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Il risveglio degli Dei
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E-book329 pagine2 ore

Il risveglio degli Dei

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Info su questo ebook

"Venti anni di studio e di applicazione mi hanno convinto della realtà dell'Astrologia."

Giovanni Keplero

"La differenza tra voi e me, Signor Halley, è che questa Astrologia che voi schernite, io l'ho studiata e la pratico, e voi no!"

Isaac Newton

"L'Astrologia è una Scienza in sé, illuminativa. Grazie ad essa ho imparato molte cose e le debbo molto. Certe conoscenze geofisiche mettono in rilievo il potere delle stelle e dei pianeti sul destino terrestre. Dal canto suo, in un certo senso, l'Astrologia lo rafforza. Per questo, essa è come un elisir di vita per l'umanità." Albert Einstein

"Anche se delle persone, il cui livello di istruzione lascia a desiderare, hanno creduto fino ad oggi di potersi beffare dell'Astrologia, considerandola come una pseudo-scienza, questa Astrologia da così troppo tempo liquidata, risalendo dalle profondità dell'anima popolare, si presenta oggi di nuovo alle porte delle nostre Università, che lasciò tre secoli fa."

Carl Gustav Jung

In merito ai suoi studi astrologici: “Assurdi o no, i fatti sono fatti! Ed anche se la scienza di un'epoca non sa integrarli, ogni spirito scientifico deve riconoscere la loro esistenza, nell'attesa di poterli spiegare."

J.B. Porte

"Il tempo che spreco è mio, e perdere tempo nello studio dell'Astrologia e della Parapsicologia è probabilmente meglio speso rispetto alla visione di un film pornografico o per comportarsi come un hooligans."

Hans Eysenck

Questo libro è un dialogo tra Scienza e Astrologia sviluppato attraverso le risposte alle domande più comuni e con l'analisi di decine di temi di nascita di personalità della politica, dello spettacolo e dello sport, passate e presenti, che condurrà il lettore per mano nell'affascinante e misterioso mondo della divinazione.

Secondo la Scienza moderna l'Astrologia non può essere annoverata tra le discipline scientifiche in quanto i dettami della seconda apparentemente collidono con quelli della prima, tuttavia alcune delle più grandi menti del passato, da Galileo a Newton, da Copernico a Keplero, da Einstein a Jung erano anche valenti studiosi di Astrologia. Come è possibile questo? Può essere che mancando un dialogo tra i due mondi attualmente, mondi che per millenni e fino a pochissimo tempo fa coincidevano, l'Umanità stia perdendo la possibilità di attingere ad un corpus dottrinale di inestimabile valore? Può l'Astrologia, ad esempio, essere di aiuto alla Scienza medica? Può la meccanica dei quanti, con le sue assurdità inesplicabili, fare luce sul mistero degli Astri e della loro influenza sulla vita degli Uomini? Il vento solare, con le sue cariche positive e negative cicliche, può influenzare lo sviluppo della personalità?

Scopriamolo insieme...

https://ilmaestrodelbuio.wordpress.com
LinguaItaliano
Data di uscita24 set 2013
ISBN9788868555955
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    Anteprima del libro

    Il risveglio degli Dei - Roberto Blandino

    srl


    Prefazione

    Per diversi anni ho maturato l’idea di scrivere un libro raccogliendo su carta le mie idee riguardo la natura ultima di quel mistero, chiamato Astrologia, che ha accompagnato l’uomo fin dall’alba della civiltà. Spesso, e giustamente aggiungo, l’arte di indagare gli astri al fine di scrutare all’interno delle possibilità umane è stata derisa ed osteggiata da chi non ha riconosciuto, in Essa, uno strumento razionale e scientifico, capace di portare un po’ di luce nella travagliata esistenza umana. D’altro canto però, è altresì vero che, il più delle volte, chi giudica non conosce la materia, oppure, nei migliori dei casi, l’ha mal compresa. In fondo, fin dagli albori della storia conosciuta, e forse ancor prima, l’uomo si è interrogato sulla sua vera natura, sul significato della sua esistenza e sul mistero che lo accompagna lungo il cammino, la più parte delle volte oscuro ed incerto.

