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Il Baffo del Dittatore

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Sintesi

Se lo avessero saputo non lo avrebbero mai catturato, anzi si sarebbero ben guardati dal farlo.
Il fatto è che lui quel giorno sembrava un cane e loro presero il cane.
Quel giorno faceva molto freddo.
Era una settimana che faceva un freddo così e la gente non ne poteva più.
In realtà la gente non ne poteva più di molte cose, ma di tutte le altre era proibito lamentarsi. Così tutti finivano per lamentarsi esageratamente del freddo, concentrando sulle condizioni atmosferiche tutte le loro pene.
Era per il freddo che non c’era il pane, sempre per il freddo che non c’era il latte. Per il freddo la carne non c’era più da molto tempo e ancora a causa del freddo la gente spariva.
Così grazie al freddo potevano parlare di tutto quello che volevano, perché tutto quello che volevano dire non si poteva dire: era vietato.
Ma a lui (quello che sembrava un cane) di tutto quello che era vietato non importava un bel nulla e niente e nessuno avrebbe potuto impedirgli di dire quello che pensava.
Lui aveva una vecchia pelliccia grigia, non aveva alcun nome e aveva cinque anni e a parte questo non aveva altro.
Anzi non è vero, un nome lo aveva, ma se adesso lo dico suonerebbe troppo strano, così lo saprete solo tra qualche pagina.
In realtà era un nome che ciascuno interpretava a suo modo, ma comunque lo rese sempre riconoscibile.

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