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La Nube della non-conoscenza … e altri scritti spirituali: Manuale dell’aspirante Contemplativo

La Nube della non-conoscenza … e altri scritti spirituali: Manuale dell’aspirante Contemplativo

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La Nube della non-conoscenza … e altri scritti spirituali: Manuale dell’aspirante Contemplativo

Lunghezza:
273 pagine
4 ore
Pubblicato:
21 set 2016
ISBN:
9788822847645
Formato:
Libro

Descrizione

Questo libro è un ripescaggio di un antico testo molto famoso nel secolo XIV. Le edizioni si sono succedute nel corso del tempo sempre più numerose ed è stato anche tradotto in numerose lingue.
Negli ultimi cinquant’anni però, la sua memoria è andata un po’ perduta.
Siamo lieti di presentarvelo nuovamente in una nuova versione certi che potrà ancora fare tanto bene alle anime che desiderano seguire un cammino di conversione nel nome di Cristo, nostro Salvatore.
Il libro è diviso in capitoli brevi che possono essere letti con grande facilità, magari uno al giorno, nel corso delle nostre meditazioni quotidiane.
E’ di facile lettura e non è gravato da complicazioni teologiche e dottrinali.
All'interno del libro viene presentato il suo contenuto e le none note biografiche dell’autore che è un asceta del XIV secolo.
Nell’ultima parte del libro vengono presentati altri scritti dell’autore di matrice spirituale, anch’essi utili per il cammino di crescita di ogni fedele.
L’anonimo autore raccomanda di leggere questo libro per intero perché dandogli solo una scorsa qua e là si rischia di non riceverne buon frutto e di cadere facilmente in errore.
A questo proposito vi consigliamo di leggere con attenzione il Prologo di questo libro, nel quale l’autore stesso espone questa raccomandazione suggerendo anche il modo corretto di lettura di questo prezioso Trattato dedicato alla Meditazione e alla Contemplazione.
E' disponibile anche la versione stampata a questo link: http://www.lulu.com/content/19276868
Pubblicato:
21 set 2016
ISBN:
9788822847645
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anonimo del XIV Secolo

La Nube della non-conoscenza … e altri scritti spirituali - Manuale dell’aspirante Contemplativo

UUID: 06b56880-85f0-11e8-ada3-17532927e555

Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write

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Indice

Titolo

Note editoriali e di copyright

Nota del Curatore

Premessa

PROLOGO

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

CAPITOLO 3

CAPITOLO 4

CAPITOLO 5

CAPITOLO 6

CAPITOLO 7

CAPITOLO 8

CAPITOLO 9

CAPITOLO 10

CAPITOLO 11

CAPITOLO 12

CAPITOLO 13

CAPITOLO 14

CAPITOLO 15

CAPITOLO 16

CAPITOLO 17

CAPITOLO 18

CAPITOLO 19

CAPITOLO 20

CAPITOLO 21

CAPITOLO 22

CAPITOLO 23

CAPITOLO 24

CAPITOLO 25

CAPITOLO 26

CAPITOLO 27

CAPITOLO 28

CAPITOLO 29

CAPITOLO 30

CAPITOLO 31

CAPITOLO 32

CAPITOLO 33

CAPITOLO 34

CAPITOLO 35

CAPITOLO 36

CAPITOLO 37

CAPITOLO 38

CAPITOLO 39

CAPITOLO 40

CAPITOLO 41

CAPITOLO 42

CAPITOLO 43

CAPITOLO 44

CAPITOLO 45

CAPITOLO 46

CAPITOLO 47

CAPITOLO 48

CAPITOLO 49

CAPITOLO 50

CAPITOLO 51

CAPITOLO 52

CAPITOLO 53

CAPITOLO 54

CAPITOLO 55

CAPITOLO 56

CAPITOLO 57

CAPITOLO 58

CAPITOLO 59

CAPITOLO 60

CAPITOLO 61

CAPITOLO 62

CAPITOLO 63

CAPITOLO 64

CAPITOLO 65

CAPITOLO 66

CAPITOLO 67

CAPITOLO 68

CAPITOLO 69

CAPITOLO 70

CAPITOLO 71

CAPITOLO 72

CAPITOLO 73

CAPITOLO 74

CAPITOLO 75

II° PARTE

LETTERA SULLA PREGHIERA

LETTERA SUL DISCERNIMENTO

LETTERA DI DIREZIONE SPIRITUALE

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Copyright

Titolo

Anonimo del XIV Secolo

La Nube della non-conoscenza

… e altri scritti spirituali

Manuale dell’aspirante Contemplativo

Collana Classici della Letteratura Mistica

Note editoriali e di copyright

O Dio, che vedi i segreti dei cuori e conosci i nostri pensieri, infondi in noi il tuo Spirito santo, perché purificati nell’intimo, possiamo amarti con tutta l’anima e celebrare degnamente la tua lode. Amen.

