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Anita Nera (Giona Sei-Colpi 3)
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E-book99 pagine1 ora

Anita Nera (Giona Sei-Colpi 3)

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Info su questo ebook

Primi di agosto del 1849. Dopo “La notte dei risorti viventi” e “Fratelli di fuoco”, è ormai chiaro che nell’Italia del Risorgimento di Tenebra non solamente il cardinale Lambruschini ha trovato il sistema di riportare in vita i defunti: qualcuno della Repubblica Romana ha deciso di utilizzare la terribile arma dei morti viventi contro la Francia e il Papato. Ma chi? Giona Sei-Colpi, detto Giona Hex, e i suoi “fratelli di fuoco” devono assolutamente fermare chi vuole distruggere l’Italia.

Intanto il 4 agosto 1849 muore Anita Garibaldi, la giovane brasiliana che ha seguito per tutta la sua vita il generale nizzardo da una battaglia all’altra. Malgrado i libri di storia non lo riportino, la sua non è stata una morte “tranquilla”... e quando torna sulla terra, porta l’inferno con sé... -

Questo racconto rientra nel progetto di scrittura collettiva “Risorgimento di Tenebra”, ideato dal gruppo Moon Base. -

Lucius Etruscus è vice-curatore di ThrillerMagazine e redattore di SherlockMagazine, gestore del database “Gli Archivi di Uruk” e di vari altri blog, come il “CitaScacchi”. Scrive saggi su riviste on line, ha partecipato (sia come giuria che come autore) al romanzo corale “Chi ha ucciso Carlo Lucarelli?” (Bacchilega Editore) e su ThrillerMagazine racconta le indagini del detective bibliofilo Marlowe... non “quel” Marlowe, i cui retroscena sono raccontati nel blog NonQuelMarlowe.
LinguaItaliano
Data di uscita24 ott 2014
ISBN9786050329544
Anita Nera (Giona Sei-Colpi 3)
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    Anita Nera (Giona Sei-Colpi 3) - Lucius Etruscus

    Lucius Etruscus

    Anita Nera

    La terza missione di Giona Sei-Colpi

    nel Risorgimento di Tenebra

    Crediti

    Collana: Giona Sei-Colpi n. 3

    Prima edizione digitale: ottobre 2014

    In copertina: elaborazione grafica dell’autore,

    con la supervisione di e-grafico

    Sito dell’autore: luciusetruscus.altervista.org/index.htm

    Questa è una storia di pura finzione, quindi ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale e non voluto. Luoghi e nomi, quand’anche fossero realmente esistenti, sono stati piegati ai fini narrativi e perciò slegati da qualsiasi pretesa di veridicità.

    Trama

    Primi di agosto del 1849. Dopo La notte dei risorti viventi e Fratelli di fuoco, è ormai chiaro che nell’Italia del Risorgimento di Tenebra non solamente il cardinale Lambruschini ha trovato il sistema di riportare in vita i defunti: qualcuno della Repubblica Romana ha deciso di utilizzare la terribile arma dei morti viventi contro la Francia e il Papato. Ma chi? Giona Sei-Colpi, detto Giona Hex, e i suoi fratelli di fuoco devono assolutamente fermare chi vuole distruggere l’Italia.

    Intanto il 4 agosto 1849 muore Anita Garibaldi, la giovane brasiliana che ha seguito per tutta la sua vita il generale nizzardo da una battaglia all’altra. Malgrado i libri di storia non lo riportino, la sua non è stata una morte tranquilla... e quando torna sulla terra, porta l’inferno con sé...

    L’autore

    Lucius Etruscus è vice-curatore di ThrillerMagazine e redattore di SherlockMagazine, gestore del database Gli Archivi di Uruk e di vari altri blog, come il CitaScacchi. Scrive saggi su riviste on line, ha partecipato (sia come giuria che come autore) al romanzo corale Chi ha ucciso Carlo Lucarelli? (Bacchilega Editore) e su ThrillerMagazine racconta le indagini del detective bibliofilo Marlowe... non quel Marlowe, i cui retroscena sono raccontati nel blog NonQuelMarlowe.

    Dello stesso autore

    eBook in vendita a 0,99 euro:

    La notte dei risorti viventi (Risorgimento di Tenebra). Giona Sei-Colpi 1

    Fratelli di fuoco (Risorgimento di Tenebra). Giona Sei-Colpi 2

    La variante di Marlowe. Un’indagine scacchistica di Marlowe

    De Marlowe Mysteriis. Mistero Marlowe 1

    La caduta degli Uscieri. Mistero Marlowe 2

    Notovitch e la vita segreta di Gesù. Storie da non credere 1

    Petronio e la Cena di Trimalchione. Storie da non credere 2

    Arpe e il Trattato dei Tre Impostori. Storie da non credere 3

    Platone, lo schiavo filosofo. Commedia breve in quattro atti di quando i libri non si leggevano

    eBook gratuiti:

    L’apprendista stregone. Viaggio fra le varie versioni di una storia antica

    Dieci contro mille. Il grande cinema di assedio

    Tradurre l’incubo. Da Shakespeare a Goethe

    La Falsa Novella. Viaggio tra i falsi vangeli inventati dai romanzieri

    Lupin contro Holmes. Scontro fra titani del pulp

    Mistero Shakespeare. Analisi inedita di un mistero inestricabile

    Ninja. Storia di un mito cine-letterario

    Spaghetti Marziali. Quando gli italiani inventarono il kung fu western

    Anita Nera

    «La più crudele delle sofferenze e la più sublime delle rassegnazioni di questa funebre epopea è Anita, l’eroina, la patrona dei volontari che non sparge una lacrima, non getta un sospiro, ma che di tempo in tempo ritiene la sua respirazione e porta la mano sul suo seno per sapere se il figlio che racchiude ancora respira».

    da Memorie di Giuseppe Garibaldi (Memoires de Garibaldi, 1861)

    di Alexandre Dumas figlio

    (traduzione di Vincenzo Bellagambi)

    ~

    «Non c’è rabbia in Paradiso quanto quella di un amore trasformato in odio, né furia all’inferno come quella di una donna disprezzata»

    da La sposa afflitta (The Mourning Bride, 1697)

    di William Congreve

    (traduzione di Lucius Etruscus, non avendo trovato un’edizione italiana)

    1.

    Mandriole,

    mattina del 4 agosto 1849

    «Va’ e trova un’altra cavia per i miei esperimenti.»

    È facile per il Maestro lanciare questi ordini, perché non tocca a lui poi girare per paludi malsane in cerca di qualche povero cristiano da rapire. A forza di tenere i piedi a mollo in questa acquaccia sporca mi sto rovinando quel poco di salute che mi è rimasta, ma a quanto pare non conosce fine il disprezzo di tutti per le persone come me: nessuno sembra avere rimorsi a far sfiancare di fatica un gobbo o a farlo ammalare compiendo un lavoro orribile.

    Stavolta poi è stata fatica sprecata: questa notte non ho trovato anima viva in giro, solamente tanta umidità e insetti fastidiosi. Gliel’ho detto, al Maestro, che ha esagerato e che ora nei paesi intorno hanno tutti paura di uscire la notte, che troppa gente è scomparsa nel nulla e troppi sono stati involontari testimoni dei miei rapimenti: le voci corrono come il vento ed ora nessuno si avventura ad uscire da solo, così mi tocca percorrere miglia di paludi in cerca di un qualche idiota che non abbia ancora capito che nella zona c’è altissimo rischio di morire o svanire nel nulla... nel migliore dei casi.

    Le vittime più difficili da reperire sono le giovani donne. Il Maestro non lo dice ma si vede che gli piace fare esperimenti su di loro, però lui non deve tramortirle e trasportarle, non deve sopportare sulla schiena il dolce peso di una fanciulla innocente che si vorrebbe proteggere, e non invece consegnare nelle sozze mani di un mostro. Per fortuna il mio compito è facilitato dall’odio e dal ribrezzo che le donne esprimono quando mi vedono: prenderle a randellate mi risulta più facile, dopo che mi hanno sputato addosso.

    Non so per quanto ancora andranno avanti questi strani esperimenti, perché prima o poi qualcuno nei paesi vicini avrà pure la buona idea di organizzare una spedizione per indagare e, nel caso, mazzolare per bene i responsabili di queste morti e rapimenti. Per ora nessuno è stato così intelligente, ma devo stare sempre all’erta: appena inizierà una qualsiasi reazione dei paesani, io sarò l’unico a pagare, mentre al Maestro basterà svignarsela come se niente fosse.

    Sto quasi per inciampare in una buca melmosa, ma per fortuna la forza delle mie imprecazioni mi fa mantenere in equilibrio: grido il mio odio al Cielo e alla terra, che sappiano tutti la potenza del mio astio. L’unico modo per mettere fine a questa nottata orrenda è trovare finalmente qualcuno che si aggiri solitario per questo inferno melmoso. Basterebbe davvero il primo stronzo che passa...

    «Ehi, gobbo! Dammi una mano: sono Giuseppe Garibaldi.»

    2.

    Biblioteca Apostolica Vaticana (Roma),

    1° agosto 1849

    «Non pensarci nemmeno.» Lo fulmino con gli occhi e Giona rimette in tasca il suo sigaro: malgrado i miei continui rimproveri, continua a voler accendere del fuoco nel più grande tempio dei libri del mondo.

    «Se non posso

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