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Alimentazione Naturale 2: Le chiavi per una dietetica razionale - Conoscere il proprio corpo

Alimentazione Naturale 2: Le chiavi per una dietetica razionale - Conoscere il proprio corpo

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Alimentazione Naturale 2: Le chiavi per una dietetica razionale - Conoscere il proprio corpo

Lunghezza:
403 pagine
7 ore
Pubblicato:
23 apr 2014
ISBN:
9788863652536
Formato:
Libro

Descrizione

È un libro indispensabile, che completa le pubblicazioni Alimentazione Naturale nel 2009; Storia dell’igienismo naturale, 2010; Dizionario di salute naturale, 2012, per approfondire ed aggiornarsi sui problemi della nutrizione, della salute e dell’etica, osservati dall’angolo visuale della scienza naturale igienistica.
Trattasi di un testo semplice e chiaro, eppure sorprendente e straordinario nei contenuti e nello stile, capace di influire e incidere, di far cambiare radicalmente il modo di pensare e lo stile di vita del lettore.
Alimentazione naturale, adattata e ritagliata come un vestito su misura al corpo vegeto-fruttariano-crudista di cui è dotato ogni essere umano, indipendentemente dall’eventuale poorzione di carne-pesce-cibo cotto che sta forse mangiando. Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all’igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare sparuti, romantici e utopistici gruppi di idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto e al meglio il proprio corpo e le stesse leggi della creazione.
Il vege-fruttarianismo e il crudismo sono pertanto la verità e la perfezione assoluta per l’essere umano, in quanto lo spingono ad alimentare la sua macchina umana col solo carburante possibile e privo di effetti devastanti, che è il carboidrato vivo e naturale confezionato dalla fotosintesi clorofilliana e dal sole, caratterizzato da
presenza proteica ottimale, cioè minima ed assimilabile.
Pubblicato:
23 apr 2014
ISBN:
9788863652536
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Alimentazione Naturale 2 - Vaccaro Valdo

Bibliografia

PREFAZIONE di Camilla Ripani

La gente si identifica con quello che mangia, lo ama visceralmente, come fosse l’unica libertà rimasta in questa vita, o almeno così mi spiegò un tizio che una volta mi disse: «Voglio essere libero di mangiare quello che voglio!».

Eppure troppo spesso si dimentica che libertà è ben più che ingurgitare cibi a caso o per automatismo culturale (e questo è ciò che accade nella maggior parte delle volte). Libertà è scegliere consapevolmente le proprie azioni nel rispetto delle leggi del creato.

Ma che consapevolezza può esservi nella moderna alimentazione occidentale che, tra bevande gassate, hamburger, cereali raffinati e conservanti di ogni tipo, ha un impatto pesantissimo sull’ambiente, sugli animali e sulla nostra stessa salute?

Quando incontri le idee e gli studi di Valdo Vaccaro, non puoi che andare semplicemente oltre questa domanda e passare direttamente all’azione, cambiando non solo il modo di mangiare ma anche quello di pensare visto che, a quanto pare, le due azioni sono inevitabilmente connesse.

Grazie a Valdo, ho preso coscienza di come la tossiemia, cioè lo stato di intossicazione interna del corpo, sia il vero interruttore delle malattie... che non sarebbero «mostri» da abbattere, ma il segnale, sano e sensato, di un equilibrio che bisogna ripristinare. Questo semplice concetto è, già di per sé, in grado di farci riappacificare con il corpo e i suoi segnali, che sono sempre logici e profondamente intelligenti, ma soprattutto ci restituisce la responsabilità del nostro stile di vita.

Che dire, poi, della «teoria infettiva» proposta dalla cultura medica ufficiale? Questa si scontra inevitabilmente con l’igiene naturale di cui Valdo ci fa partecipi. Le cosiddette malattie infettive, infatti, non sarebbero causate dai virus. I virus, per definizione, sono detriti cellulari quindi sono inerti, morti, non si riproducono né tantomeno possono essere causa di contagio. Che cosa significa? Valdo Vaccaro ci spiega bene e con solida preparazione scientifica che ciò che conta è lo stato complessivo di un organismo, mentre batteri e virus arrivano in accompagnamento o in conseguenza dei processi di una malattia. Ecco che le parole di Pasteur, confidate a uno studente nell’ultima fase della sua vita, oggi assumono per me un chiaro significato: «Il terreno è tutto, il microbo è nulla».

Quando l’editore mi ha chiesto di scrivere questa prefazione al tanto atteso seguito di Alimentazione Naturale, sono stata subito felice e onorata.

Come ricercatrice in scienze esoteriche, ritengo che il fattore spirituale e psicosomatico sia altrettanto importante per quello che riguarda il ripristino della salute, pur non scavalcando ma, anzi, supportando con ciò il concetto stesso di tossiemia: siamo esseri multidimensionali e non di rado una persona intossicata nel corpo lo è pure inevitabilmente nella psiche. Corpo e anima non possono essere separati.

Insomma, la mia ricerca e la mia esperienza mi hanno avvicinato all’igienismo, che sto ancora studiando, ma d’altro canto appartengo anche ad altri territori d’indagine. Per questi motivi pensavo che un 100% vegan tendente crudista, ossia un esponente «integerrimo» della scuola igienista, sarebbe stato più idoneo di me a presentare l’opera del magnifico Valdo.

È stato proprio leggendo il suo libro, tuttavia, che ho capito che anch’io avrei potuto fare la mia parte.

Questo testo, infatti, oltre a chi desidera approfondire gli argomenti della salute naturale, è rivolto a chi ancora mangia carne perché convinto che sia necessario, e a chi cerca il farmaco per mettere a tacere un sintomo e chiama ciò «guarigione».

Anni fa, quando decisi di smettere di mangiare carne, fui letteralmente sommersa dall’ansia di entrare chissà in quale grave carenza, anche perché era il ritornello che mi cantavano tutti quelli che mi stavano intorno... Ricordo poi, ancor prima di cambiare il mio stile di alimentazione, le tante visite dal dermatologo che pretendeva di curarmi l’acne attraverso una marea di antibiotici (che presi per piùs di sei mesi). Il dottore, che pagavo assai profumatamente, si fece una grassa risata e si raccomandò di non mettermi fissazioni in testa quando, un po’ timidamente, gli chiesi: «Non sarà mica che la salsiccia quotidiana, le due pizze per pasto e la coca-cola c’entrino qualcosa con questo problema? Ho un amico che mi ha parlato del ruolo dell’alimentazione nei problemi di pelle...» Se tanto mi dà tanto, oggi, che faccio dell’insalata un fondamentale alleato di salute, mi darebbe della malata mentale. Malata mentale, sì, ma con una pelle bellissima, per la quale ringrazio i radicchi e le carote.

Ecco, io lo so: non è facile abbattere dei pregiudizi culturali così radicati e magari dover mettere in discussione quei principi nei quali si è sempre creduto per buona fede, sostenuti dalla TV, dagli amici, da alcuni medici stessi! Ma so anche che, se apriamo la nostra mente, saremo oltremodo ripagati.

Quello che Valdo ci propone è un compendio di risposte importantissime sulla salute e sui suoi meccanismi, su come funziona il corpo ma anche su come funziona l’intelligenza sottile delle energie, svelandoci i meccanismi della natura e il modo di assecondarli e avvalerci di loro per rafforzare il nostro sistema immunitario. Meccanismi che non richiedono alcun farmaco, alcuna parcella salata da pagare, ma al più un orto vicino casa e delle passeggiate all’aria aperta.

È anche un’opera, questa, che solleva profonde e importanti domande su quelli che sono i dogmi della scienza medica e su quelli che sono i valori di questa umanità, affinché possiamo imparare a scegliere e ad essere liberi davvero e, in questo, a lasciar liberi anche i nostri fratelli animali.

Non c’è niente, qui, da prendere come atto di fede, ma c’è tutto da sperimentare, da approfondire, da verificare attraverso la nostra stessa ricerca ed esperienza.

Desidero, in particolare, fare al lettore due inviti: il primo è che, nel leggere questo testo, egli possa mettere per un momento da parte le teorie che ha studiato a scuola o ha appreso dallo status quo culturale, immaginando di non «sapere già», e che con tale atteggiamento di sincera curiosità si appresti alla lettura, per trarre quindi da sé le proprie conclusioni; il secondo è che adatti i consigli dell’igienismo in base alle proprie possibilità, usando sempre il buon senso e anche la pazienza.

