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Una storia vera e uno studio clinico di medicina integrata: Un percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bambino
Una storia vera e uno studio clinico di medicina integrata: Un percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bambino
Una storia vera e uno studio clinico di medicina integrata: Un percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bambino
E-book184 pagine2 ore

Una storia vera e uno studio clinico di medicina integrata: Un percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bambino

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Info su questo ebook

Il libro inizia con una storia vera, quella dell’Autrice, che suggerisce riflessioni profonde sulla scelta di diventare genitori. Scelta che può nascere dal bisogno di fare quello che fanno tutti, oppure dalla necessità di soddisfare aspettative altrui, o di provare a sistemare in qualche modo problematiche irrisolte della propria infanzia per cui il futuro bambino diventa depositario di aspettative, tra cui quella di guarire e sostenere la propria vita. Oppure la scelta di accogliere semplicemente una vita, per essere presenti e accompagnarla nel suo percorso su questa Terra.
Il forte desiderio di genitorialità porta molte coppie, che non riescono a realizzare questo loro sogno, a cercare aiuto in tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita.
Viene dunque illustrato il “Percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bimbo” come studio scientifico che verifica l’incidenza del riequilibrio dello stress di tipo esistenziale sulle medie di successo di tali tecniche. Nell’accompagnamento sono state utilizzate metodiche e rimedi naturali propri della Naturopatia. L’approccio è olistico e intende riportare l’individuo a un equilibrio globale che riguarda i vari piani dell’esistenza: fisico, psichico, energetico.
Il successo dello studio mostra nuove possibilità in questo campo attraverso una medicina integrata, più consapevole della complessità dell’essere umano e dei suoi bisogni.
LinguaItaliano
Data di uscita8 apr 2014
ISBN9788867730186
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    Anteprima del libro

    Una storia vera e uno studio clinico di medicina integrata - Claudia Berzaghi

    narrarla.

    Prefazione

    Il libro inizia con una storia vera, quella dell’Autrice, e con le sue profonde riflessioni sulla scelta di diventare genitori. Scelta che può nascere dal bisogno di fare quello che fanno tutti, oppure dalla necessità di soddisfare aspettative altrui, oppure di provare a sistemare in qualche modo problematiche irrisolte della propria infanzia; il futuro bambino, allora, può diventare depositario di infinite aspettative, tra cui quella di guarire e sostenere le proprie debolezze. Ma un bambino dovrebbe significare semplicemente la scelta di accogliere una vita, per essere presenti e accompagnarla nel suo percorso su questa Terra.

    Il forte desiderio di genitorialità porta molte coppie, che non riescono a realizzare questo sogno, a cercare aiuto in tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita.

    Viene dunque illustrato il Percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bimbo, uno studio scientifico che dimostra come il riequilibrio dello stress incida significativamente sull’esito delle tecniche in questione.

    Nel percorso di accompagnamento sono state utilizzate metodiche e rimedi naturali propri della Naturopatia. L’approccio è olistico e intende riportare l’individuo a un equilibrio globale che riguarda i vari piani dell’esistenza: fisico, psichico, energetico.

    Il successo dello studio mostra nuove possibilità offerte, nell’universo della procreazione assistita, dall’utilizzo di una medicina integrata, più consapevole della complessità dell’essere umano e dei suoi bisogni.

    Buona lettura!

    Catia Trevisani

    Prima parte

    Una storia vera

    Dai diamanti non nasce niente,

    dal letame nascono i fior.

    Fabrizio De Andrè

    1

    Dalla fine

    Comincio dalla fine. Che poi null’altro è se non il principio di qualcosa di diverso.

    Le parole di questo racconto sono il frutto della mia esperienza, maturata dopo la scoperta che avere un figlio mi avrebbe richiesto un atto di volontà ben preciso. Non mi sarebbe bastato affidarmi alla casualità, alla fatalità, alla provvidenza. No. Come in tanti altri ambiti della mia esistenza e fin da quando ero piccina, ho intuito, come se il fil rouge di tanti avvenimenti apparentemente insignificanti si fosse finalmente manifestato, che lo scopo di questa mia vita è scegliere. Scegliere con consapevolezza e agendo un atto di volontà. Non si cambia senza la volontà. E il cambiamento e la volontà costano fatica.

