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Corsica - La Guida
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E-book341 pagine4 ore

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Info su questo ebook

La Corsica, l'Ile de Beauté, l’espressione, mutuata dal greco antico Kalliste, con la quale la definiscono i francesi, è un vero continente in miniatura con sorprese a non finire: natura, monumenti, feste, un mare da sogno con spiagge dai colori fantastici, scogliere a picco, bianche falesie e borghi arroccati come nidi di aquile! La terza isola del Mediterraneo, ad appena 90 chilometri dalla nostra penisola e a 12 chilometri dalla Sardegna, è una meta imperdibile sia per rilassate vacanze al mare o nella natura più selvaggia delle aspre montagne, o anche nella ricerca di genuine sensazioni in un paese che ancora conserva tradizioni secolari, una cultura variegata ed intrigante, una gastronomia dal carattere particolare… Naturalmente, senza dimenticare lo straordinario patrimonio naturalistico, le città ricche d’arte e di storia, i musei, i resti romani, i megaliti, le chiese romaniche, le torri saracene… e i tanti ricordi di Napoléon Bonaparte, l’Empereur, il corso più famoso di tutti tempi! Bellissima ed azzeccata anche la definizione che le regalò lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry: “… la Corsica è un ciottolo rosa posato sul Mediterraneo”.
LinguaItaliano
Data di uscita22 giu 2015
ISBN9788897060666
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    Corsica - La Guida - Guida turistica

    Guida turistica

    Corsica - La Guida

    Corsica

    La Guida

    Guida Turistica

    Collana Le Guide EDARC

    ISBN 978-88-97060-66-6

    Copertina: Bastia, le Vieux Port

    Avvertenza

    L’elaborazione della presente guida è stata effettuata con tutta la cura possibile, controllando e ricontrollando tutte le notizie sia sul territorio sia sulle fonti da cui sono state riprese e/o controllate. L’impegno è stato massimo e confidiamo nell’approvazione del lettore. Altresì, confidiamo anche nella sua benevolenza qualora riscontrasse inesattezze, mancanze o qualche errore sempre possibile nelle opere di questo tipo (specialmente per quanto riguarda orari, prezzi, numeri telefonici e così via…). Anzi, saremmo contenti se il lettore ci segnalasse qualche inconveniente. Gliene saremo grati e provvederemo agli aggiustamenti nelle prossime edizioni della Guida.

    Prima edizione: maggio 2015

    Proprietà letteraria riservata

    EDARC EDIZIONI

    50012 Bagno a Ripoli (FIRENZE)

    edarc@edarc.it - www.edarc.it

    Visitate il ns. sito

    www.edarc.it

    ISBN: 978-88-97060-66-6

    Questo libro è stato realizzato con BackTypo (http://backtypo.com)

    un prodotto di Simplicissimus Book Farm

    Indice

    ​Per conoscere la Corsica un po’ di cultura, di geografia, di storia, di notizie varie…

    GEOGRAFIA

    ​SITUAZIONE AMMINISTRATIVA

    ​AGRICOLTURA, FLORA, FAUNA

    I PARCHI NATURALI, LA DIFESA DEL LITORALE, IL GR20

    ​IL CLIMA

    ​LA POPOLAZIONE

    ​LA STORIA

    ​ARCHEOLOGIA

    ​L'ARTE E L'ARCHITETTURA

    LA CASA, IL MOBILIO, L'ARTIGIANATO

    ​LA LINGUA

    ​LA LETTERATURA

    COSA LEGGERE SULLA CORSICA

    COSA LEGGERE IN CORSICA

    ​LA BANDIERA E I SIMBOLI

    ​LA GASTRONOMIA

    ​IL VINO

    ​ALTRE BEVANDE

    ​IL FOLCLORE

    ​LA MUSICA, IL CANTO, LA DANZA

    ​LA CORSICA

    ​HAUTE CORSE

    CORSE DU SUD

    ​RIASSUMENDO

    ​NOTIZIE PRATICHE

    ​BIBLIOGRAFIA

    ​INDICE DELLE LOCALITA’

    ​INDICE DI TUTTE LE LOCALITA'

    ​Per conoscere la Corsica un po’ di cultura, di geografia, di storia, di notizie varie…

