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La sabbia delle streghe - Il tesoro del tempio di Ayon

La sabbia delle streghe - Il tesoro del tempio di Ayon

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La sabbia delle streghe - Il tesoro del tempio di Ayon

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
224 pagine
3 ore
Pubblicato:
30 dic 2015
ISBN:
9788891137777
Formato:
Libro

Descrizione

Sono trascorsi circa dieci anni da quando Yinger è diventata Sacerdotessa del Tempio di Ayon e il tempo sembro quasi essersi cristallizzato. Ma non per lei, che usa i suoi prodigiosi poteri per viaggiare e rivedere l'amato Aless. L'incontro con l'ormai anziano padre Duroc però farà cambiare il corso degli eventi. A cosa serve l'antico talismano umek e perché vorrebbero trafugarlo? È davvero così potente come le leggende raccontano o è solo un medaglione magico? Il mistero si svela man mano che Yinger racconta i suoi ricordi al padre, perché quel ciondolo circolare nasconde più di un segreto. È, infatti, un portale in grado di condurre nella città di Chisanur, fondata millenni or sono do quattro Sacerdotesse del Tempio di Ayon. Sembra dunque che il destino di Yinger sia sempre più legato al suo ruolo di Sacerdotessa Madre, ma i dubbi iniziano od assillarla… E se non era realmente destinata o diventarlo? Raccontare al padre del suo passato le farà anche capire che, a volte, bisogna sacrificarsi per il bene degli altri, rinunciando un poco o se stessi, perché è grazie agli altri e alla loro felicità, che molto spesso si costruisce lo proprio. È questo in realtà il vero segreto nascosto nel tesoro del Tempio di Ayon.

Un fantasy che parla di amore e di cambiamento, perché tutti, a nostro modo e poco alla volta, possiamo migliorarci. Scopritelo!
Pubblicato:
30 dic 2015
ISBN:
9788891137777
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

La sabbia delle streghe - Il tesoro del tempio di Ayon - Teresa Di Gaetano

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Riassunto

(Yinger e l’Antico Tomo)

Yinger è una maga dueng, un tipo di maga molto particolare.Non può svelare il suo segreto a nessuno, tranne che ai maghi come lei, pena la perdita dei suoi prodigiosi poteri. Ma apprende questa notizia solo quando nonna Aduial, che tanto amorevolmente l’ha allevata come una figlia, glielo svela in punto di morte. Questo segreto però non è l’unica cosa che le viene rivelato. La nonna le affida anche una missione molto importante: portare l’Antico Tomo nella città di Akyab per salvarla dal malefico mago Zhoseng.

Yinger è riluttante a partire. Non solo perché ha perso di recente la sua amata nonna, ma perché a Corallo D’Avorio, la città dove vive, ci sono tutti i suoi ricordi più cari. Tuttavia, l’incontro con l’elfo Quesq nei suoi sogni e con la regina Rahama dei folletti, nella foresta, la inducono a partire subito.

L’accompagna, nel suo lungo viaggio, il giovane mago, amico d’infanzia, Aless. Però Yinger non è felice della sua compagnia. Vede il ragazzo come una presenza soffocante nella sua vita, che le dà parecchio fastidio. E così lo tratta spesso e volentieri male. Non comprende che lui è innamorato di lei e che vuole solo proteggerla e amarla.

I due partono e lungo il cammino si scontrano parecchie volte con la sorellastra di Yinger, Tinie, una delle Tredici Streghe Nere. Tinie odia Yinger perché pensa che lei abbia ucciso la madre, essendo morta nel darla alla luce.

Durante il suo cammino, Yinger affina pian piano i suoi poteri, sia studiando sui libri delle varie Biblioteche site nelle città che attraversa, sia grazie al suo mentore Quesq che le appare sempre in sogno e le insegna le arti magiche. E ha anche modo di metterli in atto, perché libera tutti i regni dai tiranni che ha posto Zhoseng sui troni, liberando così i popoli oppressi.

Una sera, in una caverna, Aless non ce la fa più a tenersi tutto dentro, e rivela a Yinger il suo amore. La maga appare sconvolta dalla sua dichiarazione e inalberata lo caccia via, decidendo di proseguire da sola il suo viaggio. Ma... man mano che passa il tempo, Yinger comprende il grande sbaglio che ha commesso e capisce l’amore che Aless prova nei suoi confronti. Sconfortata, vorrebbe non proseguire più, ma l’in­contro in una foresta incantata con il perduto padre Durac le fa cambiare idea. Il padre le ricorda, infatti, che è a un passo dal compimento della sua missione e che, per il bene di tutti, non può abbandonarla. Così, convinta, Yinger attiva il portale magico che la porta subito ad Akyab. Lì, ad attenderla, c’è il mago Zhoseng. I due duellano, ma proprio quando tutto sembra perduto, Yinger scorge, vicino a un albero, Aless con l’Antico Tomo. Il mago, infatti, sempre intenzionato a proteggerla non ha smesso di seguirla da lontano.

