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Dalla A alla Å: Norvegia: istruzioni per l'uso

Dalla A alla Å: Norvegia: istruzioni per l'uso

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Dalla A alla Å: Norvegia: istruzioni per l'uso

Lunghezza:
199 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
Apr 13, 2016
ISBN:
9788860591784
Formato:
Libro

Descrizione

La Norvegia non è (solo) il paese dei fiordi, del Nobel per la pace e del salmone affumicato. L'inverno non è poi così freddo e neppure tanto buio, l'estate può essere davvero calda. I norvegesi sono socievoli, curiosi e impazienti di rivelare la bellezza autentica del loro paese. Dalla A alla Å (visto che il loro alfabeto non si ferma alla Z ma termina, appunto, con la Å) è un punto di vista alternativo alle guide turistiche, che proietta il lettore nell'autentica realtà norvegese. Che sia per una breve o per una lunga avventura, questo libro riassume i concetti fondamentali da conoscere prima di avventurarsi in Norvegia. Una parola per ogni lettera dell'alfabeto, scelta con l'approvazione di chi parla questa lingua e vive in questa terra da sempre, dalla A alla Å è un ironico e inedito viaggio a tappe alla scoperta della vera Norvegia.
Editore:
Pubblicato:
Apr 13, 2016
ISBN:
9788860591784
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Dalla A alla Å - Camilla Bonetti

DALLA A ALLA Å

Norvegia: istruzioni per l’uso

Di

Camilla Bonetti

per le vie del mondo

racconti e narrazioni di viaggio

Prima edizione ebook: 2016

Copyright ©2016 POLARIS S.r.l. unipersonale

ISBN 978-88-6059-178-4

Disponibile anche in formato cartaceo

Casa Editrice Polaris

www.polariseditore.it

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte dell’opera può essere riprodotta, distribuita o trasmessa in alcuna forma o con alcun mezzo, o registrata in database, senza il permesso scritto dell’editore.

Benché sia stata prestata la massima attenzione nella raccolta delle informazioni contenute nella guida, nessuna responsabilità per eventuali danni o inconvenienti occorsi a cagione del suo utilizzo potrà essere imputata all’autore, all’editore o a chi, sotto qualsiasi forma, la distribuisce.

Sommario

PREMESSA

A come ALENE: soli e ben accompagnati

B come BARNA: i piccoli norvegesi

C come CHAMPAGN: lo strano rapporto con l’alcool

D come DAME/HERRE: le (in)differenze di genere

E come ELG: la fauna norvegese

F come FJORD: alla scoperta dei fiordi

G come GAMLEDAGER: i bei tempi antichi

H come HYTTA: la fuga necessaria e vicina

I come INNVANDRERER: i nuovi norvegesi

J come JUL: Natale dura due mesi

K come KLÆR: vestirsi o coprirsi?

L come LYD: La melodia nel silenzio

M come MAT: non solo salmone

N come NORSK: 5 milioni di abitanti, 3 lingue

O come OSLO: la discussa capitale

P come PERSONNUMMER: burocrazia norsk

Q come QUIZ: hanno tutte le risposte

R come RUSS: il mese pazzo prima degli esami

S come SOMMER: LA STAGIONE DEL SOLE

T come TOG: spostarsi in Norvegia

U come UT PÅ TUR: le chiamano passeggiate

V come VINTER: la bella stagione della neve

W come WEB & APP: la Norvegia online

X come X-KROK: Superfluo necessario

Y come YDMIKHET: la regola dell’umiltà

Z come ZOO OG TIVOLI: per bambini di tutte le età

Ø come ØKONOMI: L’economia oltre al petrolio

Æ come ÆSJ: le strane onomatopee norsk

Å come ÅPNINGSTIDER: i negozi sono aperti, forse

Epilogo e ringraziamenti

PREMESSA

La Norvegia è un paese coperto dalla neve per la maggior parte dell'anno. Qui i lunghi mesi di buio invernale si alternano alle estati in cui il sole non tramonta mai. Pochi esseri umani alti, biondi e pallidi vivono in questa terra fredda e inospitale. I norvegesi sono introversi, amano consumare alcolici, sciare e hanno una facile predisposizione al suicidio. La loro dieta si basa principalmente sul pesce, a cui si alterna la carne di specie in pericolo come balene e foche, accompagnate da patate, cavoli o cipolle. Ciononostante, mi piacerebbe fare un giro da quelle parti. I fiordi, le aurore boreali che accendono le notti di inverno, il sole che non tramonta nemmeno a mezzanotte: lassù la natura è magnifica.

Questo è un ipotetico estratto di ciò che conoscevo della Norvegia quando ancora non sapevo che sarebbe diventata la mia casa: conoscenze basilari a cui si aggiungeva un leggero approfondimento turistico. Gli argomenti sono gli stessi per la maggior parte delle persone che non sono mai state a Nord. Chi invece ha visitato la Norvegia ne è rimasto incantato e racconta con entusiasmo del paesaggio meraviglioso, della luce e del timido sorriso dei locali.

