Trova il tuo prossimo libro preferito

Abbonati oggi e leggi gratis per 30 giorni
Amore? Un'amicizia impazzita

Amore? Un'amicizia impazzita

Leggi anteprima

Amore? Un'amicizia impazzita

Lunghezza:
68 pagine
1 ora
Pubblicato:
Mar 12, 2012
ISBN:
9788896782897
Formato:
Libro

Descrizione

Cosa si nasconde dietro un sentimento cosi profondo come l’amore? E’ forse un’amicizia esclusiva? Una nuova luce che prima non avevamo notato o il desiderio di ritrovare l’armonia con la vita? Non importa chi sei, se sei innamorato o meno, l'amore è ovunque. L'importante è ritrovare il coraggio di iniziare a vederlo e sentirlo. Le undici lezioni, tratte dall'Opera di Seneca, sono di una straordinaria attualità e ti aiuteranno a riflettere sul significato della parola “amore”, del rapporto tra amore e amicizia e dell’amore verso se stessi. Un viaggio nel presente che strizza l'occhio ad uno dei personaggi più interessanti dell'antichità. Ecco alcuni dei capitoli che devi assolutamente leggere: - Il segreto della felicità - La fine di un amore, inizia un’opportunità - L’antidoto contro la paura - I tre sentimenti da evitare - Il viaggio che cambia la vita
Pubblicato:
Mar 12, 2012
ISBN:
9788896782897
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Amore? Un'amicizia impazzita - Giuseppe Franco

Giuseppe

1

Amore? Un'amicizia impazzita

Nota introduttiva:

L'amicizia è un valore fondamentale, nessuno può farne a meno. E' bello parlare, condividere pensieri e riflettere insieme a un amico. Anche le persone più ricche si sentono povere senza un amico con cui condividere gioie e dolori. L'importanza di un amico nella vita è indiscutibile per il nostro benessere fisico e mentale. E quando ti rendi conto di essere attratto nei confronti di una persona che apparentemente ritieni amica, inizi a chiederti quale possa essere il limite tra un'amicizia e una storia d'amore. Sarà forse un'amicizia in preda alla follia?

Caro Lucilio,

Tu vuoi sapere se Epicuro ha ragione a criticare in una sua lettera quanti dicono che il saggio basta a se stesso e che perciò non ha bisogno di amici. È un rimprovero che Epicuro rivolge a Stilbone e a chi è convinto che il sommo bene sia un animo che non patisce. È inevitabile sbagliare se si traduce con impazienza la parola usata da Epicuro e precisamente: impatientia. Può, infatti, intendersi il contrario di quello che vogliamo sottolineare. Per noi si tratta dell'uomo che rifiuta la sensazione di qualsiasi male: c'è il rischio di interpretarlo, invece, come uno che non può sopportare nessun male. Vedi, dunque, se non è preferibile parlare o di un animo invulnerabile o di un animo al di là di ogni sofferenza.

Questa è la differenza tra noi e loro: il nostro saggio vince ogni avversità, ma lo avverte; il loro neppure l'avverte. In comune abbiamo l'opinione che il saggio è autosufficiente; e tuttavia, egli vuole avere un amico, un vicino di casa, un compagno di vita. E guarda quanto è autosufficiente: certe volte di sé gli basta una sola parte. Se una malattia o un nemico l’hanno privato di una mano, se per sventura ha perso uno o tutt'e due gli occhi, anche così ridotto, sarà soddisfatto, e il corpo sconciato e mutilato gli andrà bene non meno di quando era integro. Ebbene se non rimpiange ciò che gli è venuto a mancare, questo non significa che preferisce la menomazione.

Il saggio è autosufficiente non nel senso che vuole essere senza amici, ma può farne anche a meno; e questo può significa che, se perde un amico, sopporta con animo sereno. Non sarà mai senza amici: può crearsene altri in breve tempo. Come Fidia, distrutta una statua, ne avrebbe fatta subito un'altra, così quest’artefice di amicizie, perduto un amico, lo sostituirà con un altro. Mi chiedi come si possa stringere presto un'amicizia? Te lo dirò se stabiliamo che io ti paghi subito il mio debito e per questa lettera facciamo pari. Dice Ecatone: Ti indicherò un filtro amoroso, senza pozioni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama. Non solo dalle amicizie sicure e di vecchia data si ricava grande piacere, ma anche dal cominciarne e dal procurarsene di nuove.

Tra chi ha un amico e chi lo cerca c'è differenza, come tra il contadino che miete e quello che semina. Il filosofo Attalo era solito dire che farsi un amico dà più gioia che averlo, come al pittore procura più gioia l'atto di dipingere che l'opera finita. L'attendere con zelo a un lavoro dà di per sé un grande piacere: non ne prova, invece, uno uguale chi, finita un'opera, toglie mano. Gode ormai del frutto della sua arte: dipingendo, invece, godeva dell'arte stessa. I figli adolescenti danno più frutti, ma da piccoli ci danno una felicità più dolce.

Tornando a noi. Il saggio, anche se è autosufficiente, vuole avere un amico, se non altro per esercitare l'amicizia e per non lasciare abbandonata una virtù tanto nobile. Non lo fa per il motivo dichiarato da Epicuro nella medesima lettera, e cioè per avere chi lo assista quando è ammalato o lo soccorra se finisce in carcere o in miseria, ma per avere lui stesso qualcuno da assistere nelle malattie, o da liberare se prigioniero dei nemici. Chi pensa al proprio interesse quando fa amicizia, sbaglia. L'amicizia finirà, come è cominciata: si è procurato un amico perché lo aiutasse quando finirà in prigione: non appena sarà incatenato, costui sparirà.

Sono le amicizie cosiddette opportunistiche che durano fino a quando ci sarà interesse. Così se uno ha successo, lo circonda una folla di amici, mentre rimane solo se cade in disgrazia. Gli amici fuggono al momento della prova, per questo ci sono tanti esempi infami di persone che abbandonano l'amico per paura, e per lo stesso motivo lo tradiscono. L'inizio e la fine di un’amicizia sono della stessa materia. Chi è diventato amico per convenienza, non lo sarà più per lo stesso motivo.

Se nell'amicizia si ricerca un utile, per ottenerlo si andrà contro l'amicizia stessa. Perché, dunque, ti fai un amico? Per avere qualcuno per cui morire, qualcuno da seguire in esilio, da strappare alla morte anche a prezzo della mia vita: quella che tu descrivi non è amicizia, è qualcosa che mira a un profitto e guarda ai possibili vantaggi.

L'amore senza dubbio somiglia un po' all'amicizia; si potrebbe definire un'amicizia impazzita. Si ama forse per denaro? Per ambizione o per desiderio di gloria? L'amore di per sé trascura tutto il resto e accende negli animi un desiderio di bellezza e la

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Amore? Un'amicizia impazzita

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori