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Il Carisma della Profezia: Da Enoch a Medjugorje
Il Carisma della Profezia: Da Enoch a Medjugorje
Il Carisma della Profezia: Da Enoch a Medjugorje
E-book188 pagine2 ore

Il Carisma della Profezia: Da Enoch a Medjugorje

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Tra i carismi dello Spirito Santo la profezia riveste senza dubbio un ruolo salvifico importante. Il profeta, "colui che predice", è un uomo che sa "vedere" fatti e verità precluse agli altri e alla luce del messaggio di cui è portatore giudica gli eventi. I profeti sono uomini di forte ispirazione religiosa, che sanno dar voce alle ispirazioni del loro popolo e interpretare la situazione storica in cui vivono. Cultori della sapienza divina, che riflettono sul passato e proiettano nel futuro, sotto forma di oracoli, le costanti delle vicende e dell'animo umano.Nell'ambito del profetismo gli studiosi riservano un posto del tutto speciale ai profeti ebrei dell'Antico Testamento ed è proprio in questo contesto che si inserisce la figura di un profeta singolare ma poco conosciuta, Enoch. Al fine di comprendere e conoscere meglio questo profeta accantonato dalla religione ufficiale e non compreso nel canone biblico, il libro si scinde in due parti: una dedicata più in generale alla profezia nella storia e come carisma dello Spirito Santo, e un'altra interamente dedicata ad Enoch profeta, alla sua storia ed alla letteratura apocalittica apocrifa alla quale egli stesso appartiene.
LinguaItaliano
Data di uscita3 gen 2017
ISBN9788899303365
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    Il Carisma della Profezia - Cinzia Palmacci

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    © Proprietà letteraria riservata

    Prima Edizione, Ottobre 201& (ENIGMA Edizioni©)

    Il profeta Enoch ascende al cielo

    CINZIA PALMACCI

    IL CARISMA DELLA PROFEZIA

    DA ENOCH A MEDJUGORJE

    ENIGMA Edizioni

    "Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo

    trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero!"

    (2 Corinzi 2, 14)

    INTRODUZIONE

    Tra i carismi dello Spirito Santo la profezia riveste senza dubbio un ruolo salvifico importante. Il profeta, "colui che predice, è un uomo che sa vedere" fatti e verità precluse agli altri, e alla luce del messaggio di cui è portatore giudica gli eventi. I profeti sono uomini di forte ispirazione religiosa, che sanno dar voce alle ispirazioni del loro popolo e interpretare la situazione storica in cui vivono. Cultori della sapienza divina, che riflettono sul passato, e proiettano nel futuro, sotto forma di oracoli, le costanti delle vicende e dell'animo umano.

    Nell'ambito del profetismo gli studiosi riservano un posto del tutto speciale ai profeti ebrei dell'Antico Testamento. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la figura di un profeta singolare ma poco conosciuta, Enoch.

    Enoch fa parte dei cosiddetti "patriarchi antidiluviani, diretto discendente di Adamo e progenitore di Abramo, è noto come colui che camminò con Dio e non fu più perché Dio se lo portò via" (Genesi 5, 24).

    Fu prescelto da Dio per la sua grande umiltà, altro carisma conferito dallo Spirito Santo, e per la sua vita contemplativa e devota.

    Certamente Enoch fu un predestinato, come suggerisce il suo nome ebraico hanok, colui che introduce, che inaugura, egli infatti fu il primo profeta e visse 365 anni. La letteratura ebraica gli attribuì una raccolta di scritti apocalittici contenenti visioni e rivelazioni. Tale raccolta apocrifa nota come Libro di Enoch, è giunta in tre versioni: Enoch I (etiopico), Enoch II (slavo) ed Enoch III (ebraico).