Autore: Anonimo scrittore inglese (monaco/asceta)

Titolo originale inglese: The Cloud of Unknowing (XIV sec.)

Edizione stampata: Lulu Enterprise America

Edizione e-book: Streetlib

Copertina: Ega web design

Immagini: pixabay.com

© Copyright 2016: Proprietà letteraria riservata

Nota del Curatore

Questo libro è un ripescaggio di un antico testo molto famoso nel secolo XIV. Le edizioni si sono succedute nel corso del tempo sempre più numerose ed è stato anche tradotto in numerose lingue.

Negli ultimi cinquant’anni però, la sua memoria è andata un po’ perduta.

Siamo lieti di presentarvelo nuovamente in una nuova versione certi che potrà ancora fare tanto bene alle anime che desiderano seguire un cammino di conversione nel nome di Cristo, nostro Salvatore.

Il libro è diviso in capitoli brevi che possono essere letti con grande facilità, magari uno al giorno, nel corso delle nostre meditazioni quotidiane.

E’ di facile lettura e non è gravato da complicazioni teologiche e dottrinali.

Nelle prossime pagine vi presenteremo il suo contenuto e anche alcune note biografiche dell’autore che è un asceta del XIV secolo.

Nell’ultima parte del libro vengono presentati altri scritti dell’autore di matrice spirituale, anch’essi utili per il cammino di crescita di ogni fedele.

L’anonimo autore raccomanda di leggere questo libro per intero perché dandogli solo una scorsa qua e là si rischia di non riceverne buon frutto e di cadere facilmente in errore.

A questo proposito vi consigliamo di leggere con attenzione il Prologo di questo libro, nel quale l’autore stesso espone questa raccomandazione suggerendo anche il modo corretto di lettura di questo prezioso Trattato dedicato alla Meditazione e alla Contemplazione.

Buona lettura

Premessa

La nube della non-conoscenza (in inglese medio: The Cloude of Unknowyng) è una guida spirituale pratica scritta nel XIV secolo da un anonimo scrittore inglese.

È considerato da alcuni uno dei migliori scritti di argomento ascetico e spirituale della sua epoca. La tematica principale che viene trattata è la preghiera contemplativa.

È di notevole interesse il fatto che l'autore si esprima spesso più in termini psicologici che teologici, non disdegnando pure di fare dello spirito e di usare l'ironia, facendo anche tabula rasa senza scrupolo alcuno dei concetti e delle formule tradizionali in materia di vita interiore. Si tratta in effetti del primo esempio in lingua volgare di guida non schematica, pratica, spontanea, alla vita contemplativa, intesa come vita di preghiera mistica.

Note sull'autore

Non si conosce quasi nulla sull'autore di questo trattato; si può solo ipotizzare che si tratti di un contemplativo, forse monaco o eremita, assai preparato sulla tradizione patristica e scolastica e aggiornato sugli ultimi sviluppi della spiritualità europea del tempo. È assai probabile che fosse a conoscenza delle opere spirituali di scrittori e mistici come Richard Rolle (1290-1349), Meister Eckhart (1260-1327), Johannes Tauler (1300-1361), Enrico Suso (1300 circa– 1366), Jan van Ruusbroec (1293-1381), Tommaso da Kempis, (1380-1471), Raimondo Lullo (1235-1315), Jacopone da Todi (1236-1306), Angela da Foligno (1248-1309), Caterina da Siena (1347-1380).

Nel capitolo VII della Lettera di direzione spirituale, un'altra opera dell'anonimo, vengono elencate le sue opere, in tutto sette: la Nube della Non-conoscenza, la Lettera sulla preghiera, la Lettera sul discernimento, la Lettera di direzione spirituale, il Trattato sul discernimento degli spiriti (basato su due sermoni di Bernardo di Chiaravalle), il Beniamino minore (basato sul De praeparatione animi ad contemplationem Beniamin minor di Riccardo di San Vittore), e infine la Teologia mistica di Dionigi (una traduzione del De mystica theologia di Dionigi pseudo-Areopagita).

Struttura e contenuto

Il titolo dell'opera viene preso da Dionigi, che parlava di una caligo ignorantiae, ma l'immagine della nube è certamente di derivazione biblica, in quanto si trovano spesso passi della Bibbia in cui Dio è visto avvolto da nubi e tenebre (Salmo 96, 2), e di cui si dice che risiede nella nube (Cronache II, 6,1).