Occorre avere pazienza ed essere disposti a conoscersi, senza saltare a conclusioni affrettate: c’è chi tollera meglio alcuni cereali rispetto ad altri, chi certi legumi e altri meno, lo stesso dicasi per verdura e frutta, per il numero di pasti, per la quantità, ecc... Trovo quindi essenziale ascoltare il corpo e lasciare che ci guidi sapientemente anche attraverso il cambio di dieta, fermo restando che la conoscenza dei meccanismi di depurazione e di guarigione, così come ce li spiegano Valdo Vaccaro e la scuola igienista, ci aiuta ad affrontare al meglio i periodi di cambiamento.

Personalmente, non so se riuscirò a divenire vegan al 100%, anche se ammetto che mi piacerebbe molto avere un’alimentazione totalmente «cruelty free». So, tuttavia, che cerco di fare la mia parte come meglio posso e ho capito che anche questo non è da poco. Incominciare è ciò che conta. Facciamo un passo alla volta, informiamoci e man mano introduciamo nella nostra vita i cambiamenti che fanno bene al corpo e all’anima! Perché se è vero che non abbiamo assolutamente bisogno di mangiare carne e di schiavizzare e dissanguare gli animali, è altrettanto vero che sentendoci in colpa e magari «indietro» rispetto ai vegani e vegani tendenzialmente crudisti, oppure sentendoci troppo lontani dall’alimentazione ideale da loro proposta, non potremo dare il nostro contributo, perché rischiamo di rinunciare in partenza o forse di non cominciare mai.

A Valdo va il mio grazie più sentito. Lui è un grande guerriero che si batte per aiutare le persone a essere sane e libere da paure e illusioni, spesso create ad arte per renderci consumatori di farmaci e di altre diavolerie moderne il cui obiettivo è ingrassare le tasche delle multinazionali.

Grazie a Valdo moltissime persone non hanno più paura delle malattie e hanno recuperato fiducia nei poteri guaritori del proprio corpo, imparando a sostenerlo invece di intossicarlo, recuperando, e questo ha un valore enorme, un rapporto più sereno con la vita e con le altre creature del pianeta.

1. L E CHIAVI PER UNA DIETETICA RAZIONALE

1.1 TANTI PICCOLI ERRORI QUOTIDIANI CHE FANNO GROSSI DANNI

Dedichiamo l’intero primo capitolo all’igienista californiano Otto Carqué, per la sua opera divulgativa particolarmente chiara e completa, nonché ricca di termini ed espressioni di notevole efficacia e originalità, pubblicata in diversi testi tra il 1925 e il 1930. Oltre che scrittore e insegnante, Carqué fu produttore di magnifica frutta, e Food Company ha rifornito per quindici anni i mercati di diversi stati americani.

I suoi scritti non solo rimangono estremamente validi nella loro interezza, ma mettono anche in chiara evidenza l’enorme baratro culturale esistente tra Carqué, uno degli ultimi grandi maestri del pionierismo igienistico americano, e i salutisti alla moda delle nuove generazioni americane, da cui non c’è quasi nulla da imparare se non l’arte di essere opportunisti vendendosi al miglior offerente.

Per Carqué, gli sbagli più gravi della nutrizione umana non sono affatto quelli che provocano effetti evidenti e vistose emergenze, come si tende comunemente a credere. Le più micidiali conseguenze si hanno piuttosto dai piccoli errori quotidiani che, non essendo particolarmente gravi, non richiedono una immediata azione riparatrice. Per esempio, possiamo abusare dei reni per anni, senza sentire alcun dolore specifico, e ritrovarci tuttavia di punto in bianco coi reni rovinati per sempre senza possibilità di una riparazione.

Al momento attuale, dopo tre generazioni di esperienza con diete basate su pane bianco, carne, zucchero raffinato, vegetali mal preparati, vini e bevande gassate, ci troviamo immersi in una situazione di malnutrizione generalizzata che include in particolare i bambini di tutte le età, che devono fare i conti con strutture ossee deformate, curvatura della spina dorsale, costipazione, obesità.

In passato, le calorie o le unità di calore, si pensavano come dato sufficiente sul quale basare la nostra nutrizione. Ma ben presto tale strada dovette essere abbandonata, essendo essa un metodo deludente per la determinazione reale del valore nutritivo dei cibi. Le sostanze che rivelano un alto valore calorico sono proprio quelle che portano alla fame, per colpa della loro deficienza di sali organici e di altri preziosi elementi nutritivi.

