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Segni, sintomi ed emozioni in omeopatia

Segni, sintomi ed emozioni in omeopatia

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Segni, sintomi ed emozioni in omeopatia

valutazioni:
3/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
372 pagine
2 ore
Pubblicato:
12 ago 2010
ISBN:
9788895572390
Formato:
Libro

Descrizione

Questo libro è indirizzato sia al medico che pratica o che inizia ad appassionarsi all’Omeopatia, sia ai naturopati e a coloro che vogliono trattare piccoli disturbi con rimedi omeopatici.
La trattazione procede dai fondamenti (costituzioni, miasmi, leggi e preparazione dei rimedi), passando per una materia medica sintetica ma chiara, fino al pronto soccorso omeopatico, utile non solo nel proprio studio, ma anche tra le mura domestiche. Infine vi sono una serie di approfondimenti che integrano l’approccio omeopatico con tecniche più avanzate, come l’analisi di punti e segni di riflessologia omeopatica a livello del viso e del corpo.
Viene data quindi importanza non solo al sintomo fisico o mentale, ma anche all’emozione del momento e ai segni presenti sul corpo che possono indirizzare o chiarire il caso.
Pubblicato:
12 ago 2010
ISBN:
9788895572390
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Segni, sintomi ed emozioni in omeopatia - Domenico Claps

Claps

Prima parte

I fondamenti

1

L’Omeopatia

1. Una visione olistica del paziente

Sempre più spesso si sente parlare della medicina non convenzionale o della medicina complementare o olistica. Si tratta di una branca della medicina che racchiude diversi approcci terapeutici, fra i più conosciuti: l’Omeopatia, l’Agopuntura, l’Osteopatia, l’Ayurveda, i Fiori di Bach, l’Omotossicologia, la Reflessologia plantare, la Kinesiologia, la Fitoterapia e altre ancora.

L’errore più frequente è quello di classificare ognuna di queste branche come una medicina a sé stante. È un grave errore poiché la medicina è una e ha un solo scopo: La salvaguardia e la cura della salute. Sia l’allopatia (la medicina accademica, insegnata nelle nostre università) che le terapie non convenzionali, perseguono lo stesso scopo anche se con metodiche e approcci differenti. La differenza principale tra allopatia e medicina non convenzionale è la visione del paziente, che dal punto di vista allopatico è relegata in un ambito settoriale, organico, mentre per la medicina non convenzionale è di tipo olistico, di insieme, dove mente e corpo sono un tutt’uno inscindibile, e dove la cura del corpo è al tempo stesso la cura della mente.

2.Hahnemann e l’Omeopatia

Il fondatore dell’Omeopatia, Samuel Christian Hahnemann, nacque a Meissen, in Sassonia, nel 1755 e morì nel 1843. Laureato in Medicina nel 1779 a Erlangen, per dieci anni si dedicò alla professione medica, pubblicando diversi lavori a carattere scientifico di importanza rilevante per la medicina ufficiale del tempo. Si dedicò anche allo studio della chimica e della filosofia di Kant. Era un profondo conoscitore delle lingue (francese, inglese, spagnolo, assiro, latino, greco, ebraico e arabo). Fu uno dei primi a sostenere l’importanza dell’igiene, di una corretta alimentazione, dell’aria fresca, dell’esercizio fisico e di abitazioni più spaziose, in poche parole fu un precursore della specialistica in igiene, medicina del lavoro, scienza dell’alimentazione, oltre a intuire che tra le cause della malattia vi fosse l’azione patogena di microrganismi.

Sempre più disilluso dalla pratica e dagli scarsi risultati della medicina ufficiale del tempo (criticava salassi, purghe e l’impiego di medicinali in dosi massicce che comportavano dannosi effetti collaterali), decise di abbandonare la professione per dedicarsi al lavoro di traduttore nel 1790. Fu proprio durante una traduzione della materia medica di Cullen, dedicata alla corteccia di china, che ebbe l’ispirazione, o meglio seppe cogliere ciò che era sotto gli occhi di tutti, infatti, tra i suoi primi appunti risulta che:

La corteccia peruviana, che viene utilizzata come rimedio contro la febbre intermittente (malaria), agisce in quanto è in grado di indurre dei sintomi simili a quelli della febbre intermittente nell’uomo sano.

