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Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale

Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale

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Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale

Lunghezza:
420 pagine
5 ore
Editore:
Pubblicato:
9 dic 2013
ISBN:
9788878534926
Formato:
Libro

Descrizione

La pubblicazione degli atti di un evento come il convegno Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale. Lo stato di avanzamento dei processi di ordinamento e di valorizzazione degli archivi pubblici e degli archivi privati di interesse storico nel Lazio settentrionale e nei territori confinanti, è una tappa importante nel processo di valorizzazione e fruizione del patrimonio archivistico, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, nonché per noi grande motivo di soddisfazione. Riunisce infatti numerosi contributi di qualificati relatori intervenuti che fanno il punto sulla situazione degli archivi in territori limitrofi quali l’Alto Lazio, la Bassa Toscana e l’Umbria.
Editore:
Pubblicato:
9 dic 2013
ISBN:
9788878534926
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale - Gilda Nicolai

a cura di Luisa Bastiani, Gilda Nicolai, Daniela Parasassi, Chiara Rebonato

Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale

ISBN 978-88-7853-204-5

ISBN ebook 978-88-7853-492-6

Riproduzione vietata ai sensi di legge

(art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633)

Ebook realizzato da Lucia Pernafelli.

Stage del Dipartimento di Scienze Umane e della Comunicazione (Disiucom) 

dell'Università degli Studi della Tuscia presso le Edizioni Sette Città.

SETTE CITTÀ

Via Mazzini 87 - 01100 - Viterbo

tel +39 0761 304967 fax +39 0761 1760202

info@settecitta.eu - http://www.settecitta.eu

Indice dei contenuti

​Presentazione

Nota per i lettori

​Programma

​indirizzi di saluto

Introduzione

Parte Prima

L’attività della Soprintendenza  Archivistica per il Lazio

Archivi storici delle imprese ceramiche nel viterbese: una Guida

L’attività della Soprintendenza archivistica per l’Umbria*

Gli archivi nel territorio dell’antica contea di Pitigliano e Sorano: un patrimonio da tutelare

L’attività dell’Archivio di Stato di Viterbo

I fondi dell’Archivio di Stato di Rieti nell’ambito delle nuove tecnologie informatiche e dei nuovi sistemi di comunicazione

L’Archivio di Stato di Terni e la Sezione di Orvieto

L’attività dell’Archivio di Stato di Grosseto

L’attività dell’Archivio di Stato di Siena

Le lettere dei Farnese nell’Archivio di Stato di Siena

Parte Seconda

Introduzione

Le convenzioni con la Camera di Commercio di Viterbo

Le convenzioni tra l’Azienda Sanitaria Locale di Viterbo ed il Dipartimento di Storia e Culture del Testo e del Documento

Le convenzioni con l’ amministrazione provinciale di Viterbo

Le convenzioni con i Comuni

Gli archivi di associazioni, imprese e famiglie

Iniziative della Provincia di Viterbo

Parte Terza

​Introduzione

Gli archivi diocesani dell’Alto Lazio

Il Centro Diocesano di Documentazione per la storia e la cultura religiosa a Viterbo

L’Archivio Storico della Diocesi di Civita Castellana in Nepi

L’Archivio Diocesano di Porto e Santa Rufina

L’Archivio Storico Vescovile di Magliano Sabina

Gli Archivi Unificati della Diocesi di Rieti:

L’Archivio Vescovile di Orvieto

Gli archivi di conventi e monasteri e di altri luoghi pii

Gli archivi capitolari dell’Alto Lazio

Parte Quarta

I - Intervento

II - Intervento

III –Intervento

IV –Intervento

V –Intervento

​Presentazione

Presentazione

La pubblicazione degli atti di un evento come il convegno Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale. Lo stato di avanzamento dei processi di ordinamento e di valorizzazione degli archivi pubblici e degli archivi privati di interesse storico nel Lazio settentrionale e nei territori confinanti, è una tappa importante nel processo di valorizzazione e fruizione del patrimonio archivistico, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, nonché per noi grande motivo di soddisfazione. Riunisce infatti numerosi contributi di qualificati relatori intervenuti che fanno il punto sulla situazione degli archivi in territori limitrofi quali l’Alto Lazio, la Bassa Toscana e l’Umbria.

