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Prontuario di Diritto Costituzionale

Prontuario di Diritto Costituzionale

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Prontuario di Diritto Costituzionale

Lunghezza:
229 pagine
2 ore
Pubblicato:
18 feb 2015
ISBN:
9788897944683
Formato:
Libro

Descrizione

I Prontuari sono alleati fondamentali per ripassare in modo veloce ed affrontare ogni esame con sicurezza. Ogni argomento è svolto con linguaggio semplice e spiegazioni chiare. La collana si rivolge agli studenti universitari e si adatta perfettamente anche alla preparazione di concorsi pubblici ed esami di stato.
Uno strumento indispensabile per lo studio e la consultazione e il ripasso.
Il formato e-book sempre a portata di mano, visualizzabile su qualsiasi dispositivo mobile, iphone, iPad, tablet e su pc, garantisce massima fruibilità e facilità di utilizzo.
Pubblicato:
18 feb 2015
ISBN:
9788897944683
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Libro

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PARTE PRIMA

STATO E COSTITUZIONE

LO STATO

- LO STATO COME FORMA DEL POTERE POLITICO

La massima forma organizzata del potere politico nelle società contemporanee viene definita come stato. L’esigenza di coordinamento fra individui e gruppi ed bisogni individuali e collettivi origina fenomeni di organizzazione cui si da il nome di istituzioni. Contestuale alla formazione delle strutture organizzative è la fissazione di criteri regolari di condotta che assicurino l’effettiva realizzazione delle finalità sociali (diritto o ordinamento giuridico). In senso ampio il termine stato sta ad indicare la comunità politica organizzata e o il suo ordinamento complessivo (stato comunità), in senso ristretto,le sue strutture organizzative di un vertice (stato-governo). Il rapporto che intercorre fra comunità politica e vertice organizzativo assume un significato particolare sotto il profilo della giustificazione e del fondamento del potere dei governanti (c.d. legittimazione).

- I CARATTERI IDENTIFICANTI LO STATO

Popolo,territorio e sovranità sono i tre elementi costitutivi dello stato tradizionalmente individuati;a questi tre si aggiunge un quarto elemento rappresentato dalla cultura,intesa come insieme dei valori che caratterizzano la costituzione. A) Lo stato come corporazione: lo stato è un’istituzione corporativa,cioè una comunità formata da una pluralità di individui che costituiscono l’elemento personale e collettivo definito come popolo. Concetto giuridico che non coincide con altri concetti che individuano la qualificazione di un entità collettiva (nazione,etnia,razza,classe sociale). A1) La nazione: con nazione si indica un concetto prevalentemente storico-culturale,che può prescindere dal collegamento con lo stato. La nazione è una comunanza di valori che unisce l’elemento popolare a prescindere da diversità localistiche ed etnico-linguistiche(nazione-demos; di stampo francese). Nel mondo tedesco e slavo si è affermata l’idea di nazione come comunanza etnica o razziale(nazione-etnos). Per patria si intende l’entità comune cui fa riferimento il cittadino per indicare l’appartenenza alla comunità nazionale con cui si identifica (patria come bene comune e indivisibile). A2) L’etnia: il concetto etnia indica una comunità caratterizzata da comunanza di storia,lingua e cultura ed è utilizzato per porre in evidenza la preminenza di un etnia su altre e la presenza di etnie costituenti minoranze in seno a stati multietnici(usato in sede politica per sostenere decentramenti in senso federali di uno stato). A3) La razza: indica una comunità caratterizzata da particolari dati biologici;concetto che finì per identificarsi con quello di popolo(ordinamento nazionalsocialista tedesco),mentre in altri ordinamenti il concetto di razza è il presupposto per l’adozione di regimi giuridici discriminatori a carico di gruppi etnici diversi da quelli che controllano l’apparato statale. A4) La classe: è intesa come comunità legata da comuni concezione dei rapporti economici e politici (dottrina marxista).