Tuttavia, mi sono resa conto di quanto sia difficile approfondire la conoscenza di questo paese che rivela poco di sé: ci vuole tempo e pazienza. Solo capendo alcuni segreti della cultura locale, della tradizione e dell'attualità, è possibile entrare in contatto più profondo con l'anima norvegese.

Mi sono chiesta: Come posso affrontare queste tematiche senza cadere nel banale e, soprattutto, senza annoiare il lettore?

Questa guida alla sopravvivenza è la mia risposta: una parola norvegese per ogni lettera dell'alfabeto, scelta con l'approvazione di chi parla questa lingua e vive in questa terra da sempre.

Il risultato è un viaggio ironico e curioso nei 28 concetti fondamentali da conoscere prima di avventurarsi in Norvegia.

Mi chiamo Camilla, ho 30 anni e un Master in Global Studies, la facoltà di capire il mondo. Quello che ho capito, alla fine del mio percorso di studi, lo sapevo già da un po': c'è un mondo da scoprire oltre le Alpi e io devo partire.

Ho scelto la Norvegia per amore e per curiosità. Sono approdata a Bergen in un gelido giorno di fine gennaio senza sapere una parola della lingua locale, senza avere la minima idea di cosa avrei fatto. Il mio solo obiettivo, ora come allora, era scrivere.

Ho deciso di creare un blog in cui raccontare quella realtà estranea che si faceva lentamente più famigliare: https://norvegiani.wordpress.com/

In questi tre anni 700 commenti hanno documentato il passaggio dei lettori tra i post del blog: chi è stato in Norvegia e se ne è innamorato, chi invece sogna un viaggio a Capo Nord, chi vorrebbe fare i bagagli e ricominciare una vita in un paese che pare riservare molte possibilità e chi, invece, non riesce a capire cosa ci sia di tanto interessante in quella terra gelida. Il pubblico, quasi 500.000 visitatori è eterogeneo: gli studenti che organizzano un semestre all'estero, i viaggiatori fai da te, i turisti che cercano informazioni per la crociera Hurtigruten, gli sportivi che sognano di sciare lungo i pendii a picco sui fiordi, i padri di famiglia che si interrogano sulla possibilità di ricominciare altrove, i neolaureati che cercano informazioni su stage e PHD e tanti lettori incuriositi da una realtà ancora poco conosciuta.

Norvegiani è stato un interessante mezzo per entrare in contatto con altre realtà comunicative italiane e internazionali: nel 2012 ho partecipato al documentario Emergency Exit di Brunella Filì, nel 2013 sono stata intervistata dal giornale norvegese Dagens Næringsliv e nel 2014 Norvegiani è stato scelto tra i blog di expat nella mostra interattiva POE a Venezia. Ho raccontato la mia esperienza sulle frequenze di Radio 105 e Radio Inblu.

Dopo un anno e mezzo vissuto prima a Bergen e poi a Stavanger, ho deciso di tornare in Italia. Eppure, sentivo di avere ancora qualcosa da fare, prima di chiudere la porta scandinava o di riaprirla per sempre: il blog non era il punto di arrivo. Restavano ancora troppi interrogativi, troppi argomenti da approfondire e i post non erano il modo giusto per farlo. Così, ho raccolto i vestiti pesanti nella solita valigia e sono ripartita, destinazione: Oslo. Da qui, dalla capitale amata da chi ci vive e odiata dal resto dei norvegesi, ho deciso di riorganizzare e aggiornare il materiale raccolto per realizzare una guida alla sopravvivenza Dalla A alla Å. Gli amici norvegesi mi hanno aiutata a individuare le 28 parole chiave.

Dai gamledager al matpakke quotidiano, dai russ agli strani åpningstider locali, tutti i concetti fondamentali da conoscere per comprendere meglio i norvegesi e la Norvegia sono condensati in questo testo sintetico, efficace e ironico.

Un'occasione unica per scoprire la Norvegia oltre le guide turistiche.

A come ALENE: soli e ben accompagnati

I norvegesi sono dei cortesi solitari. Sorridono, salutano gentilmente con toni di voce che per le donne raggiungono acuti da cartone animato Disney, ma non hanno alcuna difficoltà a sedere nella stessa stanza senza proferire alcuna parola. L'avvento dello smartphone non ha abbassato i loro livelli di socievolezza, ha semplicemente regalato un nuovo punto su cui posare lo sguardo per evitare quello altrui e sventare il rischio di una conversazione di cortesia.

