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Trattato di Magia e Occultismo

Trattato di Magia e Occultismo

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Trattato di Magia e Occultismo

valutazioni:
4.5/5 (2 valutazioni)
Lunghezza:
177 pagine
3 ore
Pubblicato:
Dec 9, 2015
ISBN:
9788892527508
Formato:
Libro

Descrizione

INDICE

INTRODUZIONE

PARTE PRIMA - Come è nata la magia

I - La nascita della magia

II - La magia tra gli antichi

III - Il capro “simbolo della luce”

IV - Melchesech principe degli indovini

V - La magia nell’antico Egitto

VI - La tavola di smeraldo

VII - La magia nell’antica Grecia

VIII - Gli oracoli di Delfo e le orge erotiche

IX - Gli imperatori romani temevano la magia

X - Gli Esseni - le sette giudaiche

XI - La stregoneria nel Medio Evo

Flamel Nicolas

XII - Mutus Liber

XIII - Nicolas De Remy e le streghe di Salem

Urbain Grandier e le possedute di Lou Dun

XIV - Per ordine del re

XV - Il fascino della magia sui re e governanti

Josè Balsamo Cagliostro

Anna Maria Leonormand

Michel Nostradamus

Conte di Saint Germain

XVI - Dalla svastica ai nostri giorni



PARTE SECONDA - La magia di gruppo

I - Gli Aquelarres

II - Il singolare processo di Guilleumette

III - La messa nera

IV - Le messe nere de la Voisin

V - L’aria soffocante

Ciò che occorre per la cerimonia

Come si procede

VI - Invocazione a Cthulhu

PARTE TERZA - Come si diventa maghi

I - Alcune raccomandazioni

II - Come nacquero alcuni maghi

III - Conoscenza necessaria per esercitare le arti magiche

IV - Strumenti necessari per esplicare arti magiche

Forcella magica

Forcella di Zahori

Spada magica

Coltello dal manico bianco

Coltello dal manico nero

Il pugnale

Lancetta

Ago

Il bastone

Piuma di oca maschio

La daga

V - L’iniziazione

VI - Cerimoniale magico

VII - Qualità essenziali per professare le arti magiche

VIII - Come preparare l’inchiostro con cui scrivere i patti e le orazioni Il Dottor Faust e il suo patto scritto

IX - Le ore e le virtù dei pianeti

La luna

X - Il modo di eseguire gli esperimenti

XI - Come diventare ricchi

XII - Come conquistare la felicità

XIII - Come ottenere l’amore di una persona

XIV - Come ottenere l’ammirazione e l’affetto da molti

XV - Come difendersi dai nemici

Spiegazioni utili sugli esperimenti e invocazioni

XVI- Il gran sigillo protettore

XVII - I talismani e le loro meravigliose proprietà

Talismani magnetici

Gran talismano dominatore o chiave dei patti

Poteri e virtù del talismano chiamato “Dragone

Rosso”

L’anello di Melchesech

Gran talismano delle costellazioni

Talismano celeste

Talismano sterminatore

Talismano di Isis

Talismani ordinari

Primo talismano di Saturno

Secondo talismano di Saturno

Talismano di Giove

Talismano di Marte

Talismano del Sole

Talismano di Venere

Talismano di Mercurio

Talismano della Luna

XVIII - Gli amuleti magici

Come preparare gli amuleti

Amuleto costellato

Il modo di ottenere che gli amuleti e i talismani acquistino virtù ed efficaci

XIX Lo specchio segreto di Melchesech

XX - Negromanzia o arte di evocare i morti

XXI - Unguenti e rimedi misteriosi

XXII - Quadrato magico
Pubblicato:
Dec 9, 2015
ISBN:
9788892527508
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Trattato di Magia e Occultismo - Manuel Cordillo

dell’occulto.

PARTE PRIMA - Come è nata la magia

Immagine del mondo dell’occulto

Tomas Nortam (morto nel 1477) disegnò questa raffigurazione ermetica nel mondo, che, oltre a rappresentare l’universo reale può raffigurare anche l’universo magico. Satana, posto in basso, rappresenta l’inferno; il rettangolo inferiore il caos, gli abissi e le tenebre. Il grande triangolo del mondo contiene 4 triangoli più piccoli: terra, acqua, aria e cielo. Al centro l’uomo HOMO. La cima del triangolo raffigura il potere divino, simbolo dell’origine del mondo. Sono da segnalare negli angoli del triangolo simbolo del mondo i tre elementi che lo costituiscono: sale, zolfo, mercurio.

