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S. Tommaso ad Orvieto: Profili laici e spirituali del Dottore Angelico all’ombra della città del tufo
S. Tommaso ad Orvieto: Profili laici e spirituali del Dottore Angelico all’ombra della città del tufo
S. Tommaso ad Orvieto: Profili laici e spirituali del Dottore Angelico all’ombra della città del tufo
E-book221 pagine1 ora

S. Tommaso ad Orvieto: Profili laici e spirituali del Dottore Angelico all’ombra della città del tufo

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Info su questo ebook

Orvieto nel Medioevo ospitò Papi e personaggi noti. Fra questi spicca per grandezza Tommaso d’Aquino, la cui storia è velata da un alone di diffidenza legata alla sua appartenenza all’ordine dei frati domenicani, reputato, non a ragione, vicino al famigerato Tribunale ecclesiastico della “Santa Inquisizione”. Ma la sua vita, seppur breve, è affascinante e ricca di colpi di scena, interessanti da raccontare. Tommaso infatti, oltre ad essere uno dei massimi teologi-dottori della Chiesa - ebbe l'incarico dal Papa Urbano IV di comporre l’Officium per la festa del Corpus Domini a seguito del prodigioso evento del miracolo di Bolsena del 1263 - è stato un uomo attento ai problemi del tempo, in un insieme di laicità e misticismo poetico ricco di sfumature e curiosità.
Il libro, completo di immagini inedite è un lavoro pensato e realizzato per tutti, specialmente per quanti desiderano avvicinarsi a Tommaso senza addentrarsi negli ardui sentieri della sua dottrina.
LinguaItaliano
Data di uscita1 lug 2014
ISBN9788898190379
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    S. Tommaso ad Orvieto - Aurora Cantini

    Aurora Cantini

    San Tommaso d'Aquino a Orvieto

    Profili laici e spirituali del Dottore Angelico

    all’ombra della città del tufo

    Indice

    Copertina

    Frontespizio

    Copyright

    PARTE PRIMA La storia e il personaggio

    PREFAZIONE

    I IL SECOLO XIII

    In Italia

    A Orvieto

    II NOTE BIOGRAFICHE

    Tratti della personalità

    Cenni sul pensiero e le opere

    Il pensiero

    Le opere

    III TOMMASO A ORVIETO

    Opere principali scritte o ultimate a Orvieto

    Summa contra gentiles

    Il libro di Giobbe

    Catena aurea

    PARTE SECONDA Il pensiero economico di San Tommaso nell'opera De emptione et venditione ad tempus (La dilazione nella compravendita)

    PREMESSA

    I AUTENTICITÀ DELLA LETTERA

    II CENNI STORICI SULL’ECONOMIA MEDIEVALE E SULL’USURA

    Il problema dell’usura

    Visione economica di Tommaso

    III DE EMPTIONE ET VENDITIONE AD TEMPUS TESTO LATINO E TRADUZIONE ITALIANA

    Testo latino

    Testo tradotto

    Commento

    Contenuto della lettera

    I casi di compravendita

    Il giusto prezzo

    L’usura

    I mercati latiniaci e la Fiera di Lagny

    Il mercato dei tessuti in Europa e in Italia

    Il mercato a Firenze

    I casi dei prestiti di denaro

    Il senso del peccato

    Riflessioni finali

    PARTE TERZA Profili spirituali e poetici nell'Ufficio del Corpus Domini

    PREMESSA

    I IL MIRACOLO DI BOLSENA E L’ISTITUZIONE DELLA FESTA DEL CORPUS DOMINI

    Tommaso eucaristico e poeta

    Questioni critiche sull’attribuzione dell’Officium a Tommaso

    II RITRATTO SPIRITUALE DI TOMMASO

    Tommaso e il dialogo con Gesù

    III LA LITURGA DELLE ORE E IL CONTENUTO DELL’OFFICIUM

    Pange lingua

    Lauda Sion, Salvatorem

    Bibliografia

    Illustrazioni

    L'autrice

    Copyright

    Titolo: San Tommaso d'Aquino ad Orvieto

    Autore: Aurora Cantini.

    Copyright © 2014 Librosì EDIZIONI.

    ISBN versione ebook: 978-88-98190-37-9

    Il volume è disponibile anche in formato cartaceo puoi richiederlo a librosi.edizioni@gmail.com oppure accedi al catalogo on line.