Dalla sua corteccia amara si ricava la chinina, una sostanza alcalina biancastra, tonica e febbrifuga da cui, a sua volta, si ricava il chinino, usato contro le febbri malariche. La chinina possiede svariate proprietà medicinali: è indicata nelle nevralgie reumatiche, per eliminare i catarri dallo stomaco. Con questa annotazione vengono gettate le basi per enunciare, dopo sei anni, nel 1796, la legge che sorregge tutta l’Omeopatia, cioè la legge di similitudine (similia similibus curantur).

A questa prima fase della vita di Hahnemann, che annovera la scoperta della legge di similitudine, seguì una fase dedicata alla sperimentazione omeopatica e infine una terza fase nel 1828, con la pubblicazione delle Malattie croniche. In questo libro Hahnemann espone la questione degli insuccessi nel trattamento delle malattie croniche, nonostante l’applicazione delle regole più rigide da lui stesso definite per la corretta scelta del rimedio omeopatico. Così, all’età di 73 anni, Hahnemann superò l’ennesimo ostacolo ipotizzando e poi affermando che alla base degli insuccessi esistono tre cause di natura contagiosa, definite miasmi. In definitiva, se l’applicazione della legge di similitudine è sufficiente nella scelta del rimedio per il trattamento di una malattia acuta, essa deve essere inquadrata e allargata a una valutazione più complessa per le malattie croniche, tenendo in considerazione gli antecedenti familiari e personali del paziente, studiati nel loro insieme e nella loro evoluzione.

3. Definizione di Omeopatia

L’Omeopatia viene definita come un metodo di terapia naturale e biologica, conforme alle leggi della natura in quanto nei preparati ad uso terapeutico vengono utilizzate sostanze estratte dai regni della natura vegetale, animale e minerale. Si tratta di una medicina antropica, definibile come medicina totale dell’uomo per la visione centrale della persona nella sua complessità e uniformità; può essere anche definita una terapia vitalista in quanto considera l’uomo non già come un insieme di organi uniti in una macchina per dar vita a un organismo, ma materia vivente animata da un’energia, definita principio vitale, che stimola e coordina le funzioni fisiologiche dell’organismo per un corretto sistema difensivo e di crescita.

Le sostanze omeopatiche di origine vegetale non devono quindi essere confuse con quelle della Fitoterapia che utilizza la tintura madre ricavata dalla pianta. In Omeopatia la tintura madre è un ceppo di partenza che viene poi trattato con un preciso procedimento di diluizioni e dinamizzazioni in serie, ripetute fino al raggiungimento della diluizione voluta. La sostanza così trattata svolge una funzione elettromagnetica stimolante sulle difese organiche in grado di reagire alla malattia, che altro non è che una reazione fisiologica in risposta all’azione della sostanza patogena. Il rimedio preparato omeopaticamente non agisce sopprimendo i sintomi della malattia, ma interviene sulle cause profonde del turbamento dell’intero organismo. L’omeopata tiene conto delle cause lontane e vicine della malattia, studia il terreno su cui si è sviluppato l’agente patogeno, studia cioè la costituzione, il temperamento, la predisposizione ad ammalare.

Una particolare nota di merito che possiamo rivolgere all’Omeopatia è l’apertura verso il malato: ascoltare e annotare le parole di chi soffre per comprendere il dolore che è in noi. Con l’Omeopatia si apre l’era del dialogo intimo tra terapeuta e paziente, in un originale colloquio tra chi soffre e chi cura.

La raccolta anamnestica omeopatica, infatti, si svolge senza fretta. Mediamente una prima visita (o primo colloquio) dura almeno un’ora ed è suddivisa in due fasi: una prima parte di ascolto, in cui il malato parla ed espone i propri problemi; una seconda parte dove il medico interviene sia verbalmente, per chiarire il colloquio iniziale, sia manualmente con l’esame obiettivo.

Il terapeuta ascolta, osserva, interroga, scrive e coordina il colloquio. Annota tutti i sintomi, specialmente quelli che interessano più il malato che la malattia del momento; la diagnosi della malattia è sostituita dalla diagnosi del rimedio.

I sintomi del malato devono essere equiparati, cioè ricondotti per similitudine, ai sintomi patogenetici di ogni singolo rimedio omeopatico. È per tale ragione che una corretta e obiettiva raccolta dei disturbi diviene la conoscenza fondamentale per una scelta di similitudine.

2

Le costituzioni

La malattia per l’Omeopata è il risultato dell’interazione tra una causa scatenante (che può essere di origine ambientale, chimica, psichica o fisica), il corredo genetico e la capacità reattiva dell’individuo. Già Hahnemann nell’Organon spiegava:

Quelle che noi chiamiamo malattie sono in realtà manifestazioni delle perturbazioni del principio vitale, che tenta di spingere l’organismo alla guarigione.

Componenti fondamentali della diagnosi omeopatica sono lo stato d’animo del paziente, che costituisce uno dei sintomi più importanti che va sempre rilevato, e il terreno, ovvero le caratteristiche generali definite dalla costituzione di appartenenza.

La costituzione è l’insieme dei caratteri psicofisici di un soggetto. Ecco alcune classificazioni derivanti dalle teorie sulle costituzioni umane.

BIOTIPOLOGIA FRANCESE (C. SIGAUD)

•   digestivo;

•   respiratorio;

•   muscolare;

•   cerebrale.

BIOTIPOLOGIA ITALIANA (G. VIOLA)

•   brachitipoo (megalosplancnico): grasso, organi interni sviluppati in eccesso;

•   normotipo (normosplancnico): massa magra e grassa in proporzione, organi normalmente sviluppati;

•   longitipo (microsplancnico): magro, organi interni poco sviluppati.

BIOTIPOLOGIA TEDESCA (E. KRETSCHMER)

•   picnico: grasso, estroverso;

•   atletico: grosso, irritabile, emotivo;

•   astenico: magro, introverso, schizoide;

•   displasico: irregolare.

BIOTIPOLOGIA AMERICANA (W.H. SHELDON)

•   endomorfico: grasso, introverso, massa viscerale sviluppata;

•   mesomorfico: carattere aggressivo, buono sviluppo muscolare ed osseo;

•   ectomorfico: magro, estroverso, corpo sottile.

BIOTIPOLOGIA MIASMATICA (E. VON GRAUVOGL)

•   carbonitrogeno: sviluppo osteo-muscolare ben evidente;

•   ossigenoide: longilineo, respiratorio, eredità tubercolinica;

•   idrogenoide: brevilineo, molle, eredità sicotica.

LA TEORIA DI MARTINY

Il punto di vista di Martiny è elaborato sui tre foglietti embrionali da cui derivano tutti gli organi:

1.  ectoblasta o ectoderma (esterno) è il foglietto più esterno, più a contatto con il cielo; da qui originano pelle e annessi cutanei (unghie, capelli, le ghiandole mammarie, sudoripare e sebacee), smalto dei denti, epitelio olfattivo, orecchio interno, epitelio respiratorio del naso, ipofisi, epitalamo, ipotalamo, talamo, ponte, cervello, cervelletto, midollo allungato, gangli spinali e cranici, midollare del surrene, nervi motori e sensitivi, uvea, leptomeningi, melanoblasti, ghiandola parotidea, epitelio delle gengive e del palato duro;

2.  mesoblasta o mesoderma (medio) è il secondo foglietto che va a formare tutto ciò che ci sostiene: muscoli, derma, ossa, tessuto connettivo, dura madre, sclere, sierose (pleura, pericardio, peritoneo), denti (dentina e cemento), miocardio, endocardio, endotelio dei vasi, milza, tessuto linfoide e mieloide, reni, corticale del surrene, gonadi, dotto deferente, trigono vescicale, uretere, tuba uterina, utero, parte superiore della vagina;

3.  endoblasta o endoderma (interno) è il foglietto più profondo da cui si originano: orecchio medio, paratiroidi, timo, ghiandole sottomandibolari e sottolinguali, lingua, tiroide, faringe, laringe, trachea, polmoni, esofago, stomaco, fegato, pancreas, duodeno, digiuno, ileo, colon, retto, appendice, cieco, vescica urinaria, uretra, prostata, parte inferiore della vagina, uova e spermatozoi.

