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Nikola Tesla: Il creatore di Sogni

Nikola Tesla: Il creatore di Sogni

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Nikola Tesla: Il creatore di Sogni

Lunghezza:
215 pagine
3 ore
Pubblicato:
22 lug 2016
ISBN:
9788899303266
Formato:
Libro

Descrizione

Nikola Tesla è stato il più grande creatore di sogni del XX secolo ma, allo stesso tempo, è rimasto un genio dimenticato dalla storia. Nella sua poliedrica carriera ha rivoluzionato silenziosamente la nostra epoca donandoci invenzioni e scoperte uniche nel loro genere. Il testo di Mauro Paoletti ne ripercorre non solo la storia e le chimeriche scoperte ma pone nuova luce su taluni aspetti fino ad oggi quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico.Pochi sanno che Tesla partorì le sue più geniali creazioni dopo l’incontro con un maestro indiano che cambiò totalmente la sua vita così come fu testimone di un evento unico quando captò segnali intelligenti, non di origine umana, provenienti dallo spazio.Fu l’inventore della radio, anche se il primo segnale fu inviato da Marconi sfruttando i suoi brevetti (diciassette, scrive lo stesso Tesla). potesse essere trasferita senza fili. La portata di questo genio non potrà mai essere compresa appieno ma, indubbiamente, la sua creatività e fantasia diedero forma e sostanza ai sogni e alle aspettative del XX secolo.
Pubblicato:
22 lug 2016
ISBN:
9788899303266
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Nikola Tesla - Mauro Paoletti

(Emrys)

Capitolo I - La luce

Uno dei difetti dell’uomo di oggi è dare tutto per scontato. Entra in una stanza immersa nel buio, preme l’interruttore e l’ambiente s’illumina. Come fosse sempre stato così. Ma avere la luce, dopo che il Sole è calato dietro l’orizzonte e le tenebre nascondono il mondo nel buio assoluto, è stato un antico problema dell’uomo.

All’inizio il mondo era immerso nelle tenebre e secondo le sacre scritture fu solo quando Dio disse: Sia la luce, che la luce fu!

Il fiore di loto si schiuse e la luce inondò l’intero universo. La divinità si era risvegliata. In realtà però le tenebre tornavano ad occultare il mondo e gli uomini ogni volta che il Sole tramontava.

La pallida luce lunare non era soddisfacente. Il fuoco di difficile trasporto e di breve durata. Doveva essere sempre mantenuto acceso.

Un solo falò, o una sola fiaccola, non fornivano luce a sufficienza. In seguito fu adottato l’uso di una ciotola piena d’olio o di grasso, dove uno stoppino immerso nel liquido forniva, una volta acceso, una luce più efficace, trasportabile e duratura. Con il tempo si giunse alla candela di sego o di cera, più comoda e di basso costo. Un sistema in uso fin dal 3000 a.C.

La svolta importante avvenne nel 1892 quando William Murdock scoprì che, bruciando il carbone, veniva prodotto un gas che sottoposto a calore generava la luce.

I lampioni a gas rischiararono così alcune città. Venivano accesi la sera e spenti all’alba. Il gas però era molto pericoloso per le frequenti fughe dovute all’usura e rottura delle tubazioni che servivano per il suo trasporto. Inoltre non tutte le abitazioni erano dotate delle tubazioni per l’erogazione del gas e per molti anni furono usate ancora le lampade a petrolio. Specie fuori dalla cerchia cittadina.

Nel 1875 molti fabbricati erano illuminati con gas combustibile. Nelle lampade venivano messe delle reticelle, ideate da Welsbach, che intensificavano la luce.

Thomas Alva Edison ricercando un sistema migliore e più sicuro, avvalendosi dell’invenzione di Swan, consistente in ampolle prive dell’aria dove si accendeva una striscia di carta quando veniva attraversata dalla corrente elettrica, ideò altri tipi di ampolle. Usando diversi tipi di gas e altri materiali filiformi al posto della striscia di carta ottenne lampade più efficaci. Il buio, in pratica, venne eliminato con il semplice scatto di un interruttore quando Edison aprì la prima centrale elettrica che distribuiva corrente continua. Il nuovo sistema di illuminazione aveva molti limiti, ma da quel momento l’uomo poté dire: sia fatta luce ed ottenerla. Ma la lampadina da sola non basta, è necessario che vi sia la corrente elettrica, l’elettricità.

Thomas Alva Edison (Milan, 11 febbraio 1847 – West Orange, 18 ottobre 1931)

Cosa è, come e da dove proviene l’elettricità?

Distrattamente e profondamente inseriti nel sistema non lo chiediamo, fa parte delle cose acquisite. È più facile chiedersi perché ad un tratto venga a mancare. Non può, non deve. Come facciamo senza elettricità? Tutto si ferma. Non si può lavorare. Il computer si spegne. Restiamo senza televisione. Diventa difficoltoso anche preparare da mangiare. Diveniamo prigionieri degli ascensori. Le comunicazioni si complicano. Nelle strade cittadine il caos. Un vero incubo. Per giunta di nuovo immersi nell’oscurità.