    Alla città di Orvieto,

    immersa nella luce del tramonto,

    riflessa sulla facciata del Duomo e

    sulla cinta di tufo che l’avvolge in

    un caldo e protettivo abbraccio

    la fede non distrugge la ragione ma la oltrepassa e la porta alla perfezione

    Tommaso d’Aquino (De veritate, 14, 1, 9)

    PARTE PRIMA

    La storia e il personaggio

    Il secolo XIII in Italia e a Orvieto

    Vita, pensiero e opere di Tommaso

    Il soggiorno di Tommaso a Orvieto

    PREFAZIONE

    Perché un libro su San Tommaso d’Aquino a Orvieto?

    Perché, ricordarlo soltanto in occasione della celebrazione della festa del Corpus Domini mi sembra riduttivo e non renda ragione alla grandezza del personaggio.

    Si è infatti portati ad associare il suo nome all’incarico avuto dal Papa Urbano IV di comporre l’Officium de festo Corporis Domini, a seguito del prodigioso evento del miracolo di Bolsena, avvenuto nel 1263, che, ogni anno, culmina nella manifestazione più significativa della città di Orvieto.

    La conoscenza del Santo spesso si ferma qui. La sua popolarità non è eccelsa perché, probabilmente, non gli vengono attribuiti eventi straordinari ed in quanto velata da un alone di diffidenza legata alla sua appartenenza all’ordine dei frati domenicani, reputato, non a ragione, prossimo al famigerato Tribunale ecclesiastico della Santa Inquisizione.

    Ho sempre pensato che Tommaso d’Aquino non potesse essere liquidato, almeno ad Orvieto, sic et simpliciter, sia perché egli è, senza dubbio, uno dei massimi teologi-dottori della Chiesa, meritevole solo per questo di maggiore attenzione, ma perché ritengo che certi aspetti del suo pensiero siano ancora di estrema attualità.

    D’altra parte, anche la sua vita, per quanto breve e spesa interamente al servizio dello studio, dell’insegnamento e della predicazione, contrariamente a quanto si possa pensare, risulta affascinante e ricca di colpi di scena che vale la pena raccontare.

    Da qui nasce l’idea, coltivata per almeno un decennio, e la curiosità di approfondire taluni profili della sua personalità, nello sforzo di restituire alla città un’immagine meno stereotipata dell’Angelico, per troppo tempo ingiustamente confinato nelle retrovie, che ponga in risalto il suo aspetto umano.

    Con questo lavoro, pensato e realizzato per tutti, specialmente per quanti desiderano avvicinarsi al Santo senza addentrarsi negli ardui sentieri della sua dottrina, intenderei far emergere frammenti dell’uomo ancorato ai problemi del suo tempo e lampi del Tommaso spirituale, nello scorcio del suo vissuto in Orvieto, tra il 1261 e il 1265, in un insieme di laicità e misticismo poetico, capace di coesistere e convivere mirabilmente nella medesima persona. Nessuno sconfinamento, se non per brevi cenni, verso il suo pensiero teologico-scientifico, terreno sul quale non ho adeguata preparazione e nel quale si muovono agevolmente tutti gli studiosi che, a vario titolo, nel corso dei secoli, hanno indagato la sua smisurata produzione.

    In ogni caso, il mio approccio col suo sapere, se pure limitato agli aspetti che vado a trattare, si pone con l’umiltà che la situazione richiede al cospetto di un personaggio di simile spessore, con preghiera, che il lettore voglia indulgere per eventuali errori o imprecisioni che potessero emergere nell’esposizione.

    Fatta questa doverosa premessa, procedo ad illustrare la struttura tripartita di questa pubblicazione: la prima, propedeutica, volta ad inquadrare il contesto storico del XIII secolo in cui si collocano i fatti oggetto della ricerca, con uno specifico sguardo su Orvieto, una scorsa sulla biografia del personaggio e sul suo soggiorno nella nostra città, per concludere con un cenno al suo pensiero ed alle sue opere.

    La seconda parte, tesa a lumeggiare il profilo laico di Tommaso, attiene al commento di un’opera considerata fra le minori del grande teologo e, per questo, poco conosciuta ma più vicina alla mia formazione professionale. Si tratta, infatti, di una lettera dal titolo: De emptione et venditione ad tempus: "La dilazione nella compravendita" che, Tommaso, scrisse ad Orvieto nel 1262, in risposta ad alcuni quesiti di carattere economico che gli erano stati posti da un confratello di Firenze.

