Inizia a leggere

La rivoluzione che non c'è

Valutazioni:
123 pagine1 ora

Sintesi

IL PASSATO PRESTATO A UN PRESENTE LIQUIDO IN UN FILO NARRATIVO INTRISO DI TROVATE SORPRENDENTI  
di David Giacanelli 
Come Enrico Mattioli ci ha spesso abituato, grazie ai suoi libri riusciamo a vivere di speranze. Di valori per noi insormontabili. In un Paese dove tutto è diventato "post", perché qualcuno l’ha deciso per imprimere un'accelerazione. Dove si può solo tentare di non annegare nella politica liquida e nei contenuti che vaporizzano. L'autore resuscita personaggi che sono miti del passato attualizzandoli. Si serve del mito, dell'icona che ha cambiato parte della storia e che ha riempito di fascino e determinazione intere generazioni, le nostre, per catapultarlo nell'oggi. Un presente che fa di tutto per annichilire miti e passato. Lo fa al modo suo, Enrico, sempre ironico e intelligente e proprio di chi, dopo avere rispolverato e approfondito teoria e storia politica, sente la necessità di amalgamare il proprio sentire con l’attuale. Tutto è possibile, dunque. Resuscitando la storia per esorcizzare e, anzi, risolvere le paure del presente, come la totale perdita del controllo di una società che ci sfugge. Un presente che se evidenzia di continuo come tutto sia morto e, appunto, “post”, superato, non è ancora in grado di sostituire i "vecchi" con dei nuovi contenuti. C’è bisogno del Che, che si serve delle letture del Biancardi, per risolvere ogni problema. E’ lui, sì, senza alcun parossismo, “l’uomo nuovo”. L'intreccio narrativo di Mattioli, poi, oltre ad essere dinamico e originale, tiene il lettore sospeso nella spasmodica ricerca del finale.

Leggi sull'app mobile di Scribd

Scarica l'app mobile gratuita di Scribd per leggere sempre e ovunque.