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DEA - Dieta Energia Alta

DEA - Dieta Energia Alta

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DEA - Dieta Energia Alta

Lunghezza:
445 pagine
9 ore
Editore:
Pubblicato:
11 ago 2012
ISBN:
9788867513482
Formato:
Libro

Descrizione

DEA (Dieta Energia Alta)
Dimagrire, colesterolo, diabete, cellulite, allergie, influenza, artrite, asma, stanchezza, digestione, circolazione, ecc. Scopri la dieta rapida, efficace e duratura, che il miglior dietologo di tutti i tempi, Madre Natura, ha previsto per l’Uomo!

Come mai ci siamo allontanati così tanto dal regime alimentare che ha garantito l’evoluzione umana per milioni di anni, prima dell’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento su vasta scala, avvenuto all’incirca 10000 anni fa?
In questo volume viene spiegata esaurientemente la natura del cibo che mangiamo ogni giorno, nonché gli effetti specifici che esso produce sul nostro organismo, sia nel breve che nel lungo termine.
Ma si tratta di dati scientifici?
Si tratta del frutto di ricerche scientifiche effettuate da coraggiosi ricercatori, scienziati e medici che hanno deciso di porsi al di fuori del management medico-scientifico ufficiale che, o per ignoranza o per interesse, continua a proporci falsi miti attraverso i mass-media e le mode dietetiche che si susseguono in rapida successione.

La DEA (Dieta Energia Alta) assicura velocemente a chi la pratica, peso ideale, salute, energia, ringiovanimento, prosperità, tranquillità e buon umore.
La DEA (Dieta Energia Alta) è semplice, veloce, pratica, naturale, non richiede integratori o supplementi, può essere adottata anche parzialmente e/o progressivamente.
Editore:
Pubblicato:
11 ago 2012
ISBN:
9788867513482
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

DEA - Dieta Energia Alta - Marco Urbisci

lettura!

CAPITOLO 1 – CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

È STATO SCIENTIFICAMENTE PROVATO CHE…

È stato scientificamente provato che.... Quante volte questa frase precede la divulgazione di una nuova dieta?

E siccome di fronte all’intervento della Scienza nulla si può obiettare (soprattutto perché non abbiamo nessun potere di controllo sulle ricerche scientifiche), ecco che diventa molto facile lasciarsi irretire, abbassare completamente le nostre difese intuitive rispetto, ad esempio, a quella che verrà successivamente decantata come l’ultima frontiera raggiunta nel campo del benessere, del fitness, della guarigione, ecc..

E quasi tutti, a causa della nostra ignoranza, diventiamo vittime inconsapevoli di chi, grazie a questa nuova dieta, si garantirà lucro, fama e potere.

A tale proposito vorrei cominciare questa esposizione evidenziando che qualsiasi teoria scientifica è vera solo fino a che non viene dimostrato il contrario, e non oltre.

Così, tanto per citare un paio tra gli esempi più noti, un tempo si credeva che la Terra fosse piatta, fino a che non venne dimostrato che non era vero. E sicuramente tutti, a quel tempo, erano indiscutibilmente convinti che questa fosse l’unica e ultima verità: scienziati, dotti, scrittori, professori, filosofi, ecc. ed anche, naturalmente, il semplice uomo della strada. La stessa situazione si è verificata, presumibilmente, anche per quanto riguarda la convinzione che fosse il Sole a girare intorno alla Terra, e non viceversa, come fu poi scoperto.

Ne conseguono alcune riflessioni.

1.    La prima è che poiché una verità scientifica è vera solamente fino a quando non viene superata o confutata, sarebbe consigliabile mantenere sempre un atteggiamento di estrema apertura anche verso ciò che non è scientificamente provato, perché altrimenti diverremmo, nostro malgrado, degli oppositori del progresso della scienza stessa, in quanto se mai si creassero nuove ipotesi, mai si percorrerebbero nuove strade e mai si scoprirebbero nuove verità.

2.    La seconda riflessione riguarda l’essere cauti nel convincersi e farsi portavoce dogmatici di verità scientifiche o, in ogni caso, di ciò che è stato scientificamente provato (e comunque da altri, ma non certo da noi in prima persona).

