TRAVEL & SPA

Alessandro D’ANDREA

Come vanno le cose?

«In questo momento di crisi ci siamo dati un codice in base al quale bisogna chiedersi come va, stare bene di salute, e verificare che si abbia sempre la forza di affrontare il domani. Poi, ovvio, il contingente attuale è comunque negativo, ma a che serve ripeterselo? Anche se ce lo diciamo, purtroppo le cose non cambiano! E comunque, in questa fase, già non avere problemi di salute è un grande vantaggio: ci permette di guardare con ottimismo al futuro, sperando di poterci arrivare bene e di poterlo affrontare nel migliore dei modi. Anche se non è sempre facile, soprattutto per il settore del turismo: in particolare, nel campo alberghiero per il futuro non possiamo fare nulla, stiamo vivendo una situazione di passività tremenda, non c’è niente che sia nei nostri poteri per poter intervenire».

Proprio alla luce di questa incertezza, potrebbe essere necessaria una riscrittura di quelli che sono i paradigmi del turismo. Che messaggio si sente di dare, rappresentando un’importante associazione di albergatori, ai nostri lettori che vogliono tornare a viaggiare?

«Quello che mi preme dire ai viaggiatori per prima cosa è che noi

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