Questa tendenza è molto evidente sui mezzi pubblici. Il sogno di ogni norvegese è sedere da solo nel posto doppio. Per realizzarlo non si affida allo stratagemma dello zaino che occupa l'altro sedile, sarebbe troppo maleducato. Lui sa che quello stesso desiderio è condiviso da tutti gli altri passeggeri che, quando vedranno il sedile doppio occupato da una persona, rimarranno in piedi in attesa che questo si liberi. Cosa succede se qualcuno infrange questa regola non scritta? Assolutamente nulla, il detentore singolo del posto doppio cederà la metà libera al nuovo arrivato e si stringerà il più possibile nel suo spazio per evitare ogni contatto fisico. L'usurpatore cercherà a sua volta di occupare poco spazio e darà prova di agilità ruotando il busto in modo da evitare ogni possibile incrocio di sguardi. Il livello massimo di disagio si raggiungerà qualora il primo passeggero, quello che sognava la solitudine, dovesse scendere prima dell'usurpatore. A quel punto sarà necessario comunicare la propria intenzione, ponendo fine al regime di silenzio e totale rispetto della privacy altrui fin lì perpetrato. La preparazione al momento consiste in una serie di sommessi versi gutturali, mmmh mmmh, volti ad attirare l'attenzione, a cui seguono gesti espliciti come: chiusura zaino-borsa in cui si è depositato lo smartphone, sguardi al monitor che indica la fermata e quasi impercettibile affermazione oh quando la voce automatica indica la prossima fermata. L'ultimo arrivato capirà e si alzerà all'istante, concedendo al primo la possibilità di raggiungere la porta ben prima della sosta e, quasi sicuramente, di mantenere a stento l'equilibrio al momento della frenata del mezzo.

Tutto questo non succede se il viaggio avviene il venerdì o il sabato sera, quando i livelli dell'etilometro salgono rendendo i passeggeri più socievoli, al punto da stringere amicizie profonde in pochi minuti. Sabato scorso la mia coinquilina ha invitato a casa nostra il vicino di sedile e gli ha cucinato uova strapazzate in padella, perché sapeva che gli piacevano tanto. Era la prima volta che si incontravano e il viaggio che hanno condiviso è durato poco meno di un quarto d'ora. Non lo ho mai più rivisto.

Ciò che è difficile da spiegare a chi proviene da un paese in cui socializzare è qualcosa di semplice e spontaneo, anche qualora non vi sia una finalità specifica per cui farlo, è proprio questo: qui non è così.

I momenti di socializzazione sono limitati ad alcune specifiche circostanze e ad alcuni soggetti con cui relazionarsi. Avete scelto la cassa più lenta del supermercato? Anche quello davanti a voi lo sta pensando, ma non lo direte ad alta voce, perché non vi conoscete.

A questo punto immaginerete i norvegesi come un branco di orsi solitari. Nella maggior parte dei casi non lo sono. La prima cosa da sapere è questa: al compimento del primo anno di vita, l'80% dei piccoli norvegesi si reca alla scuola materna. Lì i bambini compiono i primi passi nella società e imparano, a volte prima ancora di sapere camminare, a condividere le attenzioni, i giochi e gli spazi con gli altri. Allo stesso tempo le insegnanti sottolineano fin dai primi tempi la differenza tra comune e personale: ciò che è tuo non lo condividi con gli altri e ciò che è degli altri bambini non lo puoi avere.

Crescendo, alla scuola si affiancheranno le attività sportive e, spesso, la partecipazione ai gruppi di volontariato o di hobbistica. Sono questi i contesti in cui la socializzazione è facilitata dalla condivisione di un interesse ma, quasi sempre, limitata a questo. La nascita di amicizie tra chi frequenta un corso di kung fu, esempio a caso di sport non proprio popolare da queste parti, tende a limitarsi al momento in cui ci si trova a praticare questa disciplina. Potrebbe allargarsi all'esperienza di una cena asiatica tra membri del corso, ma difficilmente si tradurrà in qualcosa di più.

La differenza tra estranei, conoscenti e amici è molto netta.

Il primo gruppo costituisce il 70% del mondo circostante e ci si relaziona ad esso in modo estremamente sintetico: sorriso, cenno della testa, frasi brevi se richieste dal contesto.

Il 20% del mondo circostante, specie quando si vive in una piccola realtà, è popolato dai conoscenti: i vicini di casa, i compagni di scuola, di corso, i genitori dei compagni di scuola dei figli, gli amici dei parenti. Con questi si passa al livello cortesia plus: si saluta, si chiede come va?, ci si lamenta del tempo, si fanno gli auguri in caso di festività e lieti eventi. Rientrano nella categoria conoscenti anche buona parte degli amici di Facebook, qualora li si incontri nella vita reale.

Il restante 10% del mondo, la frazione più piccola e più importante della vita, è costituito infine dagli amici e dai famigliari. Questi ultimi non sono scelti, certo, ma rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i norvegesi. Gli amici sono quei pochi soggetti incontrati nel corso del tempo con cui si è riuscito a creare un legame forte nonostante tutti i blocchi del contesto sociale in cui ci si trova. L'amicizia di un norvegese significa moltissimo.

Gli studenti norvegesi trascorrono sempre più spesso un periodo del proprio percorso di studi all'estero, entrando in contatto con culture diverse che influenzano in parte il modo di percepire gli altri una volta tornati nel proprio paese.

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