Il popolo è formato dall’insieme dei soggetti cui i vari ordinamenti statali riconoscono i diritti e doveri che qualificano lo status di cittadino. La cittadinanza è uno stato giuridico ed è qualificata dal regime generalizzato delle situazioni attive e passive che possono in linea di principio far capo a tutti i soggetti dell’ordinamento. Diverso è il concetto di popolazione che in senso più ampio si riferisce all’insieme indifferenziato dei soggetti che si trovano sul territorio e che non presuppone la titolarità di situazioni soggettive proprie di una comunità organizzata. Le costituzioni rinviano generalmente alla legge la disciplina del regime della cittadinanza. B) Lo stato e il territorio: lo stato è considerato in secondo luogo una istituzione territoriale,in quanto comunità politica stabilmente connessa ad un ambito spaziale predeterminato su cui insiste il popolo e su cui viene esercitato il potere. Tendenzialmente si riscontra una sistematica equazione fra sovranità statale e controllo del territorio,è vero anche che variano sensibilmente le formule prescelte per esercitare il controllo, in quanto, in linea teorica, a) lo stato può presentarsi come unico soggetto politico titolare del potere e b) lo stato può acconsentire alla presenza di altri soggetti subordinati e/o coordinati rispetto alla propria struttura,che esercitano poteri anche politici sul proprio territorio. C) Lo stato come ente sovrano: lo stato in terzo luogo è considerato una istituzione sovrana,per cui il potere politico che lo caratterizza si presenta come supremo, originario (dal punto di vista giuridico) ed in condizionabile da altri poteri superiori. La sovranità comporta la possibilità giuridica per lo stato di determinare di volta in volta l’ambito della sua competenza di intervento (c.d. competenze delle competenze),nonché quella di adottare tutte le necessarie misure per tutelarsi (c.d. auto garanzia). D) Sovranità e struttura interna dello stato accentrata e decentrata: la sovranità internazionale e quella interna spettano alla stato indipendentemente dalla sua struttura organizzativa accentrata o decentrata e, eventualmente, federale (la supremazia dello stato federale discende dalla indiscussa preminenza della costituzione federale). E) La titolarità della sovranità: la sovranità quale massimo potere politico può essere attribuita a una persona o a un gruppo ristretto,che in tal caso possono anche esercitarla direttamente come avviene nell’autocrazia,oppure può spettare alla collettività che però solo in modo restrittivo la esercita direttamente (democrazia diretta),utilizzando di regola meccanismi di abilitazione la suo esercizio a favore di organi che la esercitano stabilmente (democrazia indiretta o rappresentativa). F) Il modello stato fra crisi e universalizzazione: lo stato contemporaneo subisce condizionamenti sia a causa del suo inserimento nella comunità internazionale e nelle sue organizzazioni,sia a causa dell’affermarsi di autonomie politiche al suo interno. In relazione a questi fenomeni si è parlato di crisi delle stato ,notando che lo stato non è più l’unico soggetto esclusivo della politica,l’unico centro autonomo del potere (sia con riferimento ad un profilo interno come la riduzione dello spazio e delle capacità di intervento, che esterno come l’attribuzione negoziale di competenze a enti internazionali). Le osservazioni sulla crisi dello stato non appaiono tali da contraddire la forma stato quale modello. A riprova deve notarsi che nelle esperienze recenti e contemporanee si continua ad assistere a una universalizzazione del modello dello stato territoriale di origine europea e quindi alla continuazione della diffusione del modello tutte le volte che nuove realtà politiche territoriali si avviano alla loro costituzione come soggetti indipendenti (es: state-building nel quadro delle Nazioni Unite). G) Crisi dello stato e globalizzazione: un profilo particolare della crisi dello stato riguarda la ricorrente affermazione dell’abbandono del territorio statale come spazio del diritto e della sovranità a causa della intervenuta globalizzazione (ad esempio la deterritorializzazione delle attività economiche che sfuggono al controllo del singolo stato). Lo stesso giudice statale non ha difficoltà ad ammettere che la societas mercantile è retta da regole condivise che essa stessa produce indipendentemente dal diritto degli stati (ordinamento dotato del carattere di originarietà). La fuga del mercato dallo stato opera quanto alla formazione delle regole,ma lo stato riprende quota nel momento in cui occorre dare concretezza alla loro applicazione. Che lo stato o gli stati siano e riconoscono di essere inadeguati a soddisfare direttamente interessi collettivi è un dato ricorrente e non sta a significare carenza di sovranità,in quanto di regola sono strumenti convenzionali tradizionali che vengono posti in essere per soddisfare le esigenze di tutela degli interessi coinvolti(es: territorio, ambiente. Esempio recente della insufficienza dello stato nazionale si ha nel testo del progetto di trattato costituzionale dell’UE). Da sempre la dottrina e la giurisprudenza internazionale considerano l’assunzione di vincoli,anche includenti limitazioni di sovranità,come espressione della stessa sovranità

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