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Apprendimento: Teorie, Variabili e Strumenti Cognitivi
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E-book122 pagine1 ora

Apprendimento: Teorie, Variabili e Strumenti Cognitivi

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Info su questo ebook

L‘apprendimento è senza dubbio uno degli aspetti più complessi che riguardi gli esseri umani. Gli uomini quando vengono al mondo dipendono da altri individui ma crescendo diventano adulti dotati di una straordinaria capacità di adattamento, operando in una società molto complessa.In questo Saggio è sviluppata una riflessione sui processi di apprendimento e sugli strumenti che lo facilitano, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie.
LinguaItaliano
Data di uscita24 ott 2012
ISBN9788890623806
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    Apprendimento - Vito Francesco De Giuseppe

    Apprendimento: Teorie, VAriabili e strumenti CognitivI

    A cura di

    Vito Francesco De Giuseppe

    Scritti di:

    Loredana Antonazzo, Antonio Balestra,

    Vito Francesco De Giuseppe, Margherita De Simone,

    Paola Meraglia.

    Vito Francesco De Giuseppe

    Psicologo Psicoterapeuta.

    Socio della Società Italiana di Terapia Cognitivo-comportamentale, si occupa di Disturbi d’Ansia, Depressivi e Psicosomatici.

    Svolge ricerche nell’ambito della Psicofisiologia, dell’Ergonomia Cognitiva e dell’impiego di sistemi di Realtà Virtuale in Clinica, Riabilitazione e nello studio dei processi di apprendimento.

    Apprendimento: teorie, variabili e strumenti cognitivi a cura di Vito Francesco De Giuseppe. Simbiosis Book.

    ISBN 978-88-906238-0-6

    Collana Manuali

    Giugno 2012

    ISBN 978-88-906238-0-6

    Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia

    (CC BY-NC-ND 3.0) 2011

    Simbiosis s.r.l.

    73100 Lecce - via O. Scalfo n.14

    www.simbiosisbook.com

    info@simbiosisbook.com

    Sei libero:

    di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest'opera.

    Alle seguenti condizioni:

    Attribuzione — Devi attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato l'opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l'opera.

    Non commerciale — Non puoi usare quest'opera per fini commerciali.

    Non opere derivate — Non puoi alterare o trasformare quest'opera, ne' usarla per crearne un'altra.

    Date le caratteristiche intrinseche di Internet, l’Autore non è responsabile per eventuali variazioni negli indirizzi e nei contenuti dei siti Internet riportati.

    Sommario

    Variabili d'ambiente nell'apprendimento

    Ambiente d’apprendimento

    Variabili d’ambiente

    Gli Agenti

    Agenti specifici ed Agenti aspecifici

    Bibliografia

    LE TEORIE DELL’APPRENDIMENTO

    Pavlov: il condizionamento classico

    Thorndike: la legge dell’effetto

    Skinner: il condizionamento operante

    Hull e Tolman: verso il cognitivismo

    Miller: l’unità T.O.T.E.

    Kohler: l’apprendimento come insight

    Vygotskij: la scuola socio-culturale

    Gardner: le intelligenze multiple

    Kolb: gli stili di apprendimento

    Bibliografia

    PERCEZIONE VISIVA E APPRENDIMENTO

    Il sistema sensoriale

    Meccanismo di visione

    Processi visivi primari e secondari

    Elaborazione bottom-up e top-down

    Le principali teorie sulla percezione

    Come avviene il riconoscimento degli oggetti? La teoria delle caratteristiche

    L’articolazione figura-sfondo

    Organizzazione percettiva

    Differenze individuali nello stile di elaborazione delle informazioni

    Il Modello di Miller

    Bibliografia

    L’UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE NELL’APPRENDIMENTO

    Papert e il pensiero formale

    Tecnologie e apprendimenti

    ICT: come facilitare e migliorare l’apprendimento

    Le nuove macchine per insegnare

    Strategie di apprendimento in rete

    Conclusioni

    Bibliografia

    Apprendimento e Web 2.0

    L’apprendimento situato nelle Comunità di pratica

    L’apprendimento cooperativo collaborativo nelle comunità virtuali

    Social network come medium

    Social network, comunità e gruppo

    Bibliografia

    Variabili d'ambiente nell'apprendimento

    Vito Francesco De Giuseppe*

    * Psicologo Psicoterapeuta. Socio della Società Italiana di Terapia Cognitivo-comportamentale, si occupa di Disturbi d’Ansia, Depressivi e Psicosomatici. Svolge ricerche nell’ambito della Psicofisiologia, dell’Ergonomia Cognitiva e dell’impiego di sistemi di Realtà Virtuale in Clinica, Riabilitazione e nello studio dei processi di apprendimento.

    Ambiente d’apprendimento

    Per ambiente di apprendimento si intende l'insieme costituito da una struttura comprendente vari elementi. Varani (Varani, 2002a) sistematizza gli elementi che compongono un ambiente di apprendimento in : ambiente fisico; insieme di attori che agiscono al suo interno; set di comportamenti concordati; serie di regole o vincoli comportamentali; compiti ed attività; tempi; set di strumenti o artefatti, oggetto di osservazione, lettura, argomentazione, manipolazione; insieme di relazioni fra i vari attori; clima relazionale e operativo; aspettative; assunzione del ruolo di studente; lo sforzo mentale profuso.

    Variabili d’ambiente

    Il termine variabile d'ambiente è la traduzione dall'inglese di environment variable.

    In informatica indica una porzione di memoria che contiene dei dati, questi possono essere modificati da un programma in esecuzione. Le variabile possono essere indicate con un nome, una sequenza di caratteri, lettere e numeri. La variabile d'ambiente si differenzia dalla costante d'ambiente, poiché in questa locazione di memoria i dati in essa contenuti non subiscono variazioni in seguito all'esecuzione di un programma.

    Le variabili d'ambiente sono esterne ai programmi ed i dati in esse contenuti sono condivisi da più programmi, o processi in esecuzione.

    Questo presuppone che l'ambiente possa essere considerato come una funzione di una serie di variabili.

    Mutuando dall'informatica il concetto di variabile d'ambiente possiamo dire che se consideriamo il soggetto alla stregua di un programma e l'ambiente come il contesto nel quale il processo viene eseguito le variabili d'ambiente relative alle coordinate spaziali ed a quella temporale si modificano in seguito all'attuazione del processo.

    Se consideriamo, ad esempio, Una condizione d'aula nella quale un agente razionale che definiremo docente, attua un comportamento che definiremo insegnare. tale comportamento è diretto verso altri agenti razionali, presenti nello stesso luogo, l'aula, cioè gli studenti che attuano un comportamento che definiamo imparare. Lo scopo dell'agente docente è quello di trasmettere conoscenza, quello degli agenti studenti è di apprendere nuova conoscenza (Varani, 2002b).

    L'interazione tra gli agenti avviene attraverso strumenti, come una lavagna o un proiettore multimediale, libri, quaderni e penne.

    La trasmissione della conoscenza ha l'effetto di produrre negli agenti studenti una modificazione duratura del comportamento adattivo degli stessi causato da un incremento delle abilità e delle competenze, in seguito all'ampliamento delle conoscenze (Varani, 2001).

    Possiamo indicare lo spostamento di conoscenza da un agente all'altro come il processo. Durante lo spostamento mutano le variabile tempo, senza essere modificate le variabili dello spazio.

    La città è l'ambiente, le variabili d'ambiente mutano per ogni processo in esecuzione, ma il limite è definito dall'ambiente stesso che le contiene. L'ambiente è modellato dalle variabili.

    L'apprendimento avviene in un ambiente, caratterizzato per contenere variabili che determinano un modello che facilita la trasmissione di conoscenze e competenze.

    Se consideriamo l'ambiente con il termine A possiamo definirlo in termini di una funzione f con indici x, y, z e t, dove x, y e z sono le coordinate spaziali e t quella temporale. In altre parole:

    A = f(x,y,z, t)

    Nel momento in cui consideriamo lo stato e la condizione di un ambiente indicheremo quell'ambiente con An, dove n sta per l'infinita serie di condizioni che un'ambiente può presentare, con x, y e z le coordinate spaziali nelle tre dimensioni e con tn la posizione nell'intervallo temporale, dove n indica un punto qualsiasi del tempo. Quindi la funzione che indica un ambiente sarà:

    An = f(x, y, z, tn)

    Se proviamo ad applicare la funzione al mio giardino, possiamo dire che adesso è in una condizione che possiamo indicare con A0, ed è collocato su coordinate spaziali che possiamo indicare con x y, z e t0. L'intervallo temporale a cui facciamo riferimento, l'oggi, lo indicheremo con t0. Provando a dare una parvenza matematica alla descrizione appena fatta, potremmo rappresentarla con la seguente funzione:

    A0 = f(x, y, z, t0)

    Gli Agenti

    L’ambiente è l’insieme delle condizioni in cui un individuo raccoglie e cataloga le proprie esperienze, risultanti dall’interazione dinamica tra il soggetto stesso

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