Persino le vitamine, importanti ed essenziali quali sono, non possono da sole risolvere il problema della costruzione di un forte organismo, dal momento che non forniscono materiale energetico e materiale di costruzione di tessuti.

Le vitamine sono parti integranti del protoplasma di tutte le piante, e sono primariamente connesse con la germinazione, con la produzione di semi e con lo sviluppo delle giovani piante. Ma possono diventare fattori attivi nell’organismo umano soltanto a condizione che siano pure presenti dei sali organici particolari, nelle giuste proporzioni.

1.2 IN FORMA CON SANGUEALCALINO, SOLE ED ELIMINAZIONE DEI RIFIUTI

Stare bene e in forma significa avere innanzitutto un sangue alcalino. L’alcalinità del sangue rappresenta una condizione indispensabile per il nostro benessere. Al contrario, l’acidità, ovvero la tossiemia (che è un fenomeno acido), è causa primaria di quasi tutte le condizioni patologiche dell’organismo umano.

Da rilevare che pure la ipoxidia o la scarsa ossigenazione, e a maggior ragione l’aberrante abitudine di fumare, è causa di acidificazione del sangue.

Sono cose importantissime delle quali si parla sempre troppo poco.

Un altro fatto essenziale, di cui nessuno pare rendersi conto, è una appropriata eliminazione dei rifiuti corporali. Eppure questo è il più essenziale in assoluto dei fattori di nutrizione.

I cibi denaturati sono causa di fame e di carenze nutrizionali. Una mediocre eliminazione è a sua volta causa di avvelenamento. Tant’è vero che la morte dovuta a ritenzione di residui digestivi sopravviene assai più velocemente della morte per fame.

Le basi per un corpo e una mente sani vengono gettate durante la prima infanzia. Una appropriata nutrizione e cura durante il nostro primo anno di vita sono di fondamentale importanza.

Quanto invece al prolungamento della vita, esso diventa obiettivo difficile da raggiungere per i seguenti motivi.

a) Troppi pasti azzardati. Azzardati perché basati su cibi totalmente sbagliati e inadatti al nostro sistema digestivo (vedi cibi di origine animale).

b) Troppi cibi devitalizzanti e demineralizzati. Tutti i cibi cotti, tutti i cibi concentrati, tutti i «cibi monnezza», tutti i cibi in scatola, rientrano in questa categoria.

c) Troppo poco esercizio fisico e troppo scarsa esposizione alla luce solare.

d) Troppi eccessi sessuali. Il gallo ruspante con 15 galline a continua disposizione dà una bella lezione al maschio uomo, e si diverte pure intensamente di sicuro. Ma c’è da dire che muore prima del tempo per esaurimento delle scorte. Il gallo con cinque o sei galline se la cava tutto sommato molto meglio. Probabilmente a volte si annoia per la scelta obbligata, ma vive dieci volte più dell’altro, e alla fine fa persino più sesso dell’altro. Probabilmente la verità sta nel mezzo, visto che ci sono pure i galli che con una sola gallina a disposizione muoiono prima di tutti. Probabilmente di noia. Mancano però le statistiche sulle galline. Non è detto che pure esse non defungano anzitempo di noia, visto che hanno tolto loro persino la gioia del covare e di allevare i propri pulcini.

e) Troppi stimolanti e troppi narcotici. La carenza eliminativa dei veleni corporali interni, formatisi principalmente mediante sovraconsumo di cibi acidificanti, è causa primaria e certa di morte prematura.

Se si prendono giornalmente sufficienti elementi alcalini, sotto forma di frutta fresca e di vegetali freschi, e di continuata buona ossigenazione nei polmoni, allora si riesce a mantenere un alto grado di metabolismo, con un buon livello di assimilazione e di eliminazione dei residui.

Una appropriata selezione e combinazione di cibi naturali freschi, e una moderazione nella quantità dei medesimi, significa condurre una vita biologica di più lunga durata.