Ringraziamo tutti gli autori dei saggi per la solerzia con cui hanno inviato i loro contributi e tutti i partecipanti al convegno, anche quelli che ne hanno animato le discussioni, anche se poi il loro contributo non si è rispecchiato nella pubblicazione degli atti. Gli incidenti di percorso, che spesso caratterizzano la pubblicazione di atti di convegno, hanno fatto sì che i testi giungessero alle stampe a distanza di alcuni anni dal momento della loro presentazione; essi vengono proposti nella forma in cui sono stati al tempo inviati dagli autori, senza aggiornamenti o modifiche, mentre intanto riflessioni, ricerche e riferimenti bibliografici sono progrediti e si sono moltiplicati. Ciò nonostante rimangono intatti lo spessore e la qualità della testimonianza.

Un grazie speciale lo dobbiamo a Luciano Osbat presidente del Centro di ricerche per la storia dell’Alto Lazio e ideatore di questo evento, instancabile difensore della passione archivistica.

Questo volume se consentirà anche a chi non c’era di conoscere e di riflettere sui temi discussi, deve essere considerato a maggior ragione un momento di riflessione per poter partire con slancio verso altri progetti. Questo è il nostro augurio ed in fondo la nostra certezza.

Viterbo, 8 dicembre 2009

Nota per i lettori

Il presente volume è corredato da una raccolta di schede che sintetizzano i numerosi lavori di riordino e inventariazione realizzati grazie alla collaborazione di laureati, laureandi, assegnisti e dottorandi che hanno intrapreso il loro percorso formativo nella Facoltà di Conservazione dei beni culturali di Viterbo.

Le suddette schede, originariamente inserite ed organizzate sottoforma di ipertesto in un cd-rom distribuito in occasione del Convegno, sono ora presentate in una nuova veste grafica. Coloro infatti che vorranno consultare questo materiale potranno farlo collegandosi al sito www.settecitta.eu/archivieschede.

Si precisa infine che la responsabilità scientifica delle schede è da attribuirsi ad ogni singolo compilatore.

​Programma

Programma

Viterbo, 29 settembre 2006

Aula Magna della Facoltà di Conservazione dei beni culturali

Ore 9.00 Registrazione dei partecipanti

Ore 9.10 Apertura dei lavori.

Presiede: Prof. Giovanni Paoloni, Università degli studi di Roma La Sapienza

Intervento di saluto della Preside della Facoltà di Conservazione dei beni culturali, prof. Maria Andaloro

Saluto delle Autorità presenti

Luciano Osbat: Istituzioni pubbliche e iniziative private nel processo di salvaguardia e valorizzazione della documentazione archivistica: uno sguardo d’insieme

Ore 9.50 I^ sezione: Gli archivi nel Lazio

L’attività della Soprintendenza archivistica per il Lazio

L’attività degli Archivi di Stato di Roma, Viterbo e Rieti

Interventi del dr. Ferruccio Ferruzzi (Archivio di Stato di Roma), dr. Augusto Goletti (Archivio di Stato di Viterbo), dr. Irma Paola Tascini (Archivio di Stato di Rieti)

II^ Sezione: Gli archivi in Umbria e in Toscana

L’attività delle Soprintendenze archivistiche per l’Umbria e per la Toscana

Intervento del dr. Mario Squadroni (Soprintendenza per l’Umbria)

Gli archivi nel territorio dell’antica contea di Pitigliano e Sorano:

un patrimonio da tutelare

Intervento della dr. Elisabetta Insabato (Soprintendenza per la Toscana)

L’attività dell’Archivio di Stato di Terni e della Sezione di Archivio di Stato di Orvieto

Intervento della dr. Marilena Rossi Capooneri

L’attività degli Archivi di Stato di Grosseto e di Siena

Intervento della dr. Carla Zarrilli (Direttrice Archivio di Stato di Siena)

Ore 11.45 Pausa caffè

Ore 12.00 III^ Sezione: Il Dipartimento di Storia e Culture del Testo e del Documento e le convenzioni per il censimento e l’ordinamento degli archivi: tra ricerca, servizi e impresa.