La mente umana ama poco le novità, vuole certezze, verità solide su cui fare, pigramente, affidamento per sentirsi a proprio agio. E molte volte capita di ripetere meccanicamente, spacciandole per proprie, le verità scientifiche di cui i vari mass media si fanno convinti assertori.

Il risultato è un appiattimento notevole delle proprie abilità di ricerca, di sperimentazione e di valutazione, nonché della propria sana curiosità e sete di conoscenza.

3.    Un altro aspetto importante da considerare è che le verità scientifiche possono essere manipolate o anche contraffatte. Riporto qualche esempio.

 Un noto ricercatore statunitense, Dr. T. Colin Campbell (di cui si tratterà ampiamente nel capitolo 4), a seguito di esperimenti condotti per più di quarant’anni riguardo alle conseguenze che certi tipi di alimentazione comportavano su vaste aree di popolazione filippina e cinese, fra le tante scoperte aveva avuto modo di rilevare che una percentuale di grassi alimentari superiore al 20% delle calorie giornaliere totali ingerite, era direttamente responsabile delle innumerevoli, gravi e letali patologie che stanno devastando le popolazioni di tutto il pianeta (obesità, diabete, malattie cardiache e cancro, solo per citarne alcune).

Ora, tenendo presente che la tipica alimentazione occidentale comprende, salvo casi particolari, una quantità di grassi che oscilla mediamente tra il 40% e il 60%, e in alcuni casi anche più, del totale delle calorie assunte giornalmente, si può facilmente intuire come questa scoperta avrebbe creato gravi ripercussioni per tutta l’industria carnea e casearia (considerato che carne e latte, e i loro rispettivi derivati, hanno un’elevata percentuale di grassi).

Risultato? Come egli stesso riferisce nel suo libro, gli fu comunicato esplicitamente che se non avesse corretto quanto asserito, innalzando dal 20% al 30% il limite di sicurezza dei grassi ingeribili giornalmente, gli avrebbero sospeso i fondi per la ricerca e bloccato immediatamente tutto l’esperimento.

Se avesse accettato, cosa che si rifiutò di fare, la verità scientifica appena scoperta sarebbe stata contraffatta. Ma... quante persone si saranno comportate come lui, in occasioni analoghe?

Ecco ora, invece, un esempio di come una verità scientifica possa essere manipolata a piacimento.

Supponiamo che l’industria del cioccolato decida di spingere ulteriormente i propri prodotti sul mercato. È evidente che per raggiungere l’obiettivo dovrà ricorrere alla pubblicità.

Se una volta bastava affermare che il tal prodotto aveva un sapore favoloso, al giorno d’oggi, come conseguenza di una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo al rapporto tra cibo e salute, bisognerà anche aggiungere che il cioccolato è estremamente sano e naturale, quindi che fa bene a chi lo consuma.

Le ricerche scientifiche hanno bisogno di fondi per poter essere realizzate; ecco allora che, sovvenzionando una ricerca ad hoc, ci si potrà avvalere della conclusione, peraltro veritiera, che è stato scientificamente dimostrato che il cioccolato contiene apprezzabili quantità di magnesio, nonché di altri minerali essenziali per il benessere del nostro organismo, così come contiene i polifenoli che sono degli antiossidanti che aiutano a prevenire l’arteriosclerosi, ecc. ….

Tutto vero! Tutto scientificamente dimostrato!

Quello che si è volutamente omesso di riferire, in questo caso, è quali altre sostanze si trovino nel cioccolato, oltre al magnesio: ad esempio la caffeina, la teobromina, grassi cotti, zucchero raffinato, ecc., tutte sostanze di cui è stata dimostrata la tossicità per l’organismo umano.

Ma chi avrebbe interesse a finanziare una sperimentazione sugli effetti disastrosi che esse producono sull’organismo umano?

Si tratta quindi di una verità parziale che è, a tutti gli effetti, una manipolazione della verità.

Questo discorso potrebbe essere addotto, per esempio, anche per quanto riguarda l’asserzione che bere vino fa bene, perché alza la pressione arteriosa…. Senza però prendere in considerazione che l’alcol è un veleno protoplasmatico, ossia che uccide ogni cellula con cui viene a contatto, da quelle epatiche a quelle del cervello, ecc..