«Chiunque desideri mangiare di più deve mangiare di meno» usava spesso dire il famoso veneziano Luigi Cornaro. Da una situazione di invalidità e di morte diagnosticata a breve, quando aveva 40 anni, per eccesso di cene e di bagordi, seppe ribellarsi e sopravvivere in ottima forma oltre i 100 anni, mediante la semplice adozione di una dieta sobria e soprattutto vegetariana.

Occorre anche tener presente che tutte le forme di energia nel nostro pianeta arrivano da una sola fonte comune che è il Sole. Le onde di calore, di luce, di magnetismo, di elettricità, sono tutte emanazioni della nostra grande stella adottiva posta al centro del sistema solare. Il vento, le onde, le nuvole, la pioggia, i torrenti e i fiumi, la luce e il calore, sono tutti prodotti solari. Similmente, tutte le manifestazioni materiali di vita vegetale e animale sono direttamente o indirettamente derivate dalla luce e dal calore solare. Tutta l’energia potenziale immagazzinata nei prodotti del regno vegetale è luce solare convertita e condensata.

1.3 I MERAVIGLIOSI POTERI DELLA NOSTRA MENTE

La materia vivente è caratterizzata da alcune proprietà importanti e particolari. Vediamo quali.

a) Composizione chimica. Trattasi di una aggregazione di carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, chiamata proteina, e unita a una grossa proporzione di acqua (70 percento) e a certi minerali per formare il protoplasma, una sostanza vischiosa, translucida, colloidale, costituente della cellula vitale vegetale e animale.

b) Disintegrazione chimica per ossidazione, e ricostruzione delle molecole di protoplasma. Le molecole di protoplasma vengono ridotte in prodotti altamente ossidati, scarti organici morti tipo diossido di carbonio e purine corporali che contengono rimasugli di carbonio, azoto e altri elementi.

c) Riproduzione chimica. Tendenza a riprodurre se stessa e a propagare se stessa.

d) Dipendenza da umidità e calore, entro una gamma limitata di temperatura.

e) Assorbimento selettivo del cibo, in conformità alle leggi della diffusione e dell’osmosi. Da notare che le pareti interne dell’intestino non si comportano come una membrana morta. Ogni singola cellula epiteliale è essa stessa un organismo che rifiuta e previene l’assorbimento di una intera serie di veleni. L’attività delle ghiandole e il processo della secrezione mostra i medesimi poteri di selezione. Ogni singola cellula vivente possiede la facoltà di rifiutare alcune sostanze, di attrarre altre sostanze, di immagazzinare altre sostanze ancora. Ma se la cellula muore, tutto si ferma. Questo significa che non è il cibo in sé a produrre vita, come in genere viene da pensare. Occorre infatti considerare l’influenza della mente sulla salute.

Il cervello e il sistema nervoso rappresentano il punto più alto del nostro sviluppo corporale. La mente è in grado di influenzare la salute e l’attività dell’intero corpo attraverso la regolazione nervosa e il controllo delle secrezioni cellulari e ghiandolari. È stato provato e dimostrato più volte che le emozioni gioiose fanno incrementare i poteri assimilativi del corpo, mentre le paure li fanno ritardare e li inibiscono, persino quando il cibo è perfetto.

I maggiori ostacoli agli sforzi guaritivi della natura sono rappresentati dalla paura e dalle preoccupazioni.

Sotto l’influenza positiva della gioia, le piccole arterie e i capillari si dilatano e ogni organo riceve una fornitura consistente di sangue fresco e attivo. Il cuore batte più forte, il cervello pensa più chiaramente, il respiro è più profondo, la digestione è più attiva, gli occhi sono più brillanti, e l’intero corpo ne guadagna.

1.4 ATTIVITÀ FISICA E RIPOSO, ARIA, SOLE E ACQUA:

FATTORI PRIMARI DI SALUTE

L’esercizio fisico, oltre che per il rafforzamento dei muscoli, è il miglior metodo naturale di accelerazione della circolazione del sangue e di spinta espulsiva dei rifiuti intasanti fuori dal sistema.

L’esercizio è altrettanto importante come la dieta. Senza esercizio non possiamo digerire bene i nostri cibi, per quanto essi siano ottimi. La reazione chimica dei muscoli durante l’azione è di carattere acidificante. La causa diretta della fatica risultante dall’esercizio è l’acido lattico, la cui sorgente è il glicogeno immagazzinato nel fegato.