    Geografia

    Situazione amministrativa

    L'agricoltura, la Flora, la Fauna

    I Parchi Naturali, La Difesa del litorale,

    il GR20 Corse

    Il Clima

    La Popolazione

    La Storia

    Archeologia

    L'Arte e l'Architettura

    La Casa, il Mobilio, l'Artigianato

    La Lingua

    La Letteratura

    Cosa leggere sulla Corsica

    Cosa leggere in Corsica

    La Bandiera e i Simboli

    La Gastronomia

    Il Vino

    Altre Bevande

    Il Folclore

    La Musica, il Canto, la Danza

    GEOGRAFIA

    La Corsica è un'isola del Mediterraneo centrale, per l'esattezza del mar Tirreno (la quarta per grandezza dopo Sicilia, Sardegna, e Cipro, nel Mediterraneo orientale), posta tra il 43° ed il 41° parallelo, con una superficie di 8725 kmq. vagamente triangolare e con la penisola del Cap Corse a forma di grosso dito.

    Ha una lunghezza di 183 km. (dal Cap Corse, a nord, al capo Pertusato, presso Bonifacio, a sud) e una larghezza di 84 km. compresa tra Alistro ad est e il Capo Rosso ad ovest.

    Le sue coste si estendono per circa 1200 km. e sono uniformi, basse, sabbiose e caratterizzate dalla presenza di stagni e lagune nella parte orientale che va da Bastia a Solenzara, mentre il lato occidentale ed il Cap Corse si presentano frastagliati e sinuosi, con diversi golfi, quasi sempre rocciosi e non di rado a strapiombo sul mare; poco più del 10% di costa (circa 122 km.) è protetto dal Conservatoire du Littoral.

    L'isola dista 170 km. dalle coste francesi, 82 da Piombino, in Toscana, 120 dalla Liguria e appena 12 km., le cosiddette Bocche di Bonifacio, la separano dalla Sardegna.

    Il rilievo montagnoso della Corsica è molto accentuato (con altezze medie sui 568 metri) al punto da esser stata definita una montagna nel mare. Una depressione centrale che va da nord a sud, chiamata Sillon de Corte, divide i due diversi sistemi montagnosi che danno precise caratteristiche geomorfologiche alla parte occidentale e a quella orientale.

    Queste particolarità si sono riflesse notevolmente nelle vicende storiche e sociali dell'isola creando una specie di frontiera economico culturale tra il paese en deçà des Monts ad est e quello au delà des Monts ad ovest, accentuate da una distinzione storica ancora più forte che definisce una parte, quella rivolta verso l'Italia, come Terre du Commun, e Terre des Seigneurs, l'altra.

    Queste differenze hanno notevolmente influito anche sul carattere degli abitanti: più orgogliosi ma anche più ombrosi e chiusi quelli al di là delle montagne, mentre più riflessivi e più intraprendenti quelli dell'altro lato.

    La parte ovest è caratterizzata da montagne alte, ricoperte di foreste, che sovente finiscono a picco sul mare rendendo le coste accidentate e frastagliate. Le rocce di questo lato sono soprattutto di tipo cristallino (graniti, granuliti, rioliti, dioriti, tra i quali la rarissima diorite orbiculare di Santa Lucia di Tallano, gneiss, porfiri). Scarsa la presenza di minerali preziosi: ferro a Calvi, Ota e nel golfo di Sagone, solfuro d'antimonio a Vico, mispickel (o arsenopirite) a Lozari, tracce di mercurio ad Ajaccio, solfuro di piombo argentifero nella Balagne, a Tavaco, a Marignana e sul monte Asinao.

    Le cime più alte sono il monte Cinto di 2710 m. (il più alto dell'isola), il monte Pardo di 2398 m., il monte Rotondo di 2625 m., il monte Oro di 2391 metri, il monte Renoso di 2357 m., la Punta Artica di 2329 m., il monte Incudine di 2128 m. Le numerose valli contribuiscono a creare delle aree con microclimi specifici.