Oppure si potrebbe discutere di quanto ci è stato insegnato come verità incontestabile, cioè che latte, yogurt e formaggi sono altamente ricchi in calcio e che quindi è indispensabile assumerne quotidianamente una certa quantità per evitare patologie derivanti da una carenza di questo minerale.

Salvo poi constatare alcune strane coincidenze quali, ad esempio, che le popolazioni più soggette a malattie imputabili a carenza di calcio, quali decalcificazione e osteoporosi sono proprio quelle che più fanno uso di prodotti caseari, mentre quelle che meno sono vittime di questa malattia sono le popolazioni orientali, che fanno soltanto un uso sporadico di tali prodotti (anche questo tema sarà trattato ampiamente in seguito). E questo sarebbe spiegabile, secondo taluni ricercatori meno interessati (al lucro), dal fatto che tutti i prodotti animali, naturalmente ricchi in proteine, acidificano eccessivamente il pH del sangue e che di conseguenza, per riportarlo entro valori non pericolosi per il nostro organismo, il corpo è costretto a cedere proprio il calcio, che è un minerale alcalino che serve a tamponare l’acidità, andandolo a sottrarre all’apparato scheletrico, che ne è ricco, con la conseguente decalcificazione e osteoporosi.

4.    Da questo si deduce un’ulteriore riflessione e cioè che poiché le ricerche scientifiche hanno bisogno di fondi, esse sono spesso subordinate agli obiettivi di chi può garantire questi fondi. Così, spesso, la spinta motrice delle ricerche scientifiche non è l’amore per la scienza o la ricerca di nuove scoperte al servizio dell’uomo, bensì l’amore per il guadagno a qualsiasi costo e la ricerca di nuove scoperte in grado di assicurarlo.

Questo preambolo non è, naturalmente, un invito a sminuire o a rinnegare le scoperte effettuate in campo scientifico, medico o della salute. Né vuole opporsi, o non riconoscere con gratitudine gli innumerevoli vantaggi di cui fruiamo quotidianamente, grazie agli incredibili progressi della scienza, in tutti i campi.

Quello che terrei a evidenziare è che ciò che determina la positività o meno di una scoperta è l’utilizzo che si fa della scoperta stessa. Basti pensare alla scoperta della fissione nucleare e al successivo lancio della bomba atomica su Hiroshima, tanto per rimanere nell’ovvio!

Ecco perché è importante sviluppare uno spirito critico nei confronti di quello che ci viene propinato giornalmente da tutte le fonti ufficiali dei canali di informazione.

Oggi abbiamo un’arma favolosa, davvero rivoluzionaria al nostro servizio: internet! Possiamo collegarci quasi a tutto il sapere che esiste sul nostro pianeta in pochi attimi, da casa nostra. Basta solo un po’ di creatività, che si sviluppa con la pratica, nel perfezionare le ricerche relative ai nostri interessi (questo, sia ben chiaro, non vuol dire che tutto ciò che si trova in internet sia attendibile ed affidabile!).

È la nostra grande possibilità di sottrarci al potere di chi vuole mantenerci nell’ignoranza per poterci controllare e per speculare ai danni della nostra coscienza e della nostra salute, protetti da etichette quali scienza, verità scientifiche, medicina ufficiale, scientificamente dimostrato, ecc.; anche perché queste etichette si riferiscono comunque solo ad un particolare tipo di scienza e di medicina, quelle appunto ufficiali, ma solo qui ed ora, ignorando l’esistenza di altrettanto valide - e magari anche più avanzate - forme di conoscenza, che non incarnano però gli standard desiderati, come quelle di cui si tratterà nel corso del presente testo.

Questo discorso vuol suggerire al lettore di non fidarsi ciecamente di tutto quello che ha letto o ha sentito finora a proposito di alimentazione, diete e nutrizione, perché potrebbe anche darsi che siamo stati volutamente ingannati per indurci a consumare alcuni cibi o acquistare integratori, cosmetici, cure, trattamenti, medicine, magari del tutto inutili, se non addirittura nocivi e comunque costosi: in fondo è innegabile che dietro a tutti questi prodotti esistano enormi interessi economici.

L’invito è, quindi, ad essere perlomeno disponibili ad ascoltare nuove ipotesi a mente aperta, nonché a vagliare e sperimentare, anche solo parzialmente, qualcosa di cui si possa intravedere una possibile veridicità: forse, dietro la cortina illusoria di pubblicità e messaggi subliminali, incessantemente creata ad arte dai mass media, potrebbe trovarsi la strada per una vita più sana, felice, semplice ed economica, che è condizione innata dell’essere umano.