I - La nascita della magia

Io non credo nella stregoneria ma se la possedessi…

(detto popolare)

La cerimonia iniziò a mezzanotte. Gli stregoni intonarono sconosciute melodie; compirono strani sortilegi, innalzarono le loro voci e accompagnarono le invocazioni con gesti violenti. La sorte di molti esseri umani era legata al volere degli spiriti, alle forze occulte del bene e del male.... Rituali di questo tipo, frequenti nelle comunità primitive, non sono del tutto sconosciuti al mondo civile. Al contrario, nell’era della scienza, gli stregoni conservano la loro autorità e attualità. Esistono in tutti i paesi considerati civili pratiche di magia bianca o nera e vi aderiscono persone di ogni ceto sociale: dall’analfabeta allo studioso, dal grande industriale al finanziere all’uomo politico. Nel frattempo la scienza si sforza di trovare la spiegazione dei fenomeni occulti che continuano a generarsi nel nostro già avanzato XX secolo.

II – La magia tra gli antichi

Gli dei videro che le figlie degli uomini erano belle, innamorarono di loro e le presero in spose.

Questa leggenda ci racconta di come nacquero i primi maghi poiché gli dei insegnarono alle donne, in cambio dei loro corpi e delle loro carezze, la magia, gli incantesimi, i sortilegi.

La prima vittoria di Satana: Adamo ed Eva davanti all’albero della conoscenza del bene e del male, additano la morte che tramite il peccato entra nel mondo.

Continua ancora la leggenda: in seguito insegnarono agli uomini a fabbricare spade, coltelli, scudi e corazze. Insegnarono loro a fabbricarsi i bracciali ed altri ornamenti; insegnarono l’uso della pittura e della lavorazione delle pietre preziose, in modo da corrompere il mondo. Le empietà si accrebbero, la fornicazione si moltiplicò, le creature violarono le leggi degli dei e corruppero le proprie vite. Impararono i sortilegi, gli incantesimi e le virtù delle piante, l’arte di osservare le stelle.... Impararono a tracciare segni magici e divennero profondi conoscitori del movimento della luna e degli astri. Quelle donne che erano state prese in moglie dagli dei generarono figli di una razza particolare a metà tra la natura umana e quella divina: i semidei. Essi in seguito si trasformarono in maghi: Hermes, Osiris, Orfeo, e molti altri. Per molto tempo la magia fu legata alle religioni di quei popoli ancora primitivi dal punto di vista religioso. In seguito ci fu il distacco tra queste due strade e la religione condannò, spesso a ragione, certe pratiche magiche. Nello stesso modo furono condannati i fautori di quelle teorie e Orfeo, Apollinius e gli altri furono torturati e uccisi. Ma benché perseguitata vi fu in quel periodo una grossa fioritura di maghi, indovini, streghe, negromanti, allucinati e visionari.

III – Il capro simbolo della luce

Le cerimonie sataniche del medioevo, le messe nere e tutte le pratiche magiche con i rituali criminali del giorno d’oggi hanno origini antichissime. La parte più importante di tutti questi atti è incentrata nel sacrificio espiatorio il quale rappresenta l’atto di vera stregoneria. Generalmente l’animale sacrificato era il capro il quale rappresentava, nelle celebrazioni religiose, l’offerta agli dei per purificarsi dei peccati mentre, nei riti satanici, rappresentava il demonio in persona. Tra gli antichi ebrei durante le cerimonie religiose venivano usati due capretti uno nero e l’altro bianco. Uno puro e l’altro impuro. Il primo veniva sacrificato mentre il secondo veniva mandato nel deserto carico, simbolicamente, di tutti i peccati, in segno di espiazione. Come dicevamo sopra nei libri antichi il capro veniva rappresentato come il gran signore delle feste sataniche, simbolo della luce che addita in alto la luna bianca di Chesed ed in basso l’astro nero di Geburah. Una delle zampe anteriori simboleggia la donna, l’altra l’uomo, tra le corna brilla una stella a 5 punte simbolo della luce e della conoscenza occulta. Il sesso fisso è la vita, l’organo generatore per il quale nutrivano una grande adorazione i greci. Il ventre coperto di croste evoca l’acqua, le ali sono il simbolo dell’aria e l’umanità è rappresentata dalle due mammelle di questo simbolo dell’occultismo.