    La parte orientale è invece formata da rocce sedimentarie di tipo scistoso (scisti sericitosi e cloritosi, micascisti, calcescisti, scisti amfibolici, filladi) con presenze di minerali preziosi come l'amianto a Canari, il rame a Vezzani, il realgar (solfuro di arsenico) a Matra, l'antimonio a Meria.

    Da questo lato le montagne sono meno alte ed accidentate e degradano dolcemente verso il mare formando una costa piatta ed uniforme derivante da depositi alluvionali, attraversata da piccoli corsi d'acqua e caratterizzata dalla presenza di acquitrini e lagune. La pianura più ampia è quella di Aleria. Il monte più alto è il San Pedrone di 1767 metri, importanti sono anche il monte Asto di 1535 m. e il monte Stello di 1307 m.

    In conclusione si può dire che dal punto di vista geologico esistono quattro aree ben differenti tra loro: ad ovest la Corsica ercinica cristallina con terreni granitici; ad est, terreni scistici, testimonianza di corrugamenti di tipo alpino circondati da antiche pianure alluvionali; terreni alluvionali sedimentari nella fenditura centrale; terreni calcarei nell'estremo sud e nel nord nella zona di Patrimonio.

    I fiumi corsi sono perlopiù brevi, irregolari e a carattere torrentizio. Scorrono in strette valli che spesso creano rapide e cascate. Sono generalmente in piena da ottobre ad aprile e in secca nel periodo estivo. I più lunghi sul versante tirrenico sono il fiume Golo di 84 km. e con un bacino di 980 kmq. che scende dal monte Cinto, in cui si gettano gli affluenti Asco di 29 km., Tatagine di 28 km. e la Casaluna di 26 km.; segue il Tavignano che nasce dal lago Nino, lungo 80 km., che ha tra i suoi affluenti la Restonica di 17 km., il Vecchio e la Corsigliese di 24 km., lo Zingajo di 22 km. Seguono il Fium'Orbo di 45 km., la Bravona di 33 km. il Fium'Alto di 28 km., il Travo di 27 km., il Bevinco di 25 km., l'Alesani di 22 km., l'Abatesco di 20 km., la Solenzara di 19 km. Sul versante mediterraneo scorrono il Taravo ed il Rizzanese di 53 km., il Liamone che riceve le acque dal Cruzzini e dal Prunelli di 38 km. e dai più piccoli Ajara, a destra, ed Ese a sinistra: Seguono la Gravona di 36 km., l'Ortolo di 28 km., la Figarella di 23 km., il Fango di 25 km, il Porto di 21 km.

    Numerosi sono, nell'interno montagnoso i laghi di origine glaciale, come il già citato lago Nino a 1743 m. di altezza, il lago Melo a 1966 m., il lago di Monte Rorondo a 2058 m., il lago di Crena a 1298 m., il lago Bassani, il lago Soccia, e il lago Capitello. In collina sono stati creati bacini artificiali per l'irrigazione della costa orientale e per il ripopolamento ittico, come l'Alzitone di 55 ettari, il Teppe Rosse di 45 ettari ed il Peri di 25 ettari.

    I centri urbani, non molto popolosi, si sono formati principalmente sulla costa sud occidentale, al riparo dei golfi, in zone non condizionate dalla malaria (Ajaccio, Calvi, Ile Rousse, Porto, Cargese); l'interno aspro e con poche vie di comunicazione si è gradualmente spopolato seguendo il declino delle attività agricole (l'unico centro importante è la cittadina di Corte); la costa orientale, un tempo flagellata dalla malaria, ha sempre avuto una sola città di rilievo, Bastia, e qualche centro di modesta importanza (Solenzara, Porto Vecchio).

    ​SITUAZIONE AMMINISTRATIVA

    La Corsica è una regione della Francia con capoluogo Ajaccio divisa dal 1975 in due dipartimenti amministrativi.

    L'Haute Corse (la sigla automobilistica è 2B) con capoluogo Bastia è divisa nei tre arrondissements di Bastia, Calvi e Corte, in 29 cantons e 236 comuni.