Rincuorata allora pensa che sia il momento giusto per usare l’incantesimo dell’annullamento, così incita il ragazzo ad aprire il Tomo proprio a quella pagina. È fatta! Yinger sconfigge il mago cattivo, ma durante la lotta muore. Aless affranto si precipita sul corpo della sua amata e cede la sua vita per lei.

Al suo risveglio, Yinger non ricorda nulla, però ci mette poco a capire che Aless è morto al posto suo. Le appare lo spirito di nonna Aduial che la esorta a fare comunque la sua scelta. Le profetizza che da maga dueng non riuscirà a mantenere il suo segreto e che quindi perderà i suoi prodigiosi poteri. Allora Yinger si dirige verso la Biblioteca della città per consegnare l’Antico Tomo a Caranfalas, il mago che avrebbe dovuto aiutarla a sconfiggere Zhoseng. L’anziano Incantatore però rimane imperturbabile e la esorta anch’egli a compiere una scelta: diventare Sacerdotessa del Tempio di Ayon o far parte della Congrega delle Tredici Streghe Nere. Sa, infatti, che in un momento di tregua, Tinie le ha proposto di diventare una Strega Nera come lei.

E il mago le fa anche un’altra rivelazione: Aless non sarebbe dovuto morire, ha scelto di farlo perché quando Yinger ha incontrato nelle terre di Greenhalg lo Spettro Skolick e questo si è presentato a lei sotto le spoglie della morte, lui ha espressamente chiesto di vederlo in sembianze di morte per risparmiare la sua amata.

Yinger, appresa questa amara verità, comprende che la scelta migliore che possa fare è quella di sacrificarsi a sua volta, così decide di diventare Sacerdotessa del Tempio di Ayon. Accettando di diventarlo, Yinger rinuncia a una vita affascinante come quella delle Streghe Nere per affrontarne una piena di sacrifici e rinunce.

Tuttavia riserva qualcosina per sé. Avendo il potere di viaggiare nel tempo e di poterlo fermare, ogni tanto si concede di rivedere nel passato il suo amato Aless.Lo fa anche se ciò le costa la sua giovinezza: infatti, fermando il tempo, lei invecchia un pochino di più ogni volta.

In realtà, lei si è spinta oltre un semplice rivedere il suo amato…

N. B.Il presente riassunto serve solo per agevolare il lettore nella comprensione di questo libro, ma non esclude la lettura del primo romanzo, Yinger e l’Antico Tomo, decisamente più ricco di particolari e di storia.

Capitolo primo

Un incontro davvero speciale

«Papà» chiamò a gran voce Yinger, facendosi largo tra la folla di pellegrini venuti al Tempio di Ayon per pre­gare.

Durac si voltò nella sua direzione.

«Papà» ripeté accorata la figlia.

L’uomo, allora, strinse gli occhi e finalmente parve ve­derla.Tuttavia, non rispose subito al saluto, si limitò a sor­ridere debolmente. Yinger, allora, si avvicinò con ampi e rapidi passi, mentre lui la fissava con ostinazione. La giovane donna allargò le braccia e si tuffò tra quelle del genitore.

«Come sono felice di rivederti!»

«Piccola cara» rispose l’anziano. «Fatti guardare... Ma sei sempre più bella!»

«Che dici?» e si staccò dall’abbraccio, quindi gli diede un colpetto sul torace. «Ormai non sono più una bambina.»

«Sarà» commentò il vecchio padre, «ma per me sei e sarai sempre la mia piccina.» E la riabbracciò, baciandole con tenerezza la fronte e poi posando il mento sul suo capo ricciuto.

«Cosa fai da queste parti? E perché sei venuto a trovarmi?» chiese subito Yinger entusiasta, staccandosi di nuovo dall’abbraccio per guardarlo dritto negli occhi.

Il volto dell’ormai anziano Durac si oscurò di colpo. Ma fu un’ombra fugace quella che gli attraversò il viso, giacché subito dopo si schiarì.

«Credo che non sia opportuno parlarne qui, in mezzo a tutta questa gente. Hai un po’ di tempo per il tuo vecchio padre?»

«Il Tempio chiude fra un’oretta circa, per pranzo. Potrem­mo mangiare insieme, se ti va.»

«Certamente. Ho una cosa molto importante da dirti. Ma fatti ancora ammirare... come sei bella!»