Il concetto di base espresso è che tra la nostra capacità di conoscere e di comprendere e la misteriosa realtà di Dio vi è un'impenetrabile nube di ignoranza, ma vi è pure un'altra nube, che invece può permetterci di entrare in diretta comunicazione e in intima comunione di amore con Dio: la nube dell'oblio, della dimenticanza, dell'abbandono totale di ogni realtà esteriore e infine anche di sé, che ci protende interamente verso l'ignoto e infinitamente insondabile amore divino. Il mistico contemplativo si trova quindi a metà strada tra il cielo e la terra, avvolto in una doppia nube, e si rende conto che Dio non può essere conosciuto attraverso la ragione e la conoscenza sensibile. Solamente l'amore può penetrare il velo che nasconde la divinità ai nostri occhi.

La struttura dell'opera è in capitoli, preceduti da un prologo introduttivo. Il contenuto consiste in un discorso che l'autore fa ad un giovane studente consigliandolo di cercare Dio non attraverso la conoscenza, ma mediante l'amore.

Il nostro intenso bisogno di comprendere sarà sempre un potente ostacolo in cui incespicheranno i nostri tentativi di raggiungere Dio con il semplice amore, e deve essere sempre superato, egli scrive. Poiché se tu non superi questo bisogno di comprendere, esso minerà la tua ricerca. Esso sostituirà l'oscurità che tu hai penetrato per raggiungere Dio con delle immagini chiare di qualcosa che, nonostante sia buono, nonostante sia bello, nonostante sia divino, non è Dio.

E quindi io ti consiglio, segui l'esperienza piuttosto che la conoscenza. Essendo in stretto rapporto con l'orgoglio, la conoscenza ti può spesso ingannare, ma questo affetto gentile ed amorevole non ti ingannerà. La conoscenza tende a sviluppare la presunzione, l'amore costruisce. La conoscenza è piena di preoccupazione, l'amore è pieno di pace e di riposo.

Influenze successive

Si presume che il libro, che come già detto si avvicina alla tradizione mistica di Dionigi pseudo-Areopagita, abbia ispirato generazioni di pensatori mistici, da San Giovanni della Croce a Pierre Teilhard de Chardin.

Rapporti con il Buddhismo Zen

L'esperienza mistica descritta in La nube della non-conoscenza è considerata eccezionalmente importante per il dialogo e la reciproca comprensione ed interazione tra le religioni. In particolare, si sono riscontrati molti punti di contatto e di convergenza, pur nella diversità di molti presupposti, con la meditazione come viene intesa nel Buddhismo Zen. Gli autori che hanno approfondito il rapporto tra il pensiero dell'anonimo e lo zen sono i gesuiti Hugo Makibi Enomiya-Lassalle, trasferitosi in Giappone dal 1929 (e sopravvissuto al lancio della bomba atomica su Hiroshima) e William Johnston, lui pure trasferitosi in Giappone nel dopoguerra.

Il contesto culturale in cui sono nate e si sono sviluppate le due visioni spirituali è, ovviamente, diversissimo, e bisogna anche considerare che il linguaggio mistico ha una sua propria, personalissima specificità, dipendendo sempre dalla sensibilità e dall'esperienza del singolo.

Anzitutto, vi è una percezione dell'essere supremo assai differente. Per il cristianesimo esso è un tu, ossia una persona con cui è possibile interagire come con qualunque altra persona. Per lo Zen esso è 無 (mu), ossia il nulla, l'oceano senza confini, totalmente ineffabile. Mentre quindi per il cristiano l'incontro con Dio, oltre che possibile a livello di rapporto personale, è anche visto come il traguardo finale e lo scopo primario, se non unico, della vita, per il buddhista invece il compito dell'uomo sarà quello di ricercare il divino in tutte le dimensioni del proprio essere, in cui esso si trova presente ed allo stesso tempo occultato.[6] L'anonimo inglese sembra qui avvicinarsi al pensiero orientale quando dichiara che la meta suprema dell'esperienza contemplativa consiste nella percezione di Dio in se stessi: Dio è l'essere del tuo essere.

Analizzando gli effetti principali della pratica dello Zen si possono trovare altri punti di contatto e di convergenza, anche considerando la diversità di espressione nel linguaggio. Per quanto riguarda quelli che potremmo definire effetti terapeutici, sia a livello fisico che psichico, la meditazione orientale ha lo scopo di fare emergere gli strati più sottili della persona, sbloccando nel contempo i conflitti interiori e costruendo un animo nuovo, una nuova consapevolezza. Similmente l'anonimo autore della Nube scrive che l'esperienza contemplativa aiuta a distruggere la radice ed il fondamento del peccato e favorisce grandemente l'acquisto delle virtù.

