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Lunghezza:
168 pagine
1 ora
Pubblicato:
Sep 18, 2016
ISBN:
9788822845917
Formato:
Libro

Descrizione

L’autore si propone, di parlare del dualismo connesso alle nostre sensazioni e a ciò che percepiamo tutti i giorni. E’ un viaggio all’interno di una serie di argomenti che vanno dall’amore all’odio, dalle dittature alla ricchezza, dalla verità alla certezza, la bellezza e il non bello, il capitalismo e il comunismo, l’antipatia e la simpatia, la destra e la sinistra.
Per ogni argomento ci sarà una riflessione e un punto di vista dell’autore. Ripercorreremo sentieri tortuosi e ricchi di cose da scoprire e da riconsiderare; l’inconscio, i modelli organizzativi umani e il relativismo che fa da padrone in questa società sempre più schiava e condizionata dall’omologazione al “mondo moderno” con tutti i suoi pro e contro.
Con il termine antipode indico il dualismo che è una concezione filosofica che vede la presenza di due essenze o principi opposti ed inconciliabili, è l’opposto del monismo.
Antipode è un concetto.
Il termine può avere più significati, secondo il vocabolario Treccani, antipode significa; in genere coloro che abitano in punti della Terra diametralmente opposti.
Identifico con esso la costante lotta tra due principi, tra due entità, tra due essenze come può essere la luce e le tenebre, il bene e il male.
Ho due amici molto diversi fra loro, nessuno dei due può considerarsi un moderato, sono per me due realtà agli antipodi.
Giovanni è Vincenzo, l'uomo e la donna, i buoni e i cattivi, la vita e la morte, tutto sembra agli opposti. Alcuni concetti che darebbero luogo a estremismi, sentimenti contrari e distanza, sono affrontati sulla base della mia esperienza di vita, proporrò quindi un cammino in alcune mie considerazioni e vorrei essere seguito da voi, non per comando ma giusto per non parlare da solo, diciamo così, per un po' di compagnia.
Pubblicato:
Sep 18, 2016
ISBN:
9788822845917
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Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Antipodi - Antonio Marchionne

ANTIPODI

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Per ulteriori informazioni e contatti, contattare l'autore all'indirizzo di posta elettronica

marchionneantonio@yahoo.it

isbn: 9788822845917

© 2016 Antonio Marchionne

Ercolano – Napoli

ANTIPODI

Non mi interessa essere capito, mi interessa essere. Capito?

INDICE

Premessa

Maschio e Femmina

Elena e Penolope

Ricchezza e povertà

La cicala e la formica

Simpatia e antipatia

Il concetto di bello e brutto

Gelosia e invidia

Il bene il male destra e sinistra

I buoni e i fetenti

Giusto o sbagliato

Amore e odio

Modestia e presunzione

Persona spirituale e persona materialista

Il tifoso e lo sportivo

Gioia e tristezza

Gioventù e vecchiaia

Il vecchio e il nuovo il nuovo e il vecchio

Principi e apertura mentale

Lavoro e fatica

Passato presente e futuro

Democrazia e dittatura

Libertà e schiavitù

Forma e sostanza

Atei e credenti

Evoluzione e Creazionismo

Conoscenza e ignoranza

Napoli e il resto del mondo

Comunismo e capitalismo

Guerra e pace

Stoici ed epicurei

Spirito apollineo e spirito dionisiaco

Verità e certezza

La vita e la morte

Premessa

1

Il celebre filosofo Eraclito era solito sostenere nelle sue lezioni che un concetto non sussiste senza il suo contrario, ad esempio non può esserci bene senza male, amore senza odio, vita senza morte.

Ma perché scrivere un libro che parli degli opposti?

Perché vorrei parlarvi di alcuni aspetti della vita che considero importanti e con cui spesso facciamo fatica a relazionarci, parlarne e far sapere come la pensiamo a riguardo.

Antipode è un concetto.

Il termine può avere più significati, secondo il vocabolario Treccani, antipode significa "in genere coloro che abitano in punti della Terra diametralmente opposti […]", ho immaginato quindi, di considerare alcuni aspetti concettuali come se fossero distesi su una mappa e di discuterne il loro significato e il mio punto di vista in proposito proponendo riflessioni e considerazioni; per esempio io non ho mai capito chi fosse nato prima se l’uovo o la gallina. In realtà un’idea me la sono fatta, tutto sommato non è la risoluzione il dilemma, piuttosto perché mai solo per la gallina si è innescata questa diatriba?

Pure per gli uomini vale la stessa cosa, non vi pare? Cioè chi è stato il primo?

Ora secondo gli scienziati siamo il frutto della combinazione di ossigeno, azoto e carbonio, più una scossa elettrica, mentre invece per i cristiani la prima coppia a generare figli è stata la coppia formata da Adamo ed Eva.

Ho due cari amici che sono diversi fra loro, Giovanni e Vincenzo. Uno la Nemesi dell'altro.

A Giovanni, quando gli si chiede l'ora, lui risponde dicendo sono le dieci, sette minuti e circa tot secondi; quando si prende appuntamento con lui guai a dire, "Gianni allora ci vediamo in piazza verso le dieci?" I termini tipo verso, circa, più o meno, probabilmente, forse, diciamo, e altri termini non definitivi gli creano un certo disagio.