    Mi costa avere sufficiente fiducia in me stessa; ascoltare il mio cuore e muovermi secondo i suoi sussurri; prendere le distanze dal chiacchiericcio della mente che vuole una spiegazione logica per tutto e, così spesso, è padrona anziché serva. Mi costa sapere che nulla avviene per caso e che solo noi possiamo rendere la nostra vita un giardino in cui è dolce camminare, oppure una prigione che ci soffoca e ci obbliga a uno spazio sempre più angusto: quello creato dalle nostre credenze limitanti e alimentato da secoli di cultura ed educazione castranti. Mi costa sapere che siamo liberi, completamente liberi e che nulla, all’infuori di noi, è in grado di limitare questa nostra libertà. Ma la libertà ha un costo: impone di assumerci completamente la responsabilità della nostra esistenza. Non ci sono altre condizioni a limitarci, se non il nostro atteggiamento verso la vita.

    Tutta questa libertà è molto faticosa da accogliere. Sembra un paradosso, ma è così. Sono artefice del mio destino, co-creatrice dei miei giorni, sovrana dei miei successi e dei miei apparenti insuccessi. Abbiamo molto e quando si ha molto si teme di poter sprecare, di poter perdere ciò che si ha, di non saper gestire il proprio patrimonio. Si vive nell’ansia di un crack improvviso che ci induce a non rischiare e a limitarci sempre di più. Infine, se non viviamo non rischiamo e se non rischiamo non sbagliamo e se non sbagliamo non soffriamo. Neppure siamo educati alla libertà e questo complica ancora di più stringere amicizia con questa grande sconosciuta.

    Dopo tanti anni di passi incerti uno dopo l’altro, messi insieme un po’ a casaccio, pieni di recriminazioni nei confronti della vita e degli altri, in particolar modo dei miei genitori, ho sentito dentro di me accendersi il lumicino della chiarezza. Così, buttate via le zavorre del passato che mi rendevano il cammino lento e faticoso, ho cominciato a vivere nel presente lanciando, di tanto in tanto, uno sguardo verso il futuro.

    D’accordo, non ho sviluppato profonde radici, la mia famiglia non mi ha annaffiato sufficientemente bene i piedini. Hanno fatto quello che erano in grado di fare. Era proprio il tipo di famiglia che faceva per me. Non ne potevo scegliere un’altra. Quelle che ho sempre vissuto come limitazioni, capisco ora che sono state le condizioni migliori per realizzare il mio progetto di vita. Il senso di fiducia in me stessa non è stato molto nutrito, ma è ciò che mi serve per imparare a camminare verso la libertà. Adesso so che le possibilità non sono molte: posso continuare a lamentarmi, addossare la colpa agli altri e alle circostanze se io sono quella che sono e non riesco a fidarmi di me stessa e sono tanto limitata e disgraziata, ponendo le premesse e sviluppando le condizioni per stare ferma a crogiolarmi in tanta sfortuna oppure, preso atto della mia realtà, posso cominciare a fare qualcosa per trasformare tanta limitatezza in opportunità.

    Ho deciso di abbracciare la seconda possibilità. Ho deciso di agire, di muovermi e di farlo con volontà. I miei difetti, o quelli che io giudicavo o giudico tali, sono anche la mia forza: devo solo imparare a regolare l’intensità dei volumi e l’armonia prenderà il posto della cacofonia.

    Quello che ho avuto e che ho, evidentemente, è tutto ciò che mi serve per fare della mia vita un giardino fiorito dove è bello passeggiare e restare un po’ in compagnia degli amici. Forse non ho portato con me i semi delle orchidee e delle rose, ma sono stata in giardini di trifogli, margheritine, violette e anche gramigna che mi hanno regalato tanta serena tranquillità. Stavo bene con me stessa e questo era tutto. Uno straordinario tutto!

    La mia esperienza, che solo oggi è diventata un barlume di consapevolezza, in realtà è anche l’esperienza condivisa con tanti altri compagni di viaggio che si sveleranno tra le pagine. Ed è da qui che voglio iniziare il racconto.

    Nelle parole della lettera che segue, spedita una tarda sera di gennaio a tutte le coppie che hanno partecipato al Percorso di accompagnamento, un progetto di medicina integrata, si racchiude anche l’intento di questa pubblicazione. Nulla di più.