I FOGLIETTI EMBRIONALI E GLI ORGANI DI DERIVAZIONE

LE COSTITUZIONI DI MARTINY

1. La costituzione carbonica

La Calcarea carbonica si ricava dal guscio sminuzzato delle ostriche, è una costituzione tipica dell’età pediatrica e adolescenziale. Il carbonico è di statura media, brevilineo, tende all’obesità flaccida, la sua cute è fredda e pallida, l’aspetto è stanco, i gesti lenti e goffi, i suoi muscoli atonici. Il viso è rotondo e il collo è largo e corto. La mano è quadrata, come i denti e le unghie.

Il carbonico è un tipo calmo, sedentario, apatico e molto pigro, è razionale, pauroso, disciplinato e responsabile.

È spesso ipotiroideo, ovvero la sua tiroide funziona in modo insufficiente, con conseguente riduzione degli ormoni tiroidei in circolo che provoca un rallentamento di tutte le funzioni organiche, con tendenza all’obesità e alla facile stancabilità, può soffrire di una degenerazione dei tessuti vascolari, di artrosi e varici, malattie metaboliche, reumatismi e ipertensione.

•   Brevilineo astenico: secondo Pende.

•   Endoblasta: secondo Martiny.

•   Psora: secondo la teoria miasmatica.

•   Endoblastico: eccede nell’apparato digerente.

•   Cerebrale lento.

•   Temperamento linfatico.

•   Incapace a utilizzare il carbonato di calcio.

•   Angolo braccio-avambraccio all’estensione: minore di 180°.

•   Angolo coscia/gamba: aperta all’indietro.

È caratterizzata da un eccesso delle funzioni degli organi di derivazione endoblasta:

•   mucose del digerente;

•   apparato digerente;

•   fegato e pancreas;

•   mucose respiratorie;

•   polmoni;

•   tonsille;

•   timo;

•   tiroide e paratiroide.

A seconda della normalità o insufficienza del foglietto mesoblastico (muscolatura liscia e striata, apparato osteo-articolare) il carbonico sarà più o meno astenico.

SEGNI MORFOLOGICI

•   Media statura.

•   Tendenza a ingrassare e all’obesità (fisiologica in quanto è un mangiatore), che si manifesta per lo più in età pubere; va, inoltre, tenuto conto di un deficit più o meno marcato di ormone somatotropo e tireotropo.

•   Cute pallida, untuosa, con scarso sviluppo pilifero.

•   Sangue povero di eritrociti ed emoglobina.

•   Brachicefalo o dolicocefalo; faccia rotondeggiante, a luna piena, infantile; naso concavo, all’in su (naso camuso).

•   Capelli fini e rari con tendenza alla calvizie.

•   Occhi poco vivi.

•   Bocca dalle labbra grosse, denti quadrati che si cariano facilmente, palato largo, mandibola quadrata e ben sviluppata.

•   Il collo è grosso e corto, il torace è svasato alla base, l’addome flaccido sporgente in basso.

•   Genitali ipoplasici, con tendenza al criptorchidismo.

•   Arti corti e tozzi; a braccia estese in orizzontale l’angolo avambraccio-braccio è aperto verso l’alto; a braccia distese è aperto in avanti; l’angolo coscia-gamba è aperto verso l’indietro.

SEGNI FISIOLOGICI

•   Deambulazione lenta e pesante.

•   Astenia dovuta:

–   all’ipoepatismo (psora) con ridotta eliminazione dei prodotti del ricambio;

–   alla reticoloendoteliosi (sicosi);

–   all’ipoendocrinismo (sicosi);

–   alla rallentata circolazione linfatica.