PERCHÈ OCCUPARSI DI ALIMENTAZIONE?

Perché occuparsi di alimentazione?

Perché se non ce ne occupiamo, prima o poi dovremo occuparci di qualcosa di meno piacevole! È un po’ come lavarsi i denti: quante volte può esserci capitato di non aver voglia di farlo! Eppure sappiamo benissimo che se trascuriamo l’igiene orale, presto o tardi, inevitabilmente, dovremo fare i conti, in termini di salute, soldi, tempo, sofferenza ed energia, con alcune spiacevoli conseguenze.

Lo stesso avviene per quanto riguarda l’alimentazione.

Conoscete il detto: Noi siamo quello che mangiamo? Ebbene forse non abbiamo mai riflettuto abbastanza sull’autenticità e sulle implicazioni di queste parole, eppure... che cosa succederebbe se cessassimo di alimentarci? Ci dissolveremmo! Il nostro corpo si ridurrebbe a un semplice scheletro privo di tutto ciò che lo circonda e che costituisce… noi (perlomeno a livello materiale, senza cioè prendere in considerazione la parte spirituale). Ne consegue quindi direttamente che ciò che mangiamo diventa… noi!

Ora, pensiamo alla cura con cui riforniamo la nostra auto con il corretto carburante, l’olio migliore, l’acqua necessaria… e pensiamo invece con quanta noncuranza riforniamo il nostro corpo con quello che capita, mossi il più delle volte da motivazioni di piacere, di comodità o di pigrizia, di fretta o sociali, di convenienza economica o del tutto casuali.

La maggior parte di noi non conosce nemmeno che cos’è il sistema digerente, se non forse solo sommariamente; non sa che cosa avviene quando si ingerisce il cibo; non conosce di cosa sono composti gli alimenti che mangia, quali effetti producono nel breve e nel lungo termine sul proprio organismo, quali effetti collaterali possono avere sulla qualità della vita, sulla vitalità, sull’aspetto estetico, sull’insorgere delle più varie malattie, sull’invecchiamento precoce.

Oppure ha accumulato informazioni sommarie del tipo: bisogna nutrirsi di proteine… oppure: la carne fa beneil vino fa buon sangueil cervello ha bisogno di zuccherose sono stanco devo mangiare qualcosa di dolce… ecc..

Io appartenevo alla suddetta categoria di persone, poi ho deciso di prendermi responsabilità della mia salute, mi sono informato, ho studiato, ho sperimentato, ho scoperto, ho cambiato la qualità della mia vita, del mio fisico, della mia salute e ora ho pensato di sintetizzare il più possibile le nozioni base che è necessario conoscere, consapevole del fatto che viviamo nella fretta e che la maggior parte di noi non vuole perdere troppo tempo, magari non ne ha proprio, o forse desidera sfruttarlo diversamente, oppure ha già collezionato insuccessi in questo campo per cui non vuole rischiare di doverne affrontare di nuovi.

Così ho deciso di riferire soltanto le informazioni essenziali, quelle che è necessario conoscere per capire come e perché è importante alimentarsi in un determinato modo. Il lettore che voglia informazioni più dettagliate avrà comunque la possibilità di approfondire i vari argomenti facendo riferimento alle fonti citate nella bibliografia.

ALMENO QUESTO MOMENTO DI PIACERE NON ME LO PUÒ TOGLIERE NESSUNO!

Almeno questo momento di piacere non me lo può togliere nessuno!: questa sembra essere la convinzione determinata con cui ci sediamo normalmente a tavola.

Ma non sempre il piacere nel breve termine coincide con quello del lungo termine e ignorare le conseguenze delle proprie azioni non è mai stata una buona politica.

Tutto quello che introduciamo nel nostro corpo - aria, acqua, cibo, ecc. - ha delle conseguenze inevitabili che, a causa della nostra assuefazione alimentare, non riusciamo più a cogliere.