Per dare forma ad una parte dell’incubo pensiamo al frigorifero. Recente invenzione che funziona grazie all’elettricità. Che fine farebbe la nostra spesa? Fino a pochi decenni fa per la conservazione dei cibi si faceva uso del sale, delle spezie e del ghiaccio.

Siamo elettro dipendenti, condizionati dall’elettricità, peraltro già conosciuta dai nostri antenati in un remoto passato.

In Egitto, nel tempio di Hator a Dendera, lo testimoniano le Pietre delle Serpi. Bassorilievi che mostrano enormi bulbi trasparenti, con all’interno sinuose serpi, collegati attraverso cavi a treccia al Djed che, nel caso, assumerebbe la funzione di generatore. I bassorilievi ricordano le lampade a luminescenza e le ampolle in atmosfera rarefatta, create dall’inglese William Crookes nel 1879. Lampade che permisero a Roentgen di perfezionare i raggi X nel 1895. Fra i bassorilievi del tempio possiamo vedere rappresentato anche il procedimento dell’elettrolisi.

Konig a Bagdad scoprì particolari vasetti in terracotta che si rivelarono rudimentali e antiche pile.

Un antico documento indiano conosciuto come Agastya Samhita fornisce una serie di istruzioni per costruire una batteria elettrica.

Cronache antiche di commercianti parlano di un villaggio presso il monte Wilhelmina, in Nuova Guinea, illuminato da globi di pietra posti su altissimi pali che al tramonto iniziavano a brillare di una strana luce bianca, simile a quella dei nostri neon, illuminando la notte. Fatto curioso perché sono abbastanza recenti esperimenti per ottenere una luminescenza da pannelli e oggetti percorsi da correnti deboli senza l’uso di filamenti e bulbi.

Seguendo il filo storico di questa scoperta, l’elettricità, scopriremo che Talete di Mileto e Plinio il Vecchio studiarono per primi le proprietà elettriche dell’ambra. Col tempo l’uomo si dimenticò come tale energia si poteva ricavare e piombò nel buio per secoli.

Fu William Gilbert, medico della regina Elisabetta, a riscoprire l’elettricità strofinando proprio l’ambra sulla lana e sulla pelliccia, accorgendosi di poter attirare piccoli oggetti leggeri, come la carta. Chiamò la strana forza elettrica dal nome greco dell’ambra Elektron. Si trattava dell’elettricità statica¹.

Gli elettroni si trasferiscono da un materiale isolante all’altro, quindi i vuoti lasciati dagli elettroni dell’ambra vengono rimpiazzati dagli elettroni contenuti nella carta. Lo spostamento si chiama carica, ma se questa avviene in un conduttore la carica in movimento genera una corrente che fluisce nel conduttore e cessa di essere statica.

Gilbert studiò l’elettricità e il magnetismo. Comprese perché l’ago della bussola punta sempre verso il nord. 

Scoprì che pezzi di ambra carenti di elettroni si respingevano mentre si attiravano se gli elettroni erano in eccesso. Benjamin Franklin denominò i due tipi di elettricità positiva, se carente di elettroni, e negativa, con elettroni in eccesso, enunciando che due cariche uguali si respingono mentre, se diverse, si attraggono.

Nel 1746 due studiosi dell’Università di Leida inventarono un apparecchio per raccogliere l’elettricità statica, un condensatore chiamato bottiglia di Leida.

Venne dedotto che maggiore era la quantità di elettricità accumulata, più lunga la scintilla prodotta dagli elettroni. L’argomento era la tensione della carica.

Nel 1785 August De Coulomb inventò la bilancia di torsione per misurare il campo elettrico dimostrando che la carica si distribuisce in modo uniforme sopra una superficie sferica.

Cosa confermata anche da Beccaria con il suo pozzo e da Faraday con la sua gabbia.


¹ L’elettricità statica varia dai 20.000 ai 50.000 volt. Il corpo umano tende ad immagazzinare tale elettricità naturalmente.

Capitolo II - L’elettricità

Nel 1836, Michael Faraday osservò che in un conduttore cavo, elettricamente carico, le cariche si concentrano sulla superficie esterna e non hanno alcuna influenza su ciò che si trova all'interno. Per dimostrarlo costruì una stanza rivestita da un foglio metallico e applicò dall'esterno l’alta tensione prodotta da un generatore elettrostatico. Utilizzando un elettroscopio mostrò che all'interno della stanza non era presente carica elettrica.

Il funzionamento della gabbia di Faraday è spiegabile in funzione del teorema di Gauss che permette di descrivere la distribuzione di carica elettrica in un conduttore.

Intuitivamente, poiché le cariche di segno uguale si respingono, esse tendono a portarsi alla massima distanza reciproca, che corrisponde alla situazione in cui esse sono concentrate alla periferia del conduttore. Se la superficie è approssimabile a un conduttore ideale (quale una superficie metallica chiusa), su di essa si determina una superficie equipotenziale, ovvero una superficie in cui il potere elettrico è identico in ogni punto, e il campo elettrico all'interno è nullo.

