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Il Mago dei Cavalli

Il Mago dei Cavalli

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Il Mago dei Cavalli

Lunghezza:
113 pagine
1 ora
Pubblicato:
Mar 24, 2015
ISBN:
9786050367584
Formato:
Libro

Descrizione

Il mondo dell'Ippica è affascinante ma non sempre così bello come sembra.
Comunque il conto lo paga sempre il Cavallo.
Una biografia cattiva di Federico Tesio.
Pubblicato:
Mar 24, 2015
ISBN:
9786050367584
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Il Mago dei Cavalli - Valerio Bollac

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IL MAGO DI CAVALLI

FEDERICO TESIO

Federico Tesio è un gianduiotto doc!

Coscienzioso, preparato, talvolta azzardato nelle convinzioni, ma promesso ai suoi sogni che coltiva con cura maniacale; anche un po’ presuntuoso, bisogna ammetterlo, magari non neoguelfo e clericale come il compaesano Gioberti, comunque straconvinto e orgoglioso del suo primato nazionale, regionale, cittadino, personale (nell’ordine inverso di priorità).

Nato a Torino il 17 gennaio 1869, fu affidato alle cure di un tutore per la prematura scomparsa di ambedue i genitori.

Poco più di dieci anni dopo (1880) lo troviamo convittore al Regio Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, retto dai Barnabiti, dove incontra un personaggio importante per la sua formazione: padre Francesco Denza, insigne astronomo e meteorologo, che, inspiegabilmente, lo avvicina alle teorie di Darwin.

Esce dall’istituto maggiorenne ed acquisisce in eredità il cospicuo patrimonio di famiglia.

Continua gli studi e si laurea in Legge a Torino ed in Scienze Sociali a Firenze.

Tuttavia non rinuncia ad una furibonda gioventù.

Grande sportivo equestre, il giovane Federico, con più di cento gare disputate comprese le romanzate trasferte orientali in Mongolia ed il palmares cinese (secondo nel Derby di Pechino e nel Grande Steeple di Shanghai), senza dimenticare la rocambolesca traversata delle praterie argentine, staffilato dal Pampero, un vento più ignorante e violento della Bora, giù fino alla Terra del Fuoco, in Patagonia.

Mirabolanti  avventure testimoniate e narrate da Tesio in persona.

In ogni modo, di là della comprensibile e giustificata vanità, nel 1893 Federico si aggiudica con indiscusso merito il titolo di miglior gentleman d’Italia.

Sbaraglia gli avversari dodici volte nelle ventiquattro corse disputate; tuttavia, a quel che ricorda il marchese Mario Incisa della Rocchetta (suo futuro socio), non è un fenomeno di stile e deve compensare la mancanza di tecnica con furente coraggio leonino ed una caparbia volontà di primeggiare.

Costruisce la sua giovanile carriera di cavallerizzo arrembando ostacoli e piste, anche se non si contano le cadute rovinose e le innumerevoli fratture.

Appare evidente che il Tesio/cavaliere, così muscolare nel suo incedere, è l’esatto opposto del Tesio/allevatore, tutto idee e teorie (non che avesse dimenticato la parte muscolare, solo la lasciava ai cavalli), sebbene l’obiettivo ultimo, la vittoria ad ogni costo, fosse il medesimo.

Alla soglia dei quaranta, troppo attempato per l’agonismo puro, Federico appende cappello.

E’ ora di finirla con le scriteriate (e rischiosissime) sfacchinate in pista, con le inebrianti escursioni in giro per il mondo; il tempo passa, le ossa cominciano a dolere e la marchesina Lydia Serramezzana-Flori, sorella dell’amico Stefano Flori, sembra sensibile al fascino del maturo ex-scavezzacollo e talvolta è bene teleguidare il caso e la fortuna verso spiagge più accoglienti, pur se meno esotiche.

Lydia, infatti, non è una Venere ma dispone di altre qualità, irresistibili per Federico: è titolare, oltre che di una cospicua dote, di una scuderia da corsa ed ha persino vinto il Derby Reale del 1899 con la puledra Elena.

Praticamente il massimo e Tesio, sostituiti gli stivali con più comodi mocassini, la sella con una accogliente poltrona, le redini con la penna, si trasforma in baldanzoso imprenditore, pronto ad intraprendere la sua missione di messia dell’ippica italiana.

Nasce in quel periodo, con l’aiuto intellettuale di Donna Lydia, il mitico split-pedegree-book sul quale erano appuntate, pagina per pagina, le linee di sangue: gli stalloni nella parte superiore del foglio, in basso le fattrici.

