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MILANO

l futuro prende vita in passerella a Milano. È un futuro all’insegna della sostenibilità. È una necessità, una svolta. L’ecologia diviene la nuova filosofia tessile, materica ed estetica. Lega armonia e funzionalità, responsabilitàedinnovazione, tradizione ed etica. Rinnova. Trasforma. Sagoma. Modella. Dosa. Bilancia. Vi è un ritorno. Gli indumenti si spogliano di orpelli e ornamenti. Evitano gli eccessi. Scelgono la linearità e la pulizia. Presentano un minimalismo spontaneo, equilibrato. Mostrano volumi rilassati, tagli sartoriali e definiti, profili rigorosi, geometrici. Esibiscono materie prime pregiate, naturali. Prediligono lino, cotone e garza. Sono tuniche, capospalla taglienti, tailleur di calce e d’ardesia. Si tingono di colori neutri, pacati, controllati. Evocano uno stile sobrio, immutabile. Poi la passerella vibra di nuove tonalità. Emana nuove fragranze. Diviene un canto tessile. Risale la clessidra del tempo, attraversa i secoli. Unisce stoffa e sentimento. Racconta. Intona. Risuona. Torna all’origine della poesia, si fa . Sbocciano rose, viole, garofani sui tessuti, come grappoli di fiori primaverili. Sete, organze e chiffon scrivono un poema visivo. I drappeggi e le plissettature danno vita ad una danza inedita. Le scollature profonde e le trasparenze intessono un dialogo sinuoso, che richiama alla mente gli antichi componimenti romantici. Gli abiti eterei compongono un’ode alla leggerezza e alla gentilezza. Infine Milano si trasforma in una Diviene una foresta impenetrabile, una distesa misteriosa che si estende lungo i tropici. I capi ospitano palme, zebre e giraffe. Sono uniformi coloniali. Sono minidress di paillette e cristalli. Sono intrecci di rafia, frange fluttuanti, morbidi volant. Stampe animalier e floreali irrompono sulle sete, emanando uno charme esotico e selvatico. Un vento bohémien soffia tra i cotoni e le organze, portando in scena un’estetica tropicale, ad alto tasso cromatico. Un’aria monsonica travolge il défilé, proietta lo sguardo verso un nuovo domani, un avvenire ancora tutto da scrivere, una stagione votata alla riflessione e alla tutela dell’ambiente. Per un futuro essenziale, lirico, esotico.

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