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E-CIG E ‘SCALDA TABACCO’, MENO DANNI DELLE SIGARETTE?

presentato a maggio dall’Istituto Superiore di Sanità rivelava che in Italia ci sono 11,6 milioni di fumatori, cioè il 22,3% della popolazione, e che di questi il 65% prova a smettere ma senza riuscirci. Parallelamente, almeno nel 67,8 per cento dei casi, ci sono anche 1,3 milioni di fumatori di sigarette elettroniche (chiamati, in gergo, ‘svapatori’). La letteratura scientifica sugli effetti delle e-cig è ampia ma ancora non definitiva e univoca, per cui è difficile dire se queste facciano male. Secondo uno studio del 2015 dell’agenzia britannica statale ‘Public Health’, una sigaretta elettronica è per il 95% meno dannosa rispetto a una tradizionale. Ma in Italia, dopo i casi dei decessi avvenuti negli Stati Uniti e legati all’uso di questi dispositivi, l’Istituto Superiore di Sanità ha diramato un’allerta di livello 2 (il massimo è 3) sulla “grave malattia polmonare tra le persone che svapano, con causa sconosciuta”, chiedendo

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