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Nell'Aria Nel Vento e Nella Pioggia (Racconti di Fantascienza)

Nell'Aria Nel Vento e Nella Pioggia (Racconti di Fantascienza)

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Nell'Aria Nel Vento e Nella Pioggia (Racconti di Fantascienza)

Lunghezza:
78 pagine
55 minuti
Pubblicato:
Jul 3, 2013
ISBN:
9781301982141
Formato:
Libro

Descrizione

*** Più di 800 Copie Scaricate! ***

*** Contiene il Racconto "Il Cubo", vincitore, nel febbraio 2103, del concorso indetto da Talemotion.com ***

Dodici racconti fantastici, dodici racconti di fantascienza, uno diverso dall'altro. Storie Surreali e improbabili. Tutti i temi classici della Fantascienza riuniti in questo volume unico. Robot, Chip neurali, Viaggiatori nel Tempo e altro ancora vi accompagneranno in una lettura senza soluzione di continuità. Gli Omaggi ai grandi scrittori della Fantascienza sono molteplici: da Isaac Asimov a Philip K. Dick fino a Richard Matheson.
I racconti sono stati protagonisti di vari concorsi e pubblicazioni, vincendone alcuni e perdendone altri.

Dalla Prefazione di Luca Masali:
"Qui da noi, nell’estrema periferia dell’impero, terra depressa dove si parla solo di tasse, anche le soddisfazioni letterarie sono da premio di consolazione. Ma ogni tanto qualche perla la si vede, come in questa rutilante raccolta di racconti di fantascienza, piena di trovate fulminanti e visioni che in pochi hanno osato sognare: coperte per viaggiare nel tempo, robot diventati sans papier elettronici, clandestini per legge, anzi, “negri” digitali; videogiochi con un anima stanchi di ammazzare goblin, mostri che amano la birra e usano disgustosi mariti come lattine da aprire sul divano. Un immaginario fresco, moderno, scanzonato e a tratti persino poetico. A parte lo pseudonimo, Shoulderblade non delude mai, non è mai banale nel suo raccontare. L’autopubblicazione è diventata matura, e Giuseppe Scapola ne è un bell’esempio."

Titoli dei racconti contenuti nella raccolta:

La Ricerca
Cronocoperte
Il Giorno in cui il Robot iniziò a pensare
Ma non si stanca mai?
Nell'Angolo
Ultime immagini di una Rètina sfuocata
Rapimento!
Nell'Aria Nel Vento e Nella Pioggia
Non vi è Luogo
Prima di aprire gli Occhi
Il Cubo
World Never Ends

Pubblicato:
Jul 3, 2013
ISBN:
9781301982141
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

"Giuseppe Scapola Classe 1980, vive a Torino e Scrive di Fantascienza. Al suo attivo molti racconti di Sci-Fi. Vince, nel Febbraio 2013, il Concorso indetto da Talemotion.com con il racconto "Il Cubo", tradotto anche in lingua inglese. L'Autore pubblica nel 2005 con Ed.Associate (Writhink) e sempre nel 2005 nell'Antologia "Navigando Nelle Parole", Edizioni Il Filo."


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Ricerca

Racconto pubblicato sul sito dell'Associazione culturale La Steppa On-Line, nella sezione fantascienza.

Avrebbe dovuto già avvistare Arad da un paio di minuti. La strada però era ancora deserta, solo un lieve crinale davanti alla sua macchina.

Il cielo era limpido, senza alcuna nuvola che ne offuscasse la tiepida luce. Superò il crinale e vide subito la Città di Arad, meta iniziale della sua ricerca.

La sua Ricerca.

Gli era stata assegnata una ben strana ricerca e gli era stata fornita una poco loquace tabella su cui vi erano indicate le distanze in linea d'aria tra le varie città rumene.

Lui non si chiese il motivo di questa strano compito. Era il suo lavoro, e lo svolgeva senza fiatare. Eseguiva gli ordini che gli erano inviati - nelle più strambe maniere, c'era da dire - e ne trasmetteva i risultati alla sua società.

Arad era completamente deserta. Parcheggiò l'auto e scese in cerca di qualcuno. Si guardò attorno.