•   Scarsa resistenza alle malattie.

•   Predomina la vita vegetativa su quella di relazione.

•   Ogni sua funzione è lenta.

•   Circolazione debole, ipotensione.

•   Fame eccessiva: è ghiotto e goloso.

•   Ama mangiare e dormire: il sesso lo interessa poco.

•   Accentuata trasformazione dei carboidrati in grassi, perché manca un adeguato controllo diencefalico (iposomatotropismo).

•   Costante idrofilia (il ricambio idrico-salino è sotto il controllo di ipofisi, tiroide, surreni).

•   Accentuata carenza vitaminica (specialmente A, C, D, E).

•   Utilizza male il calcio.

SEGNI PSICOLOGICI

•   Intelligenza analitica e concreta.

•   Caratterialmente è calmo, sonnolento, apatico, sedentario, poco combattivo e rinunziatario.

•   È il classico gregario che ubbidisce.

TENDENZE MORBOSE NEL BAMBINO

•   Diatesi linfatica torpida e diatesi essudativo, catarrale.

•   Cute: eczemi, intertrigo, prurigo.

•   Respiratorio: laringiti, tracheiti, bronchiti.

•   Uro-genitale: balaniti, vulviti, vaginiti, cistiti.

•   Occhi: blefariti, congiuntiviti.

TENDENZE MORBOSE NELL’ADULTO

•   Malattia reumatica acuta, poliartrite cronica primaria, sclerosi circolatoria e d’organo: fegato, pancreas, miocardio.

TENDENZE MORBOSE NELL’ANZIANO

•   Miocardiosclerosi, tromboflebiti, ipercolesterolemia, TBC, diabete ipoinsulare e obesità, diatesi allergica, tumori.

I RIMEDI INDICATI NEL CARBONICO

•   Rimedio di base: Calcarea carbonica.

•   Rimedi intermedi: Magnesia carbonica, Kalium, Carbonicum, Baryta carbonica, Ammonium carbonicum, Carbo vegetabilis, Carbo animalis.

•   Pluricostituzionali: Lycopodium clavatum, Hepar sulphur, Graphites, Sepia.

•   Nosodi: Psorinum (psora), Medorrhinum (sicosi).

•   Drenanti:

–   fegato: Chelidonium, China, Taraxacum;

–   reni: Berberis vulgaris, Chimaphila, Pareira brava;

–   digerente: Condurango, Hydrastis, Aloe, Antimonium crudum;

–   pancreas: Senna;

–   prostata: Sabal serrulata;

–   retto: Ruta, Scrofularia.

2. La costituzione sulfurica

Prende il nome dal metalloide zolfo che catalizza reazioni biochimiche fondamentali dell’organismo, soprattutto nei processi di detossicazione, è un rimedio di modulazione che accelera o rallenta il metabolismo.

Nella costituzione sulfurica si distinguono due sottotipi: il sulfurico grasso e il sulfurico magro.

In genere di media statura è robusto, aggressivo e sempre attivo. Il suo colorito è rosso, la cute è calda e il viso è di forma quadrata.

È impulsivo, combattivo e passionale, ipercritico, nervoso. È un soggetto cronicamente intossicato che elimina attraverso le mucose: respiratorie, digestive, genito-urinarie, oculari. Soffre spesso di sintomi alternanti e recidivanti: prurito, secrezioni, bruciori, cefalee e nevralgie.

Il suo metabolismo tende ad alterarsi (diabete, gotta, calcolosi epatica e renale, obesità).

•   Brevilineo stenico: secondo Pende.

•   Mesoblasta: secondo Martiny.

•   Sicosi secondo la teoria miasmatica.

•   Mesoblasta: esuberanza muscolare e sanguigna.

•   Temperamento sanguigno.

•   Cerebrale vivace, combattivo, reattivo.

•   Incapace a utilizzare lo zolfo.

•   Angolo braccio/avambraccio minore di 180°.