    Si può affermare con certezza che Enoch fu il primo carismatico dell'Antico Testamento. Al fine di comprendere e conoscere meglio questo profeta accantonato dalla religione ufficiale e non compreso nel canone biblico, la trattazione consterà di due parti: una dedicata più in generale alla profezia nella storia e come carisma dello Spirito Santo, e un'altra interamente dedicata ad Enoch profeta, alla sua storia ed alla letteratura apocalittica apocrifa alla quale egli stesso appartiene. La figura di Enoch sia come patriarca antidiluviano che come profeta meriterebbe un trattato, per cui considerate questo lavoro solo come una presentazione.

    Buona lettura

    I PARTE

    LA PROFEZIA: CARISMA DELLO SPIRITO SANTO E MISSIONE SALVIFICA NELLA STORIA

    "Dopo questo, io effonderò il mio spirito

    sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli

    e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni,

    i vostri giovani avranno visioni"

    (Gioele 3, 1)

    Che cos'è la profezia?

    La profezia è in se stessa un evento spirituale e psichico che ha influenzato lo sviluppo del genere umano sul pianeta, e che costituisce, come una ramificazione secondaria dell'evento profetico stesso, uno dei fondamenti delle culture e delle religioni attraverso la storia.

    La pura profezia è altruistica e si differenzia dalla pura predizione che spesso viene falsificata nella pratica, e dalla previsione che viene effettuata per puro interesse personale. Anche le varie forme di divinazione sono lontane dalla profezia e nulla hanno in comune con essa.

    La profezia deve essere inquadrata in un ambito puramente spirituale, come carisma conferito dallo Spirito Santo quando ci si pone in atteggiamento di profonda, sincera umiltà davanti a Dio.

    L'umiltà costituisce la migliore preparazione a ricevere lo Spirito Santo e tutti i profeti più accreditati, tra cui Enoch, si sentirono umili servitori dello Spirito. L'umiltà attira la compiacenza di Dio e predispone lo Spirito umano all'azione dello Spirito Santo.

    La prima profetessa del Nuovo Testamento è la Santa Vergine Maria ricolma di Spirito Santo che nel Magnificat dice: "Ha guardato l'umiltà della sua serva" (Luca 1, 48).

    La pura profezia è una qualità o un evento che deriva esclusivamente dalla conoscenza spirituale, un'ispirazione che scorre direttamente nell'essere umano, consentendo alla verità di esprimersi. La forma che assumono queste espressioni di verità è in genere modellata dalla tradizione, poiché i profeti operano nell'ambito di specifiche tradizioni spirituali o culturali.

    Queste memorie forniscono un linguaggio e un contenuto simbolici che, in taluni casi, possono collegarsi a credenze religiose, a testi e usanze come quelle dei profeti biblici.

    Possiamo esaminare un po' più a fondo la nostra definizione, prendendo in considerazione gli esempi storici della profezia: la prima caratteristica che emerge è che la profezia, senza alcuna eccezione, è sempre legata a una tradizione mitica e a uno specifico paese.

    L'applicazione dei testi profetici agli eventi del mondo, in generale, rappresenta una fase recentissima: qualsiasi severa analisi, senza preconcetti, di testi profetici presenti nel mondo intero e pervenutici attraverso la storia evidenzia senza dubbio che essi interessano per prima cosa il paese e la popolazione dove le profezie ebbero origine. Eventi storici di maggior portata vengono analizzati solo quando riguardano il paese d'origine e la sua popolazione: questo legame con l'ambiente è tipico, per esempio, nelle profezie greche, ebraiche, celtiche e degli indiani d'America, la maggior parte delle quali è stata tramandata in varie forme.

    La seconda caratteristica della vera profezia è che essa passa direttamente dal territorio alla popolazione e, attraverso un linguaggio simbolico, mitico o religioso, alle stelle o, nel caso di un culto monoteista, alla divinità. La somma divinità, l'Essere universale si manifesta attraverso l'ispirazione profetica e pronuncia verità per bocca del profeta. Inoltre gli eventi, gli ammonimenti, le benedizioni, le imprecazioni e le implicazioni, vengono espresse tutte con parole della terra nativa dei suoi abitanti, e non si riferiscono soltanto a circostanze che si verificheranno in un futuro vicino, ma a eventi di maggior portata, importanti e di profonda trasformazione. Il linguaggio può poi arrivare a parlare delle stelle o a svelare una visione divina.

