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Corso Full Immersion Concorso Vice Ispettori Polizia di Stato

Corso Full Immersion Concorso Vice Ispettori Polizia di Stato

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Corso Full Immersion Concorso Vice Ispettori Polizia di Stato

Lunghezza:
142 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
Oct 3, 2016
ISBN:
9788822851772
Formato:
Libro

Descrizione

La prova scritta del concorso a 320 posti di Vice Ispettore della Polizia di Stato richiede una preparazione approfondita.

In effetti, si tratta di un “one-shot” da preparare in modo accurato.

Cosa fare qualora si voglia recuperare il tempo perso?

E’ necessario approfondire gli istituti principali di diritto penale, processuale penale e costituzionale, utilizzando anche questo corso full immersion che in modo sintetico e puntuale riporta le tracce più recenti e che quindi è utilissimo per la preparazione della prova scritta.
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Oct 3, 2016
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9788822851772
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Corso Full Immersion Concorso Vice Ispettori Polizia di Stato - Autori Vari

10

CONCORSO 320 VICE ISPETTORI DELLA POLIZIA DI STATO

CORSO FULL IMMERSION

FLASH OTTOBRE 2016

INDICE

-INDICE p. 3

-PREMESSA p. 5

-TRACCIA SVOLTA N. 1 p. 9

-TRACCIA SVOLTA N. 2 p. 13

-TRACCIA SVOLTA N. 3 p. 17

-TRACCIA SVOLTA N. 4 p. 22

-TRACCIA SVOLTA N. 5 p. 27

-TRACCIA SVOLTA N. 6 p. 33

-TRACCIA SVOLTA N. 7 p. 37

-TRACCIA SVOLTA N. 8 p. 45

-TRACCIA SVOLTA N. 9 p. 49

-TRACCIA SVOLTA N. 10 p. 54

PREMESSA

La prova scritta del concorso a 320 posti di Vice Ispettore della Polizia di Stato richiede una preparazione approfondita.

In effetti, si tratta di un one-shot da preparare in modo accurato.

Cosa fare qualora si voglia recuperare il tempo perso?

E’ necessario approfondire gli istituti principali di diritto penale, processuale penale e costituzionale, utilizzando anche questo corso full immersion che in modo sintetico e puntuale riporta le tracce più recenti e che quindi è utilissimo per la preparazione della prova scritta.

In effetti, essa si incentra su elementi di diritto penale o di diritto processuale penale con eventuali riferimenti al diritto costituzionale e quindi, oltre ai riferimenti al diritto costituzionale, maggiore attenzione va riservata all’approfondimento delle tematiche di diritto penale e di procedura penale, vero e proprio "core" del lavoro che si andrà a fare una volta assunti e che la Commissione di sicuro vuol valutare.

Il candidato che voglia riuscire ad avere una chance di vincere il concorso, dovrà necessariamente dotarsi di un solido bagaglio di nozioni, maturato grazie all'approfondimento delle tematiche relative alla prova scritta, senza dimenticare qualche riferimento a questioni oggetto di dibattito dottrinale e giurisprudenziale.

Ciò in quanto se è vero che non sempre i concorsi si basano sulla sentenza dell'ultimo minuto, comunque intercettano linee di tendenza che vanno sempre tenute in considerazione e che hanno maggiore probabilità di essere oggetto della traccia.

Pertanto, all'uso di eventuali altri testi (scolastici o universitari, purchè aggiornati) con i quali si ha migliore dimestichezza, il candidato dovrà necessariamente aggiungere la lettura e l’approfondimento full immersion del presente volume.

Lo stesso riporta una selezione delle questioni di maggior interesse ed è aggiornatissimo, ciò per consentire di ottenere una preparazione up to date.

Le tracce riportate quindi andranno lette, rilette e metabolizzate, così garantendo di migliorare le proprie chance di superare la prova scritta del concorso.

LE TRACCE SVOLTE

TRACCIA SVOLTA N. 1

Premessi brevi cenni sulle aggravanti, tratti il candidato della natura della circostanza aggravante dell’aver agito con crudeltà, di cui all’art. 61, primo comma, n. 4, cod. pen., e della sua eventuale compatibilità con il dolo d’impeto.

