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La notte dei risorti viventi
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E-book97 pagine1 ora

La notte dei risorti viventi

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Info su questo ebook

Roma, 1849. La neonata Repubblica Romana di Mazzini ha le ore contate: dal suo esilio a Gaeta papa Pio IX ha chiesto aiuto alla Francia e l’esercito del generale Oudinot sta per iniziare un assedio per espugnare il colle Gianicolo. Perché chi controlla il Gianicolo, controlla Roma. Questo è quanto ci dicono i libri di storia, ma quello che nessuno sa è che gli insorti romani non hanno dovuto affrontare solamente i soldati francesi... Questa è la storia, mai raccontata, dell’ultima notte della Repubblica Romana: quando gli insorti affrontarono... i “risorti”. -

Questo racconto rientra nel progetto di scrittura collettiva “Risorgimento di Tenebra”, ideato dal gruppo Moon Base. -

Lucius Etruscus è vice-curatore di ThrillerMagazine e redattore di SherlockMagazine, gestore del database “Gli Archivi di Uruk” e di vari altri blog, come il “CitaScacchi”. Scrive saggi su riviste on line, ha partecipato (sia come giuria che come autore) al romanzo corale “Chi ha ucciso Carlo Lucarelli?” (Bacchilega Editore) e su ThrillerMagazine racconta le indagini del detective bibliofilo Marlowe... non “quel” Marlowe, i cui retroscena sono raccontati nel blog "NonQuelMarlowe".
LinguaItaliano
Data di uscita21 ago 2014
ISBN9786050318135
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    La notte dei risorti viventi - Lucius Etruscus

    Lucius Etruscus

    La notte dei risorti viventi

    L’assedio di Roma secondo

    il Risorgimento di Tenebra

    Crediti

    Collana: Giona Sei-Colpi n. 1

    Prima edizione digitale: agosto 2014

    In copertina: elaborazione grafica dell’autore,

    con la supervisione di e-grafico

    Sito dell’autore: luciusetruscus.altervista.org/index.htm

    Trama

    Roma, 1849. La neonata Repubblica Romana di Mazzini ha le ore contate: dal suo esilio a Gaeta papa Pio IX ha chiesto aiuto alla Francia e l’esercito del generale Oudinot sta per iniziare un assedio per espugnare il colle Gianicolo. Perché chi controlla il Gianicolo, controlla Roma. Questo è quanto ci dicono i libri di storia, ma quello che nessuno sa è che gli insorti romani non hanno dovuto affrontare solamente i soldati francesi... Questa è la storia, mai raccontata, dell’ultima notte della Repubblica Romana: quando gli insorti affrontarono... i risorti.

    Questo racconto rientra nel progetto di scrittura collettiva "Risorgimento di Tenebra", ideato dal gruppo Moon Base.

    L’autore

    Lucius Etruscus è vice-curatore di ThrillerMagazine e redattore di SherlockMagazine, gestore del database Gli Archivi di Uruk e di vari altri blog, come il CitaScacchi. Scrive saggi su riviste on line, ha partecipato (sia come giuria che come autore) al romanzo corale Chi ha ucciso Carlo Lucarelli? (Bacchilega Editore) e su ThrillerMagazine racconta le indagini del detective bibliofilo Marlowe... non quel Marlowe, i cui retroscena sono raccontati nel blog NonQuelMarlowe.

    Dello stesso autore

    eBook in vendita a 0,99 euro:

    La variante di Marlowe. Un’indagine scacchistica di Marlowe

    De Marlowe Mysteriis. Mistero Marlowe 1

    Notovitch e la vita segreta di Gesù. Storie da non credere 1

    Platone, lo schiavo filosofo. Commedia breve in quattro atti di quando i libri non si leggevano

    eBook gratuiti:

    Dieci contro mille. Il grande cinema di assedio

    Tradurre l’incubo. Da Shakespeare a Goethe

    La Falsa Novella. Viaggio tra i falsi vangeli inventati dai romanzieri

    Lupin contro Holmes

    Mistero Shakespeare

    Ninja. Storia di un mito cine-letterario

    Spaghetti Marziali. Quando gli italiani inventarono il kung fu western

    La notte dei risorti viventi

    Avvertenza

    Questa è un’opera di pura fantasia, e sebbene sia una rivisitazione di veri eventi storici con protagonisti e luoghi reali, tutto quanto raccontato non ha alcuna pretesa di validità storica né tanto meno di verosimiglianza: è solo una rielaborazione fantasiosa di fatti reali.