Intervento del Direttore del Dipartimento, prof. Giovanni Solimine

Le convenzioni con la Camera di commercio di Viterbo

Referente: dr. Maria Chiara Bernardini

Le convenzioni con la ASL Viterbo

Referente: dr. Cinzia Pasqualetti

Le convenzioni con la Provincia di Viterbo

Referente: dr. Federica Carboni

Le convenzioni con i Comuni

Referente: dr. Monica Ceccariglia

Ore 12.45 IV^ Sezione: Gli enti locali per la conservazione e valorizzazione degli archivi.Intervengono: dr. Emilia Cento (già dell’Ufficio Archivi storici della Regione Lazio) e dr. Luigi Celestini (Assessorato alla cultura della Provincia di Viterbo)

Ore 13.00 Pausa pranzo

Palazzo papale, Salone delle conferenze del CEDIDO

Ore 15.00 Presiede: Mons. Amleto Alfonsi, Delegato regionale CEI per i beni culturali del Lazio

Intervento di saluto di mons. Lorenzo Chiarinelli, Vescovo di Viterbo

Intervento del Direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Viterbo, don Ugo Falesiedi

V^ Sezione: Gli archivi ecclesiastici e gli altri archivi privati

Gli archivi diocesani di Viterbo, Civita Castellana, Civitavecchia-Tarquinia,

Porto-Santa Rufina,Sabina-Poggio Mirteto, Rieti

Referente: dr. Luisa Bastiani

Gli archivi diocesani di Orvieto-Todi, Terni-Narni-Amelia

Referente: dr. Valeria Cioccolo

Gli archivi capitolari

Referente: dr. Giuseppe Tiberi

Gli archivi di conventi e monasteri e di altri luoghi pii

Referente: dr. Ida Ricci

Gli archivi di associazioni, imprese, famiglie

Referente: dr. Chiara Rebonato

Il carteggio dei Farnese

Intervento della dr. Maria Assunta Ceppari (Archivio di Stato di Siena)

Ore 16.30 VI^ Sezione: Una banca dati dei lavori di ordinamento degli archivi: verso un sistema informativo digitale sugli archivi del territorio

Referente: dr. Gilda Nicolai

Ore 16.45 Pausa caffè

Ore 17.00 Tavola rotonda: Il futuro degli archivi tra storia, didattica, cultura civile.

Partecipano:

Carlo Felice Casula, Università degli studi Roma Tre;

Alfio Cortonesi, Università degli studi della Tuscia;

Luigi Londei, Direttore dell’Archivio di Stato di Roma;

Giovanni Paoloni, Università degli studi di Roma La Sapienza;

Franco Pitocco, Università degli studi di Roma La Sapienza;

Lucia Principe, Sovrintendente archivistico per il Lazio;

Domenico Rocciolo, Direttore dell’Archivio storico del Vicariato, Roma;

Mario Squadroni, Sovrintendente archivistico per l’Umbria

Coordina: Luciano Osbat

Ore 19.00 Conclusione dei lavori

Convegno promosso da:

Centro di ricerche per la storia dell’Alto Lazio

Diocesi di Viterbo

Dipartimento di Storia e Culture del Testo e del Documento

Pubblicazione realizzata grazie al contributo di:

AUSL - Azienda Unità Sanitaria Locale di Viterbo

Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Viterbo

Dipartimento di Storia e Culture del Testo e del Documento

​indirizzi di saluto

indirizzi di saluto

Giovanni Paoloni*

[Benvenuti al convegno] dedicato agli Archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale. Desidero innanzitutto in sede di apertura salutare e ringraziare tutte le autorità e tutti quanti i soggetti che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa. Innanzitutto ringrazio la preside della Facoltà di Conservazione dei beni culturali la professoressa Maria Andaloro per molte ragioni e anche per aver autorizzato lo svolgimento del convegno in questa sede mettendoci a disposizione l’aula magna. La Facoltà nel suo insieme penso debba essere ringraziata perché ha concesso il suo patrocinio alla manifestazione e comunque ha in vario modo sostenuto l’organizzazione e naturalmente anche il Dipartimento di Storia e Culture del Testo e del Documento e il professor Giovanni Solimine che ne è il direttore e tutti i colleghi del Dipartimento che hanno sostenuto, anche finanziariamente, lo svolgimento del convegno e poi come sempre ci sono stati vicini nella fase di organizzazione. E infine, sempre per l’università, desidero ringraziare il Rettore e il prof. Grego, che qui lo rappresenta, per aver voluto aderire all’iniziativa.

Questa manifestazione ha avuto anche un importante sostegno al di fuori dell’università sul territorio e in particolare all’impostazione e alla realizzazione del convegno hanno collaborato il Vescovo di Viterbo Mons. Lorenzo Chiarinelli e don Ugo Falesiedi, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Viterbo. Ringrazio anche loro e ricordo con l’occasione che il nostro Dipartimento ha una grande attenzione e un interesse specifico nei confronti degli archivi ecclesiastici, in particolare per gli archivi diocesani, e una lunga tradizione di collaborazione con la Diocesi che trova in questo convegno uno dei suoi punti di manifestazione pubblica, certamente non l’unico, e comunque si tratta di una collaborazione che va avanti da molto tempo. Infine, anche per un’iniziativa come questa è stato necessario avere un sostegno e un aiuto materiale dal punto di vista finanziario e naturalmente per renderla possibile abbiamo avuto diversi sostegni che voglio ricordare: innanzitutto quello dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo che ha accordato il patrocinio all’iniziativa e ringrazio, per l’Amministrazione Provinciale, il dottor Renzo Trappolini Assessore alla Cultura che è qui presente. Abbiamo poi ricevuto un contributo anche dall’Azienda Sanitaria Locale di Viterbo la quale con il Dipartimento ha una tradizione di collaborazione che dura da un certo tempo e in particolare ringrazio il Direttore Generale dott. Giuseppe Antonio Maria Aloisio per il contributo dato. E infine, altro ente con il quale abbiamo una collaborazione di lungo periodo per quanto riguarda gli archivi e che ci ha sostenuto finanziariamente all’organizzazione del convegno è la Camera di Commercio, Industra, Artigianato e Agricoltura di Viterbo e ringrazio il Presidente della Camera di Commercio il signor Ferindo Palombella. Inoltre, desidero dare il benvenuto ai rappresentanti delle istituzioni presenti sul territorio ed in particolare a quelli della Prefettura, della Questura e del Tribunale. Il Tribunale poi, nella riorganizzazione recente che si è dato, è anche un nostro vicino di casa per così dire perché è qui vicino al campus.

L’idea del convegno è un’idea che è nata parecchio tempo fa dal desiderio di mettere insieme un po’ di informazioni e vedere come si poteva potenziare il lavoro che è stato fatto nell’ambito regionale in generale, ma in particolare nell’ambito centrale e settentrionale del Lazio dalle Scuole e dai Dipartimenti che si occupano di archivistica e di studi storici con particolare riferimento a livello locale. L’iniziativa è stata presa da Viterbo per diverse ragioni e in particolare perché si è pensato che questo era il prodotto per favorire la visibilità dei tanti lavori che sono stati svolti nel corso degli anni dagli studenti, dai ricercatori e dai docenti del Dipartimento sotto la guida del prof. Osbat, e per un periodo anche io ho partecipato a questa attività. Questa operosità è sempre stata aperta non soltanto alla collaborazione con le strutture presenti nel territorio in particolare, naturalmente, presenti nel territorio della Provincia di Viterbo ma sempre aperta anche alla collaborazione con altre strutture universitarie presenti nel Lazio in particolare, per quanto riguarda gli archivi, la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari della Sapienza e possiamo dire che diverse attività di ricerca le abbiamo fatte combinando in qualche modo l’attività e integrando l’attività tra queste due possibili sedi di collaborazione. Da questo è nata l’idea di rendere visibile tutto il lavoro che si era fatto sugli archivi, cercare di potenziarlo, cercare di vedere quelli che potevano essere gli ambiti di miglioramento e noi speriamo che dal convegno escano delle indicazioni in questo senso.