Nella struttura del reato ci sono elementi essenziali (che non possono mai mancare) ed accidentali (o accessori) che incidono sulla gravità del reato e determinano delle variazioni qualitative e quantitativa della pena.

Abbiamo circostanze comuni (di cui agli articoli 61-62 bis, 112 e 114 c.p.) e speciali (a seconda che siano previste per tutti o solo per uno o più reati), aggravanti e attenuanti (a seconda che comportino un aumento o una diminuzione di pena per il reato semplice), oggettive (sulla natura, l’oggetto, la specie, i mezzi, il tempo, il luogo e il modo dell’azione, la gravità del danno o del pericolo, le condizioni o qualità personali dell’offeso) e soggettive (sull’intensità del dolo o il grado della colpa, le condizioni o qualità personali del colpevole, i rapporti tra colpevole e offeso), antecedenti (ad es. art.61 numero 3 c.p.), concomitanti (ad es.art.61 numero 4 c.p.) e susseguenti (ad es.art.62 numero 6 c.p.; a seconda che precedano, accompagnino o seguano la condotta dell’agente), intrinseche (sulla condotta illecita, ad es. le sevizie) e estrinseche (circa fatti successivi e capacità a delinquere, ad es.art.61 numero 8 c.p.), ad efficacia comune (con aumento o diminuzione della pena fino a 1/3 di quella per il reato-base, ad es. articoli 63-65 c.p.) e speciale (con pene di specie diversa o in misura indipendente dalla pena ordinaria, ad es. art.625 comma secondo c.p.), ad effetto speciale (con aumento o diminuzione di pena superiore ad 1/3); per l’art.61 c.p. sono circostanze aggravanti comuni: l’aver agito per motivi abietti (ossia turpi o ignobili) o futili (ossia sproporzionati), l’aver commesso il reato per eseguirne (connessione teleologica) o occultarne un altro o per conseguire o assicurare a sè o ad altri (connessione conseguenziale) il prodotto, il profitto o il prezzo o l’impunità di un altro reato, l’aver agito nonostante la previsione dell’evento nei delitti colposi (cosiddetta colpa cosciente), l’aver adoperato sevizie o crudeltà verso persone, l’aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o personal ostacolanti la pubblica o privata difesa, l’aver commesso il reato durante il tempo della sottrazione volontaria all’esecuzione di un mandato o di un ordine d’arresto o di cattura o di carcerazione spedito per un precedente reato, l’aver cagionato all’offeso un danno patrimoniale rilevante nei delitti contro il patrimonio, l’aver (tentato di) aggravare le conseguenze del delitto (ad es. dopo aver ferito un uomo si impedisce il suo soccorso), l’aver commesso il fatto con l’abuso di poteri o la violazione di doveri inerenti ad una pubblica funzione o servizio o ministero di culto, l’aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o un ministro di culto o un agente diplomatico o consolare nell’atto o a causa dell’adempimento delle sue funzioni o servizi, l’aver commesso il fatto con l’abuso dell’autorità o delle relazioni domestiche o d’ufficio, d’opera, di coabitazione o di ospitalità.

Per quanto attiene all’aggravante dell’aver agito con crudeltà, la stessa è caratterizzata da sofferenze che esulano dal normale processo di causazione, costituiscono un’aggiunta caratterizzata dalla gratuità e superfluità dei patimenti, dalla efferatezza, dalla assenza di pietà.

L'eccedenza della condotta rispetto alia normalità causale e la efferatezza costituiscono, in sintesi estrema, il nucleo della fattispecie aggravante. Pure concorde è la giurisprudenza in ordine al carattere soggettivo della circostanza, alla necessaria volontà di infliggere sofferenze aggiuntive e, quindi, alla consapevolezza che la vittima sia viva.

Inoltre, non si richiede che la vittima del reato abbia effettivamente percepito la gratuita afflittività della condotta, essendo la circostanza essenzialmente imperniata sulla considerazione del comportamento dell'autore dell'illecito e sulla conseguente maggiore riprovevolezza di un modo d’agire connotato da particolare insensibilità, spietatezza, efferatezza.

Proprio il carattere eminentemente soggettivo della circostanza giustifica l’affermazione che non occorre che la condotta crudele sia diretta contro la vittima. E' tuttavia necessario che la stessa vittima sia ancora in vita, in quanto l'aggravante è configurabile solo quando l'azione si diriga verso una persona e tale è l'uomo soltanto finché vive. Ne consegue che, una volta intervenuta la morte, gli atti di crudeltà compiuti contro le sue spoglie possono integrare all'occorrenza un reato diverso, ma non la circostanza in questione.

