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Divina Commedia 2000

Divina Commedia 2000

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Divina Commedia 2000

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
79 pagine
2 ore
Pubblicato:
Apr 23, 2016
ISBN:
9786050425109
Formato:
Libro

Descrizione

Un viaggio nei regni oltremondani, fatto da Michele 700 anni dopo, sulle orme di Dante ovvero che cosa succede a un avvocato abituato a vincere quasi tutte le cause se incontra Manzoni il Venerdì Santo del 2000 e questi gli propone un viaggio nell'oltretomba a maggior gloria di Dio.
Pubblicato:
Apr 23, 2016
ISBN:
9786050425109
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Divina Commedia 2000 - Michele Guglielmino

Divina Commedia 2000

I – Prologo

Se m’avessero chiesto fino a qualche anno fa: – Hai rimorsi? –, avrei risposto semplicemente di no. Se poi, insistendo, mi avessero domandato: – Hai rimpianti? –, probabilmente avrei ribattuto:  – I libri che non ho letto, i vasti campi culturali di cui so troppo poco, i cibi che non ho assaggiato, i luoghi che non ho visitato, le persone interessanti che non ho incontrato o con cui non ho parlato, le belle donne che non ho corteggiato e, soprattutto, il primo amore cui non mi sono dichiarato mai.-  Ora non risponderei così. E non mi riferisco solo al tono fra blasé e malinconico con cui avrei dato queste due risposte (soprattutto la seconda), né esclusivamente all’accento enfatico sulla parola mai. No. Le differenze non sarebbero solo queste: cambierebbero radicalmente i contenuti delle risposte. – Perché? – vi chiederete voi, miei appassionati 21 lettori. – Perché qualcosa è cambiato. – vi rispondo. Anzi, a dir la verità, tutto è cambiato. E il mutamento è stato provocato da una vicenda che, se non l’avessi vissuta in prima persona, stenterei a credere che sia vera. 

II – Luci ed ombre della mia vita. L’incontro col grande milanese.

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

che la diritta via era smarrita.

(La Divina Commedia, Inferno, canto I, versi 1-3)

Era la sera del 21 aprile 2000, il Venerdì Santo del Millennio. Non avevo partecipato a nessuna Via Crucis, così come, il giorno prima, il Giovedì Santo, non avevo assistito alla Consacrazione degli Oli mattutina, né alla funzione della Lavanda dei Piedi che si svolgeva il pomeriggio e la sera. Non era un caso: era dalla mia giovinezza che non assistevo a queste funzioni. Ormai da avvocato quarantenne e scapolo impenitente qual ero diventato, partecipavo a malapena alle messe di Pasqua, dell’Assunzione (della Madonna) e di Natale, distanziate 4 mesi circa l’una dall’altra, e solo per far contenti i miei genitori, molto religiosi, con cui passavo le 3 ricorrenze.

Stavo esaminando il mio ultimo caso: un marito ricco e stimato nei salotti bene di Roma, il quale picchiava regolarmente la moglie minuta, molto carina, proveniente dalla piccola borghesia, la quale, dopo aver tentato, invano, di sfondare nel mondo dorato dello spettacolo, aveva deciso di sposare un uomo facoltoso ma esteticamente insignificante e, soprattutto, 20 anni più vecchio di lei. Non era stato un matrimonio d’amore, insomma. Il fatto che fosse violento, cosa inimmaginabile per i modi compiti che sfoggiava in società, era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. La moglie, alla fine, lo aveva denunciato. Io, naturalmente, curavo gli in­teressi di lei. Dico naturalmente, perché non era la prima volta che facevo l’avvocato di parte civile in un processo penale, anzi. Questo era il ruolo che ricoprivo in quasi tutti i processi cui prendevo parte. Non pensavo di non essere in grado, tecnicamente, di curare in giudizio gli interessi di una persona (fisica o giuridica) che avesse torto marcio. No, non era questo il punto. Il motivo era che ci provavo gusto ad utilizzare le mie capacità logiche ed oratorie per una causa giusta. Per questa ragione rifiutavo gran parte dei casi che mi proponevano. Il mio comportamento era considerato bizzarro dai miei colleghi, ma gli introiti erano sufficienti per permettermi di condurre una vita agiata e, modestia a parte, vincevo brillantemente quasi tutte le cause.

Mentre stavo consultando il codice penale, sentii il rintocco delle campane. Guardai l’orologio a muro: erano le 21 esatte. In quel momento, mentre avevo lo sguardo a mezz’aria, apparve un uomo con la barba castana ben curata dal taglio 800esco, gli occhi infossati, gli zigomi alti, le labbra sottili, una tunica bianca che andava dal collo ai piedi, ma ciò che rendeva questa figura incredibile, almeno da un punto di vista logico-razionale, era l’aspetto etereo, impalpabile e, soprattutto, il fatto che stesse sollevata a mezz’aria.

– Chi o che cosa sei tu? – gli domandai, non senza un pizzico di paura.

– Sei impallidito in volto e persino le tue labbra sono bianche. – rilevò quella figura 800esca sospesa in aria. – Prendi un bicchiere d’acqua. – mi consigliò.

Gli obbedii e mi rasserenai un po’. Ah, per quanto riguarda le mie labbra diventate bianche, forse ciò era dovuto alla mia paura che, forse, era appena un po’ di più di un pizzico. Quindi venne il momento delle presentazioni: gli chiesi, nuovamente, chi fosse e perché avesse un aspetto così diafano.

Lui mi rispose: - Sono Alessandro Manzoni. – e, vedendo la mia espressione interrogativa, continuò – Sì, proprio l’autore de I Promessi Sposi, il mio aspetto diafano è dovuto al fatto che sono morto, quindi sono un’anima senza il corpo…

– Le anime, quindi, hanno sembiante umano e possono essere viste, udite, toccate? – lo interruppi io.

– Toccate no, perché non abbiamo consistenza corporea. Normalmente possiamo essere viste e udite solo da Dio, dagli angeli, dagli ex angeli, dalle altre anime. Eccezionalmente

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