IV - Melchesech principe degli indovini

Il re Melchesech fece erigere un tempio al dio Sole, il completamento dell’opera durò 27 anni. Questo tempio superbo nella sua imponenza era stato costruito tutto in legno di cedro del Libano ed oro zecchino. Si dice che il re Melchesech sia stato uno dei più grandi re di tutta la terra per ricchezza e saggezza e tutti i popoli lo onoravano. Questa gloria confuse il monarca che andò in cerca di mogli straniere, nonostante sua moglie fosse bellissima e figlia di un altro grandissimo monarca. Si dice che mantenne 700 relazioni extra-coniugali e che avesse alla sua corte oltre 300 concubine. Si narra che avesse un temperamento terribile e al pari di alcuni suoi contemporanei, che cercavano nella magia un potere sessuale eccezionale, il re Melchesech si dedicò a queste pratiche magiche e adorò altri dei: Astoreth, Milkom Camos e Moloch costruendo loro altari, bruciando incenso e offrendo sacrifici. Si dice anche che egli si divertisse con gli spettri. Pare inoltre che praticasse messe nere nelle quali l’appetito sessuale giocava un grande ruolo. Melchesech mantenne le relazioni con i geni del monte Naspa: Lilith, Naama, Aguereth e Mahala. Queste generarono demoni e Melchesech decise di costruire piccoli templi in modo che le sue mogli potessero celebrare le loro cerimonie. Melchesech, il saggio, andava da un tempio all’altro e partecipava a tutti i culti. I templi erano colmi di idoli con poteri magici.

Fauci del Leviatan. Dettaglio del campanile della chiesa di Sainte Foy, a Coqus (Aveyron). I condannati sono inghiottiti dal diavolo in una fila che diventa interminabile.

Inoltre il re redasse una celebre opera di occultismo: Le clavicole di Melchesech (del quale ci occuperemo più avanti). La collera del dio Sole fu terribile ma il re Melchesech è passato alla storia anche come il principe degli indovini.

V - La magia nell’antico Egitto

Senza dubbio la nascita dell’Astrologia avvenne quando i sacerdoti egizi definirono il nome dei pianeti, che agiscono sugli individui e sulle diverse parti del corpo. Indiscutibilmente la magia degli egizi è stata una dei grandi pilastri nella negromanzia, così ricca di pratiche occulte, e gli obelischi, le sfingi e le piramidi sono una buona dimostrazione di ciò. I sacerdoti egizi praticavano il culto della dea Osiride.

Quando moriva una persona importante, gli iniziati si riunivano intorno alla mummia e procedevano alla sua purificazione attirando su di essa sortilegi protettori mediante riti magici scoperti in seguito grazie all’interpretazione dei geroglifici. Sulle labbra e sugli occhi della mummia ponevano il cuore di un bue. Il rito veniva ripetuto con l’ascia di Anubi e con Ourit, il serpente reale. Frattanto l’anima del defunto trasmigrava, secondo le loro credenze, nella statua che rappresentava il defunto stesso, sotto la quale venivano depositate tutte le offerte: gioielli, profumi e frutti insieme al talismano di Osiride: l’occhio, il serpente e lo scarafaggio. Il libro dei Morti rivela il formulario della magia egizia che concede ai defunti di apparire davanti al tribunale di Osiride giudice degli inferi, il quale pesa le anime sulla bilancia della verità. I buoni sono destinati a far compagnia agli dei, i malvagi sono condannati alle torture più spaventose. Le piramidi segno geodetico, monumento della scienza astrale di orientamento e di ricerca nelle quali venivano praticati riti di iniziazione, funerali, trapassi dell’anima nell’aldilà, conservano nel silenzio delle loro mura il gran segreto della magia che tanti nostri contemporanei tentano di interpretare.

