Food&Wine Italia

Fragrante Procida

ci sentiamo tutti Michael Radford che inquadra per la prima volta Massimo Troisi nell’incipit de Il Postino: possiamo fotografarla, possiamo farcela raccontare, ma molto del senso di questa isola ci verrà precluso. Più volte fortificata e saccheggiata (in ultimo nel Cinquecento dai Saraceni), solo di recente ha fatto i conti con il proprio destino turistico – romantico e slow – sensibilizzando il carattere dei procidani, schivo e diffidente come la costa frastagliata che li preserva, umorale come le zone basse e sabbiose (su tutte l’ex spiaggia di Pozzo Vecchio, ribattezzata appunto del Postino) che contribuiscono ad aprire i loro animi. A venirci incontro, però, è la sua stessa fragranza, quella che quando si sbarca al porto di Marina Grande invita a non fermarsi al primo bar per andare alla conquista del dolce simbolo di tutta una comunità: la lingua di Procida. Una friabile doppia sfoglia ripiena di crema pasticcera (le varianti con limone e cioccolato sono più recenti) che non dà

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