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Davanti a Tutti, manuale di Public Speaking

Davanti a Tutti, manuale di Public Speaking

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Davanti a Tutti, manuale di Public Speaking

Lunghezza:
268 pagine
5 ore
Pubblicato:
Feb 1, 2016
ISBN:
9788892549555
Formato:
Libro

Descrizione

Grazie al vostro supporto, suggerimenti e segnalazioni ecco la seconda edizione riveduta e corretta.
Parlare in pubblico è il modo più efficace, rapido ed economico per diffondere le tue idee, che si tratti di vendere, insegnare, presentare o cambiare il mondo. Per essere efficace devi scegliere lo stile più adatto, sfruttare le tue paure, gestire le tensioni, essere memorabile e persuasivo. Per perfezionarti ti servono buoni esempi, ed esercizi vocali. In questo manuale di Public Speaking troverai tutto quello che ti serve, spiegato passo passo e con un taglio pratico, link a oltre 20 discorsi pubblici e le chiavi di accesso ad una raccolta di materiali per i lettori. Roberto Luperini parla in pubblico da trent'anni, il libro è basato sulla sua esperienza ed evidenze scientifiche sull'argomento.
Pubblicato:
Feb 1, 2016
ISBN:
9788892549555
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Davanti a Tutti, manuale di Public Speaking - Roberto Luperini

Roberto Luperini

Davanti a tutti

Parlare il pubblico è facile con il metodo ARPA

DAVANTI A TUTTI

Manuale di Public Speaking

di Roberto Luperini

Tutti i diritti riservati

© Roberto Luperini, 2015 [1]

ISBN 9788892549555

Per acquisti collettivi o superiori a cinque copie scrivi a: info@formatorionline.com

UUID: 037f1cf0-0357-11e7-999f-0f7870795abd

Indice dei contenuti

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

Il metodo ARPA

Come leggere questo libro

Linguaggio

E dopo il libro? Risorse sul web per te

L'ORDINE DELLE IDEE

O, Palos Voste

PAURA? BENE!

Stress

Quale paura?

Non sono preparato! Non so se sarò convincente!

Non ho abbastanza leadership

Avrò un vuoto di memoria

La mia voce non è adatta!

La mia dizione è pessima

Paura di essere giudicati

Paura della paura

Una conferma dalla ricerca

PERCHÈ?

Stile

Punti di vista

Tipologie e schemi di costruzione

Annuncio

Presentazione

Cambiamento

Lancio e vendita

Presentazione di risultati

Formazione

Introduzione di un relatore

CHI?

Quanti sono?

Partecipanti fino a 30 persone

Partecipanti oltre le 30 persone

Che cosa sai di loro?

Come sapere?

Che lingua parlano?

Linguaggi tecnici

Numeri tangibili

La tecnica del panino

Qual è la loro esperienza del problema?

COME?

LE DISPOSIZIONI DELLA SALA

ATTREZZATURE

Microfono

VOCE E CORPO

Sonno

Respira!

Esercizio per la respirazione diaframmatica

Corpo

Le mani, accidenti le mani

Dove guardo?

Dove mi metto?

COSA?

LA STRUTTURA DEL DISCORSO

Il progetto del discorso

L’ATTACCO

I primi secondi

Come non cominciare.

Cominciare con una domanda

L’affermazione clamorosa

C’era una volta…

L’INCIPIT

Letteratura, l’incipit

Come iniziano nei film o nel teatro

Un esempio di attacco

IL CORPO DEL DISCORSO

Il filo rosso

Dirlo con un po’ di classe

Retorica

Tu sei unica e tu sei unico

LA CONCLUSIONE

Azione calante: il resumè

Un esempio di sceneggiatura

SUPPORTI VISIVI

Filmati e audio

Slide

Scegli la giusta dimensione dei caratteri

COINVOLGERE E INTERAGIRE

Musica

Alzarsi e abbassarsi

Consenso-dissenso

Conferenza stampa

TENSIONE E ANCORAGGIO

Decidi tu quando far saltare la mina.

