Il Giubileo: Evento di riconciliazione
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Anteprima del libro
Il Giubileo - Giorgio Infantino
INTERMEDIA Edizioni
G IORGIO I NFANTINO
I L G IUBILEO
E VENTO DI R ICONCILIAZIONE Prefazione
del C ARD . F RANCESCO M ONTENEGRO
PREFAZIONE
Il presente lavoro, frutto di uno studio attento e approfondi-to del Prof. Giorgio I NFANTINO , illustra l’elaborazione dell’idea di giubileo come punto focale nella prassi della Chiesa che af-fonda le sue radici nella sublime esperienza spirituale e umana dell’Antico Testamento e si sviluppa e chiarisce nel Nuovo.
L’Anno di grazia inonda la Chiesa e le imprime dinamiche di rinnovamento, di carismi, suscitando nuove energie spiri-tuali.
È così, se guardiamo soltanto ai giubilei indetti negli ultimi decenni: il giubileo indetto da Papa Paolo VI, nel 1975, deno-minato " Anno Santo del Rinnovamento e della Riconciliazio-ne "; il Giubileo universale straordinario della Redenzione in-detto da Giovanni Paolo II nel 1983, che venne promulgato
per celebrare i 1950 anni dalla Redenzione attuata da Cristo; il Grande Giubileo del 2000 , indetto sempre da Papa Wojtyla, che ha avuto come motto Cristo ieri, oggi, sempre
. Papa Francesco, nel 2015, ha indetto un giubileo straordinario, un Anno Santo della Misericordia, che ha aperto la riflessione al-l’attuale Enciclica Laudato Si' , con al centro il lavoro, l’am-biente, la famiglia, i luoghi della misericordia, perché il pane guadagnato sia anche pane condiviso. L’apertura del giubileo, che ha come motto Misericordiosi come il Padre
, verrà ce-lebrato, per di più, in occasione del cinquantesimo anniversa-rio della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, nel
1965.
La misericordia rappresenta, dunque, il tema centrale di questo giubileo. È un termine che richiama il grembo, le visce-
re materne, è un sentimento che lega intimamente due esseri in relazione. La misericordia di Dio è il grembo che ricrea l’uo-mo, gli dona il suo Ruah divino, rendendolo nuovo, perché mi-stero di comunione. Cristo raggiunge l’uomo smarrito, ferito,
caduto a terra, per rialzarlo, assumerlo su di sé e cambiargli la vita. Dio che si fa uomo, nella persona di Gesù di Nazaret, è il Dio misericordioso che si fa vicino, compagno di viaggio del-l’uomo di ogni tempo. Gli occhi del Buon Pastore, raffigurati nel logo, si mescolano con quelli dell’uomo: la misericordia è un’attitudine che guarda verso orizzonti sconfinati e riesce a scorgere chi è " lontano ", accorciando le distanze.
La misericordia non è qualità di Dio, ma è Dio stesso. La misericordia va, dunque, cercata e invocata. È un dono da ri-conoscere per farlo proprio. Gli aspetti sostanziali della mise-ricordia sono, infatti, l’attenzione all’ altro , il farsi a lui prossi-mo , la compassione , il sostegno concreto.
La Sacra Scrittura non è altro che l’appassionata dichiara-zione d’amore di Dio per il suo popolo: a Israele veniva richie-sto, infatti, l’amore nei confronti del proprio Dio ( Dt 11,1 ). Amarlo non è altro che ricambiare ciò che Dio stesso dona per primo e che costituisce la sua stessa essenza: " Dio è amore " ( 1Gv 4,8 ) e, di conseguenza, per dirla con S. Giovani della Croce: " Amor con amor si paga ".
Luca, l’evangelista della misericordia, presenta la figura del " padre misericordioso ", che riassume i tratti peculiari della mise-ricordia e della compassione. Un padre che non sta nel chiuso del-le sue stanze, ma in terrazza, all’aperto, per scorgere i passi di chi
ritorna e aprire le sue braccia all’accoglienza di chi era perduto ed è stato ritrovato. Il padre misericordioso è l’icona del " Pastore Bello che cerca chi si è smarrito, ma è anche colui che ri-apre la porta dell’ovile, fino ad essere lui stesso la
Porta Nuova ".
Gesù, infatti, afferma: " Io sono la porta: chi entra attraver-so me sarà salvo " ( Gv 10,9). Ed è sempre aperta: " A chi bussa sarà aperto " ( Mt 7,8; Lc 11,10). La Porta santa è quella alla quale dobbiamo bussare per entrare e sostare nel luogo della misericordia che salva . Difatti, nel Prònaos (dell’atrio del tempio, della porta d’ingresso, dell’accoglienza) ci siamo av-vicinati per celebrare i riti catecumenali di ingresso nella Chie-sa e i riti penitenziali, perché proprio in quel luogo la miseri-cordia di Dio ci immetteva verso una nuova esistenza.