Proviamo a pensare a cosa succederebbe alla persona che senza mai aver fumato precedentemente, o bevuto alcol, provasse a fumare un pacchetto di sigarette o a bere una bottiglia di vino. Le conseguenze sarebbero drammatiche. La differenza tra questa ipotetica persona e un fumatore, o un bevitore, incallito è che la prima non è ancora assuefatta e perciò il suo corpo le segnala con estrema chiarezza tutto quello che è pericoloso per la sua salute!

La verità è che ci siamo assuefatti a un’alimentazione che ha sulla nostra salute delle conseguenze ben precise, che però non siamo più in grado di percepire.

Gli animali che si trovano liberi in natura si cibano di alimenti freschi, integri, crudi, non manipolati e non conoscono le patologie degenerative che, sempre più frequentemente, stanno rovinando l’umanità, come malattie cardiache, cancro, diabete, obesità, solo per citare alcune delle più gravi.

E anche se è vero che l’alimentazione non è l’unica causa di questa degenerazione, è altrettanto vero che l’uomo ha abbandonato ormai da molto tempo il regime alimentare più consono alla sua specie. La maggior parte di ciò che ingeriamo è inadatto alle nostre caratteristiche digestive, essendo stato cotto, raffinato, devitalizzato, dolcificato, condito, aromatizzato, affumicato, conservato, addizionato, ecc.. Di conseguenza noi ci nutriamo di cibo parzialmente o totalmente snaturato e privato delle sostanze (vitamine, sali minerali, enzimi, antiossidanti, fitonutrienti, fibra, acqua pura) che ci dovrebbero garantire la buona digestione e quindi la salute e l’efficienza.

Se è vero che carne, formaggi, pane, pizza, pasta, brioche, biscotti, dolci, cioccolato, vino, liquori, sigarette, caffè, bibite e cibo spazzatura, sono diventate parte della nostra felicità momentanea e non vogliamo ipotizzare neppure per un attimo di privarcene, allora il mio suggerimento è di continuare a leggere questo libro e di cominciare a pensare ORA alle conseguenze a cui, anche volendo essere ottimisti, difficilmente potremo sottrarci in futuro.

Gli ospedali purtroppo sono pieni di gente che, non essendosi preoccupata a tempo debito della propria salute, è costretta a farlo lì, suo malgrado, sottoponendosi a terapie invasive alle quali non si dovrebbe mai arrivare. La politica dello struzzo, che mette la testa sotto la sabbia per non vedere, non paga!

La DEA (Dieta Energia Alta) è una dieta sana, gustosa, piacevole, che rigenera le nostre innate condizioni di salute, il nostro benessere, la nostra energia, lucidità, serenità, nonché ci restituisce il giusto peso corporeo, con facilità. E anche se non siamo disposti a seguirla integralmente, non mancherà di dare effetti prodigiosi in proporzione a quanto la metteremo in pratica, fosse anche soltanto al momento della colazione, oppure per un solo giorno alla settimana.

NON PERDIAMO QUESTA OCCASIONE PER SALVAGUARDARE LA NOSTRA VITA!

COS’ È LA DEA (Dieta Energia Alta)

La DEA (Dieta Energia Alta) è una proposta di regime alimentare che è forse il più antico nella storia dell’uomo.

Prima dell’invenzione del fuoco, quando l’uomo era costretto a sopravvivere nutrendosi esclusivamente di quello che trovava, si cibava prevalentemente di frutta e verdura allo stato naturale, quindi fresca, cruda e matura. L’uomo si cibava cioè di quello di cui ancora oggi si alimentano gli animali più simili a lui da un punto di vista anatomico, fisiologico, ematologico e intellettivo e che, insieme all’uomo stesso, fanno parte dell’ordine dei Primati, superfamiglia Ominoidi, vale a dire le scimmie antropomorfe (dal greco: ànthropos, uomo e morphè, forma) rappresentate da orango, scimpanzé, gorilla e gibboni.

La DEA (Dieta Energia Alta), comprende frutta e verdura allo stato naturale, quindi integra (ovvero non manipolata), fresca, cruda, matura, possibilmente biologica.¹ Quindi si parla di frutta e verdura coltivate senza l’uso di pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, ecc.. La DEA comprende anche l’aggiunta (opzionale) di una minima quantità di semi (noci, mandorle, nocciole, pinoli, semi di sesamo, di girasole, di lino, di zucca, ecc.).