Organizza il tuo territorio

Improvvisare

SCIENZA E PUBLIC SPEAKING

Sostiene Medina: attenzione e memoria

Attenzione

Tutto in dieci minuti

Gli Ami

Memoria

Emozioni

Ripetizioni

Memoria procedurale

MAYER: PARLATO, SCRITTO, IMMAGINI

Nella testa di del pubblico

Troppi processi nel canale visivo

Sovraccarico dovuto a stimoli periferici

4) Sovraccarico dovuto alla modalità di presentazione.

Una spiegazione precedente interferisce con quella successiva.

AMY CUDDY: LA PRIMA IMPRESSIONE

LA FOLLA

Le Bon e Freud

CODICE DI ACCESSO

BIBLIOGRAFIA E LINKOGRAFIA

Note

PREFAZIONE

Jerry Seinfeld, grandissimo comico, purtroppo poco noto da queste parti, in un suo sketch faceva notare che quella di parlare in pubblico è la seconda più grande paura. La terza è morire. Il che significa, afferma Seinfeld, che a un funerale la gente preferirebbe essere quello nella bara piuttosto che chi pronuncia l’orazione funebre.

Non vi sembra paradossale?

Immaginate questa situazione: state partecipando a un convegno e a un certo punto qualcuno vi chiama in disparte. Il prossimo relatore non è riuscito ad arrivare e gli altri si rifiutano di anticipare il proprio turno (proprio così: se la stanno facendo sotto e hanno bisogno di calma e concentrazione). Qualcuno ha avuto la brillante idea di farvi una proposta che non potete rifiutare: poiché siete l’assistente del relatore, tra poco toccherà a voi.

Che fate?

Ovvio, usate l'arpa. Ma cos'è il metodo ARPA? Oltre a essere l'acronimo dei quattro fari in grado di guidarti nel pensare, progettare e realizzare un intervento in pubblico, l’arpa è anche uno strumento musicale, composto di corde e pedali. Grazie ai pedali, ogni corda può produrre tre note diverse. L’azione congiunta di mani e piedi permette di eseguire tutte le note all’interno della sua estensione.

Dotazione di partenza, conoscenza e tecnica si uniscono insieme per ottenere il risultato desiderato.

Ma c’è di più. L’arpa moderna ha 47 corde…. Parafrasando Totò, 47, morto che parla. Ed ecco che smentiamo Seinfeld: anche i morti parlano. Nessuno si può esimere dal parlare in pubblico. Qualcuno di noi lo farà solo una volta nella vita, altri più spesso (anche se lo detestano), altri invece sembrano nati solo per quello. Non importa chi voi siate; sappiate che parlare in pubblico è molto di più che stare su un piedistallo.

Sbrigatevi, il vostro turno sta per arrivare. Leggete e fatene tesoro!

Nicola Menicacci

Il metodo ARPA

Arpa è l’acronimo di: Attenzione, Ricordo, Persuasione e Azione. I quattro fari in grado di guidarti nel pensare, progettare e realizzare un intervento in pubblico.

Attenzione: è il primo faro, se non la conquisti tutto quello che dici o mostri non conta. L’attenzione è anche un fragile fiore, per averlo, ci vuole un buon seme, concime, acqua e sole. Senza uno di questi elementi, in pochi minuti può appassire. L’attenzione va conquistata e mai abbandonata. È su questo punto che la maggior parte degli interventi in pubblico manca il suo obiettivo.

Ricordo: il secondo faro è forse il più tecnico. Quando parli in pubblico per uno scopo diverso dall’intrattenimento, hai un obiettivo. Se pure sei riuscito a tenere alta l’attenzione, ma non hai facilitato la memorizzazione degli argomenti più importanti, non lo poi raggiungere. Il massimo che otterrai è che il pubblico commenti: " Che bravo a parlare! Non ho capito bene dove volesse andare a parare, ma mi ha colpito".

Persuasione: di solito non basta far ricordare quanto si è detto, anzi la differenza tra un discorso che serve e uno inutile sta proprio qui. Gli unici casi in cui non devi persuadere nessuno sono quelli in cui parli a delle persone già convinte degli argomenti che stai esponendo. Certo capita, ma la domanda è: perché lo fai? Anche quando non sembra, la persuasione entra in gioco. Un insegnante potrebbe non sentirsi coinvolto dall’obiettivo persuasivo, eppure, quelli bravi, ti persuadono che studiare la loro materia sia piacevole, importante e che valga la pena abbandonare per qualche tempo Facebook e dedicarsi allo studio. Non facile, ma possibile.

Azione: sei riuscito a tenere alta l’attenzione, a far ricordare i messaggi importanti, hai superato le obiezioni, hai persuaso il pubblico della validità delle tue argomentazioni? Ottimo. Hai superato brillantemente le tre tappe intermedie!

È il momento di chiederti: " E adesso cosa voglio?". Se non spingi all’azione, il massimo che otterrai sarà un pubblico, persuaso dalle tue argomentazioni, ma con sensi di colpa per non aver dato seguito al tuo discorso. Tornando all’esempio dell’insegnante, se ha persuaso gli alunni sulla bellezza e necessità di apprendere la sua materia, ma non è riuscito a spingerli a studiare, ha fatto il 90% del suo lavoro, ma è quell’ultimo 10% a fare la differenza.

Da buon formatore sono stato molto tentato dall’organizzare tutto il libro raggruppando i diversi temi secondo questi fari, ma mi avrebbe costretto a mettere insieme competenze che vengono apprese con diverse modalità. Ho preferito così organizzarli in modo da facilitare l’operatività anziché curare la schematizzazione.

Come leggere questo libro

Il testo è organizzato secondo la sequenza con cui si svolgono i lavori di preparazione di un discorso. Inoltre, se vuoi parlare in pubblico, devi diventare un esperto nell’arte di rubare: idee, atteggiamenti e stili, dai grandi di questo mestiere. Per facilitarti il compito ho inserito molti link di discorsi pubblici e li ho commentati. Guardare questi filmati è essenziale. Parlare in pubblico contiene molto sapere tacito. Il sapere tacito si può apprendere per imitazione o per esperienza e per definizione, non può essere tradotto in parole.

Un discorso a parte merita il capitolo Scienza e Public Speaking. Ho cercato di focalizzarlo su pochi studi di base ed essenziali per comprendere perché alcune cose funzionino e altre meno. A mio parere ci sono già troppi guru in giro, pronti a spiegarti come lo devi fare perché l’han detto loro.

In realtà anche se si parla, a buon titolo, di arte del parlare in pubblico, pure la scienza si è occupata di moltissimi argomenti che devono essere conosciuti da chi voglia fare innovazione o semplicemente verificare la correttezza di un’ipotesi di lavoro relativa al parlare in pubblico.

È un capitolo utile se vuoi approfondire e soprattutto inventare nuovi approcci, senza dover apprendere nel modo più rischioso, cioè provando sul tuo pubblico.

Linguaggio

Ho cercato di evitare molti degli inglesismi con cui oggi si condiscono pubblicazioni e corsi di formazione.

Alcune parole però non hanno una reale traduzione o, a mio parere sono ormai ben conosciute e entrate nell’uso comune. Mi riferisco in particolare a Public Speaking per parlare in pubblico, speech per discorso (utilizzato solo per evitare l’eccesso di ripetizioni) e slide, la cui traduzione da vocabolario, diapositiva, è, secondo me, fuorviante.

Ho inserito link di YouTube e altri archivi di filmati, soprattutto per motivi di copyright. Come sai questi link cambiano con una certa frequenza. Per questo motivo ho creato un canale di YouTube, dove potrai trovare tutti gli esempi che ti servono aggiornati agli ultimi cambiamenti. Nel prossimo capitoletto troverai i link necessari per accedere alle diverse risorse che metto e metterò a disposizione dei lettori.