Un’eccessiva accumulazione di acido lattico nel sangue è la risultante di un’insufficiente ossigenazione, cioè di una inadeguata cattura di ossigeno da parte del sistema, oppure è conseguenza di una dieta sbagliata dove:

a) il contenuto di ferro e sodio nel sangue è sotto la norma;

b) l’assorbimento di ossigeno e lo scarico di acido carbonico si sono ridotti;

c) l’acido lattico si è accumulato nei muscoli e li rende rigidi e stanchi.

È per questo che assume grande importanza la dieta, particolarmente per gli atleti impegnati in duri allenamenti e competizioni sportive. È basilare in questi casi mantenere un alto grado di alcalinità nel sangue, evitando come la peste i cibi acidificanti, tipo carne, pesce, latte e formaggi, uova e legumi, cercando il proprio supercarburante in un quotidiano rifornimento di frutta e di foglie verdi.

Le tribù Hindu che vivono alle pendici dell’Himalaya si nutrono di diete frugali, prive di qualsiasi traccia di carne, e ciononostante posseggono una incredibile stamina, una resistenza allo sforzo che sbalordisce regolarmente gli alpinisti occidentali.

Tener presente che uno degli esercizi più semplici, salubri ed efficaci, non è affatto quello che si fa in palestra, con l’aiuto di attrezzi speciali e complicati, ma è la camminata all’aria aperta. Pure il nuoto in acque dolci e meglio ancora in acqua salata, o in piscina coperta nei mesi invernali, è da classificare tra le migliori forme di esercizio.

Un riposo e un sonno adeguati sono assolutamente indispensabili per proteggere l’alcalinità del sangue, perché i rifiuti del corpo vengono eliminati soprattutto durante le ore di riposo e di sonno, e il corpo viene costantemente alcalinizzato durante il sonno.

Quanto poi al sole, esso è da prendere ogniqualvolta ce lo possiamo concedere. Il sole è da cercare, da inseguire, da bramare, salvo che non si viva in mezzo al deserto. «Dove il sole non entra, entra il medico» dice un antico proverbio. E i più alti livelli di mortalità avvengono nelle vie strette e senza sole delle città, oppure nelle abitazioni esposte a settentrione.

Il risultato di una insufficiente esposizione ai raggi solari è che la fibrina e i globuli rossi diminuiscono in quantità, mentre il siero, o la porzione acquosa e chiara del sangue, aumenta, provocando leucemia, fenomeno degenerativo caratterizzato da aumento abnorme di globuli bianchi.

Una frequente esposizione del corpo nudo alla luce del sole e all’aria aperta dà un grande contributo al sistema nello svolgimento corretto delle funzioni corporali, e assicura nel contempo una accurata distribuzione del sangue.

Come non bastasse, la miracolosa luce solare è anche il miglior germicida esistente. Solo che questa preziosissima medicina naturale ha il grave difetto di essere gratuita, di non costare nulla. Consigliare il sole e prescrivere il sole non fa guadagnare niente a nessuno. Ecco allora i consigli non disinteressati, i continui ammonimenti sulla fascia dell’ozono, sulla necessità di creme protettive, di occhiali protettivi e di pastiglie per la salute dell’epidermide.

Anche l’aria fresca non costa niente, e viene dunque giudicata mediocre e difettosa dai produttori di profumi, di aria condizionata, di deumidificatori, di ionizzatori. Ma l’aria fresca è carica di magnetismo e di ossigeno vitalizzante, componenti importanti per il mantenimento della vitalità e la prevenzione della malattia.

La vita è dopotutto un processo chimico di combustione, dove il sangue si unisce all’aria inalata per esalare vapore acqueo e acido carbonico. Se la fornitura di aria viene interrotta, l’uomo muore nel giro di appena 3-5 minuti per soffocamento.

È importantissimo dormire con le finestre aperte o almeno socchiuse. È proprio durante la notte che i polmoni raddoppiano il loro sforzo di inalare il massimo di ossigeno al fine di ricaricare la dinamo umana. È col sonno che riacquistiamo una rinnovata energia nervosa.

Una regolare attività fisica all’aria aperta durante tutte le stagioni dell’anno, e tanti bei sonni ristoratori con ossigenazioni notturne, sono fattori determinanti e insostituibili per preservare la salute e prolungare possibilmente la vita.