    Arriviamo così alla terza caratteristica della vera profezia: l'espressione della visione cosmica, della cosmologia mistica. Tali espressioni rappresentano le fonti guida di coloro che cercano d'incamminarsi sull'ardua via delle trasformazioni interiori attraverso la meditazione mistica e religiosa.

    La profezia si esprime originariamente sempre in forma orale, anche se Enoch come profeta antidiluviano rappresenta una vera e propria eccezione poiché i suoi testi sono scritti. Egli ricevette espressamente da Dio l'ordine di mettere le sue visioni per iscritto al fine di tramandarle ai posteri.

    Profezia e Apocalisse

    La profezia e le predizioni specifiche non possono essere separate dalla tradizione culturale, dalla popolazione e dalla terra dove ebbero origine. La profezia non è che una parte della mitica storia del tutto. Il profeta, grazie alla sua percezione dell'universo o delle forze stellari, è in grado di raccontare certe parti della storia della creazione ancora sconosciute agli altri.

    I vari aspetti che riguardano la profezia non possono essere studiati come se si manifestassero in un vuoto privo di qualsiasi altro linguaggio simbolico o immaginativo, poiché la profezia non può essere estrapolata dal contesto in cui ebbe origine. Esistono alcuni sottili e potenti collegamenti con questo fatto elementare, connesso alla creazione mitologica, allo sviluppo della cultura umana, alla relazione con la terra e il pianeta, e infine con l'ambiente.

    L'ambiente non è il campo verde del vicino, sul punto di essere trasformato in una centrale nucleare, né la terra, né il continente: esso è il nostro mondo intero, il nostro sistema solare, che abbraccia il mondo dell'universo stellare.

    Possiamo leggere la letteratura antica, che va dai testi religiosi ai trattati filosofici e trovare, affermato in maniera più o meno esplicita, che le forze stellari e planetarie e le entità rivestono un ruolo fondamentale nelle energie e negli eventi che si verificano sulla Terra. Potremmo poi fare ricorso alla fisica moderna, che ha sviluppato un modello olistico integrato dell'universo, dove le energie e gli eventi sono consustanziali e si interpenetrano tra di loro. La moderna scienza materialista sta ora dimostrando le verità mistiche per vie traverse, dopo due secoli di grossolano riduttivismo e di infelicità, che ci hanno portato sull'orlo del suicidio planetario.

    Tratteremo ora una caratteristica fondamentale della profezia: la visione apocalittica. La profezia è un aspetto molto specifico del mito della creazione, che tuttavia opera soltanto attraverso livelli di conoscenza esaltati o trascendenti, anziché attraverso la narrazione o la ripetizione di fatti o dottrine tramandate.

    Le visioni profetiche spesso conservano o forse rigenerano simboli e aspetti mitici della religione e della magia che sono antecedenti a qualsiasi struttura religiosa di stato, classica, che possa esistere nella cultura del profeta.

    Una serie di cicli mitici conserva storie che riguardano la fine del mondo: talvolta esse si riferiscono a precedenti ordini del mondo andati distrutti e ricostituiti sotto nuova forma, la storia della creazione quindi, all'inizio del ciclo mitico, comprende spesso un racconto di distruzione. Questa distruzione iniziale può rispecchiare la fine annunciata del mondo o l'apocalisse, oppure può significare un nuovo concetto ben definito, che è quello in cui essa viene completamente sostituita da una nuova idea di distruzione, in un'epoca che deve ancora arrivare. L'immagine distruttiva della religione cristiana inizia con l'acqua, il diluvio, e promette il fuoco per la fine del mondo. Il fuoco è anche il simbolo dello Spirito Santo, dunque elemento di purificazione e rigenerazione; come ebbe anche ad intuire Gioacchino da Fiore, monaco medioevale che profetizzò la terza era come quella dello Spirito Santo dopo quella del Padre e del Figlio.

