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Cosa resta del bianco

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203 pagine1 ora

Sintesi

Un trasloco, un incontro, una notte osservata con occhi guardinghi, un giardino tropicale, la fermata di un bus, un villaggio che assiste al ritorno di stranieri misteriosi, un amore irrisolto in bilico tra sensualità, rancore e nostalgia, la pazzia di un polacco dalla vita inspiegabile, un viaggio senza destinazione.
Queste prose brevi raccolgono i frammenti di un quotidiano filtrato attraverso una lingua sempre in bilico tra la prosa e la poesia, tra la descrizione minuziosa dei dettagli e la potenza allusiva di ciò che non si vede ma fa capolino dietro la realtà concreta.
I testi cercano di far venire a galla le cose nascoste dietro la realtà visibile, ma senza negarsi all’esperienza quotidiana con i suoi enigmi e dubbi. “Cosa resta del bianco” ci lascia, alla fine della lettura, la sensazione di aver accumulato delle domande in più, dei dubbi in più, ma forse anche uno sguardo più attento alle piccole illuminazioni che rendono poetica e vivibile anche la più ostile realtà.
La scrittura levigata e talvolta elementare risuona ed emerge appassionata e consapevole per dare forma agli eroi grotteschi di una umanità in apnea, commovente, fiabesca e soprattutto mai banale.

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