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Elohim: Religioni, Miti e Leggende delle Antiche Civiltà a Confronto

Elohim: Religioni, Miti e Leggende delle Antiche Civiltà a Confronto

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Elohim: Religioni, Miti e Leggende delle Antiche Civiltà a Confronto

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
118 pagine
2 ore
Pubblicato:
Mar 29, 2015
ISBN:
9788899303068
Formato:
Libro

Descrizione

Un viaggio oltre i confini della storia e del tempo alla ricerca di un retaggio comune ai popoli e alle civiltà del pianeta, un’analisi rigorosa sul mito comune di esseri provenienti dal cielo che all’alba del genere umano diedero origine alla civiltà e all’evoluzione della nostra specie.

Mauro Paoletti ripercorre la storia, i miti e leggende delle più importanti culture del pianeta ritrovando un filo conduttore che sembra sfuggire a qualsiasi interpretazione logica ma sembra trovare la sua sussistenza nell’evidenza di contatti ante litteram avvenuti tra esseri provenienti dal cosmo e le prime culture del nostro pianeta.

Attraverso un viaggio che dagli Elohim biblici passa per l’India giungendo ai Sumeri, agli Egiziani, ai Maya e agli Aztechi passando per la Cina e i popoli del Nord Europa (come Celti e Irlandesi) l’autore delinea un quadro estremamente dettagliato e coerente tracciando un percorso di ricerca ed indagine unico nel suo genere.
Pubblicato:
Mar 29, 2015
ISBN:
9788899303068
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Elohim - Mauro Paoletti

form.

I

Elohim, אלהים, è un vocabolo che si trova nella Bibbia di lingua ebraica. Indicato come plurale di Eloah, viene riferito al vero Dio, agli Dei pagani, agli angeli, ad esseri sovrumani, ai figli di Dio, a uomini forti.

Eloah, אלוה, il cui significato è Signori, Guardiani provenienti dal cielo, è formato a sua volta da El usato per indicare il Dio di Israele, suprema divinità cananea che richiama il dio sumero, e la parola Oah.

Per avere un quadro più ampio a riguardo si deve tener conto che la Bibbia è una raccolta di tradizioni orali comprendenti miti, leggende, eventi storici a cui si aggiungono scritti dei diversi profeti, leggi e regolamenti stilati a fini igienici e alimentari, poemi, canti e preghiere, il tutto proveniente da diversi luoghi.

La sua stesura iniziò nell’ottavo secolo a.C. I testi che la formarono erano scritti in ebraico antico e in parte in aramaico su lunghi rotoli di pelle e pergamena non di facile lettura. Inoltre, osservando una pagina originale della Bibbia, risulta evidente la sequenza consecutiva delle lettere e parole scritte senza l’uso di spazi, punteggiatura e, soprattutto, di vocali.

Milioni di lettere impresse in una serie consecutiva che si presta a diverse interpretazioni. Difatti porre spazi e punteggiatura in determinati punti ne determinava il significato.

La stesura attuale è frutto di una convenzione fra i vari rabbini succedutisi nel tempo, di conseguenza è naturale chiedersi se questa versione, considerata ufficiale, corrisponda all’antico originale, ossia alla versione scritta a memoria da Ezra nel 539 a.C.

I testi, in parte, furono distrutti dai soldati di Nabucodonosor. Fortunatamente gli Esseni avevano copiato e conservato nelle grotte di Qumran alcuni testi, i famosi Rotoli del Mar Morto, fra i quali è stato ritrovato il libro di Isaia nella sua quasi completa totalità e, che, corrisponde perfettamente alla versione mnemonica di Ezra.

Comunque nella Torah ebraica, il Pentateuco, ossia la raccolta dei primi cinque libri della Bibbia che si dice siano stati scritti da Mosè nel 1200 a.C. circa, e più esattamente nella Genesi, il Behreshit, l’Inizio, il termine Elohim è plurale, ne risulta che il mondo sia stato creato da una pluralità di Dei.

Elohim è la terza parola del testo ebraico per cui è logico supporre quanto sopra, ma, nonostante ciò, è tuttora oggetto di discussione in quanto molti biblisti considerano la parola come un plurale majestatis, oltre al fatto che il verbo che segue è al singolare.

Nella Bibbia dei Settanta il termine è stato sostituito con Dio, Signore e Angeli.

I figli di Dio, i Bene Elohim, contrastarono Dio per carpirne il potere e vennero cacciati sulla Terra. Interessante che secondo il Corano si rifiutarono di omaggiare l’uomo creatura di Dio e per questo vennero cacciati.

Una versione fra l’altro contestata da vari teologi stranieri.

Vi sono passi però che sottolineano la pluralità del termine Elohim.

Nella Genesi 6/9 si legge Noè camminava con Elohim (gli Dei), nella traduzione con il Signore, e uno di questi Dei lo avverte del pericolo e gli fornisce le istruzioni per costruire un’arca.

Per i Sumeri questo Dio è Enki. Il dio che vuole cancellare la vita sulla Terra è Enlil, che in seguito si riappacificherà con l’uomo.

Leggendo la Bibbia sembra che con il diluvio non si volesse punire gli uomini, ma gli angeli i caduti, per i loro peccati effettuati con le figlie degli uomini e cancellare dal pianeta il frutto del loro peccato: i figli mostruosi generati. I Giganti che tutto distruggevano. Quindi i Figli degli Elohim.

Enki ordina di costruire una nave e portare al suo interno "ogni sorta di semi della vita".

Altra stranezza scomparse nelle traduzioni, a detta di coloro che hanno potuto visionare la stesura originale della Bibbia, Yahweh si salverà con Noè. Nella Genesi 7/16 "Yahweh chiuse la porta dietro di sé".

