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Come vivere 150 anni - istruzioni per l'uso del corpo umano
Come vivere 150 anni - istruzioni per l'uso del corpo umano
Come vivere 150 anni - istruzioni per l'uso del corpo umano
E-book253 pagine2 ore

Come vivere 150 anni - istruzioni per l'uso del corpo umano

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Info su questo ebook

Questo libro - scritto in collaborazione con l’Istituto Europeo di
Medicina Nutrizionale - spiega in modo pratico come migliorare la propria salute e longevità grazie alla nuova scienza della Metabolomica.

Le comuni domande su come aumentare la propria energia, superare lo stress, dimagrire o migliorare la propria longevità, trovano rispsoste efficaci e utilizzabili nella vita di tutti i giorni.

. Come si può vivere a lungo e in salute?
. Come si raggiunge il massimo potenziale del corpo?
. Qual è la vera origine delle malattie?
. Quali sono i cibi che ti fanno bene?
. Come dimagrire migliorando la salute?

E' disponibile anche la versione in carta stampata su: www.einum.org
LinguaItaliano
Data di uscita28 mar 2014
ISBN9788869093456
Come vivere 150 anni - istruzioni per l'uso del corpo umano
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    Anteprima del libro

    Come vivere 150 anni - istruzioni per l'uso del corpo umano - Dr. Dimitri Tsoukalas

    Dr. Dimitri Tsoukalas

    Come vivere 150 anni

    Istruzioni per l'uso del corpo umano

    In collaborazione con l'Istituto europeo di Medicina nutrizionale

    Alla mia prima fan, mia moglie Yota e 

    ai miei due stupendi figli Rosa e Dennis

    Ringraziamenti 

    Desidero ringraziare di cuore tutti quelli che hanno aiutato a rendere questo libro una realtà.

    Prima di tutti l’Ing. Loris Zoppelletto; educatore, scrittore e persona d’impareggiabile genio. Senza il suo aiuto non sarebbe stato possibile pubblicare questo libro. L’editore del libro che ha curato, corretto e fatto sì che attraverso le immagini, il lettore abbia una comprensione profonda dei concetti descritti. Il team dell’E.I.Nu.M, European Institute of Nutritional Medicine che ha lavorato per la formazione del corso di Medicina Nutrizionale, indirizzato a tutti i professionisti della salute Medici e Nutrizionisti che desiderano approfondire e applicare la scienza della Metabolomica e della Medicina Nutrizionale. La mia famiglia, mio padre per il suo esempio come medico, mia madre per il suo esempio nella vita, mio fratello e mia sorella per il loro continuo supporto e affetto e il mio caro zio Luigi Di Bartolomeo per la sua contagiosa genialità. I miei straordinari collaboratori Fabio Arcaro, Ivan Mocchio, Davide Colonello, Lorenzo Giacomini, Dr.ssa Maria Charta, Dr. Vagelis Papakonstantinou, Monica Garbin, Dr.ssa Francesca Marcon, Aspasia Paxinou, Sotiria Samiou, Dr. Vasilis Glezos, la mia amica e consigliere personale Elena Alevizopoulou e il ricercatore, genetista clinico e compagno d’avventura Dr. Lefteris Georgakopoulos. Un riconoscimento speciale alla Dr.ssa Maria Charta per il suo contributo all’applicazione della medicina nutrizionale. Gli amici che per primi hanno abbracciato le mie idee George Theodosis, Sourtzis Spiros, Alessandro Baggio, Gianfranco Baggio, Michel Czimbalmos, Claudio Zonta, Nikos Psaris, Spiros Therianos, Dimitris Tavoularis, Spiros Tsoukalas e Alitis. L’amico e ricercatore di biologia molecolare le cui scoperte hanno fatto avanzare la medicina moderna e cambiare il futuro dell’umanità Dr. Bill Andrews.

    Infine mi sento di avere un debito infinito verso tutte le menti illustri e geniali che hanno scoperto e trasmesso la conoscenza grazie alla quale l’umanità può avanzare e migliorare le proprie condizioni per rendere possibile l’aiuto possibile.

    Introduzione

    Colui che ha salute ha speranza e colui che ha speranza, ha tutto. Thomas Carlyle

    °°°

    A cosa serve questo libro

    Mio padre è medico, uno dei migliori internisti che abbia mai conosciuto. Agli inizi della mia carriera mi diede un consiglio: Cerca di dare ai tuoi pazienti la cura che li guarirà sin dall’inizio

    Molti anni dopo mi sono reso conto che questo consiglio mi aveva messo in una traiettoria ben diversa da quella che seguiva la medicina come scienza, dagli anni ottanta in poi. Sembrava che l’intenzione fosse di diagnosticare e non di guarire. Medici e pazienti credono ancora oggi che la diagnosi sia uno scopo in sé. Una volta fatta la diagnosi corretta, tutto è risolto. 