    Nell’antichità, l’uomo ha attribuito la causa delle proprie tribolazioni alla volontà degli Dei. Dei volubili e capricciosi ma il cui disegno, grazie agli Oracoli, era possibile conoscere con un certo margine di sicurezza. Se da un lato la divinità veniva antropomorfizzata, riconducendola ad una entità senziente soggetta alle stesse passioni umane, ancorché di natura immortale, dall’altro la stessa divinità veniva identificata con l’astro corrispondente, per natura ed influenza.

    Il grande pianeta benefico, il gigante gassoso e munifico dispensatore di ogni sorta di favori, venne chiamato Giove, appunto per la sua analogia con il famoso re degli Dei, Zeus per i Greci, così come il grande malefico, il gigante gassoso che con severità mette a dura prova l’esistenza umana, venne chiamato con il nome del dio Saturno, signore del tempo, Crono secondo la mitologia greca (occorrerebbe, però, un intero libro per disquisire sulla dicotomia tra la natura del Saturno-divinità, considerata benefica, ricca e prosperosa, tanto da associarla alla mitica Età dell’Oro dell’Umanità, e la natura fredda, triste e contratta attribuita al Saturno-astro). Così come secondo la mitologia queste divinità antropomorfe reggono in mano il destino degli uomini, assumendo valenze positive e negative a seconda dei casi, allo stesso modo gli influssi delle divinità planetarie omonime dispensano prove e favori a seconda della loro posizione celeste al momento della nascita dell’individuo. In effetti, è piuttosto probabile che il Giove-pianeta sia fungibile con il Giove-divinità, esattamente come, secondo le cronache sumere, l’epopea di Gilgamesh, Murdock e Tiamat siano riconducibili ai traumatici eventi cosmologici che hanno portato alla disposizione definitiva del sistema solare, per come lo conosciamo oggi.

    Essere cresciuto da un astrologa professionista, giocoforza, mi ha messo di fronte a questi importanti interrogativi, di difficile soluzione, molto presto, intorno ai cinque anni di età. Spesso, durante i pasti serali, i miei genitori discorrevano di transiti, rivoluzioni solari, direzioni, aspetti e domificazioni, e questo rendeva il momento della refezione decisamente interessante. Almeno dal mio punto di vista. Tuttavia si trattava di argomenti che, almeno in quegli anni, non c’era verso di portare al di fuori della stretta cerchia dei parenti più prossimi e degli amici più intimi. Se parlavo degli studi di mia madre con qualche amico, mio coetaneo, al limite ricevevo un sorriso dubbioso o qualche domanda ingenua ed acerba, ma parlarne con un adulto era fuori discussione. Credere in qualcosa di così assurdo e stupido, a detta di molti, non avrebbe fatto altro che nuocere al mio sviluppo intellettuale. Almeno era quello che potevo intuire dagli sguardi compassionevoli di chi avevo di fronte. Quegli stessi sguardi, però, risultavano ancora più stupiti quando spiegavo loro che mio padre era un valente ingegnere e non un superstizioso illetterato. Da buon cartesiano qual è sempre stato, tra i denti era solito ripetere razionalmente, non può essere vero, però è innegabile che abbia un fondo di verità. Alle mie orecchie, le sue parole suonavano un po’ come l’"Eppur si muove! fatto idealmente pronunciare da Giuseppe Baretti a Galileo Galilei di fronte al Tribunale dell’Inquisizione, durante la celeberrima abiura sull’eresia eliocentrica. E mentre tutti continuavano a ripetermi che non credevano alla possibilità che nel firmamento potesse essere scritto, in qualche modo, il destino degli uomini, io osservavo le previsioni di mia madre divenire sistematicamente realtà. Per quanto mi sforzassi di osservare gli eventi con distacco, cercando di non lasciarmi coinvolgere emotivamente (in fondo, quale figlio non mostrerebbe indulgenza verso la madre?), continuavo ad assistere alla processione di uomini e donne venire a trovare mia madre, da ogni parte d’Italia, per ottenere delle risposte sul futuro. E vedevo le stesse persone ritornare, ogni volta, poiché le previsioni ricevute si erano immancabilmente rivelate esatte. Ricordare tutti gli episodi sarebbe impossibile, dopo migliaia di oroscopi, di transiti e di rivoluzioni, ma alcuni mi sono rimasti impressi nella memoria con maggiore incisività di altri. Per esempio, a metà anni ottanta, mia madre vide nel tema di nascita di una sua cliente la possibilità" di vincere una grande somma al gioco. Una posizione felice di Giove, in trigono ad Urano, nella quinta casa, più altri aspetti di fortuna generale. Mia madre, attraverso il calcolo comparato dei transiti e della rivoluzione solare per quell’anno, identificò il periodo più propizio, con lo scarto di un mese in più o in meno, per tentare la sorte. Con una schedina da milleseicento lire, presa a caso in ricevitoria, la signora centrò uno dei due tredici di quella domenica, vincendo oltre seicentocinquanta milioni di lire (nei primi anni ottanta una cifra stratosferica). Il tutto mentre gli scettici continuavano a ripetere che era impossibile fare una previsione del genere. Eppure ciò avvenne con la solita naturalezza cui ormai in famiglia eravamo abituati.

