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Pescatrice di voci

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Informazioni sul libro

Pescatrice di voci

Lunghezza: 128 pagine1 ora

Descrizione

Per Maria è più facile sentire che parlare.
Era così fin da piccola, ma parlava a modo suo.
Un giorno improvvisamente la voce si interrompe e cade nelle sabbie mobili dello stomaco mentre le gambe decidono di non sostenerla più.
Ha incontrato il "Mostro del Silenzio"
Sara' così per sempre?
Avrà una seconda possibilità?
Le risposte sono approssimative ed incerte.
Una madre comincia a cercare: in tutto e da tutti!
Incontra indifferenza, arroganza ed inadeguatezza.
Mette in atto prove silenziose che durano vent'anni.
Poi una possibilità una speranza.
Tentare di fare una prova dove la voce è essenziale, un percorso negato a Maria dalla sua stessa natura, insperato completamente opposto al suo disagio. La possibilità di utilizzare la voce per doppiare!
E allora inizia un percorso nuovo, la fatica è alle spalle, la speranza un fatto certo!

La paura è ciò che ti insegnano meglio nella vita ancor più se sei una donna.
Una madre impaurita difficilmente potrà aiutare sua figlia. Se accetta il disagio perdendo la paura incontra il
"Mostro dell'autismo" il suo nemico e cercherà di combatterlo.

La sua forza è l'attenzione e l'amore che rafforzano la certezza che, provando e riprovando, ce la potrà fare.

Una vita di allenamenti continui e di sconfitte accettate che le indicano la strada per continuare.

L'allenamento a due mamma-figlia è più semplice. I suggerimenti degli altri sono parole vuote e prive di responsabilità.

Se senti il suo cuore, i suoi movimenti, i suoi piccoli e frammentati discorsi, trovi la soluzione che si nasconde dentro di lei.
Qualsiasi passione, anche la meno sensata, potrebbe essere quella che la porterà ad arrivare a se stessa: emergerà il talento a scapito del disagio!

Il libro è rivolto alle famiglie che hanno figli con sindromi autistiche e disturbi pervasivi dello sviluppo.
Sicuramente anche a coloro che cercano una risposta al ritiro sociale dei propri figli e che, non si avvicinano agli specialisti per paura di diagnosi feroci.
È di interesse anche per chi, per ragioni diverse, ad esempio didattiche ed educative o di amicizia, può cogliere l'idea di poter almeno provare a migliorare l'andamento scolastico, relazionale, sociale ed educativo di ragazzi diversi, chiusi o bizzarri, diagnosticati, non diagnosticati od in fase di diagnosi. Uno spunto per riflettere, per sensibilizzare, per creare una nuova possibilità di empatia sociale.
Lo leggeranno anche coloro che saranno curiosi e sorpresi nello scoprire che l'autismo non è sempre chiusura totale, ma è un modo silenzioso, bizzarro, diverso, attraente e attento di vivere il mondo con le proprie possibilità genetiche.
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