In pratica entrò per ultimo dentro l’arca e chiuse la porta. Questo particolare porterebbe a concludere che egli fosse uno degli Elohim. Inoltre sembra che altri Dei si salvarono.

La versione Sumera parla di divinità che tremarono nell’udire il rumore del diluvio mentre salivano ai cieli di Anu.

"Gli Annunaki si levarono con i loro carri".

Leggendo attentamente la descrizione di tale diluvio ritroviamo gli effetti di una particolare perturbazione atmosferica che oggi possiamo definire Ciclone.

Un fatto avvalorato dal verificarsi di un tale fenomeno in altre zone della terra oltre a quelle mesopotamiche e in tempi diversi, tanto da essere annoverato da molti popoli.

La stima effettuata dagli esperti del settore evidenzia che se in effetti l’evento fosse stato globale sarebbe stata necessaria una tale quantità di acqua da far salire il livello dei mari fino a nove chilometri in modo da ricoprire l’Himalaya. Cosa impossibile perché non esiste sul pianeta simile quantità di acqua.

Nella Genesi 20/13 Abramo parlando al re dei filistei dice che "gli Dei, gli Elohim, mi hanno fatto errare. Ovviamente nella traduzione il passo è diventato Dio mi ha fatto errare".

Nei Salmi 82/16 è Dio stesso che si alza nell’assemblea e giudica gli Elohim. Nel Salmo 95/3 "Dio è il grande Re sopra tutti gli Dei e nel Salmo 50/1 parla il Signore, Dio degli Dei. Come cita il Deuteronomio 10/17 Jahve è il Dio degli Dei. Ossia Yhwh è il re degli Elohim".

Jahve, Jehovah, nella Bibbia ebraica YHWH, "יהוה", è un nome formato da quattro consonanti. La mancanza delle vocali ha impedito la pronuncia esatta della parola, per cui è stato stabilito che il nome di Dio non debba essere detto, né pronunciato.

Comunque JHWH, Geova, Adonai nelle traduzioni, era il Dio più forte fra gli Elohim, "coloro che sono in alto".

Coloro che divennero le divinità adorate dalle grandi civiltà; che ne formarono il Pantheon, il culto. Divinità spesso comuni nei culti religiosi dei popoli. In ogni luogo si adorava il Sole e si indicavano luoghi sacri chiamati Collina, il Tepe. Così i Sumeri, i Troiani, i Maya e le tribù amazzoniche adoravano un dio solare e avevano un Tepe. Si ritrova in molte culture una Dea lunare; in America, in Messico e nel Mediterraneo. Sin era la Dea di Ninive e Sin An quella dei Chimù. Lo scarabeo era sacro per gli Egizi, gli Etruschi, i Messicani. Il Dio Etrusco dei morti, Charu, rappresentato come un serpente dal becco di un uccello richiama il serpente piumato azteco e i draghi volanti cinesi.

E si potrebbe continuare ancora.

Quindi Elohim, semplicemente gli Dei oggetto della nostra indagine che inizia dalla terra dei Faraoni.

In Egitto il dio che raggiunge una popolarità tale da far dimenticare il predecessore è Osiride. È il Maat, il Signore di giustizia, il Signore Santo, di cui ci parlano i papiri di Ani, il Libro dei Morti di Hunefer (British Museum). Questi scritti raccontano del serpente umano Sata, dei Figli delle tenebre, della passione del Dio dopo una cena, durante la quale, guarda caso, viene distribuito il pane e le carni consacrate nel suo nome di Signore del Cibo Divino (Piramide di Teta, pag. 214, edizione Maspero).

Osiride, in greco Busiris, proviene da Dedu. A Menfi spodestò Sokaris e ad Abidos divenne il signore del regno dei morti, raffigurato come una colonna spezzata nel punto del capitello.

Il culto di Osiride inizia circa 4000 anni fa e vede i suoi albori ad Abido nel 2300 a.C. Il nome deriverebbe da quello del Dio ariano Asari, noto come Asar; un Asa, un abitante del paese degli Asar, l'antica Asia; vocabolo derivante dal fenicio Asir e dallo scandinavo Aser.

Asar, detto dai Greci Osiride, è l'eroe di un dramma che si svolge in una grande isola circondata da canneti, nel cuore del grande Mare Verde, una storia narrata da Marthe De Chambrun nel suo Empervier Divine.

Asar, come Osiride, sarà crocifisso e smembrato da suo fratello Set o Tifone. Zeus, Giove per i romani. Asar è colui che combatté con Tifone (Typhon) un serpente, sul monte Casio (Sinai). Per gli Ittiti, Hurriti e Sumeri si tratta di Teshub, dio del tuono, che lottò contro Yanka, il serpente. Secondo i fenici il dio era Baal, un dio solare.

Per gli Amurriti fu Adad, dio delle tempeste, a lottare contro Yam e Mot. Fu sconfitto e sua sorella Anat, innamorata di lui, lo risuscitò dopo aver ucciso Mot. Questo ci riporta a Osiride, ricondotto in vita da Iside.

Osiride è il dio dell'ordine naturale, accompagnato da Anubis e dalla coppia Up-Nat, unificò la IX provincia che prese il nome di Casa di Osiride, oggi nota come Abusir.

Il papiro di Hunefer, cap XVII, la piramide di Unas e gli scritti di Maspero ci portano a conoscenza del fatto che i Figli delle tenebre vogliono disfarsi di Osiride. Egli è consapevole che è arrivata la sua ora, ha vissuto tutta la sua vita ed ha paura di avviarsi verso le tenebre.

Nel papiro di NU (Nu era considerato l'oceano cosmico) si legge: "Io sono il vostro Signore. Venite a prendere posto tra le mie file. Io sono il figlio del vostro Signore e voi mi appartenete

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