Silenzio totale.

Si incamminò in cerca di qualche locale aperto. Per strada incontrò una vecchia, vestita di tutto punto, che spingeva, con evidente indolenza, uno sporco passeggino che ospitava un neonato dormiente.

«Ehm, scusi, saprebbe indicarmi un locale in cui mangiare un boccone?» chiese lui.

La vecchia si fermò e lo guardò con occhi vacui. Con una mano scheletrica indicò una direzione.

Lui ringraziò e fu felice di allontanarsi da quel lugubre esemplare di donna.

Entrò nel locale birreria Mesc Frumosc e gettò un'occhiata veloce agli avventori. Un mormorio sommesso faceva da sottofondo al tintinnare di bicchieri smossi dal vecchio locandiere.

«Salute! Una Birra grazie!» chiese lui.

La birra apparve sul bancone in pochi secondi. Lui cercava di imbastire un discorso dal quale poi trarre informazioni per la sua ricerca.

«Le potrei consigliare di prendere la strada che porta a Sibiu, è abbastanza scorrevole e poco trafficata» disse il birraio «anche se, forse, il percorso per Timisoara è più breve...»

«Grazie»

Decise di passare la notte in macchina. Vi era abituato.

Chiuse la sicura dello sportello e si sistemò alla meglio. Chiuse Gli occhi.

Flash.

Si risvegliò di colpo, con la netta sensazione che delle persone lo stessero guardando attraverso il parabrezza dell'auto.

Non c'era nessuno. 3.52.

Decise di rimettersi in viaggio. Non voleva più addormentarsi. Accese l'auto aspettando che si riscaldasse un po' il motore...guardò nello specchietto retrovisore. Una sottile nebbiolina si stava alzando dal tubo di scappamento. Guardò ancora perché gli era parso di scorgere qualcosa. Si girò per guardare meglio.

Federico Gravina rientrò nel suo ufficio dopo la pausa caffè durata 3m e 42s. La porta a vetri si aprì automaticamente. Il palazzo era deserto, a parte gli agenti di sicurezza ai piani inferiori. Gli unici pubblici accessi alla struttura.

Si sedette alla sua scrivania e gettò il bicchiere vuoto del caffè nel cestino della spazzatura.

Il PC era acceso e il cursore del Java Compiler lampeggiava e aspettava, famelico, nuove righe di codice.

Con un sospiro di stanchezza si rimise al lavoro.

Ma, In realtà, non stava lavorando.

La strada era lunga. L'Auto scivolava silenziosa nella notte. Un rumore cupo costante sull'onda della terra bruna.

Si era messo frettolosamente in viaggio dopo aver visto quella cosa dietro la sua macchina.

Era sulla strada per Timisoara già da tre quarti d'ora e l'ambiente esterno non era cambiato per nulla. Da quando si era risvegliato aveva quella sensazione scura che gli attanagliava lo stomaco. Cercava di guardare fisso davanti a sé la strada che indifferente gli si dipanava davanti. Non poteva aver visto quella cosa all'esterno dell'auto. Quelle erano visioni che si presentavano solo in alcuni film. Film di fantascienza. Cercò di ricordarsi il nome di quello che aveva proprio avuto un grande successo ultimamente... si chiamava... si chiamava... niente, non riusciva a ricordarselo. Tornò a guardare la strada.

Federico Gravina lavorava alacremente sulla tastiera del computer con la speranza che le guardie non facessero il loro giro di ispezione. Gli mancava ancora parecchio perché potesse porre fine al suo progetto e le ore della notte erano le sue uniche alleate. Di giorno doveva far finta di niente e sedere alla sua scrivania cercando di far buon viso a cattivo gioco. Il gioco che conducevano i suoi colleghi, ignari e tranquilli, su quello che stavano facendo. Guardò il monitor del pc: trecento righe di Java stavano per essere ricompilate; prima di schiacciare il tasto f9 ricordò per un attimo i tempi della sua tesi di laurea. Il tasto venne premuto e una scritta lampeggiante invitò l'uomo ad attendere.

Controllò la tabella delle distanze e eseguì una fugace correzione. Lasciò l'auto in un

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