    Certo, gli scettici in questione possono obiettare che al fine di redigere una statistica scientificamente rilevante, occorrerebbe considerare tutte le previsioni di mia madre, anche quelle sbagliate, e non solo quelle esatte. Ma agli scettici in questione posso tranquillamente rispondere che quella fu l’unica volta nella quale sentii mia madre fare una simile previsione, dal momento che ogni individuo è un universo a sé ed è impossibile attribuire un significato generale, calzante per tutti, di un qualsiasi evento astrologico.

    Ogni previsione deve necessariamente tenere conto di tutto il quadro astrologico del singolo individuo. Ma su questo punto torneremo più avanti. Quanto a mia madre, in verità, era solita fare previsioni tutt’altro che rosee, per il semplice fatto che generalmente gli oroscopi di noi mortali presentano più elementi di disturbo che di armonia, visto che i corpi celesti di natura malefica (gli astrologi moderni edulcorano il termine malefico con dinamico, ma si tratta di un eufemismo che non cambia la sostanza delle cose) sono cinque, (Marte, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone) mentre quelli di natura benefica sono solo tre (il Sole, Venere e Giove), più due neutri (Luna e Mercurio). Ovviamente il discorso non è così semplice, visto che ognuno di essi, indipendentemente dalla propria natura, può esplicare la propria influenza in maniera sia positiva che negativa, per ogni singolo uomo, a seconda della posizione all’interno del rispettivo tema di nascita.

    A questo punto, però, nasce spontanea una considerazione: l’Astrologia è tutt’altro che infallibile, o meglio ne sappiamo ancora così troppo poco, nonostante sia oggetto di studio da più di sette millenni, che molte chiavi sono ancora da trovare, molte serrature sono ancora da aprire e forse il mistero non verrà mai diradato del tutto. Per esempio, vi sono lune nel sistema solare che non consideriamo planetoidi solo perché gravitano attorno a giganti gassosi come Giove e Saturno, per le quali non esistono statiche corpose, così come per gli asteroidi maggiori del sistema solare come Pallade, Vesta e Cerere, per esempio.

    Quando sento qualcuno affermare di non credere nella validità dell’Astrologia, in quanto priva di scientificità, semplicemente mi viene da pensare che, qualsiasi sia la mia convinzione, essa deriva non da un mero atto di fede (intesa come fiducia incrollabile in un qualcosa che non può essere soggetta a valutazione empirica), bensì dallo studio sistematico della materia per oltre due decenni ed a seguito della frequentazione di un’astrologa professionista per quasi quarant’anni. Ho visto la più parte delle persone sposate con Urano leso nella settima casa (ma anche con aspetti dissonanti tra Venere e lo stesso Urano), interrompere bruscamente la propria unione, così come ho riscontrato l’incredibile correlazione tra varie patologie cardiache (anche di gravità capitale) con le lesioni del Sole in aspetto con Marte e i pianeti lenti, per poter credere che sia tutto frutto del caso. Gli esempi sopra esposti, collimano in maniera piuttosto esatta con la millenaria tradizione astrologica.

    In buona sostanza, che io creda o meno, ciò è dovuto alla mia esperienza diretta e non per una aprioristica ed irrazionale convinzione, priva di ogni riscontro oggettivo.

    Con questo libro non voglio certo convincere nessuno (e come potrei?), e nemmeno intendo addentrarmi in spiegazioni troppo tecniche sul calcolo e sull’interpretazione di un tema di nascita astrologico, lasciando questo compito, qualora il lettore fosse a digiuno della materia, ai numerosi trattati di valore esistenti in commercio. Intendo, piuttosto, intavolare un ipotetico dialogo tra uno Scienziato ed un Astrologo, un dialogo improntato al rispetto reciproco, ed alla semplicità dell’esposizione, in modo che ognuno di noi possa giungere alle conclusioni che preferisce, sempre tenendo presente che nulla vieta che le due correnti possano, in un giorno spero prossimo a venire, ritornare a convivere e camminare fianco a fianco, come è già successo per lungo tempo, nel nostro passato.