    L'arrondissement di Bastia comprende 15 cantons: Bastia I (con capoluogo Bastia centre), Bastia II (Bastia Fango), Bastia III (Bastia Turretta), Bastia IV (Bastia Cimbalo), Bastia V (Bastia Montesoro), Borgo (Borgo), Sagro di Santa Giulia (Brando), Alto di Casaconi (Campitello), Campoloro di Moriani (Cervione), Haut Nebbio (Murato), Capobianco (Rogliano), Conca d'Oro (Oletta), Fiumalto d'Ampugnani (La Porta), San Martino di Lota (San Martino di Lota), Vescovato (Vescovato).

    L'arrondissement di Corte comprende 10 cantons: Niolu Omessa (Calacuccia), Castifao Morosaglia (Morosaglia), Corte (Corte), Ghisoni (Ghisoni), Moita Verde (Moita), Bustanico (Sermano), Orezza Alesani (Piedicroce), Prunelli di Fiumorbo (Prunelli di Fiumorbo), Venaco (Venaco), Vezzani (Vezzani).

    L'arrondissement di Calvi comprende 4 cantons: Belgodere (Belgodere), Calenzana (Calenzana), Calvi (Calvi), Ile Rousse (Ile Rousse).

    La Corse du Sud (sigla 2A) con capoluogo Ajaccio ha i due arrondissements di Ajaccio e Sartene, 20 cantons e 124 comuni.

    L'arrondissement di Ajaccio comprende 12 cantons: Ajaccio I (Ajaccio Ouest Ville), Ajaccio II (Ajaccio Vieille Ville Sud), Ajaccio III (Ajaccio Centre Ville Nord), Ajaccio IV (Ajaccio Nord), Ajaccio V (Ajaccio Est), Bastelica (Bastelica), Celavo Mezzana (Bocognano), Deux Sevi (Piana), Cruzzini Cinarca (Sari d'Orcino), Sainte Marie Sicche (Sainte Marie Sicche), Deux Sorru (Vico), Zicavo (Zicavo).

    L'arrondissement di Sartene comprende 8 cantons: Bonifacio (Bonifacio), Levie (Levie), Olmeto (Olmeto), Petreto Bicchisano (Petreto Bicchisano), Porto Vecchio (Porto Vecchio), Tallano Scopamene (Serra di Scopamene), Figari (Figari), Sartene (Sartene).

    Nel 1982 il parlamento francese ha dotato l'isola di uno statuto particolare che è stato notevolmente modificato nel 1991.

    ​AGRICOLTURA, FLORA, FAUNA

    L'agricoltura

    Quasi scomparsa la coltura dei cereali, una delle più tipiche dell'area meridionale, e in forte declino, per le difficoltà degli ultimi decenni, anche quelle dell'olivo e del castagno, rimangono di notevole importanza le coltivazioni della vite e degli agrumi che insieme costituiscono il 70 % del prodotto agricolo insulare.

    Storicamente il castagno, u castagnu come lo chiamano i corsi, ebbe una grande importanza, la sua farina rappresentò per secoli la base dell'alimentazione e il legno veniva utilizzato sia per gli edifici che per i mobili, ma l'abbandono delle zone montuose ha reso trascurabile questa coltivazione i cui frutti rimangono ora a disposizione dei cinghiali e dei maiali in libertà che ne mangiano in grande quantità ed è per questo che le loro carni trasformate poi in salumi hanno quel sapore particolare apprezzato dai buongustai.

    La vigna, pur esistendo pressoché da sempre nell'isola, ha ricevuto un forte rilancio agli inizi degli anni '60 diventando con i suoi 9.200 ettari adibiti e con i 460.000 ettolitri di vino prodotti la prima produzione agricola corsa. Le differenze di vitigni e di tecniche di coltivazione caratterizzano i vini prodotti nelle differenti aree vinicole (vedi capitolo dedicato al Vino).

    Per quanto riguarda gli agrumi, coltivati soprattutto lungo la costa orientale che danno circa 3.000 tonnellate di frutti annui, il più importante e rinomato è il clementino corso, senza semi e dai frutti dolci e profumati, raccolto da novembre a febbraio; buona la produzione di arance, principalmente nelle varietà Washington Navel e Hamlin; discrete produzioni anche di limoni, varietà Eureka, di pompelmi e di kumquat.

    In tempi recenti hanno ricevuto un forte impulso le coltivazioni di frutti esotici come il kiwi e l'avocado.

