, insieme con Abramo, come un antenato.

Chi fu il Faraone che ha contratto un matrimonio bigamo con Sarai e generò Isacco? Le prove, e, in particolare, la cronologia dei discendenti di Sarah (Isacco, Giacobbe, Giuseppe e Mosè, cioè, quattro generazioni separano Sarah e Mosè), indica Thutmose III (c. 1490-1436 a.C.), quinto faraone della XVIII dinastia, il più grande guerriero del mondo antico (quattro generazioni prima di Akhenaton)⁴ e, come vedremo nel prossimo capitolo, identificato come stessa persona dell’antenato reale David dalla cui casa, sia l’Antico e il Nuovo Testamento assicurano essere venuto, il promesso Messia (Cristo Redentore).


1. Le fonti della tradizione Islamica sono principalmente bibliche, Talmudiche e altra letteratura Ebraica. Sono affidabili nel mostrare come i vecchi racconti Ebrei erano diversi da quelli biblici in alcuni casi, ma non possono essere considerati come storici.

2. Il Talmud (in ebraico: תלמוד‎? che significa insegnamento, studio, discussione dalla radice ebraica ל-מ-ד, LMD) è uno dei testi sacri dell’ebraismo.

3. ‘Il Nome di Giacobbe fu dato dal Signore, che dice: Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, per come hai lottato con Dio e con gli uomini... (32: 28).

4. Inoltre, è stato il primo faraone a stabilire un impero tra il Nilo e l’Eufrate, che la Bibbia ha promesso in eredità per i suoi discendenti.

Parte I

IL POPOLO ELETTO

E Dio disse ad Abramo: Quanto a Sarai tua moglie, non chiamarla più Sarai; il suo nome sarà, invece Sarah. E io la benedirò, ed anche ti darò di lei un figliuolo; io la benedirò, ed essa diverrà nazioni; re di popoli usciranno da lei.

Genesi 17: 15,16

1

ABRAMO, SARAH E IL FARAONE

Più di 50 secoli fa, sin dalla loro prima storia, gli Egizi credevano che un essere umano era spirituale così come gli elementi fisici. Essi consideravano la morte come la partenza dell’elemento spirituale dal corpo, ma credevano anche che fosse a condizione che il benessere fisico doveva essere sicuro e protetto, e che lo spirito sarebbe tornato al corpo in futuro e il defunto sarebbe poi tornato ad una seconda vita. È per questo che hanno dedicato tanta cura a preservare un corpo morto con la mummificazione e costruendo una tomba sicura per tenerlo protetto. Credevano anche nella divinità dei loro re consacrati. Il faraone Egiziano è stato considerato come la personificazione del dio Horus, essendo suo padre Ra, il dio del sole. Gli Egiziani sono stati la prima nazione a costruire templi per i loro dei, e stabilire un sacerdozio organizzato che ha eseguito i riti quotidiani e supervisionato le feste annuali. Le grandi piramidi sono ancora in piedi, dopo 47 secoli, come testimonianza del potere divino dei re e, sono un simbolo duraturo dei tentativi dell’uomo per raggiungere il cosmo universale. L’Astronomia era un importante ramo di conoscenza Egiziano nella prima parte della loro storia e non può più essere negato che la Grande Piramide fu costruita per l’osservazione delle stelle e per fornire una lettura dei loro movimenti. Gli antichi Egizi credevano che i movimenti e la posizione delle stelle in un dato momento avrebbero avuto effetti particolari sul comportamento dell’uomo e il suo destino.

La tribù Ebraica fece la sua prima apparizione nel XV secolo a.C., al tempo di Abramo, che è stato considerato allo stesso modo dagli Ebrei e i Cristiani, come padre fondatore delle 12 tribù di Israele. In questo capitolo sosterrò che il patriarcato di Abramo non è affatto vero: ma è di importanza simbolica per i figli d’Israele e i loro discendenti, e, anzi, per i Cristiani.

Asia Occidentale all’epoca di Abramo

Abramo e sua moglie Sarai (per dare loro i nomi originali), hanno iniziato il loro viaggio nella storia, secondo la Bibbia, a Ur⁵ (l’odierna Tell el-Mukayyar) nella Mesopotamia meridionale, una città importante a circa 300 km a sud-est di Baghdad, la capitale dell’Iraq. Partirono, guidati da Tera, il padre di Abramo, Lot, nipote di Tera e il nipote di Abramo. Il Libro della Genesi non dà alcuna spiegazione dei motivi che hanno spinto Tera e la sua famiglia ad intraprendere la grande via commerciale che seguiva la valle dell’Eufrate verso nord-ovest attraverso Babilonia, e a ovest passando da Canaan, collegando i porti del Mediterraneo orientale. Neppure, come è usuale nella Bibbia, non vi è alcuna indicazione della data in cui questo viaggio iniziò. Perché discendenti di Abramo e Sarai, Giuseppe e Mosè possono essere identificati viventi nel XIV secolo a.C., si tratta di una ragionevole deduzione affermare che Tera e la sua famiglia partirono da Ur alla fine del XVI secolo a.C. o, più probabilmente, nei primi anni del XV.