La sua Parola ha il potere di realizzare ciò che viene annun-ciato ( Is 55,11 ) e ciò si verifica principalmente nella celebra-zione dei sacramenti, per mezzo dei quali lo Spirito realizza in noi l’opera della salvezza.
La remissione abbraccia tutti, poiché nessuno è escluso dal-l’Amore del Padre: sta a ciascuno di noi la scelta, poiché Dio rispetta fino in fondo la nostra libertà e aspetta il nostro mo-mento proprio come il padre misericordioso della parabola, il cui pensiero è costantemente rivolto verso il figlio perduto che egli aspetta con incrollabile speranza, e che si mostra ugual-mente tenero, paziente e disponibile nei confronti del figlio maggiore : " Tutto ciò che è mio è tuo " ( Lc 15,31 ). Solo nella fede possiamo scoprire questo dono
per essere affrancati da Colui che è Via , Verità e Vita . Ogni credente, in questo Anno di grazia, è chiamato a incamminarsi verso la Misericordia.
" Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della gra-zia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiuta-ti al momento opportu no" ( Eb 4,16). Il giubileo che stiamo per celebrare è un pressante invito a guardare il cuore di Dio che si è fatto cuore di uomo in Gesù Cristo salvatore dell’uomo.
L’ Anno Santo della misericordia ci rimanda, inoltre, all’ atto penitenziale : un atto di fede nella misericordia con il quale il cre-dente riconosce che c’è un amore più grande che ci viene incon-tro, ci visita nella profondità della nostra esistenza per redimerci.
Il perdono che riceviamo da Dio acquista la sua piena com-pletezza nel momento in cui lo concediamo ai nostri fratelli debitori. Infatti, un aspetto essenziale della misericordia è il perdono dei torti subiti: " Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori " ( Mt 6,12). In questa prospetti-
va si vive secondo Dio e si diventa testimoni/segno della mise-ricordia del Padre. La misericordia deve essere, quindi, un’at-titudine spirituale, uno stile di vita, un atteggiamento umano che si invera nelle opere di misericordia spirituale e corporale, dove l’altro, raggiunto, non rimane solo, ma trova un " samari-tano " che se ne fa carico.
Il giubileo è un forte richiamo all’amore del prossimo. La misericordia, per ogni cristiano, deve essere un programma di vita e alla base del culto verso Dio deve esserci l’amore del prossimo.
Al giubileo ufficiale, proclamato dalla Chiesa e che ci fa da sprone per un rinnovamento forte della nostra vita di fede, si affianca il nostro giubileo particolare che celebriamo appunto a ogni nostra confessione e soprattutto ogni domenica quando, riposando da ogni opera, rendiamo questo giorno della setti-mana immagine della domenica eterna in cui vedremo Dio faccia a faccia e lo conosceremo come Lui ci conosce ( 1Cor 13,12 ).
+ C ARD . F RANCESCO M ONTENEGRO
Arcivescovo di Agrigento
ABBREVIAZIONI E SIGLE *
AT Antico Testamento
cap. capitolo
CCC Catechismo della Chiesa Cattolica , Città del Vaticano 1992
cfr. confronta
CT GIOVANNI PAOLO II, Catechesi Traden-dae . Esortazione apostolica sulla catechesi nel nostro tempo, 1979
DGC CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Diret-torio Generale per la Catechesi , 1997
ECEI Enchiridion della Conferenza Episcopale Italiana . Decreti, dichiarazioni, documenti pastorali per la Chiesa Italiana, Dehoniane, Bologna 1985ss
Ed. Editrice
(ed.), (edd.) responsabile, responsabili di un’opera in col-laborazione
et Alii e Altri (in opere scritte da più autori) EG FRANCESCO, Evangelii Gaudium , Esorta-
zione apostolica, 24.11.2013
* Le abbreviazioni dei libri biblici sono le stesse della Bibbia CEI (2008). EV Enchiridion Vaticanum . Documenti ufficiali del Concilio Vaticano II, Dehoniane, Bologna
1976ss
MRI Missale Romanum . Ex decreto Sacrosancti Oe-cumenici Concilii Vaticani II instauratum auc-toritate Pauli pp. VI promulgatum, Editio Typi-ca Altera, Libreria Editrice Vaticana 1975
MV FRANCESCO, Misericordiae Vultus , Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, 11.4.2015
n., nn. numero numeri
N.T. Nuovo Testamento
RdC CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Il Rinno vamento della catechesi , 1970
RL Rivista Liturgica , Leumann 1914ss
RP Rituale Romano, Rito della Penitenza , Libre-ria Editrice Vaticana 1974
s.i.A. senza indicazione di Autore
SC CONCILIO VATICANO II, Sacrosanctum Concilium . Costituzione sulla sacra Liturgia,
4.12.1963
TMA GIOVANNI PAOLO II, Tertio millennio ad-veniente . Lettera apostolica, 10.11.1994
Vol. Volume
INTRODUZIONE
Papa Francesco ha deciso di indire un Giubileo straordina-rio che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Un Anno Santo della Misericordia da vivere alla luce della parola del Signore: " Siate misericordiosi come il Padre " (cfr. Lc 6,36) ¹ . Questo , dunque, sarà il " motto " dell’Anno Santo: « Misericor-
diosi come il Padre». Nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama. Egli dà tutto se stesso, per sempre, gratuita-mente, e senza nulla chiedere in cambio ² .
