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L'Italia fascista nella organizzazione sanitaria della guerra civile spagnola

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Sintesi

Il presente lavoro prende le mosse dalla volontà di studiare la partecipazione italiana alla guerra civile spagnola da un punto di vista particolare: l’organizzazione sanitaria.

Si può affermare con certezza che l’apporto umano e materiale alla causa spagnola da parte italiana fu molto rilevante. Questo poiché il contesto internazionale estremamente delicato e gli avvenimenti che interessarono la guerra civile spagnola furono determinanti anche per capire cosa successe dopo.

L’organizzazione sanitaria italiana divisa tra la Croce Rossa e la Sanità Militare contava su un numero rilevante di strutture. Solo per dare un’idea furono inviati 13 ospedali da campo completi e 169 ambulanze di cui 4 radiologiche e 3 odontoiatriche. Il totale di materiale sanitario inviato fu di 484.169 tonnellate. Le spese complessive per il trasporto furono superiori ai 40.000.000 di lire.

Per quanto concerne il personale sanitario inviato in Spagna:

al febbraio del 1937 si contano 963 unità, al luglio dello stesso anno si contano 1160 unità, infine nel marzo del 1939, in corrispondenza della cessazione del conflitto, erano ancora presenti in Spagna un totale di 299 unità. Tutte le stime includono ufficiali, sottoufficiali e truppa della Milizia, dell’Esercito e della Croce Rossa.

Questo lavoro si avvale dei ricordi diaristici inediti di sette persone, quattro di medici e tre di infermiere. Ad essi ho posto alcune domande. In primo luogo: quali sono state le condizioni e quali sono state le dinamiche che hanno portato medici e infermieri a partecipare alla guerra civile spagnola?

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