Premesso che nel corso del presente testo verranno trattate ampiamente le motivazioni di una tale scelta, ecco di seguito alcune ulteriori specificazioni riguardo agli alimenti inclusi nella DEA:

•   Frutta: di tutti i tipi, compresa la frutta tropicale, nonché frutti grassi quali avocado, cocco e olive.

•   Verdura: preferibilmente a foglia tenera, comunque non amidacea, quindi lattuga liscia, lattuga romana, scarola, radicchio, riccia, soncino, rucola, cicoria, crescione, indivia, spinaci, sedano, nonché pomodori, cetrioli, peperoni, zucchine (gli ultimi quattro sono considerati frutti da un punto di vista botanico, in quanto contengono semi). La ragione della preferibile esclusione, o comunque di un utilizzo più occasionale, della verdura più amidacea (carote, finocchi, carciofi, patate, patate dolci, sedano rapa, broccoli, cavolfiori, ecc.), o di quella leggermente amidacea (cavolo verza, cavolo cappuccio, ecc.) è che la digestione degli amidi è più lunga e difficoltosa.

•   Semi: noci, mandorle, nocciole, pistacchi, noci del Brasile, noci di Macadamia, pinoli, semi di lino, di sesamo, di zucca, di girasole, ecc., in quantità minime, che verranno definite successivamente.

La DEA, nella sua forma integrale, prevede solo il consumo dei suddetti alimenti, nelle percentuali che si vedranno in seguito, consumati esclusivamente crudi.

Naturalmente, visto che non si tratta di una disciplina ferrea, ma che tiene conto delle possibili e varie diversità individuali, si può seguire la DEA sia al 100% che anche solo parzialmente, al 70%, o al 50%, o anche meno. La si può adottare, per esempio, solo a colazione, oppure a colazione e a pranzo, oppure solo uno o più giorni alla settimana: le variabili sono soggettive. La DEA è in grado comunque di garantire grandi vantaggi a tutti.

Nell’ultima sezione del libro, La DEA… in pratica, si tratterà ampiamente di come applicarne al meglio i suoi principi. Si vedrà quindi che cosa mangiare, in che quantità, quando, in che combinazione, così come alcune ricette e anche cos’altro mangiare in alternativa, il più possibile salutare, alla DEA eseguita al 100%.

Lungi dal voler proporre un’ennesima nuova dieta, questo testo vuole solamente riportare, in maniera articolata, la sintesi di innumerevoli informazioni che vengono difficilmente rese disponibili dai mass-media, perché non sfruttabili a fini di lucro.

Infatti, i margini sulla vendita di frutta e verdura nel loro stato naturale non possono che essere minimi. Se una dieta come questa prendesse il sopravvento, fallirebbero alcune tra le attività più redditizie al mondo: l’industria di carne e derivati, di pesce, di prodotti caseari e cerealicoli. Già questo è un dato su cui riflettere.

Le informazioni contenute in questo volume sono state collezionate in seguito alla lettura di decine di testi, alla visione di numerose videoconferenze e all’ascolto di centinaia di ore di relazioni in formato audio, relative al mondo raw-vegan (crudista-vegano) prevalentemente statunitense. Tali informazioni spiegano perché questa dieta può assicurare vantaggi davvero notevolissimi nel campo della salute, a tutti i livelli (fitness, competitivo, energetico, regressione delle malattie). I dati che verranno riferiti sono stati estrapolati da opere, trattati, interviste, conferenze, corsi e articoli di ricercatori, medici, nonché di capiscuola dell’Igiene Naturale (vedi capitolo Imparando da illustri maestri).

Questo testo spiega anche come mettere in pratica questo regime, evitando di cadere in errori molto comuni che, per mancanza di conoscenza adeguata, molti entusiasti neofiti e anche alcuni veterani del mondo vegetariano, vegano e crudista, hanno commesso, e che sono stati la causa di insuccessi, carenze alimentari, malattie e disturbi di vario genere, che hanno portato all’abbandono di un regime alimentare potenzialmente eccellente.

Questo libro vuole essere un invito alla sperimentazione personale, perché solo sperimentando su di sé, si può verificare l’utilità o meno di qualcosa. Allo stesso tempo fornisce anche alcuni suggerimenti su come attuare questo regime dietetico, anche solo in parte, se non ci si sente disposti ad abbandonare le proprie vecchie abitudini.