VI - La tavola di smeraldo

Hermes Trimegisto, il grande, visse tre secoli prima di Cristo. A lui si deve l’espressione ermetismo ed il suo nome è strettamente legato all’occultismo. Questo grande iniziato scrisse numerose opere ma solo tre sono pervenute intatte al giorno d’oggi: La tavola di smeraldo detta così perché fu trovata dai soldati di Alessandro Magno i quali gliela offrirono in dono. Il testo, importantissimo per l’alchimia, era racchiuso in un grande smeraldo e dice così: in verità, certamente e senza dubbio, il di sotto è uguale al di sopra, e il di sopra e uguale al di sotto, per trarre i miracoli da una cosa. Cosi come tutte le cose derivano dall’UNO e dal pensiero dell’UNICO, tuttavia tutte le cose nascono da questo UNO mediante la loro unione. Il loro padre è il Sole, la loro madre è la Luna, il ventre i allevò nel proprio ventre e la loro nutrice fu la Terra. L’Uno è il padre delle meraviglie del mondo intero. La sua forza è possente quando si sviluppa in terra. Separa la terra dal fuoco e il sottile dal grosso, dolcemente e soavemente. S’alza dalla terra al cielo e da qui ritorna in terra per ricevere la forza’ dall’alto e dal basso. Possiederà la luce di tutto il mondo, e le tenebre si allontaneranno. È la forza di tutte le forze, penetra nel sottile e nel solido. Pertanto questo mondo è stato creato a somiglianza di un altro mondo più grande. Per questo si compiranno prodigi, per questo mi chiamo Hermes Trimegisto, posso e posseggo i tre elementi della saggezza del mondo intero. Termina qui ciò che ho detto per opera del Sole. Nel secondo libro intitolato Pimandro, consiglia come eliminare l’ignoranza, vincere le passioni, purificare lo spirito e comunicare la verità solo a persone preventivamente disposte a conoscerla. Segnala i dodici ostacoli che chiunque deve eliminare da sé stesso per raggiungere l’iniziazione e la conoscenza della magia: ignoranza, mestizia, intemperanza, concupiscenza, ingiustizia, avarizia, invidia, astuzia, collera e malvagità. La tavola di smeraldo non solo è importante nel campo dell’alchimia ma è un qualcosa di molto più vasto perché rappresenta una sintesi dei più elevati principi di scienza occulta. La fantasia più sfrenata circonda il suo nome, tra cui la leggenda che Trimegisto non sia morto e che se evocato si mostra agli esseri umani. Così per esempio citiamo una visione che figura nella carta 12 di Cirano di Bergerac: Alla luce della luna vidi salire da una grotta un alto e venerabile vecchio vestito di bianco, il volto tinto di nero, le ciglia vellutate e sollevate, lo sguardo spaventato, la barba lunga all’altezza degli occhi; in testa portava un cappello di verbena e sulla spalla una cinta greca di maglio intrecciato: sulla veste, all’altezza del cuore, era cucito un pipistrello mezzo morto, ed intorno al collo un collare tempestato di sette pietre preziose differenti una dall’altra ed ognuna rappresentava l’aspetto di un pianeta. Nella mano sinistra recava un vaso di forma rettangolare pieno di rugiada e nella destra una bacchetta di sambuco guarnita ad una estremità con una lega di tutti i metalli. Il vecchio baciò la terra all’entrata della grotta, si tolse i calzari, mormorò alcune parole incomprensibili e indietreggiando si avvicinò ad un albero di quercia, contò quattro passi e formò tre cerchi uno dentro l’altro. Obbedendo agli ordini del negromante la natura afferrava tremante le figure che egli aveva tracciato. Invocò i nomi degli spiriti che dominano i secoli, gli anni, le stagioni, i mesi, i giorni e le ore, quindi collocò il vaso in mezzo ai cerchi lo scoprì, mise la punta della bacchetta tra i denti, s’appoggiò con il volto rivolto ad oriente e si addormentò. In mezzo al sonno, avvertì che cadevano nel vaso cinque semi di felci quercine che egli prese al suo risveglio mettendone due nelle orecchie, uno in bocca l’altro dentro l’acqua e il quinto lo lanciò fuori dei cerchi. Appena il seme cadde dalla mano del vecchio, presero a ruotargli intorno un’infinità di animali di cattivo augurio. Il negromante tocco con la bacchetta una civetta, una volpe ed un topo che entrarono nei cerchi lanciando formidabili grida. Il vecchio squarciò loro il petto con un coltello di rame, staccò il cuore che avvolse in tre foglie di lauro, lo ingoiò e poi fece grandi fumigazioni. Immerse un guanto di pergamena vergine in una bacinella piena di sangue, quindi lo infilò nella mano destra, lanciò quattro o cinque urla terrificanti e pronunciò delle invocazioni. Muoveva appena le labbra e udì nella sua gola un rumore simile a quello prodotto da molte voci messe insieme. Si sollevò da terra di circa quindici centimetri, tenendo fisso lo sguardo sull’unghia del pollice della mano sinistra. Il volto era arrossato e pareva soffrire molto. Dopo molte e terribili contorsioni il negromante cadde sulle

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