    Per inciso: il Percorso di accompagnamento per le coppie in cerca di un bimbo, al di là della storia vera – la mia – che ne ha sotteso il concepimento è uno studio scientifico che, con le colleghe naturopate Claudia Polenghi e Margherita Faccio, è stato realizzato presso il Centro Cantonale di Fertilità dell’Ospedale La Carità di Locarno, sotto la supervisione del primario dottor Juerg Stamm e dei coordinatori scientifici del progetto, dottori Catia Trevisani, Alessandro Scuotto e Daniele Lo Rito.

    L’obiettivo dell’approfondimento scientifico era quello di verificare l’incidenza del riequilibrio dello stress di tipo esistenziale sulle medie di successo delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita, grazie alla realizzazione di protocolli e metodiche care alla medicina naturopatica. Lo studio clinico, realizzato grazie alla partecipazione volontaria di ventiquattro coppie (le stesse a cui è indirizzata la lettera che segue) successivamente comparate ad un gruppo di controllo, ci ha permesso di verificare la veridicità della nostra ipotesi.

    23 gennaio 2013

    Miei cari,

    stupiti di questa improvvisata? Spero che stiate bene e vi auguro un nuovo anno di luce e serenità.

    Con qualcuno di voi è nata una bella amicizia, con qualcun altro il piacere di raccontarsi ogni tanto, e con altri la semplice gioia di esserci conosciuti, aver camminato un po’ insieme ed esserci salutati prima di proseguire ognuno sul proprio sentiero.

    Immagino che non ci abbiate più pensato al Percorso di accompagnamento, perché è giusto che sia così: che il passato, dolce o amaro, resti alle nostre spalle. E mi dispiace d’aver lasciato trascorrere così tanto tempo prima di chiedervi quello che vi sto per chiedere, ma talvolta è necessario perdersi per cominciare a ritrovarsi. Perdersi per arrivare infine a districarsi da credenze limitanti, sciogliere vincoli esistenti solo nel nostro ego che tanto spesso sente il bisogno di conferme e approvazione sociale, ricordarsi chi eravamo da bambini, prima che gli altri ci forgiassero e noi ci piegassimo sotto il peso di quel bisogno d’amore che non è mai abbastanza. E tuttavia ci si ritrova sempre e se riscopriamo il fanciullino che da noi non se ne è mai andato, allora la vita ricomincia a fluire. Ti ritrovi e, nonostante la fatica, senti che il cuore batte e gli occhi si stupiscono e che puoi ritornare ad avere fiducia in te stesso, negli altri e nel mondo, e anche che puoi fare qualcosa. Qualcosa che, quando eravamo piccini, facevamo spontaneamente e con tanta gioia.

    Insomma, solo ora ho ricominciato a scrivere qualche parola, per il desiderio di narrare l’esperienza fatta insieme e il "Percorso di accompagnamento". Ci sono arrivata adesso e, senza dubbio, il tempo che è passato mi consentirà di gustare un frutto che tre anni fa non ero in grado di raccogliere. Quindi sì, mi dispiace, ma credo anche che tutto sia perfetto così.

    Ecco la domanda: avreste voglia di partecipare alla stesura di questo racconto descrivendo la vostra esperienza riguardo il Percorso di accompagnamento? O semplicemente narrando quello che il vostro cuore vi suggerisce?

    E ora una doverosa premessa. L’esperienza fatta con voi si è arricchita oggi di nuove consapevolezze e mi piacerebbe fosse la base per un nuovo progetto che si sta definendo in qualche spazio dentro di me e che spero di riuscire a concretizzare qunto prima.

    Una parte del libro che sto scrivendo, quindi, racconterà come è stato realizzato il Percorso di accompagnamento dal punto di vista della ricerca scientifica e nell’ottica di avvalorare la tesi che, insieme, medicina allopatica e biologica possono fare di più; non si escludono, ma si esaltano e completano a vicenda soprattutto nei casi particolarmente delicati o complessi. Questa parte è riservata soprattutto agli addetti ai lavori: medici, operatori del benessere, naturopati, farmacisti… perché la collaborazione e la sinergia non siano appananggio di quei pochi che credono fermamente che ci manifestiamo su più piani strettamente interconnessi (fisico, emotivo, psichico, spirituale e altro ancora), ma dei più. I risultati, comparando il gruppo sperimentale a quello di controllo, ci hanno dato ragione,

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