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La decrescita infelice

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Sintesi

Bruno Tomasich con “La Decrescita infelice” vuole portare un elemento di chiarezza nell’attuale confusione che ha coinvolto perfino governi e movimenti d’opinione in affrettate soluzioni che faranno sentire, e di fatto già hanno fatto sentire, le loro devastanti ripercussioni sulla vita della gente.
L’autore parte dalla lettura delle opere del professore Serge Latouche per criticarne l’impianto complessivo e rilevarne le numerose contraddizioni. In primo luogo per non avere tenuto conto dell’unica e positiva esperienza italiana dell’autarchia, di cui Latouche talvolta ricalca i temi senza mostrare di conoscerne la storia e gli ispiratori. Pur essendo condivisibile l’idea della necessità di un ripensamento del modello di sviluppo non è nemmeno lontanamente concepibile la negazione del progresso delle tecno-scienze ricorrendo, paradossalmente, alla loro più avanzata espressione che è il web.
Le teorie di Latouche e Georgescu, ispiratori della decrescita, sono fatte proprie da Grillo e Casalegno. Se gli elettori del movimento cinque stelle conoscessero cosa si nasconde tra le pieghe del pensiero dei suoi soci fondatori, certamente ne sarebbero sconvolti.
E altrettanto avverrebbe per tanti convinti assertori della necessità di una svolta verde che è divenuta un invitante affare per personaggi di pochi scrupoli che se ne sono appropriati per i loro usi.

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