Uomini e Donne Magazine

La villa dei sogni

La vita di Gemma

GRANDI AMORI, FORTI LEGAMI, ESPERIENZE INDIMENTICABILI: VI RACCONTIAMO LA VITA DI GEMMA DAL PRIMO GIORNO

La scorsa settimana vi ho raccontato il mio avventuroso arrivo alla villa di Ennio nella provincia di Udine: dopo essermi sistemata nella camera che aveva preparato appositamente per me, mi presi qualche minuto per rinfrescarmi. Poi lo raggiunsi in cucina, dove aveva improvvisato una serie di stuzzichini in modo informale e disordinato, ricordo il prosciutto ma una signora dolcissima e accogliente che mi propose di fare una passeggiata in giardino, per curiosare un po‘ intorno. Che meraviglia davanti ai miei occhi: un‘intera piantagione di kiwi, alberi da frutto ovunque, di cui ricordo in particolare un ciliegio con i rami appesantiti dall‘enorme quantità di frutti e una scala appoggiata all‘albero, che tentazione quasi irresistibile! Con la mente, infatti, tornai alla cascina della nonna dove, da bambina, ero solita mangiare la frutta staccata direttamente dagli alberi, a cui lei dedicava tantissime cure. Nell‘esplorare questa interminabile tenuta ero seguita al passo da Birillo, con cui scoprivo piante di rose e di una varietà di fiori di ogni tipo, con questa casa tutta rossa sullo sfondo che, pur essendo lì solo da qualche ora, aveva per me un non so che di familiare. Tutti quei fiori mi fecero venire voglia di apparecchiare la tavola per Ennio “a modo mio” e, così, con delle ortensie meravigliose, preparai un centro tavola talmente delicato che lui li scambiò per una varietà di insalata e mi chiese soltanto se era commestibile, vi rendete conto? Per fortuna ero piena di gioia per il suo arrivo e lui mi contraccambiò in egual misura, ma con un velo di equilibrio e pudore, considerata la presenza della governante. Trascorremmo insieme il resto della giornata: prima con un giro per Udine, poi mi presentò figli e nipoti, cosa che mi rese incredibilmente felice e, per finire, cena a Lignano sul mare, in un ristorantino a lume di candela, intimo e romantico, proprio come due fidanzatini novelli. Rincasammo molto sereni, come se ci conoscessimo da tempo e sorridenti per la nostra prima, bellissima serata insieme. Il giorno dopo tornai a Torino con il cuore felice, non solo per l‘entusiasmo che tutti abbiamo all‘inizio di una relazione, ma per la delicatezza con cui Ennio si era approcciato a me: senza correre, contenendo la passione, rispettando i tempi di entrambi, gustandoci appieno i preliminari della nostra conoscenza. Trovavo tutto questo incredibilmente romantico e sentimentale, tipico di un uomo d‘altri tempi, e tenevo a mente le sagge parole di Pablo Neruda: «Soltanto l‘ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità».

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