Ci sono di più di 1000 chilometri da Ur a Canaan, che a quel tempo occupavano più o meno la stessa area del moderno Israele, Cisgiordania e Gaza. La famiglia ha intrapreso in due fasi il viaggio, si stabilirono per un tempo non specificato ad Haran nel mezzo della valle dell’Eufrate, dove Tera morì. Qui abbiamo il primo indizio di un rapporto speciale tra la famiglia e il Dio di Abramo. Il Signore si dice che abbia detto Abramo: Vattene dal tuo paese… verso, il paese che io ti mostrerò… E io farò di te una grande nazione… (Genesi 12: 1-2).

In risposta a questa promessa, continuarono il loro viaggio verso Canaan, l’antica terra di Palestina, un paese in cui l’improvvisa comparsa di stranieri era un evento comune. I commercianti utilizzavano la sua pianura costiera per i viaggi commerciali verso sud, e a nord dall’Arabia Saudita e l’Egitto. Fu anche concesso il passaggio agli eserciti durante le contese imperialiste ricorrenti tra l’Egitto, da una parte, ed i regni Mesopotamici di Mitanni, Assiria e Babilonia, dall’altra. Inoltre, in tempi di siccità, il paese subì ricorrenti mini-invasioni dagli uomini delle tribù del vicino deserto Arabo, come attestano le lettere di Amarna.

Per tutti coloro che cercavano di vivere tra le colline di Canaan si poneva una sfida intimidatoria. Il clima era ostile. In estate il paese era bruciato dal sole e la sabbia carica di vento caldo di scirocco. Le tarde piogge autunnali, che hanno permesso di arare il terreno, sono state seguite da inverni umidi, e spesso molto freddi. Successivamente, quando il sole è cresciuto in forza, le piogge più dolci di Marzo e Aprile fornivano un pascolo più fresco per ovini, caprini e bovini prima dell’inizio di un’altra stagione secca.

Il grano poteva essere coltivato solo nella pianura costiera e nelle valli, come i maggiori prodotti del paese, e tutto ciò che le colline pietrose inospitali potevano sostenere, erano l’olivo e la vite. I tempi di carestia erano frequenti⁷; fu in uno di questi momenti che Abramo e Sarai intrapresero di nuovo il loro viaggio da Haran, facendosi largo a sud, un viaggio che creò i primi legami tra questa tribù Semitica e la casa reale d’Egitto, e assicurarono alla famiglia di Abramo un posto duraturo nella storia.

Rispetto a Canaan, l’Egitto era un paese ricco e sofisticato. Mentre la maggior parte era deserto, il terreno su entrambi i lati del Nilo (era irrigato da un intricato sistema di canali e dighe) e la terra del delta del fiume (veniva allagata ogni anno dall’inondazione che seguiva dopo le forti piogge e scioglimento delle nevi degli altopiani Etiopici) era eccezionalmente fertile. L’inondazione, veniva attribuita a una lacrima dalla dea Iside, una caratteristica particolarmente importante nella vita Egiziana. Le feste religiose si tenevano in suo onore, e ancora oggi, quando inizia a straripare il Nilo, il 17 Giugno è conosciuto come la notte della caduta.

Le principali colture Egiziane includevano il grano (per il pane), l’orzo (per la birra), le verdure, la frutta (compresa l’uva per il vino) e il lino (per olio di lino e filo di lino). Il terreno era così ricco che due colture potevano spesso essere raccolte nella stessa stagione. Gli Egiziani allevavano maiali, capre, pecore, oche e anatre e potevano integrare la loro dieta con il pesce del Nilo, selvaggina dalle paludi e dal deserto. Sebbene, Abramo e Sarai come descritto dalla Bibbia, avevano previsto per l’Egitto un momento di fame, deve essere stato per qualche altro motivo forse commerciale, che ha causato il loro viaggio. Di certo non sono rimasti nel Delta orientale del Nilo, come ci si potrebbe aspettare se fossero stati semplicemente alla ricerca di cibo: ma fecero il loro viaggio ovunque il faraone del tempo (che io credo essere Thutmose III, come verrà dimostrato in seguito) teneva la corte.

Questo poteva essere in una delle tre città; Menfi, Eliopoli o Tebe. Menfi, 20 chilometri a sud dell’odierno Cairo, era un importante centro commerciale, favorito dal Grande Tempio di Ptah, patrono degli artigiani. Eliopoli conosciuta nella Bibbia come On, dal Greco, era l’originale città santa Egiziana, situata a breve distanza a nord del moderno Cairo e principale centro del culto del dio-sole Ra. Entrambe queste città del nord sono state utilizzate dalla corte reale per sfuggire al caldo afoso di un’estate Egiziana. Nel corso della XVIII dinastia (1575-1335 a.C.), tuttavia, Eliopoli cadde di importanza poiché Tebe, la moderna Luxor, circa 600 chilometri a sud, sulla riva orientale del Nilo di fronte alla Valle dei Re, e il principale centro di culto del dio Amon-Ra, si sviluppò come capitale principale delle Due Terre d’Egitto.