* intervento non rivisto dall’autore

Stefano Grego*

Grazie al professor Paoloni, alla Preside della Facoltà, al professor Osbat. Cari amici, io ho l’onore e il privilegio di portarvi i saluti del Magnifico Rettore Marco Mancini che è occupato a Roma nelle sue nuove vesti di Segretario Generale della Conferenza dei Rettori Italiani e sono sicuro che lui amerebbe essere qui oggi visti gli argomenti che sono estremamente vicini a quelle che sono le sue attività scientifiche e i suoi interessi. Comunque leggendo gli atti del convegno si farà un’idea molto precisa di quelli che sono poi i risultati ottenuti.

Io non sono un archivista non mi interesso di questi problemi, mi interesso di agricoltura, però mi rendo conto che i problemi dell’archiviazione, comunque dei dati, è un problema che passa trasversalmente per tutti quelli che fanno in qualche maniera ricerca e attività scientifica di qualsiasi tipo e, quindi, anche per noi è fondamentale avere sistemi di archiviazione e di consultazione facile e rapida in cui sia possibile reperire i dati che siano utilizzabili. In qualche maniera, abbiamo un qualcosa in comune, anche se gli archivi storici sono le nostre radici, estremamente importanti per le nostre basi culturali proprio come persone. Ho visto che avete un programma piuttosto intenso, con molti interventi e siamo leggermente in ritardo e non vi rubo altro tempo. Ci tengo a farvi sapere che l’Università apprezza molto questo tipo di riunioni che vedono coinvolte oltre all’università della Tuscia più componenti territoriali anche dei territori vicini che si riuniscono per discutere aspetti che all’Università stanno particolarmente a cuore. Ringrazio particolarmente Luciano Osbat di aver organizzato questo convegno, vi auguro un proficuo lavoro e a presto. Grazie.

* intervento non rivisto dall’autore

Maria Andaloro*

Buongiorno, Eccellenza, autorità, colleghi e un saluto affettuoso a tutti i presenti e a tutti coloro che si preparano a vivere una giornata intensa di riflessioni e di studio.

Il prof. Paoloni, nell’introdurre, diceva il suo grazie alla Facoltà e al Dipartimento. Io insieme al saluto voglio dire anch’io grazie. Vedete questa è, molto spesso, ma oggi lo dico con particolare convinzione, questa è un’aula che è il cuore della Facoltà, perché in quest’aula accade che lo studente, che è entrato magari con dei progetti piuttosto confusi, con un’idea di progetto di vita, per quanto riguarda il proprio impegno intellettuale e culturale nel mondo, qui, dove avvengono le sedute di laurea, questo itinerario, questo percorso che inizia il primo giorno in cui si iscrive, si conclude.