Yinger entusiasta disse: «Sono davvero felice che tu sia qui. Ti fermerai qualche giorno a Poliakov

Durac corrugò la fronte e rispose: «Fino a che non avrò risolto alcune questioni in sospeso. Sai? Sono andato a trovare tua sorella Tinie qualche giorno fa. Anche se sono suo padre adottivo, è pur sempre mia figlia...»

Lei allora sorrise prima di chiedergli: «E come sta? So che è stata male.»

«Be’... decisamente meglio. Sono felice che ora andiate d’accordo. Ma incamminiamoci verso il Tempio, non rimaniamo in mezzo alla strada.»

«Purtroppo, padre, devo tornare alle mie incombenze di Sacerdotessa. Non posso intrattenermi a parlare ancora con te, mi dispiace.»

Durac guardò comprensivo la figlia. «D’accordo. Ci rivediamo allora a pranzo, come abbiamo stabilito.»

Poi la fissò preoccupato e Yinger lesse perfettamente il suo pensiero.

«Disapprovi che fermi il Tempo, non è vero?»

Lui la scrutò alcuni istanti in silenzio, poi rispose: «Dovresti evitarlo» e la sua voce si incrinò per il disappunto.

«Scusa... è... che io...»

«Guardati! Hai già parecchi capelli bianchi. Se continui così, fra un po’ avrai la mia stessa età» sbottò l’anziano genitore molto preoccupato.

«Mi dispiace» replicò lei.

«Non abbastanza.»

Quindi la guardò dritto negli occhi e l’afferrò con forza per le spalle.

«Figliola, non so quale sia il motivo dei tuoi continui viaggi nel Tempo, ma cerca di evitarli, se puoi. Sei una brava Sacerdotessa. Vuoi lasciare così i tuoi fedeli?»

«Cosa dovrei fare, allora? Tornare a essere una maga dueng e rischiare di perdere i miei poteri? Quando nonna Aduial mi è apparsa, dopo il combattimento contro Zhoseng, mi ha predetto che non sarei riuscita a mantenere il mio segreto. Non voglio perdere tutti i miei poteri per un nonnulla!»

«Comprendo le tue ragioni, ma devi lo stesso farne un uso più parsimonioso.»

«Non posso!» protestò debolmente lei.

«Non puoi o non vuoi? Sai, c’è una gran bella differenza.»

«Non potrei più vedere Aless» e il nome le morì quasi sulle labbra, giacché l’aveva pronunciato in un soffio.

«E così è per lui che lo fai?»

Yinger annuì, chinando poi la sua testolina canuta.

«Ma non lo capisci? Abbrevi la tua esistenza!»

«Papà, so benissimo cosa è giusto fare e cosa non lo è. Ho fatto, un bel po’ di tempo fa, la scelta di diventare Sacerdotessa del Tempio di Ayon e ti ricordo che è una vita piena di sacrifici e di rinunce. L’unica gioia che ho è quella di vedere, ogni tanto, il mio amato Aless. Non rimproverarmi per questa mia piccola debolezza.»

Un gruppo di colombi che era vicino a loro prese il volo. Si udì il vigoroso sbattere delle ali.

Durac fissò per alcuni istanti serio la figlia, rimanendo però nel più completo silenzio. Poi proruppe come un fiume in piena: «Dovresti onorare il ruolo che hai assunto, non disonorarlo con questo tuo assurdo desiderio!»

«Non mi aspetto che tu capisca.»

«Infatti, non ti capisco» quindi si voltò.

Si avvicinò un’ancella che le disse: «Madre Sacerdotessa vi stanno attendendo alcuni pellegrini al Tempio.»

«Vengo subito» rispose Yinger per congedarla. E quella con la sua svolazzante tunica rosa trasparente si incamminò verso i gradini che conducevano al tempio.

«Ora devo andare» concluse posando con delicatezza le mani su quelle del padre. «Cerca di non pensarci più, d’accordo?»

«Sì, ne riparliamo dopo. Adesso vai.»

Yinger gli schioccò un tenero bacio sulla guancia, quindi anche lei come l’ancella si diresse verso la scalinata del tempio e iniziò a salirla con passi rapidi.

***

Ben presto fu l’ora di pranzo e Yinger e il padre si incontrarono di nuovo in una locanda vicino al Tempio. Nella sala c’erano molti avventori e per loro fu difficile trovare un tavolo un po’ appartato per non essere disturbati da nessuno, giacché Yinger a Poliakov, e non solo, era conosciuta da tutti e in molti si rivolgevano a lei per delle richieste. Alla fine, il locandiere trovò loro un tavolo in un angolo della grande sala. Si prodigò a mettere un paravento, affinché nessuno li disturbasse e li lasciò parlare.

«Quanti giorni pensi di fermarti qui?» domandò Yinger, mentre si versava un po’ d’acqua dalla brocca che era posata sul tavolo.