    1

    Gli astrologi sono davvero convinti che sia possibile prevedere il futuro?

    No, nel senso che gli astrologi non sono assolutamente in grado fare previsioni infallibili. Più che altro si affidano alla statistica. In campo astrologico, non si può che parlare di possibilità e giammai di certezze, almeno al nostro livello di conoscenza della materia.

    L’Astrologia è nata in Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate, più di settemila anni fa e successivamente è diventata, nell’Egitto tolemaico successivo ad Alessandro il Grande, un corpus dottrinale organico e strutturato. Quindi, l’Astrologia esisteva ben prima che nascessero Mosè e Abramo ed aveva portata planetaria. Abbiamo l’antica Astrologia Vedica dell’India, l’Astrologia Cinese, quella Tibetana, Araba e mesoamerinda Azteca, Inca e Maya, quella Persiana, e quella Indiana d’America...

    In Occidente, essa è stata una disciplina di vitale importanza da millenni prima di Cristo fino a tutto il Rinascimento, dove era materia di studio in facoltà ad indirizzo scientifico ed umanistico in molte università europee, tanto che è impossibile comprendere appieno molte opere d’arte e letterarie del passato separandole dal contesto dottrinale astrologico sottostante. Attualmente è ancora oggetto di corsi di laurea in ben sette università indiane (la stessa India che annovera alcune delle migliori cartesiane facoltà di ingegneria del mondo).

    Pertanto, già all’epoca dei sacerdoti Caldei, l’Astrologia ha cercato di rispondere ad interrogativi vecchi come il mondo: chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, c’è vita prima della vita, c’è vita dopo la morte, c’è un destino, una predestinazione, oppure l’uomo è totalmente libero e padrone della propria vita? Egli gode davvero del dono del libero arbitrio?

    Studiando la posizione degli astri alla nascita ed al tempo di una particolare battaglia, per esempio, i Caldei cercavano di trovare un qualche tipo di correlazione tra quegli stessi astri ed una fine violenta del guerriero, magari anche identificando una predestinazione nel tipo di lesione subita. E’ in questo modo, attraverso una sorta di retro-statistica, che sono nati i postulati riguardanti gli effetti nefasti di un Marte nell’ottava casa, piuttosto che nella dodicesima, così come l’identificazione della parte anatomica colpita in base al segno zodiacale che ospita il pianeta e/o la casa al momento della nascita del guerriero perito in battaglia.

    Per quanto mi riguarda, essere cresciuto in una famiglia in cui i genitori rappresentavano perfettamente gli stereotipi del fisico e del metafisico, mi ha costantemente tenuto in equilibrio tra i due mondi, apparentemente molto distanti l’uno dall’altro. Più mi addentravo nello studio di un lato della barricata, più mi rendevo conto che era indispensabile attingere informazioni dall’altro lato, per proseguire il cammino.

    Chiunque, anche a livello amatoriale, si accinga a studiare l’Astrologia, sarà portato a fermarsi a riflettere per chiedersi: perché è così? Ma, coerentemente, anche chi si accosta a studi scientifici più ortodossi, formulerà prima o poi la stessa domanda. Entrambi gli studiosi si dovranno arrendere all’evidenza di non poter avere risposte precise, e che questa è una prima convergenza dei rispettivi campi di ricerca. Tuttavia, non è nella meccanica classica che l’Astrologia può trovare delle risposte, bensì nella meccanica quantistica.

    Così come l’aspetto esteriore dello studio dell’influenza degli astri sul destino umano, può essere ricondotto alla semplice statistica, basata sulla posizione degli astri stessi rispetto all’ora e luogo di nascita, ma il cui aspetto interiore è tutt’altro che chiaro e misurabile, allo stesso modo l’aspetto esteriore della Natura, riconducibile alle ben note leggi newtoniane, in base alle quali è possibile fare calcoli precisi in ordine ai fenomeni fisici, cozza con l’aspetto interiore, le cui leggi, al livello dei quanti, ossia nel piccolissimo mondo sub-atomico, non permettono di avere certezze, ma solo probabilità.