Una volta gli diedi un passaggio in macchina e mi ricordo che fissava disturbato la posizione delle mie mani – la sinistra sul volante e la destra sul cambio – e mi disse, "ma come guidi? Non te l'hanno spiegato alla scuola guida che [le mani] debbono stare alle dieci e dieci? Comunque ci dovevamo vedere alle otto e mezza, ti sei presentato alle otto e cinquantanove minuti..."

Vincenzo, invece è tutto un'altra cosa, "Vincè a che ora ci vediamo?, Ma non lo so, facciamo per le sei, massimo sette va, fa pure sette e un quarto, regolati tu se non mi vedi venire in tempo."

Mi ha detto che una volta si presentò ad un colloquio circa mezz'ora dopo, e quando gli fu fatto presente del ritardo lui tomo, tomo rispose così: "Ah scusate, io poi ho pensato, sicuro prima di me ci sarà qualche altra persona che tarderà, sapete com'è tenevo un'altra cosa da fare..."

Giovanni e Vincenzo, l'uomo e la donna, i buoni e i cattivi, la vita e la morte, tutto sembra agli opposti. Alcuni concetti che darebbero luogo a estremismi, sentimenti contrari e distanza, sono in realtà affrontati sulla base della mia esperienza di vita, proporrò quindi un cammino in alcune mie considerazioni e vorrei essere seguito da voi, non per comando ma giusto per non parlare da solo, diciamo così, per un po' di compagnia. Grazie.

Maschio e Femmina

2

[26]E Dio proseguì, dicendo: Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza, e tengano sottoposti i pesci del mare e le creature volatili dei cieli e gli animali domestici e tutta la terra e ogni animale che si muove sopra la terra. [27] E Dio creava l’uomo a sua immagine, lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. [29] Inoltre, Dio li benedisse e Dio disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela, e tenete sottoposti i pesci del mare e le creature volatili dei cieli e ogni creatura vivente che si muove sopra la terra.

Più che maschio e femmina mi riferisco all’uomo e la donna, cioè due esseri che si differenziano da tutti gli altri esseri viventi, innanzi tutto perché uomini.

Gli uomini a differenza degli animali o delle piante hanno sviluppato una specie di coscienza, cultura, linguaggio e ingegno, insomma si sono evoluti in quello che oggi chiamiamo società civile.

Questi due esseri però sono molto diversi fra loro, infatti le donne per esempio in genere non amano il calcio, i film d’azione e il disordine.

A parte queste che sono solo pseudo statistiche le donne e gli uomini e con essi intendo quelli di sesso maschile, hanno molte cose in comune ma anche tante altre non in comune.

Innanzi tutto le donne sono quasi sempre portate a dare di più in un rapporto d'amore ed è come se la donna dietro le quinte sia la regista dell’andamento dello spettacolo e seppur non sempre soddisfatta dal suo attore, come una mamma, rimprovera e richiama all'ordine il suo uomo. E' una guida molte volte!

Più ordinate, dedite e concrete, sembra strano che vengano definite il sesso debole. Diciamoci la verità, di quante cose spiacevoli sono custodi le donne? Soprattutto quelle che all’interno delle famiglie ricoprono un ruolo di guida. Un esempio potrebbe essere il personaggio di Concetta, nella commedia di Eduardo De Filippi "Natale in casa Cupiello", che nasconde al marito Luca tante verità per evitargli del male involontario.

Ma ci sono delle qualità che comunque la maggioranza delle donne non hanno e che fortunatamente ritroviamo nei maschi; quale? Quella di non essere pettegoli per antonomasia, ah no; quello è statisticamente prerogativa femminile, in quest’arte le maestre sono proprio loro, le donne!

A parte la statistica e le differenze fisiche tra maschi e femmine, ci sono poche altre differenze, tra le quali quella appartenete alla tematica più importante, la psicologia.

La psicologia femminile è un abisso ancora in parte sconosciuto e guai a cercar di comprenderla. Per esempio quando una donna dice: «ne sei proprio convinto…?», bisogna lasciar stare, non bisogna bluffare perché, come un bravo giocatore di poker, la donna in quel momento sa di avere in mano una giocata formidabile e che se pur amara, perché molto probabilmente si tratta di qualche prova di una delusione o disagio è sicurissima di vincere la mano ed in effetti quasi sempre ha ragione.

«Vuoi andare? Vai, vai pure…», è in pratica un chiaro avvertimento a non muoversi, è in realtà un semaforo rosso, un ultimo tentativo per dire "abbassa la testa e metti la coda fra le gambe che qui comando io!"

Lasciate che vi dica un’ultima cosa, una curiosità più che altro, proprio a tal riguardo una donna di famiglia che purtroppo non c’è più, aveva in cucina un quadretto in cui c’era scritto, "Il padrone di casa è mio marito, ma chi comanda sono io!"

Chiaro esempio di scaltrezza e fermezza. Altro che sesso debole!

Non ci sono più le donne di una volta e forse menomale, cioè lo stereotipo di donna sottomessa, relegata a pochi ruoli, in primis la massaia di casa, non rispecchia certo il progresso umano, anzi è arrivato tardi rispetto al progredire umano l'affermazione dell’idea di uguaglianza dei sessi.

Una cosa però va detta: oggi la donna a un uomo può dare senso al suo mondo in due

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