Dal medesimo teorema di Gauss, deriva anche il principio di funzionamento del parafulmine a punta. Il potere delle punte è la tendenza delle cariche elettriche ad accumularsi dove la superficie è più piccola, essendovi il campo elettrico più intenso.

Hans Christian Oersted sviluppò la teoria elettromagnetica. Nel 1820 scoprì che l'ago della bussola devia dal polo nord magnetico se viene avvicinato a un cavo in cui passa corrente elettrica. Questo dimostrò che elettricità e magnetismo sono fenomeni collegati. Un concetto alla base della teoria dell'elettromagnetismo. L'unità di misura del campo magnetico nel Sistema CGS fu chiamato Oersted in suo onore.

Nel 1826 André Ampere enunciò le leggi dell’elettromagnetismo inventando lo strumento per misurare il flusso della carica elettrica. Riuscì a formulare su solide basi matematiche la legge fondamentale dell'elettrodinamica. Stabilì, inoltre, un legame tra effetti elettrici e magnetici mostrando che un circuito percorso da corrente è equivalente a un ago magnetico. In suo onore è stata denominata l'unità di misura della corrente elettrica nel Sistema Internazionale.

Georg Simon Alfred Ohm (Erlangen, 16 marzo 1789 – Monaco di Baviera, 6 luglio 1854) è stato un fisico e matematico tedesco.

Fratello del matematico Martin Ohm. Come insegnante di scuola superiore, Ohm iniziò la sua ricerca con la nuova cella elettrochimica, inventata dallo scienziato italiano Alessandro Volta. Utilizzando attrezzature di sua creazione, Ohm si accorse che esiste una proporzionalità diretta tra la differenza di potenziale applicata attraverso un conduttore e la corrente elettrica risultante. Questa relazione è nota come legge di Ohm.

George Ohm declamò così la legge sulla resistenza elettrica. Volta diede forma alla prima pila. Faraday al primo generatore elettrico, la dinamo e l’alternatore.

Antonio Pacinotti nel 1859 col suo anello trasformò l’energia meccanica in energia elettrica continua; si occupò della misura delle correnti elettriche e dei generatori dinamici di elettricità arrivando a costruire un generatore dinamo-elettrico di corrente continua reversibile, capace cioè di funzionare anche come motore elettrico.

Tale strumento, realizzato nel suo primo esemplare presso il laboratorio del padre nel 1860, è considerato da molti la prima dinamo. Per altri, quella di Pacinotti sarebbe da considerare solo un prototipo della prima dinamo, che sarebbe da attribuire a Zénobe Gramme, che la mise a punto nel 1869.

Nel 1866 Heinrich Hertz scoprì le onde elettromagnetiche. Con un esperimento egli dimostrò che dei segnali elettrici potevano essere inviati attraverso l'aria, come già predetto da James Clerk Maxwell e Michael Faraday e pose le basi per l'invenzione della radio.

Egli scoprì inoltre l'effetto fotoelettrico (la cui spiegazione teorica fu successivamente elaborata da Albert Einstein) osservando che oggetti elettricamente carichi perdevano la carica se esposti alla luce ultravioletta. Per primo dimostrò l'esistenza delle onde elettromagnetiche con un apparato di sua costruzione, il dipolo hertziano, in grado di emettere onde radio. In suo onore, nel sistema internazionale la frequenza è misurata in hertz.

A questo punto della storia fecero la loro comparsa due personaggi le cui vite erano destinate a incrociarsi.

Il primo, Thomas Alva Edison, nato a Milan, l’11 Febbraio 1847, più che inventore fu un capace imprenditore e progettista che seppe attuare la produzione di massa dell’invenzione. Nonostante gli oltre mille brevetti registrati a suo nome si limitò a sovraintendere il lavoro dei suoi dipendenti. Data la sua ampia disponibilità economica acquisiva le scoperte dagli inventori brevettandole a suo nome.

Tesla con una lampada al fosforo.

Grazie anche alla sua capacità imprenditoriale. Esempi eclatanti la diffusione e commercializzazione della lampada a incandescenza inventata da Heinrich Gobel e la lampada elettrica. Non fu lui il primo a inventarla. Esistevano molti progetti fra i quali quelli di Henry Woodward, Matthew Evans, Joseph Swan, William Sawyer e il citato Heinrich Gobel. Acquistò i brevetti di Woodward e di Evans e incitò i suoi aiutanti alla ricerca di un materiale che aumentasse la durata delle lampade.

Obiettivo raggiunto nel 1879. Edison riuscì a portare nelle abitazioni l’illuminazione artificiale prodotta in laboratorio creando un sistema di generazione e distribuzione.

Nel 1878 creò la Edison Electric Light Co. con un adeguato sostegno finanziario al quale contribuirono anche il banchiere J.P. Morgan e l'imprenditore Cornelius Vanderbilt. Nel 1880 Edison brevettò il sistema di distribuzione dell’energia elettrica. Il 25 gennaio 1881 Edison e Alexander Bell fondarono la Oriental Telephone Company.

Il 4 settembre 1882 Edison attivò il primo sistema di distribuzione dell'energia al mondo, fornendo 110 volt in corrente continua attorno al suo laboratorio di Pearl Street.

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