•   Angolo coscia/gambo aperto all’indietro.

La costituzione sulfurica è caratterizzata da un eccesso delle funzioni degli organi di derivazione mesoblasta:

•   muscoli lisci e striati;

•   apparato osteo-articolare;

•   cuore e vasi;

•   sangue;

•   mesenchima e reticolo endotelio;

•   derma;

•   reni e milza;

•   pleure e peritoneo;

•   corticosurreni, gonadi e adenoipofisi.

Si associa una normalità degli organi endoblastici e un deficit di quelli ectoblastici.

SEGNI MORFOLOGICI

•   Soggetto tozzo, corpulento, di statura normale o lievemente inferiore.

•   Leggermente tendente al grasso (ma tonico e colorito) che risparmia gli arti.

•   Forte, sia per lo sviluppo muscolare, sia per il suo ipercorticosurrenalismo.

•   Cranio normocefalo o brachicefalo; faccia quadrata, con notevole sviluppo della parte digestiva e respiratoria; naso convesso e grosso.

•   Denti quadrati, forti, bianco-giallognoli.

•   Collo taurino, spalle robuste.

•   Torace largo, corto, quadrato, di tipo inspiratorio.

•   Arti muscolosi e relativamente corti, con l’estensione delle braccia e delle gambe come nel carbonico.

•   Mano corta, quadrata, muscolosa.

•   Ha l’aspetto di un guerriero di statura bassa o medio-bassa.

SEGNI FISIOLOGICI

•   Deambulazione regolare, pesante, ben cadenzata.

•   Gesti ben controllati, non per astenia ma per l’ipertono muscolare.

•   Grande forza e resistenza allo sforzo, associati a poca velocità e destrezza.

•   Prevalenza della vita di relazione su quella vegetativa.

•   Forte mangiatore, predilige cibi e bevande forti.

•   Caloroso per la pletora sanguigna, teme il caldo, predilige l’inverno.

•   Tendenza all’ipertensione e all’iperglobulia.

•   Il ricambio dello zolfo è turbato.

•   Buona reazione alle malattie acute.

•   È ipergenitale.

SEGNI PSICOLOGICI

•   Intelligenza analitica e concreta.

•   Caratterialmente tende all’azione (non può star fermo).

•   Il pensiero non è capace di soffermarsi a lungo nello studio e nella riflessione, per la fretta di realizzare.

•   Impone le proprie idee in maniera chiassosa.

TENDENZE MORBOSE

•   Apparato cardiocircolatorio: ipertensione, ipercolesterolemia, aterosclerosi (piuttosto precoce), angina-pectoris, infarto del miocardio, edema polmonare acuto.

•   Apparato digerente: poco colpito, con possibile ulcera duodenale, tendente alla perforazione, tendenza alla cirrosi.

•   Tendenza alla diatesi metabolica: gotta, diabete, obesità, litiasi biliare, nefrolitiasi.

•   SNC: possono osservarsi nevrosi e ciclotimia.

Laboratorio: iperglobulia, iperazotemia, ipercolesterolemia, iperuricemia. Emogruppo: B e 0.

I RIMEDI INDICATI NEL SULFULRICO

•   Rimedio di base: Sulphur.

•   Rimedi intermedi: Magnesia Sulphurica, Kalium Sulphuricum, Sulphuricum acidum.

•   Nosodi: Psorinum, Tubercolinum, Medorrhinum.

•   Drenanti:

–   fegato: Carduus marianus, Taraxacum, Chelidonium, Podophyllum, Nux vomica;

–   reni: Pareira brava, Solidago, Berberis, Chimaphila;

–   pancreas: Senna, Iris;

–   retto: Ruta, Aesculus, Arnica, Paeonia;

–   cute: Arsenicum album, Sarsaparilla.

3. La costituzione fosforica

Il fosfato di calcio è presente in tutti i tessuti organici e in questo soggetto i problemi sono legati al metabolismo di questi due minerali.

Si presenta magro e alto con un aspetto elegante, la sua pelle è chiara e pallida e

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