Bene, è bello che un convegno come questo si faccia in quest’aula perché sembrerebbe che la seduta di laurea sia la conclusione e in qualche modo ponga la parola fine a quello che è il processo di conoscenza che sancisce diciamo così la vocazione di uno studente. È bene, invece, stare qui oggi perché in realtà noi viviamo con questa giornata la continuazione, un anello ulteriore, laddove quella formazione e quel percorso che si conclude con la laurea, in realtà diciamo vive una stagione di realizzazione perché questa giornata di studi Gli Archivi pubblici e privati di interesse storico in ambito locale davvero costituisce il coronamento di un pezzo, di un segmento importante di ricerca e di attività che ha visto impegnati i nostri laureati, in parte i nostri laureandi, in quello che poi davvero è come dire lo svolgimento della propria vocazione, della propria ricerca. Quindi, in quest’aula si realizza questo anello di congiunzione tra il prima e il dopo, quello che, tra l’altro, tanti laureati desiderano, tanti laureati aspirano a fare. Quindi, è qui che si realizza anche la vocazione della Facoltà, la vocazione dell’università che è quella di fare, diciamo così, di trasmettere la vocazione alla ricerca, agli studi, qui avviene, qui dà i suoi frutti. Non è la prima volta che quest’aula ospita, accoglie relatori e, diciamo così, ascoltatori attorno a un tema, a dibattere attorno a un tema però non capita spesso, in realtà, di ascoltare i frutti di un impegno di lavoro e di ricerca che nasce all’interno della Facoltà ma con l’idea però di collegarsi con gli altri. Noi spesso facciamo ricerca all’interno delle mura dell’università e poco comunichiamo all’esterno, questo invece è un esempio di ricerca e di attività culturale che si svolge in sintonia tra università e gli altri enti. E quindi, da questo punto di vista, credo che sia davvero un modello di idea che l’università non è quella roccaforte che spesso viene percepita dall’esterno, non è una torre eburnea, in realtà è un laboratorio di ricerche che però ha bisogno di comunicare all’esterno, coinvolgere gli enti all’esterno e insieme procedere nel lavoro con degli obiettivi.

Mi piace fare una riflessione sul tema della tavola rotonda Il futuro degli archivi fra storia, didattica e cultura civile, tutto questo sullo sfondo del territorio. Vedete, il territorio che non è solo un termine ma che è un’immagine. Mi è piaciuto molto il fatto che in realtà il programma è scritto sull’immagine del territorio, sul disegno dei luoghi perché i luoghi sono fondamentali, sono importanti. Quello che ci lega all’intero laboratorio dei Beni Culturali, insieme ai vari indirizzi formativi e di ricerca è in realtà racchiuso nei termini e nei problemi che si dibatteranno nella tavola rotonda. Innanzitutto l’università non può, nonostante la sua quotidianità estremamente dura e in questo momento così soffocante, non può non aspirare al futuro, deve avere la speranza del futuro e questa è una giornata in cui davvero c’è un futuro che si vede dopo la laurea, dopo la specializzazione, dopo il dottorato, c’è un modo, c’è la possibilità di proseguire i propri studi. Però dicevo la dimensione culturale e più ancora la dimensione e di pensiero, di visione generale che ci lega tutti archivisti, bibliotecari, storici dell’arte, archeologi, storici è la memoria. Sembra che siamo legati esclusivamente al passato, che siamo attaccati come le murene, non so come, allo scoglio del passato da cui non ci vogliamo staccare. Al contrario noi, invece, abbiamo forte la visione del futuro, sappiamo però che il futuro perché abbia spessore, perché non sia volatile, perché sia veramente un intervallo tra il ieri e il domani è necessario che si nutra della tradizione, che si nutra della memoria. E appunto gli archivi sono dei luoghi principi della memoria, della riflessione, del futuro, della storia, della didattica, della cultura civile che in questa giornata hanno come sfondo, anzi, come oggetto un territorio ben preciso che è quello appunto dell’Alto Lazio. A ricordarci che la ricchezza certamente è questo territorio ma anche a dirci, cosa che ripetiamo spesso, che metodologicamente è fondamentale, dicevamo, il riferimento ad un campo ben definito ma che nello stesso tempo, diciamo, l’operare all’interno di un territorio così ricco, così intessuto di memoria com’è l’archivio, di memorie e di memoria com’è l’Alto Lazio non significa una visione localistica. Assolutamente no. Significa, invece, come dire, la possibilità di mettere il cantiere, il laboratorio, una palestra che è la misura di una metodologia che in quanto rigorosa, in quanto alta, in quanto diciamo piena di slancio per la ricerca e la conoscenza è il metro per poter esportare, per poter vivere questa stessa esperienza all’interno dell’Italia ma anche al di fuori del confine dell’Italia in Europa e, perché no, nel mondo. Io auguro a questa giornata non solo un andamento il più possibile sereno ma anche fruttuoso. Mi auguro che da una giornata come questa venga fuori ancora di più, come dire, uno slancio per continuare a creare questi nessi tra università e mondo esterno e i vari enti. Di questo è anche immagine il passaggio nel pomeriggio da questo luogo, che abbiamo detto è così intriso di futuro perché è pieno di giovani, è pieno delle idee dei laureati, dei diplomati ecc., al Palazzo Papale un altro luogo che è più, come dire, storico e pieno di memorie. Quindi con questo augurio sono lieta di essere presente nei limiti in cui mi sarà consentito, da una quotidianità pesante, sarò lieta di ascoltare le relazioni dei colleghi, ma vorrei ancora di più ascoltare, se mi permettete, le testimonianze, la voce giovane di quanti hanno lavorato a questi progetti. Con questo vi auguro così buon lavoro e passo la parola al professor Osbat che è, diciamo, il regista di questa giornata e comunque anche di questo itinerario di ricerche e di conoscenza.

* intervento non rivisto dall’autore

Introduzione

Istituzioni pubbliche e iniziative private nel processo di salvaguardia e valorizzazione della documentazione archivistica: uno sguardo d’insieme

Luciano Osbat

Istituzioni pubbliche e iniziative private

nel processo di salvaguardia e valorizzazione della documentazione archivistica:

uno sguardo d’insieme

Perché un Convegno su Gli archivi pubblici e privati di interesse storico a livello locale?

Una prima risposta è nel sottotitolo che dice Lo stato di avanzamento dei processi di ordinamento e di valorizzazione degli archivi pubblici e degli archivi privati di interesse storico nel Lazio settentrionale e nei territori confinanti.

Oggi intendiamo fare insieme un bilancio degli interventi di ordinamento e di inventariazione di archivi storici a livello locale tra Lazio, Umbria e Toscana, avvenuti nell’ultimo trentennio, per poter valutare a che punto siamo e quanto c’è ancora da fare.

C’è una seconda motivazione di questo Convegno: è ricordare in quale contesto tutte queste operazioni sono state e sono possibili, sotto la spinta di quali movimenti culturali e mutamenti istituzionali e a vantaggio di quali soggetti si sta producendo questo sforzo considerevole di recupero, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario che testimonia l’attività di istituzioni, enti, famiglie e persone che hanno contribuito a fare la storia del nostro paese.

Il Convegno sarà inoltre l’occasione per precisare alcune delle preoccupazioni e delle esigenze che provengono da coloro che fruiscono degli archivi per le loro indagini e i loro studi come i cittadini interessati ai documenti del passato, gli studenti e gli studiosi, le istituzioni che promuovono e conducono le ricerche. I nostri lavori - mi preme questo chiarirlo in apertura - non sono unicamente attenti ai problemi degli archivi ma anche ai problemi della utilizzazione degli archivi e quindi alla valorizzazione dei documenti e al futuro degli istituti dedicati alla conservazione dei documenti del passato.

Archivi di interesse storico a livello locale: questa espressione mette insieme una serie di realtà che comprendono una pluralità di soggetti produttori:

- gli archivi storici degli enti locali (regioni, province, comuni, comunità montane, etc);

- gli archivi storici di enti pubblici operanti sul territorio (camere di commercio, aziende sanitarie locali, etc.);

- gli archivi storici di uffici periferici dell’amministrazione dello Stato (prefetture, questure, tribunali, università, scuole, etc.);

- gli archivi di enti, associazioni, imprese e famiglie (dopo che ne è stato accertato l’interesse storico);

- gli archivi storici degli enti ecclesiastici (diocesi, parrocchie, conventi e monasteri, etc.).

