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Più nessuno è incolpevole
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E-book48 pagine33 minuti

Più nessuno è incolpevole

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Info su questo ebook

Roma, gennaio 1949. È un'Italia diversa da quella che conosciamo oggi, l'Italia in cui Alfonso Tiribocchi viene trovato morto, soffocato dal proprio vomito, in una vecchia insula romana. Un'Italia piena di contraddizioni, che deve lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e del fascismo. I dissimulatori sono ovunque, nessuno sembra quello che dice di essere. Vecchi ricordi inaspriscono le indagini, ricordi di un passato recente: il Regime, le riviste politiche, l'odio razziale. Il passato filtra tra il tessuto rigido della nuova Italia che sta nascendo, portandosi dietro rancori e incertezze. E un delitto da risolvere.
LinguaItaliano
EditoreNero Press
Data di uscita11 ott 2015
ISBN9788898739516
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    Più nessuno è incolpevole - Andrea Franco

    Indice

    Roma, Mercoledì 26 gennaio 1949

    Giovedì 27 gennaio 1949

    Venerdì, 28 gennaio 1949

    Norcia, qualche giorno dopo

    L'autore

    Intrighi

    Più nessuno è incolpevole

    di Andrea Franco

    Immagine di copertina: foto di repertorio

    Editing: Caterina Bovoli

    Produzione digitale: Daniele Picciuti

    ISBN: 978-88-98739-51-6

    Nero Press Edizioni

    http://neropress.it

    © Associazione Culturale Nero Cafè

    Edizione digitale ottobre 2015

    Andrea Franco

    Più nessuno è incolpevole

    […]

    la sagra dei miti carnefici che ancora ignorano il sangue

    s’è tramutata in un sozzo trescone d’ali schiantate,

    di larve sulle golene, e l’acqua séguita a rodere

    le sponde e più nessuno è incolpevole.

    […]

    (E. Montale, La primavera Hitleriana, 1939-1946)

    Roma, Mercoledì 26 gennaio 1949

    «Non credo sia un’altra di quelle faccende di noi rossi alle quali si riferiva».

    Vincenzo Guzzo aveva scelto di commentare a voce alta, in modo che anche gli altri, non solo il maresciallo Ciminelli, potessero sentire. Prese una delle riviste dalla colonna ordinata che aveva appena scovato accanto a un mobile basso di acero e si voltò.

    Il dottor Vallecoccia era chino sul corpo senza vita e, poco distante, sulla porta, due agenti osservavano in silenzio.

    Ciminelli grugnì e volse il capo verso di lui con qualche attimo di ritardo. Guzzo sfoggiò uno dei suoi soliti sorrisi. Non era intenzionato a farsi innervosire dall’atteggiamento provocatorio del superiore.

    «C’entrate sempre qualcosa, da un po’ di tempo a questa parte». Si allontanò dal cadavere steso a terra e fece un passo verso di lui. Fino a che il dottore non avesse terminato con i suoi controlli, per loro c’era poco da fare.

    «Stavolta non è così» replicò Guzzo, passando al maresciallo il periodico e indicando l’uomo steso a terra, la bocca riempita a forza da un foglio di giornale, soffocato dal proprio vomito e finito da chissà quante percosse.

    «Che roba è?» berciò l’uomo. Alto, spalle larghe e un’incipiente calvizie, aveva sempre una nota rabbiosa nello sguardo.

    «Roba vostra

    Il maresciallo lo fissò duro per qualche secondo, poi si decise a dare un’occhiata alla rivista. Soffiò rumorosamente dal naso. L’aria era gelida. Ciminelli alzò le spalle, affondando il collo nella sciarpa che passava sotto al colletto della giacca. «Non significa niente» disse, con tono deciso.

    «Niente?» domandò Guzzo, fingendosi sorpreso.

    «Niente» fu la risposta asciutta dell’altro.

    «Né i ragazzacci di Togliatti, né…»

    «Non ci provare Guzzo, non è aria».

    Vincenzo Guzzo gettò un’altra occhiata alla rivista che aveva di nuovo tra le mani e la sollevò in modo che anche gli agenti, distanti pochi passi, potessero vedere. «Qui ci sono decine di copie di Primato e non so quant’altra roba gufina!» Ne prese alcune copie e si voltò verso gli agenti, sorridendo. «Vi interessa?»

    I due adocchiarono il maresciallo per essere sicuri che non li stesse osservando poi, insieme e

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