Accanto all’aria aperta occorre menzionare le «chiare, fresche e dolci acque» di sorgente, meglio se di alta montagna, ce ne scusi Francesco Petrarca.

La purificazione del corpo umano non deriva affatto dal bere acqua e spruzzarla all’interno del tubo digerente come fosse una tubazione fognaria da ripulire. La purificazione interna dell’organismo è un processo elettrochimico gestito dalle cellule viventi. I prodotti di scarto (acido urico, acido carbonico, acido solforico) devono essere combinati con elementi alcalini, principalmente sodio e calcio, prima di essere raccolti dalla corrente sanguigna e trasportati ai reni per l’escrezione.

L’idea e la diffusa convinzione che le acque dure e le acque mineralizzate siano benefiche sorgenti di calcio e di minerali, e dunque ottima bevanda per arricchire il corpo, e che all’opposto le acque leggere (scarse o prive di minerali) siano pessime dissolvitrici dei nostri minerali interni, non hanno davvero alcun fondamento.

Il calcio è di grande importanza come contrastante chimico dell’acidità. Ma, per risultare benefico, deve essere fornito nella sua forma organica, quella medesima che possiede all’interno della frutta e delle verdure al naturale. In pratica, il calcio buono e assimilabile è soltanto quello tipico di una semplice dieta frugale a base di frutta e vegetali, libera da sali inorganici, priva di spezie e di condimenti stimolanti.

La pura acqua distillata, il massimo della leggerezza e della purezza, tende a prolungare la vita poiché previene l’ossificazione delle arterie e risparmia lavoro ai reni. Diventa persino un ottimo solvente naturale all’interno e all’esterno del corpo. La pioggia e la neve sono acqua distillata naturale, bevibili a precipitazione avanzata, quando la sporcizia biosferica sia stata diluita dalle prime raffiche d’acqua.

A chi si sente delicato e sensibile, basterà filtrare l’acqua piovana e imbottigliarla come bevanda numero uno, ma pur sempre seconda alla bevanda vera dell’uomo che rimane l’acqua biologica contenuta nella frutta, leggera al pari dell’acqua distillata, e in più accompagnata da tutti gli elementi classici della vitalità.

L’uomo non è per natura grande bevitore d’acqua, salvo che non si tratti di situazioni di emergenza. Non è nemmeno un bevitore di vino o di altre bevande «proibite», sia ben chiaro, ma questo è un altro discorso.

Se uno mangia i cibi giusti del crudismo vegetariano, avrà poca sete, e sorriderà dei dieci o venti bicchieri al giorno proposti tuttora da insensati consiglieri. È soltanto il consumo di carne e di cibi salati che crea situazioni di sete abnorme.

Pure gli animali liberi che si alimentano con l’erba dei prati, quali i conigli selvatici e le lepri, non badano affatto a dissetarsi troppo con l’acqua.

1.5 IL REALE VALORE DEL CIBO È DETERMINATO DAL SUO

GRADO DI DIGERIBILITÀ

Il cibo, prima di diventare energia, e prima di essere trasformato in azione nervina e muscolare, deve essere prima trasformato in sangue e linfa, e in tale trasformazione c’è una preliminare spesa di energia. In altri termini, parte dell’energia apportata dal cibo viene dispersa e consumata dal processo di digestione-assimilazione.

Ciò significa che più pesante è il cibo assunto, e più spesa energetica esso comporterà.

Al limite, specie con i non-cibi tipo carne, può succedere che la spesa energetica per la digestione-assimilazione superi il valore energetico della carne stessa, creando una paradossale situazione di deficit energetico. Il valore nutritivo del cibo è pertanto determinato dalla sua digeribilità.

Il ruolo primario del cibo non è semplicemente quello di essere digerito e ossidato, ma quello di fornire elettricità e magnetismo, e ciò si ottiene dai vari prodotti del suolo a condizione che non subiscano un eccesso di preparazione artificiale.

È vero che mezzo chilo di farina bianca ha 1700 calorie e mezzo chilo di zucchero ha 1800 calorie, e che mezzo litro di whiskey vale circa altrettanto, ma bisognerà pur togliere da tali apporti tutta l’energia spesa a gestire tali bombe energetiche dando loro adeguata fornitura enzimatica-vitamininica-minerale da prelevarsi o meglio rubarsi all’interno del corpo stesso.