E dopo il libro? Risorse sul web per te

Ho realizzato alcuni strumenti per approfondire aspetti particolari e per dare continue opportunità di aggiornamento e approfondimento. Nel testo ho concentrato gli argomenti che possono essere considerati universali e di proporre questi contenuti supplementari attraverso il web, dove avrò l’opportunità di aggiungere del materiale ogni volta che comparirà in rete. In particolare tre temi che saranno approfonditi nel sito:

la persuasione;

gli esercizi per la voce: ho realizzato dei filmati, a disposizione di chi si registrerà sul sito, che illustrano esaurientemente gli esercizi necessari ad esercitare la voce. L’insegnate sarà Giovanna Rossi, grande attrice di teatro, insegnante di recitazione e complice di tanti corsi di formazione sul parlare in pubblico;

approfondimenti tecnici: ho inserito nel libro quelli strettamente necessari, ad esempio sui proiettori e sulle apparecchiature da cui controllare le presentazioni. Tuttavia oggi il panorama è troppo ricco e in movimento perché valga la pena inserire un capitolo su questi temi. Tanto per dirne una, le presentazioni e non solo, oggi possono essere gestite da PC, Tablet, telefono e orologio (Iwatch ed equivalenti). Ogni mese c’è una novità, è per questo che il sito è lo strumento più adatto a tenerne conto.

Oltre che sulla mia passione per quest’argomento, conto molto sulla tua voglia di segnalare e condividere con gli altri lettori le cose interessanti che troverai utili.

Gli strumenti che metto a disposizione dei lettori sono:

Il canale YouTube (vedi nota alla pagina precedente)

L’area riservata del sito www.davantiatutti.it a cui potrai accedere con con il codice che troverai al capitolo Codice di accesso

I formatori troveranno altro materiale relativo a questa particolare forma del parlare in pubblico sul sito www.formatorionline.com

Bene, terminata questa lunga introduzione, ti auguro: buona lettura!

INTRODUZIONE

Quando pianificate per un anno piantate cereali. Quando pianificate per dieci anni, piantate alberi. Quando fate una pianificazione che deve durare una vita, formate ed educate le persone.

Guan Zhong

Nel 2015 il "campionato mondiale di Public Speaking organizzato da Toastmasters [2] è stato vinto da M. Qahtani .

Ha iniziato il discorso comparendo sul palco con una sigaretta in bocca, ha fatto per accenderla e quando si è levato un po’ di brusio, ha esclamato: Beh?. Poi ha proseguito: " Voi tutti pensate che il fumo uccida? Fatemi dire qualcosa su questo argomento … ogni anno il diabete uccide tre volte più persone del fumo … sapete che la causa principale del cancro non è il fumo, ma il vostro DNA? Puoi fumare per anni e senza che accada niente di male. Questa falsa difesa delle multinazionali del tabacco, così efficace, gli serve per dimostrare una tesi importante: Le parole articolate nel giusto modo possono far cambiare idea agli altri", possono portare qualcuno al successo o gettarlo nell’infelicità, possono far succedere cose meravigliose o terribili.

Basta la scelta delle parole, dar loro vita con la voce e con il corpo. C’è un potere enorme nelle parole e, quando parli in pubblico, questa consapevolezza e la responsabilità che ne deriva, può guidarti, ispirarti o terrorizzarti.

Parlare in pubblico è la via maestra per cambiare le cose. È lo strumento più economico, rapido ed è alla portata di tutti. Basta imparare, esercitarsi, esporsi. Una volta diventato esperto in quest’arte, i tuoi obiettivi potranno spaziare: dal far imparare una lezione di latino, a far cambiare dei comportamenti, dal vendere, all'ispirare una nazione. La scelta è tua, ma la tecnica di comunicazione resta la stessa.

Si parla molto e troppo spesso, della paura che molti

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