Riguardo alla percezione di sé e del mondo, praticando lo zazen ( 座禅, la meditazione Zen) si è proiettati alla ricerca dell'illuminazione, o satori ( 悟り), che consiste nell'intuizione che il tutto è radicalmente interconnesso in unità e in ogni realtà esistente vi è un’armonia totale e profonda. L'autore della Nube parla, ovviamente con altri termini, del risultato del lavoro contemplativo come di una unione con Dio e, in Dio, con ogni essere vivente, insistendo sulla ricerca finale di una unità: con se stessi, con Dio, con l'universo. Il raggio di luce spirituale che può a volte attraversare la nube della non-conoscenza raggiungendo l'anima, è stato da alcuni interpretato come un evento molto vicino al satori, anche se altri l'hanno visto più come un'intuizione del mistero di Dio.

Per quanto concerne gli effetti a livello sociale, l'uomo rinato mediante l'illuminazione Zen è divenuto un bodhisattva, ossia, letteralmente, un uomo la cui essenza (sattva) è l'illuminazione (bodhi), ed ha iniziato a percorrere la via del risveglio, che è la via dell'amore, irradiando intorno a sé un amore che diventa sempre più universale. Analogamente, per l'anonimo il contemplativo è totalmente abbandonato all'amore, e finisce per provare amore per ogni essere vivente.

Riguardo alle tecniche utilizzate dalle due dottrine, vi è una notevole somiglianza tra esse, considerando che entrambe mirano ad un'esperienza radicale centrata sul vuoto mentale, e che entrambe si presentano come una possibile via per l'illuminazione, senza pretendere di essere le uniche e le migliori. Vi è anzi, nello Zen come nell'anonimo, la consapevolezza che questa via è solo uno strumento, un aiuto, che potrebbe anche non essere il più adatto per la singola persona, e che la cosa più importante è avere la consapevolezza dell'obiettivo che si vuole raggiungere ed individuare gli strumenti più adatti nel caso concreto.

La preghiera centrica

I consigli pratici sulla preghiera contenuti nella Nube della non-conoscenza hanno formato le basi per la pratica della preghiera del silenzio (o preghiera centrica), una forma di meditazione cristiana sviluppata dai monaci trappisti William Meninger e Thomas Keating negli anni settanta; la definizione si basa sull'insegnamento di Thomas Merton, derivato a sua volta dalla Nube, che la preghiera inizia non tanto partendo da considerazioni quanto con un ritorno al cuore, cercando il nostro centro più profondo, ridestando il nostro intimo in presenza di Dio che è la fonte del nostro essere e della nostra vita.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/La_nube_della_non-conoscenza

PROLOGO

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo

Chiunque tu sia a essere venuto in possesso di questo libro (forse è di tua proprietà o semplicemente l’hai in custodia o lo devi consegnare ad altri oppure lo tieni in prestito), con tutta l’energia e la forza compatibili con il vincolo della carità ti prego e ti scongiuro, per quel che sta alla tua volontà e saggezza, di non leggerlo e di non farne menzione ad alcuno, scrivendone o parlandone, e di fare in modo che nessuno lo legga, ne scriva o ne parli, a meno che si tratti di uno che, a tuo giudizio, è veramente intenzionato a seguire Cristo in maniera totale e perfetta. E a seguirlo non solo nella vita attiva, ma fino al punto massimo della vita contemplativa a cui può giungere in questa vita, per grazia di Dio, l’anima perfetta ma ancora legata a questo corpo mortale. Inoltre, dovrebbe essere uno che, a tuo avviso, già da molto tempo mette in pratica quelle virtù della vita attiva che lo rendono adatto alla vita contemplativa. In caso contrario, questo libro non gli si addice in alcun modo.

E ancora ti prego e ti scongiuro con l’autorità che proviene dalla carità: se mai uno dovesse leggere, scrivere o parlare di questo libro oppure sentirlo leggere o sentirne parlare da altri, imponigli, come io faccio con te, di leggerlo in tutta la sua interezza. Può darsi, infatti, che ci sia qualche argomento, all’inizio come in mezzo, lasciato in sospeso e non trattato con la dovuta completezza in quel particolare contesto: sicuramente lo si farà più avanti, tutt’al più alla fine del libro. Cosicché, se uno dovesse vedere un certo brano e non un altro, potrebbe facilmente cadere in errore. Perciò, per evitare un simile errore, prego sia te che gli altri, per amore di Dio, di fare quanto ho detto.