Tali sostanze da sole non sono per niente in grado di mantenerci in vita nemmeno per un istante, dato che esse distruggerebbero le cellule privandole dei loro elementi alcalini.

In altre parole, se, anziché alle citate quantità di farina-zuccherowhisky ricorressimo a una totale astinenza, staremmo vivi addirittura più a lungo.

L’acqua è composta di idrogeno e ossigeno, ed è contenuta in tutti i cibi naturali sotto forma di acqua biologica purissima. È indispensabile come solvente in tutte le funzioni fisiologiche.

Le sostanze azotate sono composte per lo più da proteine, ovvero da carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e zolfo. Il protoplasma delle cellule vegetali e animali è composto soprattutto da proteine nelle varie forme (albume delle uova, caseina del latte, glutine dei cereali, legumina delle leguminose). Gli aminoacidi sono composti azotati di struttura più semplice rispetto alle proteine.

Il protoplasma è costituito essenzialmente dalla cellula vitale, vegetale o animale. Non è sostanza chimicamente definita perché la sua composizione varia secondo la specie e le funzioni, ma risponde alla composizione C + N + O + H + ioni metallici + acqua.

Nella costruzione delle molecole proteiche delle piante, l’azoto viene assorbito dal suolo in forme solubili, come composti di nitrati e sali di ammonio che vengono prima convertiti in aminoacidi e poi in proteine. La cosa opposta avviene invece nel corpo animale, dove la molecola proteica viene ridotta in più semplici composti tipo aminoacidi, ammonio, urea, acido urico, i quali, all’aria aperta, subiscono una ossidazione e una riconversione in nitrati e sali di ammonio, pronti per essere riassorbiti ancora dalle piante.

Le sostanze non azotate sono tutte le altre rimanenti, ovvero carboidrati, grassi, acidi organici, vitamine e minerali.

I carboidrati sono basilarmente prodotti del regno vegetale. Includono zuccheri, amidi, cellulosa, gomme, pectine, destrine. Gli zuccheri comprendono i monosaccaridi (grape sugar, destrosio o glucosio, fruit sugar , fruttosio o levulosio, galactose o lattosio), i disaccaridi (sucrose o saccarosio o cane sugar) e polisaccaridi (glicogeno, pectine).

I grassi sono i cibi più concentrati in natura, con un valore energetico più che raddoppiato rispetto a carboidrati e proteine. Sono anche lubrificanti dell’intero organismo e specialmente del tratto intestinale.

Rifornendo liberamente il nostro corpo di elementi alcalini, specie sodio, calcio e ferro nella forma di frutti e di foglie verdi, che sono i migliori eliminatori naturali di veleni e residui, possiamo mantenerci al massimo livello di salute.

Al contrario, una dieta a base di proteine e di altri cibi acidificanti significa consumare pasti pesanti, con eccesso di scarti e ritardata eliminazione, che portano a una maggiore suscettibilità alle malattie. Quanto agli zuccheri raffinati, la gente non si rende conto degli effetti deleteri e spesso micidiali dei dolcificanti artificiali. L’uso di dolci artificiali è una delle più pericolose attitudini sociali dei tempi attuali.

Il fegato e i reni vengono severamente colpiti dalla accumulazione di queste sostanze.

La concentrazione di acidi nel sangue è causa di condizione catarrale di tutte le membrane e mucose.

Il desiderio di cose dolci è naturale, e indica una domanda e una necessità di carattere fisiologico. Siamo dopotutto macchine che vanno a zucchero, o meglio a glucosio. Solo che tale domanda del corpo deve essere soddisfatta tramite zuccheri naturali, ossia zuccheri contenuti nella frutta.

La abituale indulgenza in zuccheri a forte concentrazione, quali sciroppi, canditi, confetture e così via, causa una degenerazione degli organi, con diabete, cuore grasso, fegato ingrossato, reni e muscoli dilatati, ossa allargate.

Lo zucchero in eccesso è causa di fermentazione nel canale alimentare, con produzione di alcol, acido carbonico e acido acetico (acetone).

L’amido, dopo l’acqua, è la sostanza più abbondante nella dieta media dell’uomo.

Pure la cellulosa appartiene ai carboidrati, ed è essenziale costituente dell’alimentazione. La carenza di cellulosa nel cibo è infatti una

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