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LA BUONA SCUOLA? Storie di docenti e di studenti tra i banchi delle scuole
LA BUONA SCUOLA? Storie di docenti e di studenti tra i banchi delle scuole
LA BUONA SCUOLA? Storie di docenti e di studenti tra i banchi delle scuole
E-book76 pagine43 minuti

LA BUONA SCUOLA? Storie di docenti e di studenti tra i banchi delle scuole

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Info su questo ebook

Buona o cattiva scuola? Questo è il vero dilemma. In questi ultimi tempi non si parla d'altro. Sarà meglio la scuola del passato o quella attuale con tutte le sue difficoltà e le sue mille sfumature? A questi interrogativi, quesiti o domante si potrebbero trovare delle risposte adeguate attraverso le varie storie vissute in prima persona da docenti e studenti tra i banchi degli Istituti italiani. In quest'opera si vogliono raccontare anche le esperienze di un artista che si cimenta a svolgere l'attività di insegnante con grande verve e umiltà, dimostrandosi sempre disponibile ed aperto verso il prossimo. L'autore vuol semplicemente mettersi a nudo, raccontando tutto ciò che si è potuto attuare all'interno delle scuole, facendo notare, a volte, il suo lato di giovane artista che si avvicina alle esigenze e ai vari interessi dei ragazzi stessi. Si può trattare di un vero e proprio viaggio nel mondo delle scuole, tra cultura, musica, cinema, teatro, selfie, social network, valori, sogni, speranze e ideali.
LinguaItaliano
Data di uscita19 gen 2017
ISBN9788892647268
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    LA BUONA SCUOLA? Storie di docenti e di studenti tra i banchi delle scuole - Francesco Primerano

    Indice

    INTRODUZIONE

    PRIMO CAPITOLO

    SECONDO CAPITOLO

    TERZO CAPITOLO

    QUARTO CAPITOLO

    QUINTO CAPITOLO

    SESTO CAPITOLO

    SETTIMO CAPITOLO

    OTTAVO CAPITOLO

    NONO CAPITOLO

    DECIMO CAPITOLO

    UNDICESIMO CAPITOLO

    Francesco Primerano

    LA BUONA SCUOLA?:

    Storie di docenti e di studenti tra i banchi delle scuole

                          INTRODUZIONE

    Buona o cattiva scuola? Questo è il vero dilemma. In questi ultimi tempi non si parla d'altro. Sarà meglio la scuola del passato o quella attuale con tutte le sue difficoltà e le sue mille sfumature? A questi interrogativi, quesiti o domante si potrebbero trovare delle risposte adeguate attraverso le varie storie vissute in prima persona da docenti e studenti tra i banchi degli Istituti italiani. In quest'opera si vogliono raccontare anche le esperienze di un Artista che si cimenta a svolgere l'attività di insegnante con grande verve e umiltà, dimostrandosi sempre disponibile ed aperto verso il prossimo. L'autore vuol semplicemente mettersi a nudo, raccontando tutto ciò che si è potuto attuare all'interno delle scuole, facendo notare, a volte, il suo lato di giovane Artista che si avvicina alle esigenze e ai vari interessi dei ragazzi stessi. Si può trattare di un vero e proprio viaggio nel mondo delle scuole, tra cultura, musica, cinema, teatro, selfie, social network, valori, sogni, speranze e ideali.

    PRIMO  CAPITOLO 

                      Le esperienze di docente

                      nelle scuole italiane

                                  (1° tempo)

    Durante i vari anni scolastici ho cercato di individuare con chiarezza le competenze (profili, traguardi, etc.) che gli allievi dovevano conseguire ed ho cercato di rendere operativi gli obiettivi di apprendimento individuati, traducendoli in evidenze concrete capaci di supportare la verifica del loro conseguimento. Nell’organizzare la lezione ho ritenuto fondamentale definire gli obiettivi in modo chiaro, esplicito e completo per poter scegliere i metodi didattici e il materiale di supporto più agevole a valutarne il raggiungimento. Dopo aver stabilito gli obiettivi, ho individuato, attraverso test, i requisiti e le conoscenze dei ragazzi, nonché il loro stile cognitivo in modo che tutti possano conseguire i traguardi e le finalità definiti dal MIUR. Durante la lezione ho presentato e spiegato l’argomento, esponendo alcune nozioni di base, ho posto domande-stimolo per coinvolgere gli studenti impedendone l’ascolto passivo e ho favorito con brevi discussioni la partecipazione del gruppo. Per rendere tutto il percorso formativo più efficace, ho utilizzato materiale didattico progettato e selezionato: libri di testo, articoli, dispense, ricerche, esercitazioni applicative, sistemi audiovisivi supportati da computer e nuove tecnologie multimediali. Tutto ciò è risultato molto utile perché ha permesso una maggiore attenzione da parte dei ragazzi. In questo ambito dovrei consolidare nuove competenze in quanto l’organizzazione delle situazioni di apprendimento richiede una grande esperienza in aula. Ho cercato di utilizzare diverse tecniche e strumenti per la valutazione formativa. La stessa è parte integrante del percorso didattico e quindi i suoi criteri, strumenti, tecniche vengono stabiliti nella programmazione. Essa rappresenta il punto di partenza per l’assunzione di decisioni didattiche, si esplica nella rilevazione di informazioni concernenti il processo di apprendimento e permette la progettazione di interventi mirati a favorire il successo formativo. A tal proposito mi è sembrato opportuno articolare la valutazione in tre momenti essenziali: iniziale, ossia verificare i livelli di partenza di ciascun allievo; in itinere, monitorare i progressi dei discenti e l’efficacia dell’azione educativa; finale, al termine di una unità di apprendimento, redigere un bilancio complessivo dell’apprendimento. L’attuazione di un adeguato processo di valutazione è compito delicato e, in quanto tale richiede una costante attenzione. Quotidianamente ho effettuato verifiche simultanee per accertare il grado di apprendimento esposto e per stimolare l’attenzione. Durante gli anni scolastici sono state attuate prove di verifica sommativa, periodiche e diversificate in base alle proposte e alle capacità dei ragazzi attraverso tecniche varie come dialoghi, dibattiti, questionari, relazioni, esercitazioni scritte e orali. Secondo me, nel valutare i vari percorsi dell’alunno, bisogna tener presente non solo i risultati ma anche altri fattori: l’interesse, l’impegno, la partecipazione al dialogo educativo e i progressi. Ho ritenuto opportuno lavorare partendo dalle conoscenze degli allievi, rilevando le conoscenze esistenti e i legami tra le stesse. Partendo dal presupposto che il sapere non è più inteso come sistema di teorie consolidate e

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