    La terza, ed ultima parte, riguarda, più propriamente, l’aspetto poetico-spirituale di Tommaso, quale traspare dall’Officium del Corpus Domini che egli compose, per incarico di Papa Urbano IV, in occasione dell’istituzione della festa del Corpus Domini, estesa dal Pontefice a tutta la cristianità con la Bolla Transiturus dell’11 agosto 1264. In questo quadro, ho scelto di commentare, per quanto possibile, due fra gli Inni, a mio avviso più belli, inseriti nell’Officium dell’Aquinate: il Pange lingua ed il Lauda Sion Salvatorem, dove la sua vena mistica e poetica si fondono in una mirabile sintesi.

    Per la metodologia seguita e le fonti consultate, si rimanda alle premesse inserite nelle parti II e III di questo lavoro, nonché all’indice bibliografico, posto alla fine del testo.

    Prima di addentrarci nella conoscenza degli argomenti prefissi, desidero ringraziare, in primo luogo, il Prof. Enrique Alarcón Moreno, del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Navarra (Pamplona), Presidente della Fondazione Tommaso d’Aquino e Direttore del Progetto Corpus Thomisticum, per i suggerimenti ricevuti nella ricerca delle fonti più antiche della lettera De emptione et venditione ad tempus e dell’Ufficio del Corpus Domini.

    Rivolgo, inoltre, un sentito ringraziamento alla Diocesi di Orvieto-Todi, Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, a S.E. il Vescovo Mons. Benedetto Tuzia, al Presidente Don Francesco Valentini ed alla coordinatrice Dott.ssa Giovanna Bandinu, per avermi concesso di pubblicare le esclusive immagini dello zucchetto di S. Tommaso ed alla fonte anonima che mi ha permesso di riprodurre foto inedite del breviario di Tommaso, illustrazioni che hanno impreziosito questo mio lavoro, nonché al Dott. Silverio Tafuro, Presidente dell’Associazione Lea Pacini, per la sensibilità e l’interessamento dimostrati.

    Riservo, infine, un riconoscimento a mio marito, per la collaborazione prestata nella traduzione di testi dalla lingua francese e, in particolare, nella revisione del contenuto, nella predisposizione dell’impaginazione e nella collocazione delle raffigurazioni.

    Aurora Cantini

    I

    IL SECOLO XIII

    In Italia

    Il secolo XIII ha rappresentato un’epoca di profondi cambiamenti: le grandi monarchie europee, il sogno degli imperatori tedeschi di egemonia universale, il trapasso dal feudalesimo ai Comuni, la nascita e lo sviluppo dei commerci e degli scambi, la costruzione di grandi cattedrali, il contatto con l’Oriente e i luoghi santi, l’espansionismo del mondo islamico, la nascita dei movimenti eretici contro l’agiatezza della Chiesa.

    Nei primi decenni, fecero la loro comparsa gli ordini dei frati mendicanti che apportarono una ventata nuova e quasi rivoluzionaria nella vita religiosa dell’occidente medievale.

    Personaggi di primo piano come San Francesco d’Assisi (1182 - 1226); Domenico di Guzman (1170 - 1221), fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori; San Bonaventura da Bagnoregio (1221 - 1274), filosofo e teologo, coetaneo di Tommaso.

    1 - S. Francesco d’Assisi

    2 - S. Domenico di Guzman

    3 - Bonaventura da Bagnoregio

    Un Papa, Innocenzo III che, salito al soglio pontificio sul finire del dodicesimo secolo, a soli 38 anni, spese la sua vita per contrastare, da una parte il potere imperiale e, dall’altra, l’avanzata del mondo arabo che minacciava la cristianità, con le crociate in terra santa,

    4 - Stemma di Papa Innocenzo III

    Col concilio Laterano del 1215, il Papa intendeva, da un lato, rinnovare la Chiesa, dall’altro, combattere le eresie con l’istituzione dei tribunali dell’Inquisizione, ponendo anche il divieto di fondare nuove comunità religiose. Forse però obiettivo primario rimaneva, per lui come per i suoi predecessori,

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