    L'allevamento

    Le attività pastorali hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella vita economica corsa e negli ultimi decenni hanno ricevuto un nuovo forte impulso derivante dall'abbandono dei terreni agricoli che sono divenuti terreno di libero pascolo. L'allevamento principale rimane quello degli ovini, finalizzato alla produzione lattiera e casearia, che pur organizzato su grande scala rimane tuttavia un'attività condotta con criteri tradizionali che poco sono stati modificati dalle moderne innovazioni. Seguono gli allevamenti dei bovini, dei caprini e dei suini.

    Gli asini e i muli, purtroppo pressoché scomparsi lungo il litorale e nei grandi centri abitati, rimangono, per fortuna soprattutto nelle zone montagnose interne, una costante del paesaggio rurale corso.

    La flora

    Lungo le coste e nei vicini entroterra ci sono querce da sughero, fichi, pini marittimi, eucalipti, olivi, vite, lecci, agavi, aloe e cactacee come i fichi d'india.

    Esteso fino a 500 metri di altitudine è il tipico maquis, detto anche a macchia, l'intricata massa di arbusti e cespugli che comprende il tipico cisto corso dai fiori rossi e le altre varietà di cisto dai colori bianchi, il corbezzolo, la ginestra, la lavanda, l'alloro, l'agrifoglio, il mirto, la menta, il rosmarino, il lentisco, l'erica, l'elicriso, l'euforbia, il bosso, il timo, che insieme formano quel bouquet di odori profondi e particolari che caratterizzano l'isola e facevano dire a Napoléon che avrebbe riconosciuto la sua isola anche ad occhi chiusi.

    Tra i 500 e i 1500 metri si estende il dominio delle latifoglie, delle querce e soprattutto del castagno che dà persino il nome ad una mini regione insulare, la Castagniccia.

    Oltre i 1000 metri inizia il regno delle conifere: faggi, pini, abeti, larici. Nella parte alpina si trovano i ginepri e gli ontani nani.

    La fauna

    I mammiferi

    In epoca preistorica vi erano alcuni tipi di mammiferi del tutto peculiari come la Capra Corsica Major, il Lagomys Corsicanus, un roditore che aveva le sembianze di topo e di lepre allo stesso tempo, e il Cervus Cazioti le cui ossa sono state ritrovate nelle grotte di Nonza e di Macinaggio, questi animali scomparvero per mano dell'uomo del Neolitico. Il Cervus Elephus Corsicanus e una varietà di piccolo orso bruno hanno invece resistito fino al XVI secolo.

    I mammiferi peculiari attualmente sono ridotti ad una ventina di specie, considerati come delle sottospecie rispetto a quelli continentali: il cinghiale che spesso si unisce al maiale selvatico, la volpe, il gatto selvaggio, la lepre, il ghiro, il toporagno, il topo nero, arrivato in tempi recenti e presto divenuto endemico, il topo grigio, il riccio, la donnola.

    Del tipico Mouflon Corse ne rimangono poche centinaia di esemplari nelle riserve di Bavella, Asco e Verghello.

    Tra i pipistrelli si contano una ventina di specie, ugualmente presenti sul continente.

    La foca, abbastanza comune fino agli anni '60, in seguito alla caccia dissennata dei pescatori è praticamente scomparsa dalle coste corse.

    Gli uccelli

    Per quanto riguarda gli uccelli, date le caratteristiche di isola abbastanza vicina al continente, non c'è che una sola specie endemica e cioè la Sitelle Corse, difficilmente visibile, che frequenta le foreste resinose dove sono presenti i pini larici, ed è riconoscibile per il caratteristico grido. L'avifauna locale non è interessante né nella varietà né tantomeno nel numero di esemplari ma bensì nella sua natura e nella sua origine che risultano dalla convergenza di specie mediterranee, eurasiatiche, africane e del Medio Oriente. I passeracei nidificatori sono i più numerosi con 67 specie, seguiti dai trampolieri e dai palmipedi con 20 specie, e dai rapaci con 12 specie. Riguardo alla nutrizione, i granivori sono numerosi nelle lande e nella macchia costiera, gli insettivori nella macchia con frutti, i polifagi nelle foreste. Per contro alcune specie presenti nell'isola non esistono più sul continente, come è il caso del falco pescatore, il gabbiano d'Audoin, la capinera sarda, lo storno unicolore, il cormorano dal ciuffo e l'avvoltoio degli agnelli che ha la particolarità di nutrirsi con il midollo delle ossa che rompe facendoli cadere sulle rocce. Il Picargo, un rapace marino, e il falco pecchiaiolo da decenni non sono più avvistati in Corsica.