Non era affatto nelle mie intenzioni che i ciarloni, gli adulatori, i falsi modesti, i criticoni, i pettegoli, i maldicenti, i linguacciuti e ogni sorta di mettimale vedessero questo libro. Non è per essi che ho scritto. Per questo vorrei che ne facessero a meno loro e anche tutti quegli uomini, dotti o ignoranti, che sono semplicemente curiosi. Sì, fossero anche buone persone, eccellenti nella vita attiva, questo libro non fa per loro.

Non così per quelli che, sebbene «attivi» come forma esteriore di vita, tuttavia per ispirazione dello Spirito di Dio, i cui giudizi sono insondabili, si trovano ben pronti per grazia ad avere parte, non di continuo, come nel caso dei veri contemplativi, ma di quando in quando, alle profondità della contemplazione. Se fossero uomini di tal genere a vedere questo libro, ne trarrebbero sicuramente, per grazia di Dio, un grande conforto.

Questo libro si divide in 75 capitoli, l’ultimo dei quali indica dei segni ben sicuri attraverso cui l’anima può verificare se è veramente chiamata da Dio al lavoro della contemplazione, oppure no.

Amico spirituale in Dio, ti prego e ti scongiuro di considerare, con la dovuta attenzione, le modalità e il cammino della tua vocazione. E ringrazia Dio di tutto cuore, così che tu possa, in forza della sua grazia, star ben saldo in quello stato, grado e modo di vita che hai intrapreso generosamente contro tutte le astuzie e gli assalti dei nemici materiali e spirituali, e possa così ottenere, in premio la corona della vita eterna.

CAPITOLO 1

I quattro gradi della vita cristiana, e il cammino della vocazione di uno per il quale è stato scritto questo libro

Amico spirituale in Dio, devi sapere che secondo me (ed è una visione piuttosto semplificata) esistono quattro gradi o forme di vita cristiana: comune, speciale, solitaria e perfetta. Le prime tre iniziano e terminano in questa vita; la quarta può si cominciare qui, per grazia di Dio, ma continuerà per sempre nella beatitudine celeste. Avrai sicuramente notato che io le ho messe tutt’e quattro in una certa successione: prima la vita comune, poi quella speciale, quindi quella solitaria e infine quella perfetta.

Penso infatti che Dio nella sua grande misericordia segue lo stesso ordine progressivo nel chiamarti e condurti a sé, attraverso il desiderio del tuo cuore.

E tu sai bene che quando eri ancora nello stato comune della vita cristiana e vivevi in compagnia dei tuoi amici del mondo, Dio, nel suo amore eterno — grazie al quale Egli ti creò e plasmò quando non eri niente, e poi ti riscattò a prezzo del suo prezioso sangue quando eri ormai perso in Adamo —, non poté soffrire che tu fossi in quel tipo di vita così distante da Lui.

Accese, allora, il tuo desiderio con la pienezza della sua grazia, lo rafforzò con la catena del fervore e ti condusse a quello stato di vita più speciale, qual è quello di servitore tra i suoi speciali servitori. E questo fece perché tu potessi imparare a servirlo in maniera più particolare e spirituale di quanto avevi mai potuto fare prima nel grado comune di vita.

E c’è di più: tale è l’amore che ha sempre avuto per te, sin da quando tu non eri niente, che a quanto pare non si accontentò tanto facilmente che tu rimanessi in questo stadio.

Che fece dunque? Non vedi con quale forza e con quali favori ti ha sollevato fino al terzo stadio, quello solitario? È proprio in questa forma di vita che puoi imparare a elevare più in alto i passi del tuo amore e incamminarti verso quella forma di vita che è l’ultima di tutte, quella perfetta.

CAPITOLO 2

Breve esortazione all’umiltà e al lavoro di cui parla questo libro

Ora alza gli occhi, miserabile creatura, e guarda la tua situazione. Che cosa sei tu, e che cosa hai mai fatto per meritare di essere chiamato a tanto da nostro Signore? Com’è spregevole quel cuore che, addormentato nella pigrizia, non si desta alle sollecitazioni del suo amore e alla voce della sua chiamata.

A questo punto, o miserabile, devi stare ben attento al tuo nemico. Non devi ritenerti affatto più santo o migliore per la semplice ragione che sei stato chiamato alla dignità della vita solitaria. Al contrario, sei ancor più disgraziato

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