    2

    Secondo Stephen Hawkings, la maggior parte degli scienziati non crede nell’Astrologia non tanto perché manchino adeguate prove scientifiche della sua validità, ma perché l’Astrologia non concorda con altre prove che sono state verificate sperimentalmente. L’Astrologia avrebbe perso di credibilità, secondo il suo parere, nel momento in cui Galileo e Copernico hanno scoperto che il Sole non orbita attorno alla Terra, ma viceversa, e quando Newton ha elaborato le tre leggi del moto. In buona sostanza, le scoperte scientifiche citate hanno poi avuto come conseguenza l’elaborazione del pensiero determinista formulato agli inizi dell’800 dal marchese De Laplace. Hawkings, così come moltissimi altri scienziati, si domanda come sia possibile che gli astri, nelle loro ellittiche, siano capaci di influenzare gli avvenimenti umani. Se il determinismo di Laplace è veritiero allora, a livello teorico, sarebbe possibile prevedere il futuro senza dover ricorrere a teorie esotiche come l’Astrologia. Purtroppo, però, la fisica riconosce che l’indeterminazione, così come il caos, non permettono di fare pronostici precisi, ma solo di ipotizzare una certa vicinanza alla realtà. Cosa risponde l’Astrologia?

    Innanzitutto, il grande Prof. Hawkings ha omesso di ricordare che tutti gli eminenti scienziati che ha correttamente citato, nessuno escluso, e che per ironia della sorte sono stati i padri della "meccanica classica" (cui deriva la successiva visione materialistica occidentale della realtà), sono stati anche valenti astrologi professionisti: se ne riconosciamo il genio in un campo, allora dobbiamo anche prendere atto di tutto il resto e non solo di ciò che può far comodo.

    Infatti, fino almeno al consolidarsi del pensiero illuminista durante il XVIII secolo, Astrologia ed Astronomia erano due facce della stessa medaglia, e godevano di pari dignità e considerazione, pur con gli evidenti limiti imposti a entrambi i campi di ricerca dalla non conoscenza dei pianeti trans-saturniani (Urano, Nettuno e Plutone).

    Nessuno dei sommi scienziati di cui sopra ha mai sentito la necessità di abiurare le proprie conoscenze astrologiche, visto che nessuna delle loro scoperte ha inficiato in alcun modo la validità e veridicità della teoria astrologica (semmai, come nel caso di Galileo, l’abiura ha riguardato le scoperte astronomiche).

    Rimane dunque aperto il quesito della Scienza moderna (e non già di quella antica) riguardo al perché la posizione degli astri dovrebbe avere un qualche tipo di influenza sull’uomo.

    Da un punto di vista astrologico la domanda non sembrerebbe avere molta importanza: l’astrologo prende atto di un fenomeno, di una correlazione causa-effetto e nulla più, così come lo scienziato nei propri ambiti, ma la risposta al quesito spetta proprio allo scienziato e non certo all’astrologo.

    Se attualmente non abbiamo ancora delle risposte definitive, forse la colpa è anche del mancato dialogo tra Scienza ed Astrologia.

    3

    La Scienza sa per certo che le costellazioni non esistono. Come è possibile parlare dell’influenza di un segno zodiacale, riferendosi alla posizione del Sole rispetto ad un complesso di stelle di che tra di loro non hanno alcun rapporto?

    Le costellazioni non esistono, certo. E’ un dato di fatto. Sono semplici trasposizioni bidimensionali di complessi di stelle nello spazio tridimensionale, che molto spesso non hanno alcun rapporto tra di loro e che si trovano anche a molti anniluce di distanza l’una dall’altra. Appunto perché non esistono, le costellazioni non hanno alcuna importanza in sé, dal punto di vista dell’influenza astrologica.

    Chi ha inventato lo zodiaco, ha simbolicamente diviso il firmamento in una porzione attiva di cielo, che ha poi a sua volta diviso in dodici porzioni uguali (30°), distinguendole l’una dall’altra attribuendo loro un elemento simbolico, applicato idealmente congiungendo con una linea alcuni gruppi di stelle (un po’ come si fa risolvendo i giochi enigmistici unisci i punti dal numero 1 al numero X).

    Con questo sistema si è potuto far combaciare il disegno stilizzato di ogni simbolo al corrispondente

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