La DEA è una dieta che procura notevoli vantaggi e tanti ne può procurare anche proporzionalmente a quanto uno decide di metterla in pratica. Ecco perché vale la pena di provare a verificarne, anche solo in parte, l’efficacia.

È un regime alimentare che, tra l’altro, è basato sul rispetto totale dell’ambiente e dei nostri simili, perché è l’unico che garantirebbe cibo sufficiente a tutta la popolazione mondiale e che non presuppone né l’uccisione né il maltrattamento degli animali.

È una dieta che riporta l’uomo molto velocemente in armonia con se stesso e con la natura, lo guarisce, lo vivifica, lo rilassa, lo rende più sereno e ne accresce la voglia di vivere. Non richiede integratori, si muove anzi nella direzione dell’eliminazione di medicine, supplementi, trattamenti, prodotti cosmetici, ecc..

Noi siamo quello che mangiamo (oltre a quello che pensiamo e che ereditiamo per via genetica) e se impariamo a nutrirci correttamente e naturalmente, come spiegato in queste pagine, il risultato sarà velocemente constatabile a tutti i livelli.

È anche un modo per riprendere il controllo della propria salute e della propria vita, senza dover fare affidamento, come sempre più spesso accade, sugli specialisti della salute.

QUANTO È IMPORTANTE UNA BUONA DIGESTIONE?

Tantissimo!

Non sarebbe esagerato enfatizzare l’importanza di una perfetta digestione al fine di ottenere una perfetta salute, o di riconquistarla, se la si è già persa in qualsiasi forma di malattia.

Moltissime sono le patologie, lievi e gravi, che sono la conseguenza di una cattiva o insufficiente digestione, protratta nel tempo.

Ciò che viene digerito bene diventa una parte di noi, producendo il minimo di scorie e di tossine. Al contrario, tutto ciò che non viene digerito, o che lo è solo parzialmente, produce un’intossicazione più o meno temporanea.

Infatti, siamo abituati, pasto dopo pasto, ad introdurre cibi inadatti al nostro organismo, cuocendoli e quindi variandone la struttura molecolare in modo tale da renderli indigeribili e tossici (vedi capitolo La cottura dei cibi) e abbinandoli tra loro in modo sconveniente, come sempre avviene. Questo causa fenomeni quali fermentazione dei carboidrati, putrefazione delle proteine e irrancidimento dei grassi, con i problemi digestivi che ne derivano e che sfoceranno immancabilmente, col tempo e con l’età, in disturbi più o meno gravi.

Non è un caso forse che gli animali che si trovano in natura allo stato libero (se imparassimo a osservarli apprenderemmo il segreto del vivere sani!) non mangino mai più di un solo cibo alla volta, fino a che sono sazi. E anche se si nutrono di diversi tipi di cibo, non li mischiano mai, limitandosi a consumarli in occasioni diverse: se ci riflettiamo, non esistono sandwich in natura, né nulla di simile.

Certo, si potrebbe obbiettare che gli animali non hanno alternative, dato che non posseggono frigoriferi e dispense in cui conservare i diversi cibi. Ma forse proprio questa è la loro fortuna: nutrirsi di un solo cibo alla volta (crudo, allo stato naturale, non conservato, non raffinato, non manipolato, ecc.), fino a sazietà, garantisce la perfetta digestione e l’assenza di tutte le malattie degenerative legate all’alimentazione, oltre ad eliminare senza alcuno sforzo la golosità, che è figlia diretta della varietà degli alimenti presenti in un pasto.

Un esempio tipico su cui riflettere è quando ci si sente sazi dopo un pranzo, magari al punto da allontanarsi con la propria sedia dal tavolo, in segno di conclusione definitiva, di limite non oltrepassabile, ma quando arriva il dessert… il posticino lo si trova sempre!

I risultati di quest’attitudine, sulla propria linea e forma fisica, non tardano a manifestarsi né in un caso (se ci si abbandona alla varietà), né nell’altro, cioè se si adotta il regime DEA. Infatti, nella prima ipotesi i chili superflui si accumulano come per incanto, mentre nella seconda ipotesi il peso eccessivo si smaltisce con una facilità sbalorditiva, in tempi brevissimi.