«Veramente pensavo di partire già questa sera, per questo mi preme dirti qualcosa subito.»

La giovane donna smise di bere e lo guardò incuriosita. «Dal tono della tua voce sembra importante...»

«Lo è. Yinger, alcuni giorni fa ero ad Akyab, in una locanda. E ho ascoltato per caso i discorsi di un paio di avventori.»

Lei iniziò a sbocconcellare del pane nero, mentre lo ascoltava.

«Be’ non ci trovo nulla di interessante in questa notizia» ammise, strabuzzando gli occhi in modo ironico.

«E invece dovrebbe interessarti, perché i loro argomenti riguardavano tutti il tuo tempio.»

«Può darsi che fossero dei pellegrini. Qui viene molta gente, da tutte le parti del GranRegno.»

Il padre scosse la testa in segno di diniego, poi sottovoce disse: «Vogliono rubare il tesoro del Tempio di Ayon.»

A quelle parole Yinger si fece seria di colpo. «Davvero?» rimarcò incredula.

«Sì, è così. Hanno intenzione di trafugare il prezioso tesoro del tempio, ma soprattutto cercano l’umek. Non so se te lo ricordi questo talismano...» alluse l’anziano genitore, corrugando la fronte.

«L’umek?» ripeté sbalordita la Sacerdotessa. «Lo rubò più di dieci anni fa Aless. Lo ricordo bene.»

«Ora ti sembra più interessante la mia informazione?»

«Decisamente. Ma non sai chi erano questi due avventori e quando pensavano di fare il colpo?»

«Purtroppo, non so altro. Il mio timore sai qual è?»

Yinger scosse la testa canuta in segno di diniego.

«Che chiedano aiuto alle Tredici Streghe Nere. Tu lo sai come sono avide di potere...»

«Purtroppo lo so. E allora cosa dovrei o potrei fare?»

«Raccontami come hai avuto l’umek e che cosa ne hai fatto.»

Il locandiere portò loro la prima pietanza: minestra di patate e farro. Poi si dileguò nel nulla.

«Certamente. Tutto è accaduto un anno prima che nonna Aduial morisse e mi svelasse la mia vera natura, di maga dueng.Quando mi affidò la missione di portare l’Antico Tomo ad Akyab...» iniziò il suo racconto Yinger...

Capitolo secondo

Un amuleto dai prodigiosi poteri magici

Un anno prima

Quella notte sul selciato pietroso si udirono rumori di zoccoli e l’insistente nitrire dei cavalli. Aless rimase nascosto dietro il tronco di una quercia secolare. Aspettava con ansia che i soldati di Re Logan se ne andassero. Aveva preso in prestito, o così pensava lui, l’umek, un antichissimo e anche molto potente talismano magico. Era riuscito a eludere le guardie all’entrata del Castello di carta con estrema facilità; poi, aveva sfilato la chiave a uno dei soldati che stavano a guardia della sala in cui era costudito l’amuleto, quindi, molto furtivamente vi si era introdotto. In mezzo a tutti i tesori del regno Corallo d’Avorio, il ciondolo giaceva dentro una cassapanca di legno verniciata di bianco e piena zeppa d’oro. L’umek, essendo di forma tondeggiante e grande tre volte una moneta, era proprio adagiato sopra il letto di monete dorate. Ma per Aless era stato abbastanza semplice riconoscerlo tra tutto quell’oro. Sopra di esso erano impressi dei triangoli che si intersecavano e attorno tanti strani e piccoli simboli, di ognuno di essi il mago conosceva non solo il significato, ma anche il potere. Prendendolo l’aveva messo dentro una piccola sacca marrone, così nessuno si sarebbe accorto che l’aveva. Però era stata proprio quella sacca a tradirlo. Durante la trasformazione per diventare invisibile, non essendo anch’essa magica, non era scomparsa. E così i soldati, vedendo fluttuare nell’aria la borsa fuori dalla grande sala, avevano com­preso che qualcosa era stato trafugato. Era bastato dav­vero poco perché capissero cosa, giacché da solo il ciondolo valeva più di tutte le ricchezze contenute all’interno della grande stanza.Era stato subito dato l’allarme e tutta la guardia reale si era precipitata a da­re la caccia allo sconosciuto ladro.

Aless aveva atteso il momento più opportuno per sgattaiolare via dal suo nascondiglio. Indugiò alcuni istanti, che gli parvero interminabili.

Poi prese la rincorsa e saltò oltre il ponticello che univa le due sponde del fiume che scorreva proprio lì vicino.

Via libera! pensò erroneamente, alzandosi di scatto.

«Chi va là?» gridò forte un soldato, cercando di intercettarlo con la torcia.

Il mago, allora, fece

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