    In inverno diverse specie di migratori, come ad es. la beccaccia e il merlo, fanno lunghi soggiorni nell'isola. Altre specie, come la quaglia, la tortora, la rondine, non sono visibili che in primavera ed in estate. Numerose sono le specie sedentarie che ben si adattano all'ambiente: la pernice rossa, il tordo, il merlo, la cincia, il cardellino, la capinera, il regolo. Sono ugualmente presenti il corvo, la cornacchia, il barbagianni, la poiana, il passero, l'allodola e il picchio.

    Nello stagno di Biguglia, il più esteso dell'isola, una volta vi nidificava l'aquila di mare, che è sempre più raro incontrare, si vedono invece in abbondanza gli uccelli palustri come le garzette, le beccacce di mare, i falchi di palude, i cinerini. Nelle campagne e nei boschetti attorno a questo si trovano le ghiandaie marine, le upupe, i gruccioni, gli zigoli, i falchi cuculi, i gheppi e le pernici di mare.

    I rettili

    Tra i rettili si contano dieci specie presenti, ma solo la biscia dal collare è considerata autoctona. La lucertola dei muri, la tartaruga e il geco, sono presenti dappertutto, mentre è più rara la lucertola nana. In Corsica è assente la vipera.

    Gli anfibi

    Per gli anfibi si parla di sette specie che comprendono un tipo di tritone che vive nelle acque di montagna (presente anche in Sardegna e nei Pirenei) e la salamandra corsa (unica specie peculiare della Corsica).

    I pesci d'acqua dolce

    Gli unici pesci d'acqua dolce sono la trota fario, l'anguilla, abbastanza comuni, ed il blennio di fiume, piuttosto raro. Sono stati segnalati in passato, ma difficili da trovare, lo spinarello e il gambero d'acqua dolce. Alcune specie marine, come l'alosa, il branzino, l'orata, il muggine, sono state riscontrate nelle acque dolci e in quelle salmastre degli stagni. Tra le specie importate per la ripopolazione ci sono il salmone di fiume, la carpa e la carpa rossa, la lasca, la lucioperca, la tinca.

    La fauna marina

    Nel mare della Corsica vivono tutte le specie tipiche del Mediterraneo centrale. La pesca, condotta con sistemi tradizionali, è diretta soprattutto alle redditizie aragoste, ma non vengono trascurate tutte le specie di pesci commestibili: la triglia (a Treghja), il pagello (u Paragottu), l'orata (a Palmata), la spigola (u Luvazzu), la salpa (a Bogula), il tonno (u Tonnu), il grongo (u Groncu), l'obbiata (l'Occhjata), lo scorfano (u Cappone), ecc. Sulle coste meridionali, tra Ajaccio e Bonifacio, si raccoglie ancora sui fondi marini il corallo rosso che un tempo rappresentava una delle attività principali della zona.

    L'entomofauna

    Gli ortotteri: ci sono un centinaio di specie che comprendono il raro Petaloptila Andreinii, una specie di piccolo grillo e 45 specie di acridi, di cui cinque particolarmente nocivi, tra i quali la cavalletta italiana e la cavalletta marocchina.

    I coleotteri: meritano di esser citati tra il centinaio di specie segnalate, l'utile scarabeo coprofago, la Pimélie, un coleottero nero, e il Mylabre, un tipo di coleottero predatore.

    Gli imenotteri: api, vespe e formiche. Di queste ultime specie sono peculiari: la Tapinoma, la Messor, la Formica Lemani e la Tretamorium Semilaeve sono presenti ovunque.

    Gli emitteri: otto specie di eterotteri e tra gli omotteri, la dannosa Cicadelle che trasmette nei vigneti di Patrimonio l'agente patogeno della flavescenza dorata.