Quando iniziai a documentarmi sul tema dell’alimentazione, circa trent’anni fa, tra i tanti libri che ebbi occasione di leggere, ne trovai uno che si intitola Le combinazioni alimentari di Herbert Shelton, uno dei padri dell’Igiene Naturale. Ricordo che allora considerai tale testo estremo, perché sconsigliava tutta una serie di combinazioni tra i vari cibi, al punto che, secondo la tabella contenuta nel libro stesso, si sarebbero dovuti consumare i carboidrati da soli, le proteine da sole, e persino nell’abbinare i vari tipi di frutta bisognava stare attenti a non mischiare frutti acidi con frutti dolci.

Pensai, a quel tempo, che fosse veramente un’esagerazione, anche perché, come poi ebbi occasione di leggere su altri testi dove si faceva riferimento al regime alimentare di Shelton stesso, seguendo tali principi non si sarebbe più dovuto considerare sano nemmeno un piatto come la pasta coi legumi, ad esempio, oppure la pizza, o il pane e formaggio. Si sarebbe dovuto evitare persino il muesli, che è un noto pasto naturista a base di cereali integrali in fiocchi e frutta fresca e secca, con l’aggiunta di semi oleosi e qualche cucchiaio di yogurt (colazione naturista considerata tra le più sane ed inventata dal Dr. Bircher-Benner, che fece di questo alimento la base per curare molteplici malattie, nella sua clinica).

Ebbene da quando seguo il regime alimentare DEA (Dieta Energia Alta), composto di frutta e verdura allo stato naturale, quindi integra, fresca, cruda, matura, possibilmente biologica, con l’aggiunta opzionale di una minima quantità di semi, devo ammettere di aver cambiato opinione, perché sperimentando su me stesso le varie reazioni che si producono sull’organismo, una volta che questo viene ripulito con la corretta alimentazione e si trova nel suo stato ottimale, anche una lieve differenza… fa la differenza!

Vorrei fare un esempio per chiarire questo concetto apparentemente esagerato, drastico, radicale. Io abito a Milano, che è una città molto inquinata, e quando mi viene a trovare qualche amico che abita fuori città e mi fa notare che l’aria è irrespirabile… beh, ho la tendenza a giudicarlo esagerato, drastico e radicale.

La differenza tra me e lui è che lui è puro, nel senso che è abituato a vivere nelle condizioni migliori (per quanto riguarda l’aria) e quindi per lui è inevitabile accorgersi della tossicità dell’aria di Milano.

Parimenti, noi siamo abituati a vivere in una condizione di tossicità interna dovuta, tra i tanti fattori (inquinamento atmosferico, stress, ecc.), anche all’alimentazione, più precisamente alle tossine introdotte con cibi inappropriati e a quelle che si producono come conseguenza di una digestione non ottimale, ma non ce ne rendiamo più conto.

Proviamo a pensare a quando uno prova a fumare una sigaretta per la prima volta: quasi inevitabili sono le reazioni di forte tosse, nausea, giramento di testa, ma se persevera, diventerà ben presto un abilissimo fumatore, ignaro di sintomi e conseguenze che il suo pacchetto di sigarette al giorno gli sta causando.

Lo stesso si può dire dell’abitudine di bere il caffè: ricordo che quando lo assunsi per la prima volta, oltre al gusto amaro davvero sgradevole, avvertii nettamente una sensazione di bruciore allo stomaco e l’accelerazione del ritmo cardiaco e ci volle un bel po’ di tempo per tornare alla normalità. Ma quando poi divenne un’abitudine, tutto questo scomparve: mi ero adattato!

Sappiamo benissimo che sebbene il caffè sia considerato un mezzo per svegliarsi, ci sono persone che ne assumono talmente tanti abitualmente, che possono persino berne prima di andare a letto e godere di un ottimo sonno. Ho conosciuto parecchie persone che si vantavano di questo, non comprendendo che questo era un pessimo segno, indicatore dello stato di assuefazione e di intossicazione del loro organismo. E naturalmente la lista potrebbe proseguire con alcol, droghe, carne e derivati, formaggi, ecc..

E così, per tornare alla digestione, quello che mi sembrava esagerato fino a un anno fa, prima di intraprendere la DEA, ora, che ho disintossicato il mio organismo, non lo è più.

Adesso sono in grado di

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