    I caratteri descritti di personaggi reali sono anch’essi frutto di fantasia: non è intenzione dell’autore dileggiare o dissacrare figure di alto livello della storia italiana, bensì renderle più caratterizzate all’interno di una storia fantasiosa che non ha alcun rapporto con la vera storia d’Italia.

    «Si scopron le tombe, si levano i morti

    i martiri nostri son tutti risorti!»

    Inno di Garibaldi (1859)

    di Luigi Mercantini

    1

    Gaeta (Regno delle Due Sicilie),

    10 febbraio 1849

    «Sua Santità, eccomi a voi.»

    Suona davvero fuori luogo pronunciare queste parole, visto che sono dovuto entrare nell’albergo come un ladro nella notte e vengo accolto da un papa vestito come l’ultimo dei sacrestani. «Che il Signore vi benedica» è la sua risposta sincera, «grazie di aver accettato di incontrarci in queste condizioni così fuori dal normale, ma voi capite che viviamo ormai in tempi che di normale non hanno più neanche l’apparenza.»

    No, non posso credere di trovarmi di fronte ad un Pontefice, ad un Vicario di Cristo, con un liso abito talare che forza vistosamente i bottoni nel tentativo faticoso di contenere la pancia prominente. A 73 anni suonati credevo ormai di aver visto tutto a questo mondo, anche il cardinal Ferretti diventare papa Pio IX, contro ogni pronostico serio: vederlo così, quasi retrocesso, mi dimostra che dovranno accaderne di cose assurde prima di rendere l’anima a Dio. «Sono il vostro umile servitore, Santità» rispondo di prammatica, «voi ordinate ed io eseguo.»

    Mi abbraccia con trasporto e mi sorride con il volto illuminato. «Non ci vediamo di persona da quando... be’, lo sapete, no? Ho esitato molto prima di mandarvi a chiamare, ma presto capirete che non esiste nello Stato Pontificio uomo migliore a cui rivolgersi se non voi, cardinale Lambruschini.»

    Sarà la mia immaginazione, ma mi sembra che abbia specificato cardinale in modo malevolo. In fondo ha stampato sul suo volto rubicondo lo stesso sorriso di quando tre anni fa è stato preferito a me nell’elezione al Seggio di Pietro: che sia un suo modo sottile di ricordarmi che io sono rimasto cardinale mentre lui è diventato papa Pio IX? «Voi mi confondete, Santità...»

    Mi invita a sedermi. Senza l’abito consono alla sua carica sembra un vecchio curato di campagna un po’ alticcio, si muove scompostamente e alla fine si siede pesantemente davanti a me. «Avete saputo? Ieri è nato ufficialmente quell’orrore che chiamano Repubblica Romana.» Annuisco: spero non mi abbia chiamato in gran segreto per rivelarmi ciò che sa tutta Europa. «Speravo in fondo di sbagliare, di essere fuggito invano, invece ho fatto appena in tempo: a quest’ora starei penzolando da qualche trave in piazza.» Rabbrividisce. «Non potete immaginare cosa voglia dire essere costretto ad abbandonare Roma per colpa di queste beghe rivoluzionarie.»

    Non posso fare a meno di serrare i denti, visto che il Santo Padre sembra dimenticare che quarant’anni fa Pio VI è fuggito da Roma proprio perché i francesi vi hanno fondato una Repubblica Romana: io stesso allora sono dovuto fuggire dall’amato Stato Pontificio e rifarmi una carriera a Genova, riuscendo a tornare solo dopo grandi sacrifici. «Non sono in grado di immaginarlo, infatti» mi limito a rispondere, senza alcun trasporto.

    Il papa si prende il volto fra le mani e lo scuote: ha dieci anni meno di me eppure in questo momento sembra mio padre. «Che umiliazione, che dolore: Pontefice da neanche tre anni, con la ferma intenzione di realizzare il papato più lungo della storia della Chiesa, costretto all’improvviso a travestirmi e fuggire di notte con l’aiuto della Contessa di Spaur.»

    «Ad eccezione di Pietro», sottolineo.

    «Come?»

    «Il vostro intento di un lungo papato, dicevo, dovrà fare i conti con la durata di quello di San Pietro.» Mi guarda strano, credo sia meglio cambiar discorso. «Siete stato costretto, Santità, la situazione era troppo pericolosa, e non potevate certo accettare l’offerta di Napoleone

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