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Disaccordi interpretativi profondi

Disaccordi interpretativi profondi

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Disaccordi interpretativi profondi

Lunghezza:
68 pagine
48 minuti
Pubblicato:
16 dic 2016
ISBN:
9788870007374
Formato:
Libro

Descrizione

I disaccordi interpretativi profondi sono divergenze particolarmente radicali nelle interpretazioni giudiziali e dottrinali aventi come oggetto termini e locuzioni di carattere etico-politico (“persona”, “dignità”, “vita”, “autodeterminazione”, “famiglia”, ecc.), che ricorrono in disposizioni giuridiche che incorporano principi (soprattutto di rango costituzionale). Essi sono un aspetto strutturale importante dei nostri stati di diritto costituzionali; ci fanno capire, ad esempio, come si atteggia, in tali organizzazioni, il rapporto fra diritto e morale (un rapporto fluido). La tesi principale del saggio, corroborata dalla ricostruzione di un caso concreto, è che questi disaccordi vanno caratterizzati come genuini, senza colpa e irrisolvibili.
Il saggio discute anche la possibilità di inserire i disaccordi interpretativi senza colpa nella categoria generale dei disaccordi faultless, così come sono teorizzati dalla filosofia del linguaggio contemporanea, dove suscitano da tempo accese discussioni. Lo studio si articola nei seguenti brevi capitoli: a un capitolo introduttivo segue quello dedicato alla definizione e alla classificazione di questi disaccordi; v’è poi spazio per un capitolo che si occupa dell’analisi semantica delle espressioni (indeterminate) oggetto di disaccordo, cui fa seguito la presentazione della tesi principale di cui sopra, che cerca di spiegare il modo in cui vanno intese le pretese di correttezza che tali disaccordi incorporano; infine, un breve spazio è dedicato alla ricostruzione del “caso Englaro”, visto come esempio paradigmatico di disaccordo interpretativo profondo.

VITTORIO VILLA è stato professore ordinario di Filosofia del diritto presso l’Università di Palermo e Direttore del Dipartimento di “studi su politica, diritto e società” presso la stessa Università. È stato borsista CNR (Giugno-Novembre 1983) presso il Department of Jurisprudence dell’Università di Edinburgo ed è stato anche visiting professor presso la stessa Università (Luglio 1996). Ha partecipato, come relatore, a svariati congressi nazionali e internazionali. Oltre a una numerosa serie di saggi di teoria del diritto, metaetica, epistemologia giuridica, è autore dei volumi Teorie della scienza giuridica e teorie delle scienze naturali. Modelli e analogie (Giuffrè, 1984), di cui esiste una traduzione in francese (La science du droit, LGDJ, 1990); Costruttivismo e teorie del diritto (Giappichelli, 1999), di cui esiste una traduzione in castigliano (Constructivismo y teorias del derecho, Universidad Autonoma del Mèxico, 2011); Storia della filosofia del diritto analitica (Il Mulino, 2003); Il positivismo giuridico. Metodi, teorie e giudizi di valore (Giappichelli, 2004); Una teoria pragmaticamente orientata dell’interpretazione giuridica (Giappichelli, 2012). Ha curato, insieme a G. Maniaci, G. Pino, A. Schiavello, il volume Il relativismo. Temi e prospettive (Aracne, 2010), che raccoglie gli atti del convegno internazionale “Il relativismo: temi e prospettive”, da lui organizzato (Agrigento, 23-24 Aprile 2009). Ha anche curato, insieme a Giorgio Pino, il volume Rule of Law. L’ideale della legalità (il Mulino, 2016).
Pubblicato:
16 dic 2016
ISBN:
9788870007374
Formato:
Libro

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VITTORIO VILLA

DISACCORDI INTERPRETATIVI PROFONDI

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Edizione digitale: dicembre 2016