Nella Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia " Misericordiae Vultus" , voluto da papa France-sco, emerge una sorta di continuità con la Bolla di indizione del Grande Giubileo dell’anno 2000 " Incarnationis Myste-rium" , pubblicata da Giovanni Paolo II.
L’anno giubilare, « anno di misericordia del Signore » ( Is 61,2), è l’occasione, quindi, per ritrovare il cuore della fede cristiana e riordinare la vita in conformità a Cristo e al suo Vangelo per andare incontro al Padre della misericordia e del perdono.
Il giubileo, nell’Antico Testamento, è presentato come dono divino di benevolenza e di misericordia
³ . Quando, con la venuta di Cristo, giunse la « pienezza del tempo » ⁴ , si attuò la riconciliazione. Il Messia, che era stato annunciato dal profeta 1 Cfr. F RANCESCO , Omelia Celebrazione Penitenziale – Basilica Vaticana,
13 marzo 2015.
2 Cfr. MV, 14.
3 T. F EDERICI , Il giubileo biblico , in Oriente cristiano
15(1975)1, 59. 4 Cfr. Gal 4,4
Isaia, portò a compimento il giorno della salvezza ⁵ , riconci-liando nel suo sangue (cfr. Rm 5,10; 2Cor 5,18; Ef 1,7) tutta l’umanità e suggellando la « nuova ed eterna alleanza » ⁶ .
Le prescrizioni del giubileo, descritte nel Levitico , ci fanno comprendere come il cambiamento non debba essere procla-mato solo a parole, ma necessiti di gesti concreti e si realizzi nella ricostruzione della giustizia e dell’uguaglianza perdute. È, tuttavia, il terzo Isaia che ci dà pienamente l’idea di cosa si-gnifichi veramente l’esperienza del giubileo: l’ Inviato di Jhwh è il liberatore per eccellenza, è colui sul quale con la sua un-zione si posa lo Spirito di Dio per annunciare la salvezza totale dell’essere. Egli si china su di noi per annunciarci la libertà ma anche per fasciare le ferite dei nostri cuori spezzati e ci annun-cia l’Anno di Grazia del Signore affinché chi non vede riacqui-sti la vista e chi non cammina più riprenda la strada come cer-vo che salta ( Is 35,6 ) o come aquila con ali abbastanza forti da volare fino a Lui ( Is 40,31 ), poiché niente è impossibile a Dio ( Gen 18,14 e Lc 1,37 ).
L’Anno giubilare richiama il riposo della terra , del lavoro. Ma il riposo non è assenza d’impegno e di fatica, ma esprime una dimensione esistenziale di chi sceglie di " stare con Qual-cuno" . Richiamando l’episodio evangelico di Gesù che invita i discepoli a riposare (Mc 6,30-34 ), si avverte che è un invito a stare con Lui e, nello stesso tempo, a non estraniarsi dalla do-manda di aiuto degli altri. Il riposo assume, quindi, la valenza di uno stare con Dio e con gli altri. Questa " statio " è l’antica esperienza della Chiesa che raccoglieva i fedeli perché stesse-ro con Dio nella preghiera, nell’ascolto della Parola e stessero con gli altri nelle opere della condivisione. Il riposo è quindi 5 Cfr. TMA 11, in EV14, 1733.
6 Cfr. R. F ALSINI , La Penitenza. Commento al rito e schemi di catechesi , Liturgia e catechesi
, Edizioni O. R., Milano 1990, 84.
un’espressione di culto che raccoglie in sé anche il termine " coltivare ". Il riposo è dunque un momento per coltivare la propria interiorità nelle molteplici relazioni spirituali e umane. Diventa così non un tempo sciupato, ma un tempo donato per Dio e i fratelli.
Il brano di Isaia 61 costituisce, secondo Luca, il trait d’u-nion fra l’Antico e il Nuovo Testamento e il suo racconto della vita e dell’insegnamento di Gesù ha come motivo dominante l’opera di