Questi soggetti produttori diversi hanno dato luogo ad un numero molto elevato, a mio parere troppo elevato, di soggetti conservatori della documentazione archivistica. La conservazione è lo stadio intermedio di un processo che si chiude con la valorizzazione dei documenti che avviene attraverso lo studio e la ricerca per una crescita culturale dell’intero paese.

È questo, io credo, il modo più completo di interpretare il senso della legislazione sui beni culturali nel nostro paese. Gli archivi storici, se per legge appartengono a chi li ha prodotti o a chi è subentrato nell’esercizio di quelle funzioni, per il dettato costituzionale e per la coscienza civile della società italiana appartengono all’intera comunità nazionale: dice l’articolo 9 della Costituzione che la Repubblica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Gli archivi sono un patrimonio storico della Nazione, sono un patrimonio di tutti noi, di tutti i cittadini che vivono e operano e studiano in questa nazione, alla stregua di quei patrimoni dell’umanità che l’UNESCO ha individuato come meritevoli di cura e di conservazione per la vita e il progresso culturale dell’intero pianeta.

Nella cartella che è stata distribuita ai partecipanti, nel cd-rom che raccoglie la maggior parte del materiale che è stato predisposto per questo Convegno, troverete gli Appunti che sono stati raccolti in vista di questo mio intervento (Appunti che ora sono collocati in Appendice a questa introduzione). Rinvio a quelle pagine per un’analisi nel dettaglio delle vicende che costituiscono la storia di questi trent’anni di interventi negli archivi e alle ragioni che li hanno ispirati.

Mi limito qui a presentare solamente l’indice ragionato di quelle pagine in maniera che anche il mio intervento si allinei, per la sua concisione, a quelli che seguiranno nel corso della giornata.

La storia degli interventi negli archivi storici a livello locale nel Lazio inizia nel 1977-1978 quando il Centro di ricerche per la storia dell’Alto Lazio e la Fondazione Adriano Olivetti, presentano alla Soprintendenza archivistica per il Lazio un progetto di intervento per l’ordinamento di una decina di archivi comunali nel territorio della provincia di Roma a confine con quella di Viterbo. Una deliberazione della Regione Lazio del 1978 darà la copertura finanziaria al progetto che a quella data era già stato avviato per la parte che riguardava gli archivi ecclesiastici: nella sua originaria impostazione infatti il progetto prevedeva di censire prima e poi di ordinare tutti gli archivi storici presenti sul territorio dei comuni indicati. Era certamente la prima volta che accadeva nel Lazio, una delle prime volte in Italia che si interveniva su tutte le tipologie di archivi presenti sul territorio.

Nel nostro Paese, a quella data, diverse leggi regionali e progetti concreti di interventi erano già stati definiti.

Faccio riferimento solo alle tre regioni delle quali più direttamente si occupa il nostro Convegno:

- nel Lazio era vigente la legge regionale 32/1978 sulle Attività di promozione culturale della Regione Lazio;

- in Umbria la legge regionale 39/1975 riguardante Norme in materia di musei, biblioteche, archivi di Enti locali o di interesse locale.

- in Toscana la legge regionale 89/1980 su Norme in materia di musei e di raccolte di Enti locali e di interesse locale.

L’attenzione al settore dei beni culturali aveva trovato i primi riscontri istituzionali con la creazione del Ministero per i beni culturali e ambientali (1974-1975). Nel 1977 la legge 285 sull’occupazione giovanile aveva provocato operazioni di sistemazione in archivi di enti locali in Emilia-Romagna, in Friuli-Venezia Giulia, nel Lazio, in Liguria, in Lombardia, nelle Marche, in Puglia, in Toscana, in Umbria, in Trentino-Alto Adige.

Nel Lazio quell’iniziativa di intervento sugli archivi storici a livello locale aveva visto l’impegno di una serie di associazioni culturali di grande prestigio (come la Società romana di storia patria) e altre attive solo in ambito locale come la Società tarquiniense di arte e storia di Tarquinia, l’Ente ottava medievale di Orte, l’Istituto di storia e arte del Lazio

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