Produzione digitale: Mucchi Editore

ISBN: 9788870007374

Indice sommario

Premessa

1. L’importanza etico-politica dei DIP

1.1. Introduzione

1.2 I disaccordi interpretativi fra diritto e morale

2. Classificazione, definizione e caratteristiche dei DIP

2.1 Una tassonomia dei disaccordi giuridici

2.2. Definizione, caratteristiche e condizioni di individuazione dei DIP

3. Analisi semantica delle espressioni oggetto di disaccordo

3.1. Indeterminatezza vs. vaghezza

3.2. La semantica delle nozioni essenzialmente contestabili

4. I DIP come disaccordi genuini, senza colpa e irrisolvibili

4.1. I tre aspetti centrali dei DIP

4.2. Le pretese di correttezza avanzate in sede di DIP

5. La vicenda paradigmatica del fine vita

5.1. Considerazioni introduttive

5.2. Il caso Englaro

Premessa

Questo saggio rappresenta una tappa di un programma di ricerca cui lavoro ormai da tre anni, dedicato al tema dei disaccordi interpretativi profondi. Un’altra tappa importante di questo programma è stato il saggio Deep Interpretive Disagreements and Theory of Legal Interpretation¹, uscito alcuni mesi fa. L’esito conclusivo della ricerca sarà costituito da un volume monografico, che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno, dal titolo Disaccordi interpretativi profondi, relativismo e teoria dell’interpretazione.

L’idea di questo programma è nata a seguito di un dibattito sul mio precedente libro Una teoria pragmaticamente orientata dall’interpretazione giuridica², dibattito pubblicato nelle riviste Revus e Diritto e questioni pubbliche³. Riflettendo sulle critiche suscitate dal libro mi sono accorto che la mia teoria dell’interpretazione non era in grado di render conto dei disaccordi interpretativi profondi, soprattutto al livello della interpretazione costituzionale. L’idea di contesto di sfondo, in particolare, necessitava di ampie modifiche.

A poco a poco, però, le mie tesi sui disaccordi interpretativi profondi (d’ora in poi DIP) cominciavano a prendere una consistenza autonoma rispetto agli esiti di quel dibattito. Tre punti mi sembravano particolarmente importanti: i) il fatto che tali disaccordi costituiscono una caratteristica estremamente significativa degli stati di diritto costituzionali; ii) il modo assolutamente peculiare in cui, proprio in relazione ai disaccordi, si atteggiano i rapporti fra diritto e morale, che sono necessari nell’ambito di estensione di queste organizzazioni giuridiche; iii) il fatto che essi rappresentano un esempio importante di quei disaccordi faultless che sono oggetto di discussioni molto accese nella filosofia del linguaggio contemporanea.

Purtroppo il lavoro che presento è incompleto. Per ragioni di spazio ho dovuto omettere alcune parti: i) prima di tutto, la parte metaetica, dedicata alle concezioni (espressivismo, oggettivismo etico, relativismo etico) che possono essere addotte per giustificare i giudizi etico-politici implicati nei disaccordi e al mio connesso tentativo di difendere una versione globale e moderata di relativismo; ii) in secondo luogo, la parte dedicata a una ricostruzione molto più completa ed esauriente di casi paradigmatici di disaccordi interpretativi profondi (manca del tutto l’analisi degli usi discordanti del termine ‘dignità’, e quella sulle interpretazioni divergenti della locuzione ‘famiglia come società naturale’); iii) infine, la parte dedicata all’interpretazione giuridica, soprattutto in relazione alla individuazione del modello teorico maggiormente in grado di mettere in evidenza le tecniche argomentative, i presupposti epistemologici e le implicazioni valutative del lavoro interpretativo condotto da giudici e giuristi sui casi, particolarmente difficili, che sono oggetto di disaccordi interpretativi profondi.

Mi sono trovato, in realtà, a dover scegliere fra una trattazione a volo d’uccello dell’oggetto della mia ricerca, molto schematica e brutalmente sintetica, e una trattazione molto più approfondita e ragionata, a mo’ di inquadramento concettuale, della sua prima parte soltanto. Ho scelto questa seconda strada, privilegiando il profilo dell’approfondimento, anche se parziale, del tema a quello della sua eccessiva semplificazione, forzatamente superficiale. Del resto, le parti mancanti saranno poi integralmente sviluppate nel libro, sopra citato, che costituirà la tappa conclusiva del mio progetto.

Infine, a conclusione di questa premessa, colgo anche l’occasione per ringraziare i molti amici e colleghi che, invitandomi a incontri di studio o commentando

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