    I lepidotteri: sono state contate 860 specie, con 540 macrolepidotteri e 320 microlepidotteri. Su questi 80 specie sono considerate endemiche. Tra i bruchi particolarmente dannosi sono quelli della Lymantria Dispar che attaccano le querce, del Calosome Sycophante che infestano i lecci, della Liparis Phaerrhoea dei castagni, e la Thaumetopea Pityocampa Schiff. delle conifere. Legata a fattori ambientali e climatici è l'entità dei danni provocati soprattutto ai pini e ai larici della cosiddetta processionaria del pino.

    Gli insetti cavernicoli: data l'assenza di grotte significative hanno una presenza poco numerosa ad eccezione della Campodea Cyrnea che è considerata una specie endemica.

    I ditteri: presenza numerosa ma non caratteristica. Si fa notare per i danni la Dacus Oleae, o mosca dell'olivo, a sua volta distrutta dal piccolo insetto Eupelmis Urozonus Dolman. Tra le Anophelidae sono presenti nell'isola dodici specie di zanzare.

    Gli aracnidi: in Corsica esistono 373 specie di ragni di cui 53 endemici e 17 sottospecie di cui 8 endemiche, 16 specie di opilionidi di cui 4 endemiche e due specie di scorpioni. Tra i ragni sono pericolosi la Malmignate, il cui morso può essere mortale, la Tarantula o Zinevra, e la Migale Maçonne.

    I PARCHI NATURALI, LA DIFESA DEL LITORALE, IL GR20

    Il Parc Naturel Régional di Corsica, costituito ufficialmente il 2 febbraio 1971, è una lunga striscia di 300.000 ettari (più di un terzo dell'intera superficie che si appresta ad aumentare fino a coprire la metà dell'isola) che comprende oltre 138 comuni, la partecipazione attiva della regione e dei due dipartimenti.

    Parte da nord ovest e scende nel centro sud, comprendendo le falesie di Scandola, la foresta d'Aitone, le Gorges du Asco e i caos granitici di Coscione.

    Il nuovo ente ha fissato come suo primo obbiettivo quello di proteggere queste zone e di conservarle intatte per le generazioni future, salvaguardando i magnifici paesaggi ma anche le bestie che vi vivono: mufloni, aquile, gipeti, cinghiali, trote e tutta la fauna avicola salvandoli sia dall'urbanizzazione e dagli incendi ma anche dal bracconaggio (il parco interviene con opera di propaganda, educazione, sorveglianza, ripopolamento). Secondo scopo del parco è quello di ridare vita tutto l'anno ai villaggi montani che rischiavano di scomparire a seguito dell'abbandono.

    Con l'opera di bonifica si riconquistano quindi le terre abbandonate e ricoperte dalla macchia, si creano pascoli permanenti e vengono insegnate le nuove tecniche di sfruttamento intensivo ai giovani pastori; con quest'opera diminuiscono inoltre i rischi d'incendio. Infatti è una dolorosa realtà il fatto che gran parte degli incendi venivano e ancora vengono causati dalla vecchie pratiche pastorali di dar fuoco ai cespugli per ingrandire le superfici di pascolo.

    Nel corso degli anni i pastori hanno lasciato a poco a poco la montagna, abbandonando i millenari usi della transumanza, indispensabile alla buona salute delle greggi. Il Parco ha ricostruito oggi numerosi ovili, rimesso in attività sentieri, rifatto passaggi, ponti e passerelle. I nuovi pastori ritrovano quindi progressivamente la strada della montagna e numerosi giovani hanno ripreso il mestiere degli avi. Le nuove possibilità di lavoro permettono a nuove famiglie di installarsi nei villaggi montani rivitalizzandoli, al tempo stesso si cerca di frenare in questo modo la crescita dei disoccupati nel settore industriale, fortemente in crisi.

    Il parco non ha però solo finalità di tipo economico, tra i suoi scopi precipui ci sono anche quelli di educare all'amore per la natura e per la propria terra, di informare su tutti gli aspetti naturalistici culturali e non ultimo anche quello di divertire.

    Riassumendo le attività fondamentali sono: la protezione della natura e dei luoghi (zone di natura, zone libere a vocazione rurale,

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