    Oltre all'uso di una terminologia mitica o religiosa, i profeti cercano talvolta di descrivere ciò che essi percepiscono in una condizione paradossale, tentando di rivelare la visione, le entità, le forze, con termini drammatici e impressionanti, che galvanizzeranno l'attenzione dell'ascoltatore o del lettore nell'ambito di un nuovo livello di percezione. Disponiamo quindi di una serie di testi unici conservati nelle varie culture, nei quali ritroviamo immagini e terminologie tradizionali che si fondono con visioni assolutamente non ortodosse.

    In alcuni testi, però, è adottato un metodo esattamente contrario, poiché il nucleo esoterico della profezia è nascosto deliberatamente da una terminologia oscura, che richiede spesso istruzioni orali o un'iniziazione specifica nella scuola del simbolismo alla scuola del simbolismo alla quale il profeta, generalmente, è stato addestrato.

    I primitivi testi apocalittici si trovano nei cicli mitici: nella mitologia greca compare il tema della distruzione, nella continua guerra tra i titani e gli dèi dell'Olimpo.

    Il contenuto apocalittico della cristianità deriva dagli antichi testi ebraici, seppure adattati e spesso accuratamente selezionati e pubblicati.

    Ciò nondimeno, è nelle visioni apocalittiche, come quella della rivelazione, che troviamo le vere, antiche credenze che si insinuano nella nuova religione.

    Immagini simili al Libro della Rivelazione sono reperibili anche nell'antico testo Il Libro di Enoch. Di Enoch se ne parlerà più approfonditamente nella II parte, ma possiamo qui dare solo qualche accenno sul primo profeta antidiluviano della storia della cristianità.

    Enoch, uno dei più grandi profeti ebrei, del quale si dice sia svanito il corpo, camminò accanto a Dio e scomparve. Una tradizione mistica, spesso affermata negli insegnamenti cabalistici, afferma che Enoch, dopo essere diventato profeta umano, fu assunto come arcangelo presso il trono di Dio. Nel Libro di Enoch troviamo una successione attraverso vari stati di percezione spirituale:

    Scorsi le nuvole che mi invitarono e la bruma mi convocò, e il movimento delle stelle e dei lampi accelerò e mi sollecitò, e i venti nella visione mi spinsero a volare, sollevandomi verso l'alto e mi fecero giungere al Paradiso. E io vi penetrai, fino ad arrivare vicino a una parete di cristallo circondata da lingue di fuoco ed essa cominciò a mettermi paura. E io attraversai le lingue di fuoco e mi avvicinai alla grande casa, costruita con cristalli, e le sue pareti erano come un pavimento fatto di cristallo e anche la sua base era di cristallo.

    L'apocalisse e le visioni di distruzione cosmica sono in genere di natura stellare: così come la creazione inizia prima delle stelle nel vuoto del caos primigenio, anche il retaggio finale dell'esistenza è di materia stellare, non limitata alla purificazione o redenzione del pianeta Terra e del solo mondo umano.

    In Enoch XVIII 12-16 vi sono tipici esempi di questa immaginazione, che si fondono con il concetto del caos e delle dimensioni negative o zone, un concetto che fornirà successivamente il pretesto all'azione repressiva della cristianità politica.

    Là io vidi un luogo che non aveva firmamento sopra al cielo e neppure una terra ben costituita al di sotto di esso: su di esso non c'erano né acqua, né uccelli, ed essa era un luogo desolato e orribile. Io vidi là sette stelle simili a grandi montagne infuocate, e quando indagai su di loro, l'angelo disse: Questo luogo è la fine del cielo e della terra: esso è diventato una prigione per le stelle e per l'armata del cielo. Le stelle che si muovono nel fuoco sono quelle che hanno trasgredito il comandamento del Signore, all'inizio o nella loro ascesa, poiché esse non comparvero al momento stabilito. Ed Egli fu furente con loro e le costrinse a comparire finché la loro colpevolezza non si fosse consumata, persino

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