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La privacy nella pandemia

la protezione dei dati personali era uno di quegli argomenti politici un po’ incerti che gradualmente stava assumendo contorni più definiti nei corridoi del potere, da Bruxelles a Washington a Sacramento. In Europa, un nuovo severo regolamento ha dettato i tempi anche per il resto del mondo. Negli Usa, il Congresso si stava lentamente accordando su linee guida nazionali, incoraggiato dalle grandi aziende tecnologiche in cerca di chiarezza (e voce in capitolo nel processo legislativo). Oggi, con il nuovo Corona-virus che tiene in pugno il mondo, quegli accordi sono stati sostituiti dalla realtà: la cosa migliore per la sanità pubblica è avere meno privacy

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