Federico si perde nello studio dei nik (affinità tra genealogie non imparentate), degli outcross (incroci apparentemente e volutamente sbagliati che a volte funzionano a volte nasce un brocco), alla costante ricerca di stille di linfa del leggendario St Simon, il tutto condito da occasionali meditazioni d’ordine fisiologico, biologico, talvolta chiamando in causa persino l’astrologia.

Nel contempo (1908) nasce, con l’aiuto economico di Donna Lydia, la scuderia Federico Tesio con base nella tenuta di Dormello, sulla borromea riva occidentale del lago Maggiore ed acquartieramenti estivi alla Barbaricina, vicino Pisa; la giubba bianca con la croce rossa di Sant’Andrea diventa frequentatrice abituale dei tondini di presentazione negli ippodromi italiani.

IN PISTA!

Dopo tre anni Tesio già ha un cavallo in grado di correre (e vincere) le Classiche nostrane. Ed altri gli anni successivi.

Comincia a diventare il Mago.

1911

Guido Reni (1908 Melanion x Jenny Hampton)

Premio Parioli, Capannelle, mt 1600

Derby Italiano, Capannelle, mt 2400

1912

Rembrandt (1909 William The Third x Miss Repton)

Derby Italiano, Capannelle, mt 2400

Gran Premio di Milano, San Siro, mt 3000

1914

Fausta (1911 Spreamint x Madree)

Gran Premio d’Italia, San Siro, mt 2400

1915

Van Dyck (1912 Signorino x Veronesa)

Gran Premio d’Italia, San Siro, mt 2400

1917

Gianpietrina (1914 Signorino x Giottina)

Derby Italiano, Roma, Capannelle, mt 2400

1919

Ghiberti (1917 Signorino x Giottina)

Gran Criterium Nazionale, San Siro, mt 1200

Meissonier (1916 Signorino x Fausta)

Derby Italiano, Roma, Capannelle, mt 2400

1920

Ghiberti (1917 Signorino x Giottina)

Premio Emanuele Filiberto, San Siro, mt 2000 

Derby Italiano, Roma, Capannelle, mt 2400

Michelangelo (1918 Signorino x Fausta)

Gran Criterium Nazionale, San Siro, mt 1200

1921

Michelangelo (1918 Signorino x Fausta)

Premio Emanuele Filiberto, San Siro, mt 2000

Gran Premio d’Italia, San Siro mt 2400

Derby Italiano, Roma, Capannelle, mt 2400

Mellozzo da Forlì (1919 Signorino x Fausta)

Gran Criterium Nazionale, San Siro, mt 1200

1922

Cima da Conegliano (1920 Signorino x Chin)

Gran Criterium Nazionale, San Siro, mt 1200

Mellozzo da Forlì (1919 Signorino x Fausta)

Derby Italiano, Roma, Capannelle, mt 2400

1923

Cima da Conegliano (1920 Signorino x Chin)

Premio Presidente della Repubblica, Capannelle, mt 2400

Derby Italiano, Roma, Capannelle, mt 2400

Non male per l'ultimo arrivato, con questo Sultano nel suo harem, nel quale Tesio ha creduto subito, quando ancora non era considerato buon razzatore. 

Sarà perché le linee di sangue ed i risultati in II generazione si attagliavano bene alle sue teorie allevatoriali.

Signorino (GB 1902)

Padre Best Man (GB 1890) > nonno paterno Ormonde (GB 1883)

Madre Signorina (GB 1887) > nonno paterno St Simon (GB 1881)

Una storia d'amore, a questo punto, può starci anche bene. 

<><><><><>

Signorina in pista è una scheggia (undici vittorie e seconda alle Oaks) ed il cav. Edoardo Ginestrelli, psicologo e biologo napoletano trasferitosi armi e bagagli a Newmarket, suo proprietario, pensa bene di farle fare un puledro. 

I risultati sono deprimenti: ci vogliono dieci anni perché il sogno si avveri e nasca Signorinetto, mediocre cavallo da corsa ma, anche per l'intuizione di Tesio, rivelatosi buon razzatore.

Ma non è lui il protagonista della storia d'amore, bensì la mamma. 

Bisogna fare un miglio per raggiungere il nuovo amante e si percorre dolcemente tra alberi e prati dove regnano i cavalli.

Signorina segue a cavezza il suo artiere che la sta conducendo allo stallone più in voga del turf, quell'Insinglass (GB 1890) per le prestazioni del quale Ginestrelli ha già pagato una fortuna.

Mentre, passeggiando, percorrono il vialetto succede l'incontro della vita.

Chaleureux (GB 1894) è stato un anonimo galoppatore tantè che, in

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