L'aggravante è compatibile con il vizio parziale di mente, ma va esclusa quando la condotta sia espressione della patologia: va al riguardo compiuta un'indagine caso per caso.

La circostanza di cui si discute costituisce tipica espressione dello stile della codificazione: la normazione ha un'impronta fortemente casistica, attuata attraverso la previsione di innumerevoli tratti accessori, circostanziali, delle fattispecie. Il fine è quello di dirigere e limitare la discrezionalità giudiziale nell'individuazione della gravità del reato e della risposta sanzionatoria.

La disciplina dell'omicidio doloso costituisce un classico esempio di tale metodo: i motivi abietti o futili, la crudeltà, l'uso di sostanze venefiche o di mezzi insidiosi, l'azione nei confronti dei congiunti, la premeditazione ecc.

L'aggravante di cui all’art, 61 n. 4 cod. pen., richiamato dagli artt. 576 e 577 cod. pen., attiene all'adoperare sevizie o all'agire con crudeltà verso le persone. La distinzione tra sevizie e crudeltà non è stata oggetto di speciali approfondimenti in dottrina. In giurisprudenza si riscontrano varie oscillazioni ma non si riscontrano articolate riflessioni: segno che la distinzione presenta scarsa utilità pratica.

Le sevizie costituiscono azioni studiate, specificamente indirizzate finalisticamente ad infliggere alla vittima sofferenze fisiche aggiuntive, gratuite. Talvolta esse, pur afferendo senza dubbio al contesto illecito, non attengono propriamente all’azione esecutiva, tipica, e sono caratterizzate dall'adozione di specifici gesti volti proprio ad infliggere patimenti efferati. Dunque, la figura è caratterizzata dalla specificità della misura afflittiva studiata, sadicamente indirizzata direttamente alla vittima, nonché dall'intenzionalità dell'agire. Parafrasando le classiche categorie dei dolo d'evento, si può affermare che le sevizie richiedono dolo intenzionale: proprio la architettata, finalistica volontà di infliggere sofferenze perverse. Per contro, la condotta crudele è quella che, pur non mostrando una studiata predisposizione finalizzata a cagionare, per qualche verso, un male aggiuntivo, eccede rispetto alla normalità causale e mostra l'efferatezza che costituisce il nucleo della fattispecie aggravante.

Proprio l'efferatezza che contrassegna tutte le manifestazioni dell'aggravante induce a condividere l'indirizzo giurisprudenziale che, alla luce dell'art. 70 cod. pen., considera soggettiva la circostanza.

Si tratta in effetti di comportamenti che rilevano precipuamente nella sfera della colpevolezza, dell'atteggiamento interiore, caratterizzato da particolare riprovevolezza per via della sua perversità. E' ben vero che l'aggravante chiama in causa le particolari modalità dell'azione. Tuttavia tali peculiarità rilevano più che per la concreta afflittività della condotta tipica che conduce all'evento, per il contrassegno di spietatezza che conferiscono, nel complesso, alla volontà illecita manifestatasi nel delitto. Insomma, le eccedenti modalità dell'azione mostrano una riprovevolezza che giustifica l'aggravamento della pena. Coerente con tale lettura della norma è la costante, condivisa giurisprudenza che ritiene l'aggravante anche quando la crudeltà si manifesta nei confronti di una persona viva di cui non si sa se percepisca concretamente l'afflizione gratuita, trovandosi in stato d'incoscienza. Parimenti per ciò che riguarda l'esistenza della crudeltà quando essa è rivolta contro una persona diversa dalla vittima. Insomma, è la perversità dell'intento che, al fondo, contrassegna la figura di cui si parla. Tale atteggiamento di gratuita eccedenza, naturalmente, è intrinsecamente volontario. Esso può essere definito doloso, ma con la precisazione, già accennata ma da ribadire, che non si fa qui riferimento al dolo d'evento ma se ne recuperano le categorie, i tipi, per più immediata ed agevole esplicazione del pensiero e catalogazione dei moti interiori entro schemi noti al lessico giuridico.

In breve, conclusivamente, è la stessa

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