    La verità è che se si tratta di una malattia acuta (che dura meno di 3 mesi) oppure di un’emergenza medica come la polmonite, un infarto, una frattura, un’emorragia; fare la diagnosi giusta porta alla cura e nella maggior parte delle volte alla guarigione completa. Lo stesso non vale invece per le malattie croniche (che durano più di 3 mesi). Nelle malattie croniche la diagnosi indica la cura, ma non necessariamente la guarigione. 

    Il mio obiettivo finale era di guarire i miei pazienti, la diagnosi era una tappa in questo processo, non un fine in sé. Come ho sperimentato però in seguito, questa non era una cosa facile da ottenere e ogni volta che questo non accadeva, mi sentivo di aver fallito nel mio scopo di guarire. Questo mi spinse a trovare e ricercare delle cure più efficaci e a quel punto mi sono scontrato con quello che penso sia la barriera più grande per gli scienziati moderni: un’infinità di dati!

    Viviamo in un’era in cui la velocità di trasmissione e la quantità d’informazioni sono semplicemente sopraffacenti. Credo profondamente che ora il nostro problema come civiltà non sia di scoprire e trovare nuovi dati. Anche se ci sono ancora molte cose da scoprire, il problema principale riguarda la valutazione dei dati esistenti.

    Non tutti i dati hanno lo stesso valore e non tutti sono veri. Attraverso 25 anni di studio e clinica pratica ho cercato di valutare e individuare i dati cardinali per la salute e l’applicazione della medicina. Appena trovati questi dati, è stato molto più facile valutare e mettere a posto il resto.

    I medici e i professionisti della salute cercano d’informarsi per offrire il meglio ai loro pazienti ma non sempre è facile navigare in questo mare d’informazioni e punti di vista. Anche i migliori talvolta si perdono e finiscono sugli scogli.

    Il libro che avete fra le mani riassume 25 anni di ricerca, studio e clinica pratica. I risultati ottenuti attraverso tale ricerca e applicazione clinica mi hanno permesso di aiutare migliaia di pazienti e metterli in grado di migliorare la loro condizione di salute. 

    Grazie al team dell’European Institute of Nutritional Medicine (www.einum.org) i metodi da me sviluppati sono stati codificati e resi disponibili per i professionisti della salute e per le persone comuni che vogliono raggiungere il massimo potenziale di salute e longevità, attraverso i corsi di Medicina Nutrizionale.

    Il miglioramento della propria condizione e il raggiungimento di una salute ottimale è alla portata di chiunque. I dati contenuti in questo volume sono ciò che serve per comprendere il funzionamento del nostro corpo e migliorarlo. Spero con tutto il cuore che vi sia d’aiuto.

    Alla Vostra Salute!

    Dott. Dimitris Tsoukalas

    Medico Chirurgo

    Capitolo 1

    In ogni argomento, scienza o disciplina c’è sempre un dato che è superiore e di maggior importanza rispetto al resto dei dati che formano tale disciplina. Il resto dei dati in tale disciplina si allinea a questo senza eccezioni.

    Nel primo capitolo vedremo qual è il dato fondamentale riguardante la salute.

    Qual è il dato che si applica a tutte le discipline e metodi di terapia, la medicina classica, omeopatia, medicina alternativa, medicina olistica, medicina funzionale e altre?

    Ecco a voi…

    °°°

    …il segreto della Medicina

    Una delle preoccupazioni e delle paure più grandi che assale la maggioranza di noi è quella di ammalarsi. E se ci ammaliamo, ce la faremo a ritornare allo stato di salute di prima? Come fa la medicina ad aiutare la guarigione del corpo umano in caso di malattia? Qual è il segreto della scienza medica?

    Per rispondere alle suddette domande dovremmo osservare le qualità della vita stessa.

    Si è rilevato che come esseri umani abbiamo la tendenza naturale a cercare la gioia e il piacere, sia a livello fisico che spirituale. La ricerca del piacere (la beatitudine, come descritto da Platone) è un incentivo così potente che può darci la forza di sopportare anche cose molto spiacevoli nell’attesa del suo raggiungimento.

    La ricerca della gioia e del piacere, per definizione, include lo sforzo di allontanarsi dal dolore e dalla sofferenza. Si tratta di caratteristiche che definiscono la vita stessa e sembrano essere comuni a tutti gli esseri viventi.

    Queste osservazioni sono state fatte in passato da molti filosofi e ricercatori e ci permettono di capire in un modo più approfondito la vita stessa e le leggi che la governano.

    Il piacere è direttamente collegato con l’essere sani, con il sentirsi pieni di energia, fiducia e ottimismo per affrontare la vita e il futuro. Oggi sembra che tutto questo sia sempre più difficile da realizzare. C'è speranza di cambiare una situazione che sta gradualmente peggiorando sia a livello individuale sia sociale?

    La vita e le leggi naturali

    Facciamo un esempio pratico per meglio comprendere le qualità della vita rispetto all’universo fisico. Supponiamo che il telefono cellulare ci cada dalle mani, finisca sul pavimento e si rompa. Quali sono le probabilità di ritrovarlo privo d’incrinature e perfettamente funzionante lasciandolo lì fermo per qualche tempo? Forse che ingessarlo contribuirà a ripristinare il suo stato originale di piena funzionalità?

    Secondo la nostra esperienza e il secondo principio della termodinamica (una branca della fisica che studia le proprietà dell’energia e della materia riguardanti il calore) la probabilità che ciò accada è semplicemente zero.

    Il secondo principio della termodinamica dichiara che l'universo s’indirizza verso un costante deterioramento del suo stato di ordine.

    Uno fra i dibattiti più interessanti a livello scientifico e filosofico degli ultimi 100 anni è quello che riguarda il rapporto della vita con il principio sopra citato e se la vita sfidi oppure no questo principio della fisica.

    Cerchiamo di estendere l'osservazione che abbiamo fatto con il telefono cellulare al corpo umano e supponiamo che, mentre stiamo per martellare un chiodo nel muro, colpiamo il nostro pollice per errore. Cosa ci si aspetterebbe che avvenga dopo un mese, in un caso del genere? In condizioni normali ci aspettiamo che il dito sia guarito e che sia di nuovo perfettamente funzionale. Se così non fosse, saremmo preoccupati e molto probabilmente andremmo dal medico.

    Consideriamo scontata la capacità del corpo umano di guarirsi, mentre una cosa del genere non si osserva nella materia inorganica. Sembra perfino che la vita vada contro le leggi della fisica.

    Qual è allora il motivo per cui le creature viventi, anche se per periodi limitati, s’indirizzano verso stati superiori di organizzazione?

    La mia intenzione, con la presente dissertazione, non è quella di risolvere questo problema, certamente interessante dal punto vista scientifico, ma quella di attirare la vostra attenzione sul fatto che il corpo umano ha una proprietà intrinseca di auto-guarirsi e ripristinare, ove possibile, un normale stato funzionale. 

    IN EVIDENZA: Secondo Ippocrate, il medico prima di tutto non deve causare dei danni. La capacità di auto guarigione è considerata certa e il medico dovrebbe causare più benefici che danni per ottenere la cura della malattia.

    Nessuna procedura, intervento medico o chirurgico avverrebbe se non ci fosse tale attributo della vita: la capacità di organizzare la materia e l’energia, anche per intervalli di tempo limitati. Nell’esempio del dito, se il medico deciderà che è il caso di ingessarlo, sarà il gesso a portare la guarigione? Certamente no! Il gesso fa in modo che i processi riparativi innati vadano verso la giusta direzione.

    Come affermato da Voltaire nel 18° secolo:

    L'arte della medicina, consiste nel divertire il paziente mentre la natura cura la malattia.

    Ippocrate ha descritto la stessa cosa con parole diverse:

    Primum non nocere

    Secondo Ippocrate, il medico per curare una malattia, prima di tutto non deve causare dei danni. La capacità di auto guarigione è considerata certa e ciò che il medico dovrebbe causare è quello di portare più benefici che danni per ottenere la cura della malattia.

    Questo principio è oggi uno dei requisiti basilari dell’etica medica e il principio cardinale nell’esercizio della medicina di emergenza in tutto il mondo.

    Il nostro corpo ha la tendenza a essere sano

    Da quanto menzionato qui sopra, consegue che il corpo umano ha la tendenza innata a essere sano. Non tende ad ammalarsi come molti di noi pensano. La malattia avviene perché i danni causati da atti o omissioni superano la capacità del corpo di ripararli.

    Oltre 10.000 lesioni avvengono ogni giorno in ogni nostra cellula. Meccanismi riparativi e antiossidanti specifici si attivano per correggere la maggior parte di queste lesioni.

    Perché ci si ammala allora?

    1. i danni causati da atti o omissioni, superano la capacità e la velocità del corpo di riparare.

    2. Non si hanno a disposizione le sostanze necessarie per portare a termine tali riparazioni. Finché il nostro corpo ha le sostanze, ripara i danni subiti e molto spesso questo passa inosservato. Gradualmente le sue scorte finiscono e il processo di riparazione rimane incompleto. I danni che si accumulano si manifestano infine come malattia.

    È una nostra scelta continuare ad aggiungere lesioni attraverso un’alimentazione non appropriata, il fumo, l’uso eccessivo di alcool, l’uso di droghe, l’abuso di medicinali, il mancato riposo oppure mantenere

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