Ovunque andavano Abramo e Sarai, e per qualunque scopo, ci viene semplicemente detto che Sarai era una donna bella a vedersi, e, mentre si avvicinavano all’Egitto, Abramo, temendo che potesse essere ucciso se si fosse saputo che Sarai era sua moglie dopo che il Faraone preso una cotta per lei, gli disse: Di’ dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te. (Genesi: 12,13).

L’Egitto durante il regno della XVIII Dinastia

Questo, secondo il Libro della Genesi, si rivelò una saggia precauzione. Quando arrivarono in Egitto gli ufficiali la videro e informarono il faraone, così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone che la sposò. Abramo fu ben ricompensato con greggi, armenti, asini e servi.⁹ L’idillio non durò, però. La Bibbia ci dice che grandi piaghe discesero sulla Casa del faraone, perché aveva sposato la moglie di un altro uomo, e il faraone convocò Abramo e gli chiese: Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? Perché hai detto: È mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vattene! (12: 18-19).

Abramo e Sarai furono rimandati a Canaan con doni generosi. Il Faraone fornì a Sarai una serva Egiziana, Agar, e, una volta tornati sani e salvi a Canaan, Sarai dette alla luce un figlio, Isacco. L’essenza del racconto biblico del viaggio in Egitto è che Sarai, moglie di Abramo, divenne anche la moglie del Faraone regnante. Questo, nel costume del tempo, non solo ha determinato il pagamento del prezzo della sposa ad Abramo per la mano di sua sorella, ma anche il rapporto sessuale nella stessa notte, così come la cerimonia del matrimonio reale. Sorge quindi il problema: chi era il vero padre di Isacco?

Le prove del matrimonio disponibili, pongono Abramo come fratello di Sarai; essa essendo stata notata dai principi del Faraone, raccomandarono la sua bellezza al loro re; e fu condotta nel palazzo reale; il matrimonio del re con lei e il generoso trattamento di Abramo (regali di pecore, buoi, ecc.); il dono per Sarai della cameriera Agar; gli sforzi elaborati (come mostrerò di seguito) del narratore Biblico di mettere il maggior numero di anni possibile tra il ritorno della coppia e la nascita di Isacco a Canaan; i riferimenti testuali nel Talmud (l’opera più importante della legge religiosa postbiblica dell’Ebraismo), riguardo la futura autorità per l’Antico Testamento nel racconto della storia degli Israeliti, e nel Corano, libro sacro dell’Islam; la storia dei discendenti diretti di Isacco punta al faraone, non ad Abramo, come padre di Isacco.

(Gli sforzi del narratore biblico per mascherare la verità sulla paternità di Isacco hanno, credo, radici storiche che vanno al di là del fatto che lui era il figlio di un secondo matrimonio peccaminoso. Nel corso degli anni successivi, gli Israeliti tornarono in Egitto, dove rimasero per quattro generazioni fino all’Esodo, quando, gravati da pesanti persecuzioni da parte dei loro severi sorveglianti Egiziani, furono condotti fuori dal paese da Mosè nella prima fase del loro viaggio verso la Terra Promessa. Passarono molti secoli prima di un resoconto di questi eventi fosse messo per iscritto [gli egiziani non forniscono nessuna cronaca di questo], momento in cui l’Egitto e il suo faraone diventarono simbolo di odio per gli Israeliti. Il narratore biblico tiene a nascondere eventuali legami familiari tra Israele ed Egitto. Ma ritorna alla storia immediatamente…)

Dopo il ritorno della coppia a Canaan, si legge nel libro della Genesi accaddero una serie di profezie in cui, inizialmente, ad Abramo viene dato maggiore risalto rispetto a Sarai. Si dice che il Signore gli apparve in visione e gli disse: Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni… Ma nella quarta generazione essi torneranno qui(Genesi 15:13, 16). Dio fece anche un patto con Abramo, dicendo: Alla tua discendenza io do questo paese, dal fiume d’Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate (15:18).

A questo punto il narratore biblico, tiene a fare il punto sul fatto che Sarai non era in grado di avere figli: E Sarai… prese la sua serva Agar, l’Egiziana, dopo che Abramo aveva dimorato dieci anni nel paese di Canaan, e la diede al marito come sposa. (16: 3). Poco dopo (si apprende) che ad Agar apparve un angelo del Signore con la notizia che lei avrebbe avuto un figlio e il suo nome sarà Ismaele (16,11).

Abramo, ci viene detto, aveva 86 anni quando Ismaele nacque.¹⁰ Altri 13 anni sono passati prima che del racconto di un’altra visita del Signore ad Abramo: E tu non sarai più nominato Abramo; ma il tuo nome sarà Abrahamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni.(17: 5, 6). Il Signore disse anche: Ogni figlio maschio fra voi sarà circonciso (17,10). Questo comando, che Abramo effettua, ha forgiato un altro legame tra le tribù Ebraiche e l’Egitto, fino a quel momento solo l’Egitto fra le nazioni orientali aveva

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